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Arrestati 11 parlamentari curdi, la Turchia blocca l’accesso ai social media

Dopo gli arresti dei suoi deputati, tra cui i coleader Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag, il partito filo-curdo Hdp terrà sabato 5 novembre alle 14 locali (le 12 in Italia) una riunione d’emergenza a Diyarbakir, ‘capitale’ curda nel sud-est della Turchia.

Al contrario per Agramunt “l’arresto dei parlamentari invia il messaggio opposto, in particolare nella situazione attuale dopo la recente chiusura di 15 media curdi e il raid contro Cumhuriyet, uno dei maggiori quotidiani del Paese”. Sono tutti accusati di terrorismo: l’HDP non sarebbe altro che il braccio politico dell’organizzazione paramilitare curda PKK, Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Ha continuato dicendo che ‘La reazione a questo atto dirà come la vicenda proseguirà e con che risultato’. L’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, ha scritto su Twitter di essere “estramamente preoccupata” dall’accaduto. A cominciare da quei principi di democrazia liberale evidentemente malsopportati, che avrebbe voluto annientare attraverso una riforma costituzionale ma che ha più rapidamente azzerato attraverso questa sorta di controgolpe. Il blitz, a Diyarbakir e ad Ankara, è partito dopo mezzanotte.

Sempre in Europa il capogruppo degli europarlamentari socialisti e democratici, Gianni Pittella ha affermato: “Gli europarlamentari socialisti e democratici sono sconvolti per gli arresti dei leader e dei deputati Hdp“. La denuncia arriva il gruppo Turkey Blocks che, sul proprio sito internet, parla di restrizioni anche ai servizi di WhatsApp e Instagram. I sospetti, ha aggiunto Anadolu, non hanno risposto ai procuratori. “La Turchia deve salvaguardare la sua democrazia parlamentare, incluso il rispetto per i diritti umani e per lo Stato di diritto”.

Come previsto dall’accordo, grazie a una sorveglianza capillare, la Turchia ha davvero fermato il flusso di morti che lo scorso anno ha fatto del mar Egeo un cimitero.

L’HDP è il terzo partito nel parlamento turco con 59 seggi su 550 totali. “Preoccupato per arresto stanotte di @hdpdemirtas e altri deputati Hdp in Turchia“.

Fonti di Palazzo Chigi rendono noto che anche il premier Matteo Renzi sta seguendo con grande preoccupazione gli eventi delle ultime ore in Turchia. Secondo Turkey Blocks, l’oscuramento è legato all’arresto di 11 parlamentari del partito pro-curdo Hdp, nell’ambito di indagini antiterrorismo. L’Europa aveva promesso 3 miliardi di euro ad Ankara entro luglio, ma nonostante le visite di Angela Merkel e Donal Tusk, solerti nel complimentarsi con la Turchia per i progetti realizzati, meno di 250 mila euro sono giunti, a oggi nelle casse turche. La retata è stata commentata dal ministro della giustizia, Bekir Bozdag, con queste raggelanti parole (almeno per coloro che ritengono i parlamentari intoccabili nell’esercizio delle loro funzioni): “La stessa giustizia che si applica a tutti i cittadini si applica anche ai parlamentari”.

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