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Dove vedere Napoli – Atalanta Streaming Gratis Diretta Live Tv Link in chiaro (20:45 Rojadirecta )

Come Vedere Napoli – Atalanta Streaming Gratis è possibile per tutti oggi Domenica  27 agosto alle ore 20:45 grazie a Mediaset e Sky che trasmetteranno la partita su Sky Super Calcio, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, anche in HD (alta definizione), e su Premium Sport e Premium Sport HD.

Napoli – Atalanta  seconda giornata del campionato di Seriae A. Alle 20:45 il match tra Milan  – Cagliari. Si gioca per la Serie A  edizione 2017-18. streaming gratis per gli abbonati con Sky Go e Premium Play, app alle quali possiamo accedere con laptop, computer, smartphone e tablet.

Come possibili alternative per vedere Napoli – Atalanta, ci sarebbero, in via non del tutto ufficiale, Video YouTube, Facebook Live-Stream e Periscope. Il raccoglitore internet di links online gratuiti Rojadirecta non è più da considerarsi valido, perchè dichiarato illegale in Italia già da un bel po’ di tempo.

È ancora tutto in salita l’avvio di campionato dell’Ata- lanta: dopo la Roma dovrà vedersela col Napoli al San Paolo. E sebbene proprio il Napoli evochi dolci ricordi a Gasperini (la vittoria contro i partenopei a Bergamo diede il via alla riscossa nerazzurra culminata con il quarto posto della passata stagione), la squadra di Sarri resta una delle favorite al titolo e dunque uno
scoglio diffìcile da superare. «Sarà un test importante per noi – ha detto Gasperini -. Se sapremo tenergli testa avremo più sicurezza nell’affrontare le avversarie europee». Intanto il mercato continua ad agitare le acque nerazzurre. Se il “caso Spinazzola” sembra arrivato al suo epilogo (ovvero l’Atalanta non intende lasciarlo partire facendo valere gli accordi contrattuali, Gasperini in
sala stampa ha lanciato un messaggio alla società: «Ho chiesto qualcosa alla società, so che sarà difficile ma spero di poter essere accontentato. Mancano piccole cose molto importanti».
Tornando a Spinazzola, ufficialmente perdonato da Per- r cassi, Gasperini ha fatto sapere che non entrerà in campo seppur convocato. «Non ha ancora smaltito la situazione derivata dal suo comportamento e non sarà della partita».

Lo sforzo finale. Per chiudere a punteggio pieno il primo segmento di stagione, il Napoli deve cancellare il fantasma della bestia nera dello scorso campionato: l’Atalanta, unica formazione ad aver battuto gli azzurri due volte su due, senza aver subito nemmeno un gol dall’attacco nucleare della serie A. E’ una ragione in più per aiutare Sarri a caricare questa partita che giunge al termine di 11 giorni-chiave per il prosieguo della stagione, con l’approdo ai gironi di Champions in barba al Nizza e il successo all’esordio in campionato sul campo mai facile dell’Hellas. In una Napoli ancora mezza vuota per le vacanze estive, stasera ci sarà il primo controesodo grazie al pallone, con un San Paolo dal colpo d’occhio di almeno 30mila spettatori. Come verrà accolto Reina, dopo la bufera della richiesta ufficiale avanzata dal Psg e con il placet del portiere spagnolo? Con il solito incitamento ed il calore raddoppiato di una tifoseria che lo stesso Pepe ha eletto a sua seconda famiglia. La gente di Napoli crede in lui, nel leader dello spogliatoio e si aspetta di vederlo in campo, come sempre. Reina ci sarà, è nella lista dei convocati, dimostrando uno spessore di gran lunga superiore agli altri indecisi di questo scorcio di mercato. Nell’estate dei certificati medici e dei calciatori non convocati dagli allenatori perché “poco sereni” (leggi, i vari Keita, Spinazzola e Schick), il lider maximo del Napoli farà affidamento sulla sua professionalità, aspettando di capire cosa e se succederà qualcosa entro giovedì prossimo. Il presidente De Laurentiis ha ribadito la sua volontà di andare avanti con Reina fino alla scadenza del contratto, rendendo vani gli assalti parigini con quei 7 milioni offerti per il suo cartellino ed il triennale da 3,5 a stagione. Stasera si gioca e allora scatta la tregua sul gran finale di un mercato in cui il club azzurro vuole risolvere brillantemente i casi Reina e Ghoulam, oltre a verificare la possibilità di integrare la rosa di Sarri con un ultimo innesto. Toccherà a Maggio sostituire lo squalificato Hysaj e riprendersi il lato destro di una difesa che non dovrebbe cambiare volto. Il consueto ballottaggio di centrocampo questa volta dovrebbe essere vinto da Zielinski su Allan, mentre l’attacco dovrebbe restare invariato, Mertens permettendo. Il belga avverte ancora un po’ di fastidio al piede sinistro e Milik è ovviamente pronto a partire titolare.

Vendetta magari no, il termine è troppo forte, però conto in sospeso, beh, quello si: affare fatto. Torna il campionato al San Paolo, oggi alle 20.45, e soprattutto torna l’Atalanta: l’unica squadra capace di battere il Napoli due volte su due nella stagione precedente, nonché l’unica a non subire gol dall’attacco nucleare tinto d’azzurro. Basta per parlare di un conto in sospeso? Chiedere ai gemelli Insigne e Mertens, e poi a Callejon, Milik e Hamsik, l’unico dei magnifici cinque a non aver ancora messo la firma in calce alle prime tre dell’anno.
L’occasione, insomma, è molto giusta: sia per regolare le questioni, sia per continuare la marcia verso un sogno, pardon un obiettivo chiamato scudetto.

IL TABU’. E allora, caro Napoli bentornato a casa. Non in senso assoluto, perché il primo abbraccio con la città è già andato in scena con il Nizza in Champions, però quella di oggi sarà la prima al San Paolo del campionato più atteso degli ultimi venticinque anni. Inutile girarci intorno: per aspirare al tricolore, certe partite bisogna vincerle. A maggior ragione se l’avversario di giornata, neanche un anno fa, ha (meritatamente) rosicchiato sei punti alle ambizioni da grande della squadra di Sarri. Atalan- ta-tabù, magari Spacca- napoli e infallibile sentenza della stagione precedente sia a Bergamo, sia a Fuorigrotta. Una disdetta.

FORZA RAGAZZI. Il fatto, però, è che l’attacco azzurro raramente stecca, e considerando quanto s’è visto a Verona e poi nella doppia di coppa, da Insigne a Mertens sono già tutti in palla. E anche la media realizzativa è perfettamente in linea con il recente ed eccezionale passato: 7 gol in tre partite per inseguire, e magari migliorare i risultati finali delle due epoche targate Sarri: 106 e 107 reti con lo scettro dei migliori nella mano destra.

Notevoli anche i risultati difensivi: Reina battuto soltanto una volta, da Pazzini a Verona, su rigore. IL CAPITANO. Per quel che riguarda i singoli, finora hanno già segnato tutti gli attaccanti: Milik in campionato e gli altri tre in Champions tra l’andata (Dries) e il ritorno (Lorenzino e Callejon). Poi Ghoulam, il vero inedito del Bentegodi, come inedito è il digiuno di Hamsik: il quarto membro del poker d’assi che nella stagione precedente riuscì a raggiungere per primo la doppia cifra in Europa. Il capitano, tra l’altro, è tornato a caccia del record di Ma radona: 115 gol complessivi con la maglia del Napoli per Diego, 113 per Marek. E ciò significa che ogni partita potrebbe essere quella giusta. Anche quella di oggi con l’Atalanta.

Dunque, la lista prima di tutto, punti fermi a parte. Torna Perin, terzo portiere; c’è Spinazzola (reintegrato finalmente nell’Atalanta), preferito al mancato compagno De Sciglio e a Zap- pacosta; disco verde anche per Bernardeschi (pur ancora ai margini della Juve e lontano dalla forma migliore) e per El Shaarawy, scelti in vece di Di Francesco e Verdi. A metà campo, fiducia a Montolivo a
due mesi dal suo rientro nazionale (e fu proprio lui, contro l’Uruguay, a prendere brillantemente il posto di Marchisio, di nuovo ko); sì a Pellegrini, no a Gagliardini.

E’ questo il quadro delle scelte di Gian Piero Ventura, rese note ieri a metà pomeriggio, a una settimana dal big match del Bernabeu. E’ dunque scattata l’operazione Spagna (e Israele, attesa a Reggio Emilia il 5 settembre). Il ct ha convocato i suoi 25 azzurri (da stasera entro mezzanotte a Coverciano) che andranno a caccia dell’impresa (l’Italia ha vinto in terra spagnola una sola volta in 10 precedenti, nel marzo 1949), che aprirebbe in pratica le porte a Russia 2018. Lip- pianamente, dopo giorni di valutazioni attentissime, Ventura è ripartito dal gruppo con cui aveva chiuso la sua prima stagione agonistica, preferendo la continuità, rimandando nuovi inserimenti a ottobre, quando il quadro della qualificazione mondiale sarà più chiaro.

QUALE ITALIA. Da domani il ct lavorerà alla squadra per Madrid. Se il 4-2-4 sarà lo schema anti israeliano, per la Spagna si testeranno almeno un paio di schieramenti: il 3-43 (con Candreva-Belotti o Immobile-Insigne davanti a Verratti-De Rossi), e il 3-5-2 (ma anche la difesa a 4). Nodi da sciogliere: Barzagli o Rugani, con Bonucci e Chiellini. E quali esterni alti e bassi, con Insigne uomo del momento.

Qualcuno vorrebbe farlo diventare Pepé, alla francese, ma lui oggi sarà al San Paolo in veste di Pepe. Reina. Il portiere del Napoli: fino alla fine di questa storia(cda) con il Psg; fino alla fine della stagione, secondo il club azzurro. Fatto sta che la domenica sarà molto strana per tutti: per lui, in questo momento quasi separato in casa ma regolarmente in campo dal primo minuto; per Sani e lo spogliatoio, di cui è leader e punto di riferimento; per il popolo del San Paolo. In ansia per la situazione tanto quanto la squadra: e non tanto per la prospettiva di perderlo, esclusa dalla società soprattutto per l’impossibilità di trovare un degno sostituto in pochissime ore, ma perché il meccanismo è delicato assai. E rovinarlo sarebbe un delitto.

LA SCUOLA. E allora, gli strascichi del mercato: indesiderato giocatore numero 12 in occasione della partita con l’Ata- lanta. Il Napoli cerca la quarta vittoria consecutiva e ulteriori conferme dopo Verona e il Nizza, ma inevitabilmente occhi e riflettori seguiranno con particolare attenzione anche la notte di Reina. Il portiere in scadenza che il Psg vorrebbe portare a Parigi dopo Neymar e Mbappè offrendo 6 milioni e il prestito di Areola al Napoli, e un biennale con opzione per il terzo anno da 4 milioni a stagione a Pepe più bonus. Una chance che, dopo il tramonto dei negoziati con il Napoli, il giocatore vorrebbe cogliere. Soprattutto all’alba del trentacinquesimo compleanno. Indizio ulteriore? I Reina non hanno ancora confermato l’iscrizione dei figli alla solita scuola privata.

IL TEMPO. Il fatto, però, è che il tempo a disposizione del Napoli per acquistare uno dei sostituti individuati, e dunque Rulli (Real Sociedad) e Rui Patricio (Sporting Lisbona) su tutti, è davvero troppo poco: il mercato chiuderà giovedì, guarda caso il giorno del compleanno di Reina. Che oggi, nel frattempo, andrà in campo dall’inizio: è lui stesso ad aver chiesto a Sarridi giocare; è lui ad aver chiarito sia al tecnico sia ai compagni di non essere assolutamente distratto dalla situazione e di voler onorare l’impegno. Il nodo, però, dovrà essere sciolto in grande fretta: sia perché domani Pepe volerà a Madrid per gli impegni della Nazionale – proprio come faranno anche Rulli e Rui Patricio -, sia perché, giova ripeterlo, la situazione non fa bene all’umore. Del Napoli.

CLAUSOLA GHOULAM. Parallelamente prosegue anche la trattativa per il rinnovo di Ghoulam: sontuosa l’offerta del club azzurro, con ingaggio da top e clausola da 25 milioni di euro circa valida per l’estero. Il vero nodo: è l’ammontare della finestra d’uscita a non convincere il mancino d’Algeria. Si discute. Con ottimismo.

A volte ritornano e sono sensazioni piacevoli, diverse dalle solite: particolari. E lo è ogni vigilia ma questa più d’altre, perché all’età di 35 anni è ancora possibile sentirsi protagonisti di una squadra che intanto è cresciuta, ha attraversato il tempo ritrovandosi a convivere con la propria grandezza, quasi sfiorandola. Maggio, che oggi sostituirà lo squalificato Hysaj a destra, è un superstite del progresso. Come Hamsik. E ne è orgoglioso testimone.

BANDIERA. C’era già prima (dal 2008) e sa cos’è accaduto. Ricorda perfettamente che questo gruppo – di cui è fiero vice capitano – è la conseguenza di un progetto, s’è nutrito di intuizioni e obiettivi, ed ora insegue l’ennesimo traguardo, che è più simile ad un sogno. Passerà an che dal match di questa sera contro l’Atalanta, che è – storicamente – diversa dalle altre: rievoca precedenti infelici e rimpianti consolati nel tempo. La partita nella partita coinvolgerà Maggio e il suo destino, la sfida contro la carta d’identità che è un banalissimo dettaglio, certamente non un ostacolo.

SEI MESI FA. Il terzino ritroverà una maglia da titolare (in gare ufficiali) a sei mesi dall’ultima volta. Era il 28 febbraio scorso, allo Stadium di Torino, contro la Juve e in Coppa Italia, in quella semifinale – che finì 3-1 – macchiata da episodi arbitrali, da polemiche, da rabbia accumulata. Alle porte della sua decima stagione, Maggio ripartirà dalle 288 presenze complessive raccolte a Napoli, però anche dalle 26 delle ultime due annate, frammenti di una carriera che a un certo punto ha conosciuto la concorrenza – leggasi Hysaj – ma non ha smarrito la professionalità prestata allo sport.

E poi, ed è una curiosa coincidenza, Maggio – spesso utilizzato in estate ed apparso in buona condizione – ripartirà proprio dall’Atalanta, ovvero l’ultima squadra contro la quale ha avuto la possibilità di esprimersi in campionato. La ricordano in molti quella partita, era datata 25 febbraio: subentrò ad Hysaj nel finale, poco più di dieci minuti di un match ormai segnato, poi vinto dai nerazzurri per 2 a 0. Maggio s’intrufolerànel senso di riscatto collettivo, facendolo anche proprio: ad esempio contro lo scetticismo, sgretolando le perplessità di chi si lascia ingannare dell’età. Certe abitudini non si dimenticano.

Che piacere ritrovarsi tutti insieme, discutere di frivolezze ingannando l’attesa. Il calcio dalla prospettiva dei tifosi: di chi lo vive ad un passo, di chi sfugge alle tentazioni della comodità, di chi considera lo stadio – e quindi il San Paolo – un luogo unico, sacrificato dalla presunzione del tempo, meritevole d’attenzioni e dunque degno di essere frequentato ancora, più di prima. È per questo che in settimana, e da giorni, è caccia al biglietto per la sfida contro l’Atalanta (calcio d’inizio alle 20.45) e la prevendita annuncia una sorta di pienone, ha raccolto dati coerenti col trend del momento, con l’ottimismo contagioso che però non confonde, rende fortunatamente lucidi.

ENTUSIASMO. Sono stati già venduti oltre trentamila biglietti, sono andati a ruba soprattutto Curve e Distinti, si è riaccesa la passione di una città che s’era già ritrovata col Nizza ed ora tornerà a riabbracciarsi, anche senza la Champions e la sua infinita dose di magia. La previsione definitiva sarà affidata al caso: a chi s’è già prenotato per esserci s’aggiungerà chi deciderà di farlo solo tra poco, oppure adesso, o comunque a breve, nelle prossime ore. Tanti tifosi acquisteranno il tagliando poco prima che la partita cominci. Si faranno contagiare da amici, da colleghi di passione o semplicemente dai temi (prevbili) di una sfida che segnerà l’esordio in campionato del Napoli a Fuorigrotta.

CRESCITA. Probabilmente non s’arriverà ai 49.324 registrati col Nizza ma certamente si supereranno i 27.231 presenti lo scorso anno col Milan. Ed è un singolare confronto perché il battesimo casalingo dell’ultima Serie A coincise con un big match (vinto 4-2 dal Napoli) eppure l’entusiasmo era distante da quello attuale, ed anche i prezzi. La media spettatori nella scorsa stagione fu 36.858 presenze nelle gare di campionato. Oggi chi vorrà esserci potrà scegliere fra i 12 euro delle Curve, i 28 dei Distinti, i 40 della Tribuna Nisida, i 55 della Tribuna Posillipo o, ancora, i 75 euro della Tribuna d’Onore. Ma dovrà sbrigarsi, specialmente per i settori popolari, perché Napoli-Atalanta sarà molto più di una partita: si andrà oltre il calcio, come sempre.

FESTA. Sarà una festa per quel che accadrà in campo, per ciò che s’avvertirà dagli spalti, da una prospettiva privilegiata dove sarà possibile godersi l’ennesimo show, percependolo a modo proprio, e magari ammazzando il tempo – dall’ingresso fino al calcio d’avvio – raccontandosi storie di giustificata leggerezza. Il San Paolo ed il Napoli si ritroveranno e ripartiranno da un feeling speciale, esploso in sincero affetto, testimoniato dalle presenze, da record che si rincorrono, dal sorriso di chi non manca mai, dai rispettivi applausi. È un legame che coinvolge lo sport ed anche la tradizione, le abitudini di una tifoseria che – anche nel 2017 – volentieri rinuncia alla tivvù pur di esserci, pur spiare il calcio coi propri occhi, fidandosi delle proprie emozioni. E alla fine il dato complessivo sarà semplicemente un numero, andrà confondendosi in altri, diverrà termine di paragone per il futuro. Resterà la bellezza di una notte dalla quale lasciarsi travolgere. La prima volta (in campionato) non si scorda mai. Ed ha un sapore diverso: converrà esserci.

INSIGNE GUIDA LA PATTUGLIA DEI NAZIONALI
Lorenzo Insigne, inserito ieri dal ct azzurro Ventura nella lista dell’Italia che sfiderà Spagna e Israele nelle qualificazioni mondiali, è il nazionale numero tredici del Napoli. Mezza squadra in giro per il mondo, a partire da domani, a caccia del Mondiale 2018: oltre a Lorenzino, infatti, sono stati convocati anche Hamsik dalla Slovacchia per le partite con Slovenia e Inghilterra; Mertens dal Belgio, impegnato con Gibilterra e Grecia; Milik e Zielinski dalla Polonia per le gare con Kazakistan e Danimarca (quella che all’andata costò il ginocchio ad Arek); Reina dalla Spagna per l’incrocio con l’Italia di Insigne e la passerella con il Liechtenstein; Ghoulam dall’Algeria e Koulibaly dal Senegal per i doppi confronti in casa e in trasferta rispettivamente con lo Zambia e con Burkina Faso; Hysaj dall’Albania, alle prese come la Spagna di Pepe con il Liechtenstein e poi con la Macedonia; Rog dalla Croazia per le sfide con Kosovo e Turchia; Chiriches dalla Romania in occasione delle partite con Armenia e Montenegro; Maksimovic dalla Serbia, di scena con Moldavia e Irlanda; Mario Rui dal Portogallo, in campo con Faroe e Ungheria.

Occhio alle statistiche. Scorrendole, c’è un dato che crea apprensione nell’ambiente napoletano. I numeri ricordano, infatti, che nelle sfide tra Maurizio Sarri e Gian Piero Gasperini a prevalere, fin qui, è stato l’allenatore dell’Atalanta, l’avversario che il Napoli si ritroverà di fronte questa sera, al San Paolo, nell’esordio in campionato a Fuorigrotta. Tra serie A e B, i due allenatori si sono incontrati 9 volte, con un bilancio a favore di Gasperini che ha vinto 3 volte, pareggiato 5 e perso 1 (poi c’è un’altra vittoria di Sarri in Coppa Italia). Cifre, ovviamente, che restano tali e servono soltanto per creare un ulteriore confronto tra i due, reduci entrambi da una stagione esaltante. Il Napoli ha conquistato la partecipazione alla Champions League, passando per il playoff con il Nizza. L’Atalanta s’è conquistata l’Europa League al termine di un campionato di alto livello, nel corso del quale, proprio Gasperini è stato l’artefice della valorizzazione di diversi giovani sui quali ha puntato per venire fuori da una crisi che, altrimenti, avrebbe potuto travolgerlo, prima di Natale.

STRATEGHI Questa sera, si affronteranno due tra gli allenatore più strategici del nostro calcio. Innovatori, certo, al punto tale da personalizzare il gioco e l’atteggiamento delle rispettive squadre. Oggi, va di moda il sar- rismo, la nuova corrente tecnicotattica, che si sviluppa intorno a colui che in due anni ha creato un gruppo quasi perfetto, che ha conquistato l’ammirazione e la simpatia di mezzo mondo. E, gli amanti del bel gioco, guardano con interesse anche al lavoro di Gian Piero Gasperini, che ama lavorare prevalentemente coi giovani, coi quali ha iniziato la carriera di tecnico, allenando la formazione Primavera della Juventus. Da lì, il passaggio al Crotone e una crescita costante fino a conquistare l’Europa proprio con l’Atalanta. In effetti, entrambi hanno nel loro Dna calcistico il trequartista e le due punte, Sarri ha avuto in Sapo- nara un punto di riferimento necessario per il gioco dell’Empoli, quando sedeva su quella panchina. Uno schema che ha provato a riproporre anche nel suo primo anno di Napoli, ma dopo tre settimane, è stato costretto a riportare Insigne sulla fascia nel tridente con Callejon e Higuain. Stasera, Gasperini schiererà la difesa a tre con Kurtic alle spalle dei due attaccanti, Gomez e Petagna. Sarri si affiderà al suo abituale 4-3-3, lo schieramento col quale ha saputo valorizzare al massimo le qualità dei singoli.
BESTIA NERA Ritornando ai numeri, quelli della passata stagione sono da brividi, per il Napoli, nei due incontri con l’Atalanta: due sconfitte e zero gol fatti. L’unico avversario a tenere la porta imbattuta e a vincere andata (1-0 gol di Petagna) e ritorno (2-0 doppietta Caldara), contro il collettivo di Sarri, nello scorso campionato è stata proprio l’Atalanta. In tutta la stagione il Napoli ha segnato più volte a tutti, compresi Reai Madrid e Juventus, tranne l’Atalanta. Un precedente al quale Gasperini non ha voluto dare troppa importanza. «Napoli, per noi, è un test importante. Riuscire a tenere testa ad una squadra così forte potrebbe darci più sicurezze anche in considerazione delle sfide europee che ci aspettano», ha detto il tecnico bergamasco prima della partenza per Napoli. «Affronteremo una delle più forti squadre del campionato, insieme a Juventus e Roma, il Napoli sarà protagonista anche in questa stagione, sarà una partita con tanta intensità quella del San Paolo», ha concluso il tecnico bergamasco.

NAPOLI COLLAUDATO Diversa mente dall’Atalanta, che ha ceduto alcuni dei suoi giovani migliori e che non può disporre del ribelle Spinazzola, Sarri ha la certezza di una squadra già collaudata, che non ha avuto bisogno d’integrazioni, perché ritenuta difficile da migliorare sia dall’allenatore sia dal presidente. L’anno di esperienza in più comporta, in ogni modo, delle responsabilità maggiori: al Napoli è stato chiesto di non nascondersi, di dichiarare il proprio obbiettivo. È opinione generale che questo potrà essere l’anno giusto per conquistare il terzo scudetto della sua storia. Ma il tecnico napoletano preferisce un profilo basso, per non creare troppa pressione. Lui stesso, però, è consapevole che puntare al primo è diventato quasi un obbligo.

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