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Europa League Atalanta Everton Diretta Live Tv Streaming Gratis (Info – Rojadirecta)

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Come vedere Atalanta – Everton in streaming

Ovviamente la partita non sarà visibile in tv in chiaro, ma sarà trasmessa esclusivamente su Mediaset Premium sui canali Premium sport e premium Sport HD. E inoltre possibile guardare la sfida tra Atalanta – Everton su dispositivi mobili quali tablet, cellulare,, computer, attraverso le applicazioni Mediaset play mentre i non abbonati potranno acquistare la gara in pay per view. È possibile altresì seguire in diretta Atalanta – Everton su particolari siti che offrono canali tradizionali e soprattutto la copertura in diretta tv e streaming gratis di Atalanta – Everton .  Si spera che oggi vada un po’ meglio per italiane, infatti dopo la bruttissima sconfitta della Juventus contro il Barcellona per tre a zero e un difficile pareggio della Roma contro Atletico Madrid. Se state pensando di guardare in streaming gratis il match su Rojadirecta, vi segnaliamo che il sito è stato oscurato su territorio nazionale perché considerata illegale e quindi vi sarà praticamente impossibile seguire il match su questo sito.

Dove vedere Atalanta – Everton diretta Live Tv

Come abbiamo già visto, la partita potrà essere seguita sui canali a pagamento di Mediaset Premium e in particolare sul canale Premium sport con la diretta a partire dalle ore 20:45. Come Vedere Atalanta – Everton Streaming Gratis è possibile per tutti oggi Mercoledi  13 Settembre alle ore 20:45 grazie a Mediaset e Sky che trasmetteranno la partita su Sky Super Calcio, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, anche in HD (alta definizione), e su Premium Sport e Premium Sport HD.Ci sono molte alternative a rojadirecta, ma la cosa più giusta migliore da fare, e fare un abbonamento con Mediaset Premium, infatti era proprio lui a trasmettere Atalanta – Everton alle ore 20:45, la piattaforma è in grado di divulgare la partita supplici, tablet e smartphone tramite le applicazioni premium play.

L’avevo promesso ai tifosi, avevo detto che sarei restato se fossimo andati in Europa. Sono qui. Quest’estate ho avuto alcuni contatti, ma io volevo restare. Con il rinnovo l’Atalanta mi ha fatto sentire un giocatore importante». Papu Gomez parla per la prima volta nella conferenza stampa del Mapei Stadium alla vigilia della partita con l’Everton. E’ il giocatore simbolo di questa Atalanta, il leader da cui ci si aspetta l’intuizione vincente. Con lui, al tavolo della sala stampa, Giampiero Gasperini, l’allenatore che dopo 26 anni ha riportato in nerazzurri in Europa. Per questo ringrazia la famiglia Percassi: «Sono la garanzia del calcio a Bergamo, rappresentano la solidità della società e la continuità». E’ indubbio che il presidente Antonio Percassi ha fatto il miracolo prendendo l’Atalanta in serie B e, dopo averla riportata subito nella massima serie, nella scorsa stagione ha raggiunto il quarto posto in classifica che gli è valso l’Europa League. Oggi l’esordio con l’Everton di Rooney: «Spero ci sia – ha detto Gasperini – sarebbe ancora più prestigioso affrontare una squadra come la loro». L’Atalanta che scenderà in campo al Mapei Stadium non avrà tra le sue fila Spinazzola e Gosens: per quest’ultimo le condizioni verranno valutate la prossima settimana, mentre per Spinazzola ci vorranno ancora dieci giorni prima di rivederlo in campo. La formazione risentirà di queste due assenze: al posto del tedesco sarà Castagne a giostrare sulla sinistra nel 3-4-1-2 classico di Gasperini. Hateboer agirà dall’altra parte, in mediana De Roon e il rientrante Freuler, lasciato a riposo in campionato.

formazione fatta

Caldara guiderà la difesa con Toloi e Masiello ai suoi fianchi, mentre sulla trequarti spazio a Kurtic (favorito su Ilicic) a sostegno di Petagna e di Papu Gomez. L’Atalanta si troverà di fronte un avversario che gioca un modulo praticamente speculare a quello dei nerazzurri dove Rooney agirà tra le linee a sostegno di Sandro Ramirez, supportato dalla fantasia di Klaassen. In conferenza stampa Gasperini e Papu Gomez hanno parlato della partita. «L’Everton ha fatto un’ottima stagione, una squadra forte e preparata. Iniziamo questa competizione in un girone difficile, lo sappiamo, ma siamo pronti ad affrontare questa avventura. Dobbiamo essere bravi ad adattarci considerando che incontriamo squadre che non abbiamo mai incontrato. Dobbiamo riuscire ad adattarci, senza perdere le nostre peculiarità».Contro l’Everton? «Sarà una partita equilibrata e siamo consapevoli di potercela giocare», ha aggiunto Papu Gomez. Il tecnico aggiunge: «Ho già in testa la formazione. Partiamo con curiosità e siamo pronti, con fiducia e con l’entusiasmo che ci accompagna da sempre». Unica nota dolente non poter giocare a Bergamo: «Pesa non giocare nel nostro stadio, ma sappiamo che ci sarà tantissima gente da Bergamo» ha detto Papu Gomez.

Europa significa misurarsi con i grandi. L’ultima ricordatissima Coppa, ventisette anni fa, cominciò dalla Dinamo Zagabria di Zvone Boban e Davor Suker: a quei tempi erano turbolenti giovanotti di bellissime speranze, incastrati nelle controversie della Yugo- slavia in via di disgregazione. Stavolta, invece, all’Atalanta tocca un autentico totem, il 31enne Wayne Rooney, che con la maglia che lo ha visto crescere – e con cui ha dormito come pigiama negli ultimi tredici anni allo United – sembra attraversare una seconda giovinezza. La Dea può opporre il suo, di totem: il Papu Gomez, dopo aver visto da vicino Leo Messi in maglia albiceleste, può cominciare a confrontare il proprio talento con chi in Europa è stato grandissimo: 10 contro 10. Sempre che Rooney giochi dall’inizio, e non è detto.

PASSATO E PRESENTE Cinque Premier, una Champions, un Mondiale per club, una F.A. Cup e un’Europa League aggiunti proprio all’ultimo anno a Manchester, più tre Mondiali giocati, il record di gol segnati con la maglia dell’Inghilterra, appena abbandonata, e il primato di reti realizzate con lo United. La bacheca dei trofei e dei riconoscimenti di Rooney è senz’altro enorme, al confronto con quella praticamente vuota del Papu, che tra l’altro ha soltanto iniziato da pochissimo la sua esperienza con la nazionale argentina. «Lui è più forte di me – ha confessato il Papu -, è un giocatore straordinario che ha fatto la storia del calcio e del Manchester United.

E’ un onore poter giocare questo tipo di partite e cercare di imparare qualcosa da questi grandi campioni». Il presente, comunque, peserà più del passato e parla più di pinte che di coppe. Un paio di settimane fa Rooney è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza: aveva pure a fianco una nota party girl – pure lei ubriaca – mentre la moglie Coleen era a casa in dolce attesa del quarto figlio. La signora Rooney avrebbe chiesto al marito di prendersi una pausa dal calcio, per «salvare la famiglia», secondo la classica confidenza segreta da tabloid. Intenzione smentita dal fatto che Rooney a Reggio Emilia c’è, ma resta credibile l’ordine di Coleen di «smettere di bere». Il calcio inglese è pieno di alcol che ha distrutto vite e carriere (Best, Gascoigne), e Koeman si è già detto deluso dalle condizioni non ottimali di Wayne. Poi con l’emozionante ritorno a Old Trafford domenica e il tribunale lunedì per rispondere all’accusa dopo l’arresto, gambe e testa del 10 blue non saranno focalizzatissime sulla Dea.

EMOZIONE II Papu invece aspetta questo momento da sempre : nel 2013 scelse il Metalist Kharkhiv proprio per assaporare la Champions. Il club ucraino fu escluso dall’Europa per una combine e Gomez ci rimase malissimo. Ora ha una nuova chance, e vuole godersela tutta: «Sono attese 18-20 mila persone, è un’emozione unica. La cosa migliore sarebbe stata giocare a Bergamo ma comunque siamo molto felici. Vogliamo vincere questa partita e fare bella figura, l’obiettivo è cercare di passare il girone».

Emozione, attesa spasmodica e anche tanta curiosità per sapere se la Dea dei miracoli riuscirà a mettersi in bella mostra anche in Europa. Per Antonio Percassi le vigilie dei match non sono mai tranquille, figurarsi a poche ore dalla sfida con l’Everton col ritorno dell’Atalanta in una competizione europea dopo 26 anni. «Papà è in partita già da giorni – spiega Luca Percassi, amministratore delegato del club nerazzurro -. E’ un momento veramente storico per la

nostra società».
Luca Percassi, l’Europa League dopo il 4° posto in campionato e i 72 punti è un nuovo punto di partenza o il completamento di un percorso?
«E’ una tappa importante di un progetto di crescita e di consolidamento graduale: sette anni fa, quando abbiamo acquisito l’Atalanta, certi risultati erano una speranza ma al tempo stesso erano anche impensabili: se ce lo avessero detto non ci avremmo mai creduto. Lo stadio di proprietà e l’Europa sono traguardi incredibili. E il sogno continua».

E’ stata una estate movimentata. Lei segue in prima persona il mercato assieme al d.t. Sartori: la chiusura è stata un sollievo?
«A fine giugno avevamo praticamente completato il lavoro. Non era prevista la cessione di Conti, che è stata inevitabile. Spinazzola? Abbiamo sempre sostenuto che sarebbe rimasto a Bergamo e così è stato. La vicenda è stata soprattutto me-diatica ma Leonardo è un grande professionista e sarà un punto di forza come lo scorso anno».
Il gruppo dell’Atalanta è una Champions in miniatura.

«E’ il più complicato e ce ne eravamo accorti già a Montecarlo in occasione del sorteggio. Lì abbiamo ricevuto tanti complimenti da parte di tutti ma le rivali più forti le abbiamo pescate noi… Everton e Lione sono avversari durissimi, l’Apollon non va sottovaluto, ma Gasperini ha il grandissimo merito di aver dato una filosofia di gioco e una forza mentale all’Atalanta che ci consente di non partire sconfitti contro nessuno. In un certo senso non abbiamo nulla da perdere ma ci teniamo a fare bella figura».
Quanto sarà penalizzante non

giocare a Bergamo ma a Reggio Emilia?
«E’ un grande rimpianto ma i tifosi si sono dimostrati unici anche stavolta: oltre diecimila abbonati per tre trasferte a Reggio Emilia sono l’ennesima grandissima dimostrazione di affetto».
Chi sarà il leader nerazzurro in Europa?
«Tutti sono chiamati a dare il massimo. Certo, Papu Gomez è idealmente la nostra bandiera. Voleva l’opportunità di giocare in Europa, l’ha avuta e non poteva andare via dall’Atalanta (sorride…)».

Il primo ostacolo sulla carta è il più duro: l’Everton di Rooney.
«Un fuoriclasse assoluto. Sarà un onore affrontarlo».
Con l’Everton nei mesi scorsi c’è stata anche la possibilità di chiudere affari di mercato?
«Erano molto interessati a Kes-sie. Ma…».
Cosa?
«Con loro nei giorni scorsi ho definito un’altra trattativa: il d.t. Woods mi ha promesso la maglia di Rooney, nella mia collezione (oltre 6 mila, ndr) non può mancare».

L’allenatore che amava i Beatles e i Rolling Stones, anzi più i primi. L’Atalanta torna in Europa dopo 26 anni, sfida la seconda squadra di Liverpool ed Emiliano Mondonico, grande ex e icona nazionale popolare del calcio pane e salame, si rivede giovane e con i capelli lunghi. Cose del secolo scorso.
Velodromo Vigorelli, 24 giugno 1965.
«Prima volta dei Beatles in Italia: io c’ero. E’ passato oltre mezzo secolo, sembra ieri. Concerto al pomeriggio, un gran caldo».
Come è nata questa passione?
«Rappresentavano la trasgressione e la libertà. Con gli amici di Rivolta d’Adda cantavamo le loro canzoni, senza capire niente, o quasi. Ma perché i prof d’inglese non ci facevano tradurre i testi? Avremmo imparato molto di più».
Everton, cioè Liverpool.

«Ma non credo abbiano mai avuto un complesso di inferiorità verso i Reds. Non si considerano i parenti poveri».
Fatte le debite proporzioni: come l’AlbinoLeffe verso lAtalan-ta?
«L’AlbinoLeffe non è nato in contrapposizione, anzi. Era una costola dell’Atalanta».
Liverpool, cioè Beatles.
«Città fantastica, mi piacerebbe tornarci da turista per scoprire i luoghi deH’anima. Magari per il ritorno (23 novembre, ndr) faccio un salto…».
Narra la leggenda che una volta si è fatto espellere apposta per andare a un concerto dei Rolling Stones…
«Tutto vero: era il 1967. Giocavo nella Cremonese».
Se oggi si comportasse così un giocatore dell’Atalanta?
«Gasperini farebbe finta di niente».
Beatles o Stones?
«Sentivamo i primi da innamorati, gli altri da incazzati».

Un giorno ha detto che i Beatles del calcio sono quelli del Milani Tassotti, Baresi, Costacur-tae Maldini. E quelli dellAtalan-ta?
«In ordine di ruolo: Toloi (difensore come Ringo Starr), De Roon e Freuler (centrocampisti come Lennon e Harrison), Gomez (fantasista come Mc- Cartney). Anzi a pensarci bene il Papu assomiglia più a uno degli Stones, i Beatles non erano attaccanti».
Formidabili quegli anni: che cosa le è rimasto?
«Ricordi un po’ sfumati, ma ancora vivi. Come quando

Ringo Starr mi negò l’autografo, eravamo al casinò di Montecarlo e stavo seguendo un torneo giovanile mentre frequentavo il Supercorso di Co-verciano. Una delusione terribile. La stessa provata quando, in trasferta a Torino, ho portato i ragazzi dell’Albino- Leffe sul posto dove è stato investito Gigi Meroni e mi sono sentito rispondere: Meroni chi?».
Sorpreso dalla Brexit?
«Sì, ma l’Inghilterra non ha perso e non perderà il suo fascino. A cominciare dagli stadi, sempre pieni. Noi in Italia

abbiamo rischiato di morire di indifferenza, la situazione è migliorata».
E’ tornato Rooney.
«Un grande ex, ci sarà rispetto. La squadra giocherà anche per lui».
Ce la può fare l’Atalanta? Il girone è tremendo.
«Sono convinto di una cosa: più facile giocare in Europa che in Serie A. La squadra è competitiva, ha il 60 per cento di possibilità di passare. E la vittoria sul Sassuolo ha ridato fiducia».

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