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Gravidanza shock: La pancia grande come nell’ottavo mese, ma l’ecografia svela un dettaglio allarmante

La sua pancia cresce a vista d’occhio, così si convince a fare un test di gravidanza che risulta essere positivo. Kirsty Butler, 22 anni, del Galles, scopre dopo molti tentativi andati a vuoto di essere incinta, ma quando va a fare degli esami più approfonditi scopre qualcosa che non si sarebbe mai aspettata.
In realtà la ragazza, era sì in attesa di un bambino, ma il gonfiore addominale non era dovuto al bimbo che aspettava. Kirsty aveva una grandissima cisti ovarica, che aveva raggiunto l’icredibile misura di 30 centimetri di diametro e che nel corso degli ultimi mesi le aveva fatto diventare la pancia come quella di una gestante all’ottavo mese, mentre la gravidanza era solo alla sesta settimana.

La gioia dell’attesa si è ben presto trasformata in terrore, sia per lo stato di salute della donna e sia per il bambino. Secondo quanto scritto su il Daily Mail, i medici sono stati costretti ad effettuare una scelta, quella di rimuovere la cisti che minacciava di schiacciare il ventre e avrebbe potuto uccidere tutti e due. Nell’operazione la ragazza 22enne ha perso il suo bambino, Kirsty ha cercato di fare di tutto per dare al feto una possibilità di sopravvivenza: «Ho deciso di aspettare fino all’undicesima settimane prima dell’operazione per dare più possibilità al bambino ma quando ho fatto un controllo la settimana prima dell’interevento, mi è stato detto che non c’era il battito cardiaco».

Gentile Annina, le cisti ovariche sono formazioni molto spesso ripiene di fluido liquido, sangue o, più raramente, miste (solide e fluide), che si formano all’interno delle ovaie o sulla loro superficie. Sono molto frequenti in età fertile, perché l’ovaio in questa fase è ancora attivo. Infatti, proprio il processo di ovulazione porta alla formazione di un follicolo, che si trasformerà in corpo luteo. Se non avviene la fecondazione, quest’ultimo verrà riassorbito dall’ovaio e il ciclo riprenderà. Ma può capitare che ci sia un ritardo nel riassorbimento che determina la forma più frequente di cisti ovarica, quella detta “funzionale”. Di solito queste cisti si riassorbono spontaneamente nel giro di 2-3 mesi. Ecco perché il suo ginecologo per ora non le ha prescritto nulla e vuole rivederla. Anche perché lei da quanto scrive non lamenta sintomi. Con un’ulteriore controllo ecografico potrà seguire l’evoluzione della cisti, se tenderà a ridursi di dimensione o a crescere. L’ecografia transvaginale oggi è un ottimo strumento di diagnosi che indirizza anche verso il tipo di cisti e quindi che può indicare il tipo di trattamento.

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