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Gravidanza shock: La pancia grande come nell’ottavo mese, ma l’ecografia svela un dettaglio allarmante

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La sua pancia cresce a vista d’occhio, così si convince a fare un test di gravidanza che risulta essere positivo. Kirsty Butler, 22 anni, del Galles, scopre dopo molti tentativi andati a vuoto di essere incinta, ma quando va a fare degli esami più approfonditi scopre qualcosa che non si sarebbe mai aspettata.
In realtà la ragazza, era sì in attesa di un bambino, ma il gonfiore addominale non era dovuto al bimbo che aspettava. Kirsty aveva una grandissima cisti ovarica, che aveva raggiunto l’icredibile misura di 30 centimetri di diametro e che nel corso degli ultimi mesi le aveva fatto diventare la pancia come quella di una gestante all’ottavo mese, mentre la gravidanza era solo alla sesta settimana.

La gioia dell’attesa si è ben presto trasformata in terrore, sia per lo stato di salute della donna e sia per il bambino. Secondo quanto scritto su il Daily Mail, i medici sono stati costretti ad effettuare una scelta, quella di rimuovere la cisti che minacciava di schiacciare il ventre e avrebbe potuto uccidere tutti e due. Nell’operazione la ragazza 22enne ha perso il suo bambino, Kirsty ha cercato di fare di tutto per dare al feto una possibilità di sopravvivenza: «Ho deciso di aspettare fino all’undicesima settimane prima dell’operazione per dare più possibilità al bambino ma quando ho fatto un controllo la settimana prima dell’interevento, mi è stato detto che non c’era il battito cardiaco».

Gentile Annina, le cisti ovariche sono formazioni molto spesso ripiene di fluido liquido, sangue o, più raramente, miste (solide e fluide), che si formano all’interno delle ovaie o sulla loro superficie. Sono molto frequenti in età fertile, perché l’ovaio in questa fase è ancora attivo. Infatti, proprio il processo di ovulazione porta alla formazione di un follicolo, che si trasformerà in corpo luteo. Se non avviene la fecondazione, quest’ultimo verrà riassorbito dall’ovaio e il ciclo riprenderà. Ma può capitare che ci sia un ritardo nel riassorbimento che determina la forma più frequente di cisti ovarica, quella detta “funzionale”. Di solito queste cisti si riassorbono spontaneamente nel giro di 2-3 mesi. Ecco perché il suo ginecologo per ora non le ha prescritto nulla e vuole rivederla. Anche perché lei da quanto scrive non lamenta sintomi. Con un’ulteriore controllo ecografico potrà seguire l’evoluzione della cisti, se tenderà a ridursi di dimensione o a crescere. L’ecografia transvaginale oggi è un ottimo strumento di diagnosi che indirizza anche verso il tipo di cisti e quindi che può indicare il tipo di trattamento.

NON SONO TUTTE UGUALI
Esistono diverse forme di cisti. Quelle endometriosiche sono frequenti in età fertile. Si tratta di tessuto endome- triale (la mucosa che riveste internamente l’utero) che si localizza fuori dell’utero e che, sanguinando, dà origine a queste cisti. Poi ci sono le cisti dermoidi: derivano da un residuo di tessuto embrionario, che normalmente dà origine a tessuti quali capelli o denti, che rimane localizzato sull’ovaio. Quelle dovute ad alterazioni ormonali, le più note rientrano nel quadro più complesso della Sindrome dell’Ovaio Policistico. In questo caso coesiste una vasta gamma di segni e sintomi che aiutano il clinico nella diagnosi. Infine le cisti ovariche maligne: più frequenti in post-menopausa che in età giovane. In menopausa qualsiasi cisti ovarica venga diagnostica necessita di un attento e corretto inquadramento clinico-diagnostico per valutare il trattamento opportuno. Solo in alcuni casi le cisti ovariche possono diminuire la fertilità di una donna. Le cisti endometriosiche sono tra queste o come accade nella sindrome dell’ovaio policistico.

Trattamenti diversi
Il trattamento è legato a vari fattori quali soprattutto la grandezza della cisti, alla sintomatologia e alle caratteristiche ecografiche. Quando queste cisti non regrediscono spontaneamente allora si decide di intervenire. Un’opzione è certamente la pillola anticoncezionale, efficace nelle cisti funzionali. La
pillola, bloccando l’ovulazione, ne previene la formazione e ne favorisce il riassorbimento. Negli altri tipi di cisti si valutano terapie ormonali mirate da caso a caso. Alcune volte nelle cisti di natura benigna il trattamento farmacologico non è sufficiente a determinarne la scomparsa.

In altri casi la strategia di attesa
non determina una riduzione della cisti, che anzi può crescere. Generalmente una cisti di dimensioni superiori ai 5 cm andrebbe rimossa. Infine, rarissimamente queste cisti possono anche dare segni clinico diagnostici di progressione verso la malignità. In questi casi è indicato quindi rimuoverle
intervenendo chirurgicamente. L’approccio oggi più utilizzato è quello meno invasivo e con una ripresa post-operatoria più veloce ovvero la laparoscopia. In altri casi può essere indicato l’intervento tradizionale, con il taglio sulla pancia (laparotomica), per poter visualizzare meglio gli organi addominali.

Il fatto:la pancia si è ingrossata a dismisura

La signora si era rivolta ai medici perché aveva iniziato ad avere dolori addominali e un gonfiore alla pancia, senza un’apparente motivazione. I dottori, dopo averla sottoposta a un controllo agli ultrasuoni, le hanno spiegato che la ragione dei suoi fastidi era semplicissima: era incinta. In realtà, la donna ha iniziato subito a insospettirsi poiché 13 anni prima si era sottoposta a una procedura per la sterilizzazione.

I dubbi sono aumentati con il passare del tempo, visto che la pancia si ingrossava sempre di più, addirittura troppo per trattarsi di una gravidanza. Così la donna si è rivolta ad altri medici, che le hanno diagnosticato una sindrome intestinale per la quale le è stata data una cura. Non ci sono stati, però, segni di miglioramento, ma con il passare del tempo il ventre è arrivato ad avere una circonferenza di un metro e mezzo.

La donna, esasperata, ha preteso di essere sottoposta a una nuova ecografia che ha fatto definitivamente chiarezza, rivelando una situazione molto seria: la signora aveva una cisti ovarica tumorale di oltre 8 chili. Fortunatamente, l’insistenza della signora ha permesso di arrivare a un lieto fine: il tumore è stato asportato poco prima che diventasse letale. La signora, benché molto riservata, ha raccontato la sua storia perché, scandalizzata da quanto è accaduto, ha pensato fosse giusto che altre donne non rischiassero di subire nulla di simile.

Colpa di squilibri ormonali

Le cisti ovariche sono formazioni rotondeggianti, contenenti materiale liquido o semisolido, che compaiono sulla superficie o nei tessuti interni delle ovaie.
■ Le ovaie sono una coppia simmetrica di ghiandole, poste nella parte bassa dell’addome, ai due iati dell’utero, di dimensioni ridotte (lunghe 2-4 centimetri e dal diametro di circa 2 centi- metri e mezzo). Sono gli organi dell’apparato genitale femminile in cui si formano le cellule della riproduzione: ogni mese una cellula uovo matura viene liberata dai follicoli in cui è contenuta ed è pronta per essere fecondata (ovulazione).
■ Nella maggior parte dei casi, la formazione di cisti ovariche è legata a una rottura degli equilibri ormonali che regolano il funzionamento delle ovaie stesse.

Me esistono più tipi Cisti follicolari
Si formano per la mancata rottura del follicolo, la struttura cava che si trova nell’ovaio e che si rompe per fare fuoriuscire la cellula uovo pronta a essere fecondata, A causa di un’alterazione nella produzione degli ormoni che permettono la maturazione del follicolo e l’ovulazione, il follicolo stesso non si rompe, ma si ingrossa e si riempie di liquido sieroso, trasformandosi in una cisti. Questa, soprattutto se è di piccole dimensioni, non dà sintomi, altrimenti possono comparire dolori al basso ventre o durante i rapporti sessuali e irregolarità mestruale.
Cisti luteiniche
Sono piuttosto frequenti e derivano dalla trasformazione in cisti del corpo luteo (struttura che rimane sulla superficie dell’ovaio dopo che il follicolo si è rotto). Se c’è un’eccessiva produzione dell’ormone luteinizzante (Lh), il corpo luteo non scompare, ma si trasforma in una cisti (circa 5 cm) che può causare dolori, pesantezza al basso ventre e irregolarità mestruali.
Cisti endometriosiche
Queste cisti sono una conseguenza dell’endometriosi, una malattia caratterizzata dalla diffusione di alcune cellule deH’endometrio (rivestimento interno dell’utero) in sede anomala, come nell’ovaio, dove possono formarsi cisti piene di liquido di dimensioni variabili (fino a 10 cm di diametro). Possono non dare sintomi (le più piccole) o provocare dolori acuti durante i rapporti sessuali e in presenza del ciclo mestruale, nonché difficoltà a urinare.
Ovaio policistico
Si tratta di un aumento dell’ovaio accompagnato dalla formazione di tante piccole cisti sulla sua superficie (esterna e interna), che sono la conseguenza di una mancata maturazione dei follicoli. Anche in questo caso la colpa sarebbe di uno squilibrio ormonale che impedisce ai follicoli di maturare, fa diminuire gli ormoni femminili, rende irregolari le mestruazioni (o le interrompe) e blocca l’ovulazione. Nei casi più seri aumenta anche la produzione di ormoni maschili, con la conseguente comparsa di peli, acne o obesità.

COME SI SCOPRONO
Una cisti ovarica può essere scoperta per caso durante una visita di controllo o può essere motivata dalla presenza di sintomi come dolore, sensazione di peso o tensione addominale, febbre, disturbi urinari e dell’alvo (diarrea o stitichezza). Per una corretta diagnosi delle cisti serve, prima di tutto, una visita di controllo completa da parte del ginecologo, con ispezione dell’addome. Per completare il quadro e ottenere più informazioni possibili sono necessari, poi, alcuni esami, come l’ecografia pelvica e transvaginale (esterna e interna) o la risonanza magnetica. Per stabilire la natura delle cisti si possono richiedere anche le analisi del sangue.

Uno sbaglio molto raro

Scambiare una cisti ovarica per una gravidanza o viceversa (pensare che la donna abbia una cisti quando in realtà aspetta un bambino) è un’eventualità molto rara.
■ In genere, infatti, l’esame ecografico è in grado di stabilire con certezza se si è in presenza di una formazione nelle ovaie oppure di un sacco gestazionale (visibile dalla quarta settimana di gestazione) o di un embrione (si evidenzia a partire dalla quinta settimana) nell’utero.
■ Tuttavia, è necessario che l’ecografia

venga eseguita da professionisti esperti e che i risultati siano interpretati da un ginecologo preparato. In caso contrario, è possibile che la diagnosi sia sbagliata.
■ I margini di errore aumentano in caso di gravidanze extrauterine, che si verificano quando l’uovo fecondato non si annida nella sua sede naturale, l’utero, ma al di fuori di esso. In questi casi, può succedere che la gravidanza, soprattutto agli inizi, sia scambiata per una cisti piena di sangue e viceversa.

L’ESPERTO
«All’origine un terribile errore di diagnosi»
Abbiamo chiesto al professor Claudio Giorlandino, specialista in Ginecologia e ostetricia e presidente della Sidip (Società italiana di diagnosi prenatale e medicina materno-fetale), di aiutarci a capire come sia stata possibile l’incredibile vicenda della signora inglese.
Come è possibile che si faccia confusione fra gravidanza e cisti ovariche? È un errore comune e spiegabile?
Direi proprio di no. Oggi, confondere una cisti alle ovaie con una gravidanza, o viceversa, è quasi inaccettabile. Quello che è successo alla donna inglese, dunque, è frutto di un terribile errore, di una diagnosi completamente sbagliata. E non stupisce nemmeno più di tanto: secondo i recenti dati Europeristat (che monitora la salute perinatale in Europa), l’ostetricia inglese è la peggiore di tutta Europa. Se la Gran Bretagna è il faro per la ricerca, non lo è certo per la diagnosi. In Italia si può stare molto più tranquilli.
La diagnosi di cisti ovariche si può definire semplice…
Sì. Basta eseguire un’ecografia e una risonanza magnetica, eventualmente associate alle analisi del sangue, per accertare in tutta sicurezza la presenza di una cisti ovarica. La diagnosi è immediata, più difficile, invece, è stabilire di che cisti si tratta e la sua natura. Questo passaggio richiede indagini più approfondite. Ma, ripeto, confondere cisti e gravidanza è un’eventualità rarissima. Anche accertare la presenza di una gravidanza, infatti, è semplicissimo: sono sufficienti le analisi del sangue e un’ecografia.
Se accade che siano presenti sia una gravidanza sia una cisti, che cosa succede?
Effettivamente, gravidanza e cisti possono associarsi. È possibile, cioè, che una donna rimanga incinta e allo stesso tempo abbia sviluppato una o più cisti. Non sempre, infatti, la presenza di cisti ostacola il concepimento. Anche in questi casi, comunque, è difficile confondere le due cose: gli esami aiutano a fare chiarezza.

Sintomi gravidanza
Salve…leggendo le domande poste nella sezione “i sintomi della gravidanza” e le relative risposte non ho trovato un caso che possa associarsi al mio. Circa una settimana fa ho avuto una sorta di rapporto con la mia ragazza, dico così perché inizialmente giocavamo un po’ ma poi accidentalmente il pene è entrato, non del tutto, cioè è penetrata solamente la parte iniziale del pene, ma è stata questione di una secondo e mi sono subito tolto, premetto che non ci sono state emissioni di sperma prima dell’accaduto (ma forse qualche perdita di liquido lubrificante, anche se comunque il pene dovrebbe essere entrato nel momento in cui era asciutto). La mia ragazza non ha ancora avuto le mestruazioni, si tratta di un ritardo di un solo giorno, però la cosa che mi preoccupa è che ha senso di vomito da un giorno pieno e parecchio sonno. Ora mi chiedo se il tutto possa dipendere da qualche banalissima influenza o peggio da un eventuale gravidanza, dico questo poichè la mia ragazza ha solo 16 anni e io 18.
Se l’unico rapporto a rischio è stato una settimana fa, i sintomi di una eventuale gravidanza non potrebbero ancora essere presenti (compaiono più tardivamente). Ciò non toglie che, se il flusso non compare, a distanza di 1520 giorni dal rapporto, conviene fare un test.
Premettendo che la mia ragazza è in un periodo di studi intensi e il tempo da un forte caldo è passato al freddo, si trova in una situazione di ritardo di 10 giorni del ciclo mestruale. Rapporti a rischio non ce ne sono stati, se non preliminarmente e non volontari. Lei ha questi sintomi: male al seno, gonfiore di pancia, mal di schiena… Volevo sapere se avere questi sintomi mi immunizzano da un’eventuale gravidanza.
Se veramente non ci sono stati rischi di gravidanza non vedo perché preoccuparsi. Se però sussiste il minimo dubbio, la cosa più semplice è eseguire un test di gravidanza. Purtroppo i sintomi che mi descrivi non aiutano, perché possono essere comuni sia al periodo premestruale sia ad una gravidanza iniziale.
Salve! Durante il primissimo periodo di gravidanza, è possibile avvertire dei dolori al basso ventre e ai reni, similissimi a quelli del periodo premestruale? Ed è vero che la gravidanza nel primo periodo provoca il bisogno di urinare più spesso?

I sintomi che mi descrivi possono presentarsi nella gravidanza iniziale.
Questo non vuol dire che compaiono in tutte le gravidanze.
Salve! Sono una ragazza di 16 anni e volevo sapere tutti i sintomi della gravidanza, dai primi a tutto il resto. Come faccio a scoprire se sono incinta senza fare test o andare da un ginecologo?
I sintomi di gravidanza sono molto specifici, cioè assomigliano molto ai sintomi premestruali: tensione al seno, raramente senso di nausea, ma a volte non compaiono neppure questi. L’unica certezza deriva da un test di gravidanza, che puoi comprare in farmacia ed eseguire tranquillamente in casa.
Ho avuto un rapporto con il mio ragazzo il nono giorno del ciclo. Per evitare una gravidanza siamo ricorsi al coito interrotto. Ora sono al 17mo giorno del ciclo e avverto tensione al seno e gonfiore alla pancia, nonchè più appetito del solito. Dovrei iniziare a preoccuparmi?
II coito interrotto non è un metodo sicuro, perché anche prima dell’eiaculazione può esserci una fuoriuscita di piccole gocce di liquido contenente spermatozoi. Per cui se le mestruazioni dovessero tardare è bene che tu faccia un test di gravidanza. Comunque i sintomi di cui parli possono benissimo essere quelli del periodo pre-mestruale.
Due giorni fa ho avuto un rapporto a rischio, vorrei sapere dopo quanto tempo sono visibili i primi effetti di una gravidanza e dopo quanti giorni un test di gravidanza può essere valido, cioè quando può dare risposte certe.
Il tempo di comparsa dei sintomi, che sono variabili e soggettivi; quello che invece è sicuro è il risultato del test di gravidanza che è valido a partire da 15 giorni dal rapporto a rischio.
E’ possibile che io sia incinta anche se ho avuto le mestruazioni regolarmente ?
In genere nei casi in cui la mestruazione si presenta anche in corso di gravidanza ha delle caratteristiche diverse per intensità e durata rispetto al solito flusso.
Volevo sapere anche quali sono i sintomi più frequenti dopo i primi giorni o dopo la mancata mestruazione se è una gravidanza.

La sintomatologia legata alla gravidanza è molto variabile e soggettiva; può anche mancare. Generalmente sono sintomi neurovegetativi, ad es. senso di nausea, cambiamenti del gusto e dell’odorato, sonnolenza. Il primo sintomo comunque rimane la mancata mestruazione e una tensione progressiva del seno.
Quando compaiono di norma i sintomi di una gravidanza?
I sintomi di una eventuale gravidanza possono comparire sicuramente non prima di 15 – 20 giorni dalla eventuale fecondazione. Fai tu i conti.
Test di gravidanza
Volevo sapere se esistono delle medicine che possono alterare o inficiare il test di gravidanza. Si può risultare positive a causa di medicine? Se si quali? E in questo caso è meglio andare dal ginecologo anziché usare il classico test delle farmacie? Grazie.
Un falso risultato positivo si può avere talvolta solo in corrispondenza di un elevato picco dell’ormone ipofisario LH che ha una parte di molecola simile all’ormone della gravidanza. Questa eventuale interferenza non si ha se il test viene effettuato su sangue. Non ci sono medicine che interferiscono. Il test dà un risultato positivo prima che la gravidanza possa essere sicuramente confermata da una visita ginecologica.
Dal giorno del rapporto a rischio, quando è possibile fare un test di gravidanza?
I test di gravidanza sono validi se sono passati almeno 15 giorni dall’eventuale fecondazione. Un test di gravidanza fatto dopo il rapporto non serve a nulla.
Ho un ritardo del ciclo di 10 giorni. Ho effettuato il test di gravidanza che è risultato negativo. Vorrei sapere se i test di gravidanza sono sicuri al 100% o potrei anche essere incinta.
In medicina niente è al 100%. Comunque i test di gravidanza in commercio sono molto attendibili. Se ci sono dei seri sospetti eventualmente è consigliabile o una ripetizione del test dopo circa 7 giorni oppure l’esame del sangue.
Questo mese ho sbagliato a prendere la pillola: ho iniziato la scatola giovedì invece che venerdì, credevo di essere protetta e invece a quanto pare non è così perché ho fatto il test ieri ed è risultato positivo. Ovviamente ho avuto rapporti a rischio circa due settimane fa. Sono incinta dunque? O prendendo la pillola può alterare il risultato e quindi essere un falso positivo? Grazie, rispondete il prima possibile per favore.
Per evitare errori, ti consiglio di portare le urine in farmacia e fare eseguire da loro il test.
Ho eseguito giovedì scorso un test di gravidanza dopo aver avuto un rapporto a rischio. Il test era negativo ma le mestruazioni non sono ancora arrivate. In questi giorni ho spesso lo stimolo di urinare e, dato che sono soggetta alla cistite, sospetto che si tratti di questo anche se non ho il classico fastidio tipico della cistite. Vorrei sapere se la cistite in qualche modo può alterare l’esito del test di gravidanza e se è il caso di ripeterlo.
No, la presenza o meno di infezioni delle vie urinarie non altera il test.
Se comunque le mestruazioni non dovrebbero comparire anche alla prossima ricorrenza, ti consiglio di ripetere il test.
Vorrei sapere, se l’esame delle urine per vedere se la donna è incinta è negativo, c’è possibilità che sia incinta? Si possono avere falsi positivi o falsi negativi?
Sì, esiste la possibilità, ma soprattutto dei falsi positivi. Tante volte per i falsi negativi è perché non è trascorso il tempo sufficiente affinché l’ormone venga rilevato (almeno 15 gg dall’eventuale fecondazione). Per questo in genere le confezioni contengono 2 test, così se ci sono dei dubbi uno può ripeterlo dopo circa una settimana.
Dopo un rapporto a rischio, mi chiedevo se ci sono possibilità che la mia ragazza sia rimasta incinta… Poiché aveva già prenotato un’ecografia, cui si sottoporrà circa due settimane dopo il rapporto, volevo sapere se da tale ecografia si potrà già sapere qualcosa, o bisogna comunque fare il test di gravidanza?
No, con l’ecografia non è ancora possibile evidenziare nulla.
E’ il test che è attendibile dopo 15- 20 giorni.
Rapporti a rischio
Quanto possono ritardare le mestruazioni di una donna senza che sia necessariamente incinta? siccome provo vergogna ad andare in farmacia, volevo sapere quanto costa il test e soprattutto se bisogna essere maggiorenni per comprarlo.
Un’ultima cosa, circa tre settimane fa ho avuto un rapporto con il mio ragazzo ma abbiamo usato la pratica del coito interrotto, esiste il rischio di essere rimasta incinta lo stesso visto che ho un ritardo di dieci giorni delle mestruazioni? grazie
La tua prima domanda non ha senso: tutti i ritardi possono essere di giorni o di mesi indipendentemente dalla causa. Il test lo puoi andare a comprare anche se sei minorenne, anzi te lo consiglio visto che c’è stato un rapporto a rischio e sei in ritardo. Ogni penetrazione senza profilattico è teoricamente a rischio. Il costo si aggira sui 15 euro circa.
Buonasera, soffro di anoressia nervosa con amenorrea continua ormai da 5 anni. Un mese fa ho avuto rapporti completi; abbiamo usato il preservativo ma mi è comunque sorto un dubbio. Nella mia situazione corro il rischio di rimanere incinta? Come potrei rendermene conto non avendo le mestruazioni? E’ attendibile un test di quelli acquistati in farmacia?
Anche nella tua situazione non posso escludere al 100% che tu non possa rimanere incinta. Se non vuoi fare un test ogni mese (vanno bene quelli acquistati in farmacia), devi avere sempre rapporti protetti.
Vorrei sapere se è vero che l’urina è letale per gli spermatozoi. Detto questo…dopo un rapporto a rischio (coito interrotto) è logico inserire nella vagina dell’urina al fine di eliminare i possibili spermatozoi penetrati? Se la fecondazione è già avvenuta, può essere interrotta con questo metodo?
Introdurre qualsiasi sostanza in vagina non ha alcun senso, perché gli spermatozoi potenzialmente fecondanti sono quelli che penetrano nel collo dell’utero e che quindi non sono più raggiungibili.
Salve, vorrei un’informazione molto urgente…
Il liquido che un ragazzo perde prima dell’eiaculazione è pericoloso? Si può rimanere incinta? Un’altra cosa: se non c’è penetrazione ma questo liquido viene a contatto leggermente con la vagina, è rischioso?
Alla prima domanda che poni, la risposta è sì; infatti nelle perdite che precedono l’eiaculazione sono contenuti spermatozoi, pertanto queste piccole perdite, che si possono verificare in qualunque momento del rapporto e che il maschio non avverte, sono potenzialmente fecondanti.

Alla seconda: la possibilità di rimanere incinta senza penetrazione è improbabile e si può realizzare soltanto se lo sperma viene a contatto con l’introito vaginale (di conseguenza potrebbe verificarsi l’ingresso di spermatozoi).
Si può rimanere incinta soio avendo rapporti sessuali non protetti?
Se non si vuole rimanere incinte bisogna usare un metodo contraccettivo sicuro. Ogni rapporto non protetto è a rischio.
Salve, sono una ragazza di 18 anni ed esattamente una settimana fa ho avuto un rapporto a rischio. Ho anche preso la pinola del giorno dopo circa 36 ore dal rapporto.
Volevo sapere se posso essere incinta nonostante ciò, e se sì come potrei interrompere la gravidanza senza ricorrere a metodi chirurgici.
La pillola del giorno dopo non dà una garanzia assoluta per cui se il flusso tarda è necessario eseguire un test di gravidanza. In Italia esiste una legge che regolamenta il percorso da seguire nel caso d’interruzione volontaria di gravidanza. Prevede solo il metodo chirurgico.
Da un mese ho rapporti con un uomo che, a causa di un’operazione, è sterile. Ma ora ho un ritardo di 8 giorni. Devo preoccuparmi?
Dovrei sapere se l’intervento ha causato una infertilità assoluta o meno. Se c’è il minimo dubbio ti conviene fare il test.
Durante il periodo fertile, se il ragazzo dopo avere avuto un’eiaculazione tocca (penetrando) la ragazza ma le mani non sono pulite, c’è qualche rischio?
Se il liquido spermatico ancora fresco viene introdotto in vagina, il rischio c’è.
Se ho un rapporto anale completo posso rimanere incinta?
No. L’ano non è in contatto diretto ne con la vagina ne con l’utero.
Salve tutor. Sono una ragazza di 18 anni…vorrei una semplice informazione visto le mie scarse conoscenze in materia. Il periodo è quello fertile, purtroppo in pieno. Volevo sapere se avuto un rapporto con il mio ragazzo senza penetrazione, portando entrambi gli slip, c’era qualche possibilità di rimanere incinta…non so se c’è stato scambio di fluidi…ma la preoccupazione c’è. È motivata? grazie in anticipo per la sua disponibilità.

Se anche c’è stata fuoriuscita di liquido spermatico, non vedo come questo possa, per penetrare in vagina, superare gli slip. Tranquilla.
Gent.mo dottore, ho chiesto a un urologo/andrologo se il liquido prodotto dalle ghiandole del Cowper contiene spermatozoi. La sua risposta è stata: no. A questo punto vorrei sapere in quale liquido pre-eiaculatorio sono contenuti gli spermatozoi. Io credevo che questi ultimi venissero emessi dai testicoli solo al momento dell’orgasmo. Mi aiuterebbe a capire? Grazie mille.
Il liquido prodotto dalle ghiandole del Cowper non contiene spermatozoi, ma questi vi si possono trovare frammisti, filtrati dai dotti eiaculatori, in quantità tale da poter causare una gravidanza a eiaculazione non ancora avvenuta.
Periodo fertile
Si può rimanere incinta il primo giorno in cui si presentano le mestruazioni? Se si, in che percentuale?
Non esiste un calcolo di percentuale preciso come tu chiedi. Comunque la sicurezza al 100% di non rimanere incinta, anche se nel primo giorno di mestruazione le possibilità sono scarsissime, non c’è in nessun giorno del ciclo. Per questo motivo è consigliabile usare sempre un contraccettivo sicuro.
Ho avuto un rapporto sessuale completo durante il ciclo mestruale (precisamente il secodo giorno) circa un mese fa, e sono in ritardo di 3 giorni, è possibile che io sia rimasta incinta?
Anche se le probabilità sono minime, effettivamente nessun giorno del ciclo è scevro dal rischio di gravidanza. Aspetta ancora un po’ e se proprio non vengono fai un test di gravidanza.
Salve, è possibile che una ragazza rimanga incinta dopo un rapporto a rischio fatto il secondo giorno dopo il ciclo? Ed è possibile che si manifestino i sintomi di gravidanza dopo pochi giorni dal rapporto?
1) Anche se la probabilità è scarsa, in nessun giorno del ciclo il rischio di gravidanza è zero.
2) Non è possibile; se si presentano in genere compaiono dopo la mancata mestruazione.

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