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Prende il 10% la lista neofascista nel Mantovano. E scoppia il caso in Parlamento. Boldrini: ”Inammissibile”

Una lista neofascista nei contenuti e nel nome, che viene presentata alle elezioni comunali e finisce sulla scheda. E’ la denuncia di “Repubblica” che ha suscitato reazioni dure, interrogazioni parlamentari, fino ad una lettera ufficiale della presidente della Camera Boldrini. E l’allarme aumenta considerando che  a Sermide e Felonica (provincia di Mantova) la “Lista dei Fasci italiani del lavoro” – con il fascio littorio come simbolo – a scrutini terminati ha ottenuto ben il 10,41% (334 voti), eleggendo così in Consiglio comunale la candidata sindaco ventenne Fiamma Negrini. Sermide e Felonica ha 7.548 abitanti e 6.520 elettori con solo il 52% di votanti in questa tornata.

Dopo il racconto su “la Repubblica”  Laura Boldrini, terza carica dello Stato, ha scritto al titolare del Viminale: “L’ammissione alle elezioni di una lista che si richiama dichiaratamente a nomi e immagini del partito fascista desta forti perplessità sul piano giuridico in quanto – come rilevato, tra gli altri, dall’Anpi – sembra contrastare con le norme costituzionali e legislative che vietano la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista. In questo senso – continua Boldrini – ricordo che anche le “Istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature”, emanate nello scorso mese di maggio dal Ministero dell’Interno, stabiliscono che le commissioni elettorali circondariali ricusano ‘i contrassegni in cui siano contenute espressioni, immagini o raffigurazioni che facciano riferimento a ideologie autoritarie (per esempio le parole “fascismo”, “nazismo”, “nazionalsocialismo” e simili), come tali vietate dalla XII disposizione transitoria della Costituzione”. La presidente della Camera chiude la sua missiva a Minniti con un appello affinché il Viminale intervenga sul caso Mantova.

Sulla vicenda dei Fasci italiani del Lavoro sono state annunciate interrogazioni parlamentari urgenti, sempre rivolte al ministro Minniti: Partito Democratico, Articolo 1 Mdp e Sinistra Italiana chiedono spiegazioni al Viminale. La stessa richiesta arriva dall’Anpi, mentre l’Unione delle Comunità ebraiche segue con preoccupazione lo sviluppo del caso.

Nei giorni scorsi Claudio Negrini – padre della neoeletta Fiamma, uno che ha come foto profilo Fb la scritta “Boia chi molla” – di fronte alla pioggia di insulti arrivati via social aveva pensato addirittura di ritirare la lista: cosa che poi non è avvenuta.

“Rimane incredibile come sia stata ammessa una lista dichiaratamente fascista in questa elezione – dice il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, annunciando l’interrogazione parlamentare -. Un fatto vietato espressamente dalla Costituzione della Repubblica e dalle leggi. Come è  stato possibile che il Ministero dell’Interno e la Prefettura non abbiamo assunto decisioni nelle settimane scorse? Lo vogliamo sapere. Il ministro Minniti è tanto solerte nell’azione contro poveracci e migranti e quanto mai assente su questi episodi. Vogliamo che sia fatta chiarezza e se qualche funzionario dello Stato ha chiuso un occhio, contravvenendo alle leggi della Repubblica, siano presi provvedimenti urgenti”.

Sulla vicenda interviene anche Eleonora Cimbro, di Articolo 1 Mdp: “La lista Fasci Italiani del Lavoro rievoca un passato che si contrappone chiaramente ai principi della Costituzione repubblicana, delle leggi Scelba e Mancino e che ha come propria finalità l’eliminazione delle democrazie per il ritorno di visioni dittatoriali – attacca la deputata di Articolo 1 Mdp Eleonora Cimbro -. Chiediamo al ministro dell’Interno quali iniziative il Governo intende mettere in atto per porre finalmente un argine all’avanzata, anche culturale, di movimenti neonazisti e neofascisti che si pongono apertamente in contrasto con i valori della Repubblica”

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