Terrore al poliambulatorio: Bambino dato per morto dopo il vaccino

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Davvero una giornata tremenda di pura follia al poliambulatorio di Catania, un piccolo bambino si è sentito male ed è svenuto dopo la dose di vaccino nel frattempo una grande folla si radunava diffondendo per il paese la voce che il bambino fosse morto. In questo caso la notizia non è diventata virale come sui social network, ma è stato un vero e proprio giro di parola che ha sconvolto un intero quartiere, ma vediamo nel dettaglio tutti i fatti.

E’ iniziata una vera e propria paura per i vaccini, il terrore di una mamma, un piccolo bambino di appena sei anni che sviene subito dopo la vaccinazione immediatamente si è diffusa la voce nel quartiere che lo dà già per morto.

È successo l’episodio, questa mattina nel presidio territoriale di assistenza a San Giorgio. Il bambino si era recato nel poliambulatorio insieme alla mamma per l’inaugurazione di un vaccino tetra valente. Un attimo dopo, mentre aspettava nella saletta accanto dove si effettuano i vaccini applicata proprio per verificare eventuali conseguenze, il bambino si è sentito male del svenuto.

“Ha avuto una crisi lipotimica, ossia, una montagna perdita di coscienza ha precisato l’Asp di Catania una reazione rara definita vegetale e che può succedere”.

Il piccolo ovviamente, per ulteriori accertamenti, è stato immediatamente portato al pronto soccorso sempre lì vicino a San Giorgio, e si è risvegliato senza alcuna conseguenza.
Questo bruttissimo episodio, ovviamente provocato grande tensione da parte della mamma, che terrorizzata ha cominciato a piangere e ad urlare temendo che il figlioletto sia morto; suo comportamento ovviamente ha scatenato la reazione degli altri astanti del poliambulatorio.

Nel giro di pochi minuti la notizia è diventata virale nel paese, e nel quartiere si era diffusa la notizia che un piccolo bambino fosse morto al poliambulatorio di San Giorgio subito dopo la vaccinazione.

Svenimento/Perdita di coscienza

La persona è a terra, non parla, non si muove. Inginocchiati accanto, scuotila delicatamente per le spalle e chiedile se riesce a sentirti. Se c’è una risposta (anche una leggera stretta di mano) puoi considerarla cosciente; se non risponde, chiama o fai subito chiamare il 118.

Cosa Fare

• Allenta i vestiti troppo stretti (colletto, cravatta, pantaloni ecc.). • Aprile la bocca e controlla che non ci sia nulla che impedisca di respirare; se c’è qualcosa, prova
a toglierla. • Mettile una mano sulla fronte e due dita dell’altra mano sul mento; sollevale il mento e spostale la testa leggermente all’indietro. Questa manovra, chiamata iperestensione della testa, assicura il passaggio dell’aria nella gola. • Se ti sembra che la persona non respiri e che non gli batta il cuore, ricorda che le manovre di rianimazione (massaggio cardiaco e respirazione bocca-a-bocca) vanno eseguite SOLO da qualcuno in grado di farlo.

Cosa non Fare

• MAI mettere o lasciare seduta una persona incosciente. • MAI dare da bere a una persona non cosciente. • Cerca di non lasciare una persona svenuta sola; se puoi, chiedi a qualcuno di chiamare il 118. • MAI provocare il vomito in una persona svenuta.

Può capitarti di avere bisogno delle indicazioni del tuo medico di fiducia quando il suo
studio è chiuso perché è un giorno di festa  è sera tardi. In questi casi, è a tua disposizione la guardia medica, un servizio offerto ai cittadini dalle aziende sanitarie locali (ASL), per garantire un’assistenza sanitaria continuativa rispetto agli orari “scoperti” dal medico di fiducia, anche nelle ore notturne. È un servizio che puoi contattare telefonicamente o recandoti presso la sede di persona.

Roma. Non si placa la polemica sui vaccini a scuola e con l’inizio delle lezioni arrivano nuovi scontri politici. Non in regola con vaccinazioni o autocertificazioni alcuni bimbi sono stati rimandati a casa a Udine, dove è sceso in campo un avvocato per documentare l’appuntamento con una Asl, a Roma, in un istituto comprensivo de La Rustica, zona periferica della Capitale (sul totale degli iscritti il 15% non è ancora in regola), a Milano dove una coppia di genitori ha chiamato i carabinieri in classe, a Padova da scuole aderenti alla Fism.

Ma sono «singoli episodi» e con il caos «c’è una bella differenza» ha assicurato la ministra della Salute Lorenzin aggiungendo che a oggi non si sono avute «situazioni di particolare  stress. Per qualsiasi genitore che volesse mettersi in regola rispetto alla prenotazione della vaccinazione abbiamo offerto tutti gli strumenti necessari».

Non la pensa così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che in una lettera inviata alla stessa Lorenzin e alla sua collega dell’Istruzione, Fedeli parla di normativa «confusa» e «poco chiara», «applicata in modo difforme da Regioni e Comuni in tutta Italia»e paventa il rischio di una «discriminazione tra cittadini di serie Ae di serie B rispetto alla loro collocazione geografica».

In serata, le ministre hanno risposto alla Raggi in merito alle precisazioni tecniche, esprimendo «apprezzamento»per la decisione del Campidoglio di allinearsi comunque alle  norme fornite dalle circolari ministeriali.

Certo è che le Asl sono subissate di prenotazioni per i vaccini. Sono aumentate del 350& nei territori che fanno capo all’Asl Toscana centro, ovvero Empoli, Firenze, Pistoia e Prato: il direttore del dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti, ha riferito che fino ai ieri sono stati stampati 70mila certificati vaccinali: al Comune di Bologna risultano essere 2.540 (sui 4.800 iscritti alle scuole comunali) le autocertificazioni sulla regolarità della vaccinazione dei bimbi o sulla regolarizzazione entro il 10 marzo presentate via Internet e risulta copioso il numero delle autocertificazioni presentate su carta ai quartieri.

Intanto, in Lombardia è stato firmato un decreto che formalizza il ‘Percorso di recupero dell’inadempimento’ per convincere coloro che non hanno consegnato, nel termine fissato la documentazione richiesta dalla legge vaccini. «Un provvedimento che consentirà ai nostri medici – ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallerà – di tentare di convincere, entro 40 giorni (10 sono concessi alle scuole per inviare elenchi nominativi alle Ats), i genitori più reticenti a ricredersi e acconsentire alla vaccinazione. In caso contrario, coerentemente con l’obiettivo della legge che è aumentare la copertura vaccinale, avvieremo le procedure per la segnalazione e sanzione». Maglie più larghe anche in Trentino Alto Adige: per i bambini non in regola con le vaccinazioni, ovvero anche privi di prenotazione per effettuarla, in Trentino non scatterà subito l’espulsione, ma verranno consegnati appositi moduli ai genitori.

«Mi auguro che di furbi non ce ne siano. Farebbero un danno ai propri figli e alla comunità educante» ha avvertito la ministra Valeria Fedeli riferendosi al possibile escamotage di prenotare le vaccinazioni per fare entrare i figli a scuola con l’intenzione però di non farle.

Un bambino di 6 anni svenuto poco dopo l’inoculazione di un vaccino in uno degli ambulatori del PTA (Presidio Territoriale di Assistenza) di Librino-San Giorgio, e nel quartiere è scoppiato il panico. Un passaparola veloce, da mamma in mamma, dal vicino di casa al fruttivendolo sottostante, e quel bimbo, “vox populi”, era già morto. Nulla di più infondato. Ma tanto è bastato, un momentaneo mancamento, per far gridare “al morto da vaccino”.

«Il piccolo – ha avuto una lipotimia, uno svenimento – spiega Mario Cuccia, responsabile del Servizio di Epidemiologia e Prevenzione dell’Asp di Catania – . Una reazione vagale che puo’ac-cadere, così com’è accaduta in questo caso, ma che non rappresenta nulla di grave». Il bambino si era presentato nel Poliambulatorio di San Giorgio accompagnato dalla mamma. Si è sentito poco bene qualche minuto dopo l’inoculazione del vaccino, un richiamo del tetravalente morbillo-rosolia-varicella-parotite; quindi è svenuto mentre si trovava in una stanzetta attigua a quella in cui vengono effettuate le vaccinazioni e dove i piccoli pazienti rimangono per qualche minuto in osservazione, proprio per monitorare eventuali reazioni. La mamma ha cominciato a piangere e ad urlare, temendo il peggio e facendo scattare un allarme che si è presto diffuso agli altri astanti del Poliambulatorio e in breve al di fuori della struttura. Un allarme, misto a panico, che si è presto condensato nella terribile, ma falsa, notizia della morte del piccolo. Il bambino, che per cautela è stato trasferito al Pronto intervento dello stesso polo sanitario, si è poi prontamente ripreso senza ulteriori conseguenze. «Un episodio non grave – conclude il dottor Mario Cuccia – amplificato da una preoccupazione e da una concitazione eccessive che si stanno verificando in questi giorni».

Vaccinazioni: calendario vaccinale e rischi per la salute

Tutti i vaccini contengono gli antigeni degli agenti causa della malattia prevenibile. Questi agenti sono presenti in forma di:  vaccini attenuati: agenti vivi privati della componente patogena, per esempio tra i vaccini antivirali quelli anti morbillo, anti parotite, anti rosolia, anti varicella, anti herpes zoster, anti virus della febbre gialla, anti rotavirus, anti polio orale; tra i vaccini contro batteri il vaccino BGC (bacillo di Calmette-Guerin) e vaccino anti tifo orale;  vaccini inattivati: a) agenti interi uccisi, per esempio i vaccini antivirali anti polio per via iniettiva, anti epatite A, antirabbia; b) alcune componenti antigeniche, come membrane o proteine, per esempio tra i vaccini anti virali quelli anti epatiteB, anti influenza e anti papilloma virus umano, tra quelli contro batteri il vaccino antipertosse acellulare; c) sostanze prodotte dagli agenti stessi rese inattive (tossine), per esempio i vaccini anti tetano e difterite.

I vaccini con agenti vivi attenuati derivano da una modifica in laboratorio, solitamente attraverso passaggi in cultura, dell’agente patogeno (selvaggio) e mantengono la capacita di replicarsi e di evocare la risposta immunitaria, ma non quella di causare la malattia. La risposta immunitaria a un vaccino vivo attenuato e in teoria identica a quella che si determina con l’infezione naturale ed e presente già dopo una dose di vaccino, fatta eccezione per una minoranza di persone con risposta meno vivace. Per questa ragione per alcune vaccinazioni (per esempio anti morbillo-parotite-rosolia) sono previste due somministrazioni, in modo da assicurare elevate coperture vaccinali. La replicazione degli agenti vivi può rappresentare un problema in alcune categorie di persone con deficit immunitario (per esempio malati di leucemia o con infezione da virus HIV, pazienti in chemioterapia o trattamento con immunosoppressori).

Teoricamente un agente attenuato può, attraverso passaggi replicativi, tornare alla forma selvaggia. Questo fenomeno e stato descritto solo per il virus della poliomielite presente nel vaccino per via orale. I vaccini inattivati sono coltivati in colture di laboratorio e poi sottoposti a procedimenti chimici (spesso a opera della formalina) o termici di inattivazione. Possono essere composti dagli agenti interi o da loro parti.

Queste componenti possono essere di natura proteica (per esempio tossine batteriche inattivate, subunità virali) o polisaccaridica (per esempio pareti batteriche talvolta legate a una proteina per aumentarne l’immunogenicità come nei vaccini coniugati). Ovviamente gli agenti hanno perso qualsiasi capacita di replicazione, né esiste il rischio di un loro ritorno alla forma selvaggia o di interferenza con gli anticorpi specifici circolanti. Richiedono la somministrazione di più dosi, la prima delle quali non evoca risposta immunitaria.

I vaccini ricombinanti sono una nuova tipologia di vaccini antivirali prodotti con tecniche di ingegneria genetica, per esempio l’inserimento nel genoma di un vettore (lievito, batterio o plasmide) di un frammento di materiale genetico dell’agente che codifica per una componente con caratteristiche antigeniche. Un’altra modalità innovativa di preparazione dei vaccini e quella definita reverse vaccinology, in quanto prevede un percorso a ritroso che inizia nell’individuazione, a partire dall’intero genoma dell’agente patogeno degli antigeni candidati all’utilizzo nel vaccino e contrae di molto i tempi di produzione.

I vaccini contengono altre sostanze chiamate additivi (che sono stati spesso chiamati in causa come responsabili di patologie post-vaccinali) che possono essere ulteriormente classificati in: · adiuvanti, che rinforzano la risposta immunitaria (idrossido d’alluminio o fosfato di alluminio); · conservanti, con azione batteriostatica o battericida (antibiotici e antisettici); · stabilizzanti, in grado di evitare modificazioni della composizione del vaccino al variare della temperatura e dell’umidita (gelatina). Il Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018 ha introdotto una significativa novità nella concezione e nell’approccio alla prevenzione, con l’impegno di Stato e Regioni alla “prevenzione attiva”.

Gli obiettivi del Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale (PNPV) incluso nei LEA (Livelli Essenziali d’Assistenza) sono in linea con il Piano d’azione Europeo per le vaccinazioni 2015-2020 e sono orientati a garantire a tutta la popolazione i benefici delle vaccinazioni, migliorare la comprensione del valore di questo intervento e promuovere l’adesione consapevole. Il nuovo Calendario vaccinale 2016-2018 prevede un’estensione dell’offerta di nuovi vaccini specie per l’età pediatrica. Il calo della copertura vaccinale e un fenomeno diffuso su tutto il territorio italiano. I dati pubblicati dal ministero della Salute relativi al 2015 mostrano una discesa sotto la soglia di sicurezza del 95% per malattie come poliomielite, tetano, difterite, epatite B e pertosse.

E’ particolarmente problematica la copertura vaccinale per morbillo-parotite-rosolia (MPR), che, nonostante il lancio, nel 2003, del Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, è ancora inferiore al 95%, soglia critica necessaria a bloccare la circolazione del virus. Il SSN prevede l’offerta gratuita alle vaccinazioni previste nel calendario vaccinale Attualmente si opera una distinzione fra le vaccinazioni “obbligatorie” che sono: · per l’infanzia: antidifterica, antipoliomielitica, antitetanica, antiepatite virale B; · per l’età adulta (particolari categorie di persone): a) antitetanica (sportivi affiliati al CONI, lavoratori agricoli, metalmeccanici, operatori ecologici, stradini, minatori, sterratori); b) antimeningococcica, antitifica, antidifto-tetanica, antimorbillo-parotite-rosolia (militari all’atto dell’arruolamento); c) antitubercolare (personale sanitario, compresi allievi e studenti con test tubercolinico negativo, operatori in ambienti sanitari ad alto rischio di esposizione a ceppi multifarmacoresistenti oppure che non possano sottoporsi a terapia preventiva, per controindicazioni cliniche all’uso di farmaci specifici); e vaccinazioni “raccomandate” che sono ugualmente utili e importanti ma non imposte per legge, in genere si trarre di quelle introdotte in epoca più recente: per l’infanzia: 1) anti papilloma virus (HPV) per le ragazze nel corso del 12° anno di vita 2) antipneumococcica ed antimeningococcica C per tutti i nuovi nati 3) anti varicella per tutti i nuovi nati, a partire dal 2015 4) anti morbillo-parotite-rosolia 5) contro le forme invasive di Haemophilus influenzae b (Hib); · per l’eta adulta (particolari categorie di persone):

1) anti epatite virale B (operatori sanitari, persone conviventi con portatori cronici del virus dell’epatite B, operatori di pubblica sicurezza, politrasfusi ed emodializzati

2) antinfluenzale (persone oltre i 65 anni e/o con comorbilità croniche e debilitanti a carico dell’apparato cardiovascolare, broncopolmonare, renale, addetti a servizi di pubblica utilità)

3) anti pneumococcica (persone oltre i 65 anni e/o con comorbilità croniche e debilitanti a carico dell’apparato cardiovascolare, broncopolmonare, renale o con asplenia)

4) antitifica, anti epatite virale A e B, antipoliomielitica, antitetanica, antimeningococcica, antirabbica, contro la febbre gialla (viaggiatori in zone endemiche o a rischio). Per quanto riguarda l’offerta attiva delle vaccinazioni il PNPV si prefigge, con il calendario vaccinale: · raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali ≥95% per le vaccinazioni anti difterite-tetano-pertosse acellulare (DTPa), poliomielite, epatite B, infezioni invasive da Haemophilus influenzae tipo b (Hib) nei nuovi nati e delle vaccinazioni anti DTPa e poliomielite a 5-6 anni; · raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali ≥90% per la vaccinazione dTpa negli adolescenti all’età di 14-15 anni (5° dose), (range 11-18 anni); · raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali per 1 dose di vaccino anti morbillo, parotite, rosolia (MPR) ≥95% entro i 2 anni di età; · raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali per 2 dosi di MPR ≥95% nei bambini di 5-6 anni di età e negli adolescenti (11-18 anni); · raggiungimento e mantenimento nei nuovi nati di coperture vaccinali ≥95% per la vaccinazione antipneumococcica; · raggiungimento e mantenimento nei nuovi nati e negli adolescenti (11-18 anni) di coperture vaccinali ≥95% per la vaccinazione antimeningococcica (viene esteso al vaccino anti menigococcico B tale obiettivo); · raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali per 1 dose di vaccino anti varicella ≥95% entro i 2 anni di età, a partire dalla coorte 2014 (l’obiettivo della copertura della vaccinazione anti varicella era presente già nel piano 2012-2014 ma si e deciso di posporlo al 2015 previa verifica del raggiungimento delle coperture vaccinali esistenti);

· raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali per 2 dosi di vaccinazione anti varicella ≥95% nei bambini di 5-6 anni di età (a partire dalla coorte 2014) e negli adolescenti; · raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali ≥95% per la vaccinazioni anti rotavirus nei nuovi nati; · raggiungimento di coperture vaccinali per ciclo completo di vaccino anti papilloma virus (HPV) ≥70% · nelle dodicenni a partire dalla coorte del 2001, ≥80% nelle dodicenni a partire dalla coorte del 2002, ≥95% nelle dodicenni a partire dalla coorte del 2003; · raggiungimento di coperture vaccinali per ciclo completo di HPV ≥70% nei dodicenni a partire dalla coorte del 2003, ≥80% nei dodicenni a partire dalla coorte del 2004, ≥95% nei dodicenni a partire dalla coorte del 2005; · riduzione della percentuale delle donne in età fertile suscettibili alla rosolia a meno del 5%; · raggiungimento di coperture per la vaccinazione antinfluenzale del 75% come obiettivo minimo perseguibile e del 95% come obiettivo ottimale negli ultrasessantacinquenni e nei gruppi a rischio; · raggiungimento di coperture per la vaccinazione antipneumococcica del 75% come obiettivo minimo perseguibile e del 95% come obiettivo ottimale negli ultrasessantacinquenni e nei gruppi a rischio; · raggiungimento di coperture per la vaccinazione anti herpes zoster del 50% come obiettivo minimo perseguibile e del 75% come obiettivo ottimale nei sessantacinquenni e nei gruppi a rischio. Il PNPV prende in considerazione le vaccinazione per specifici sottogruppi, in base all’età o a particolari situazioni fisiologiche (gravidanza) o patologiche. Di seguito si riportano una sintesi di tali indicazioni per quanto riguarda le varie fasi della vita. Primo anno E’ di fondamentale importanza per immunizzare contro alcune delle più importanti malattie prevenibili, somministrando i cicli di base che richiederanno poi, nella maggior parte dei casi, una dose di richiamo nel corso del 2° anno. Il ciclo di base contro difterite, tetano e pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo B ed epatite B e normalmente effettuata utilizzando il vaccino esavalente. Si rammenta che il 3° mese inizia al 61° giorno di vita, e che e opportuno iniziare la somministrazione del vaccino esavalente il più presto possibile per fornire una protezione rapida soprattutto nei confronti della pertosse, la cui gravita clinica e tanto maggiore quanto più e contratta precocemente.

La sola eccezione a questo e rappresentata dalla vaccinazione anti epatite B per i neonati da madre HBsAg positiva, da somministrare al più presto subito dopo la nascita, contemporaneamente all’iniezione in altra sede anatomica delle immunoglobuline specifiche anti HBs. Seguiranno poi la seconda e terza dose di vaccino monovalente antiepatite B al compimento di 1 mese e 2 mesi di vita, rispettivamente. Simultaneamente alla vaccinazione con esavalente, ma in sede anatomica diversa (quadricipite femorale della coscia controlaterale) si raccomanda la somministrazione del vaccino anti pneumococco coniugato. La somministrazione delle 3 dosi iniziali del vaccino anti meningococco B (raccomandata per tutti i nuovi nati) deve essere effettuata nel 1° anno di vita. Essendo l’incidenza massima delle malattie invasive causate da tale agente eziologico rilevata nei primi due anni di vita, e cruciale iniziare il più presto possibile il ciclo di somministrazioni. Nel caso la vaccinazione fosse iniziata dopo il 6° mese, e possibile utilizzare un ciclo a sole 3 dosi, con le prime due raccomandate, rispettivamente, al 7° e al 9° mese di vita. La vaccinazione contro i rotavirus, somministrata per via orale, e raccomandata universalmente a tutti i bambini a partire dalla 6a settimana di vita, consiste di 2 o 3 dosi (in funzione del vaccino utilizzato) ed è cosomministrabile con le altre vaccinazioni previste per l’età. Il ciclo vaccinale dovrebbe in ogni caso essere completato non oltre gli 8 mesi di vita. Secondo anno E’ l’epoca del completamento con le dosi di richiamo delle immunizzazioni contro le 6 malattie prevenute attraverso il vaccino esavalente (11°-13° mese di vita) e, simultaneamente, della dose di richiamo della vaccinazione anti pneumococco coniugata, cosi come della quarta dose del vaccino anti meningococco B. Altre fondamentali vaccinazioni sono quella anti morbillo-parotite-rosolia e antivaricella (13°-15° mese), o somministrate mediante vaccino combinato quadrivalente MPRV, oppure tramite vaccino trivalente MPR e monovalente varicella in diversa sede anatomica. Anche la vaccinazione anti meningococco C o contro i quattro tipi di meningococco ACYW135 e raccomandata tra il 13° e il 15° mese di vita. Vista la necessita di fornire in breve tempo protezione con diversi vaccini, e importante considerare gli schemi di possibili cosomministrazioni. Se si utilizza il vaccino quadrivalente MPRV, è possibile la sua cosomministrazione al 13° mese di vita insieme a meningococco B, con somministrazione ad almeno 4 settimane di distanza del vaccino MenC o Men ACYW135. Se invece si opta per la vaccinazione con vaccino MPR e monovalente anti varicella, si può prospettare la cosomministrazione di vaccino MPR insieme a al vaccino anti meningococco C oppure anti meningococco.

Con gli ultimi ingressi in program­ma oggi, l’anno scolastico prende ufficialmente il via in tutte le scuole della città. Ci si prepara al meglio perché ogni cosa possa funzionare perfettamente e tutto fili liscio, sen­za grandi scossoni. Superati gli sco­gli dei sorteggi delle classi, di ricer­che spasmodiche dei libri di testo, si è pronti per vivere a pieno i prossi­mi 9 mesi. Quest’anno scolastico, presenta una novità non di poco conto: la vaccinazione obbligatoria per gli studenti iscritti nelle scuole dell’obbligo, ma anche per quanti frequentano asili nido e scuole del­l’infanzia. Anche in questo caso, per i genitori, è stata una corsa contro il tempo per riuscire a presentarsi in regola, visto le sanzioni decise dal Ministero alla Pubblica istruzione, per quanti decidano di ignorare la normativa. All’ufficio vaccinazioni del Distretto sanitario di Paterno, nonostante l’assalto di queste ulti­me settimane, si è riusciti a far fron­te alle tante richieste.
Certo non è mancata la fila not­turna per riuscire ad essere tra i 25- 30 “fortunati” del giorno, ammessi ad effettuare il vaccino, con il nu­mero che raddoppia il lunedì, gior
no in cui l’ufficio è aperto anche di pomeriggio; anche se, va evidenzia­to, non era necessario visto la possi­bilità delle prenotazioni. Come evi­denzia il direttore dell’ufficio, Vale­rio De Grandi «abbiamo dato il mas­simo. Il momento più difficile penso sia passato; ma non è possibile a- verne certezza. Con grande difficol­tà siamo riusciti a far fronte alle tan­tissime richieste di queste settima­ne». Certo, se si rispettassero le sca­denze già fissate nel libretto delle vaccinazioni, si eviterebbe la calca ed il caos in particolari momenti dell’anno. Purtroppo, non tutti lo fanno. Per riuscire a rispondere alle richieste della gente si è potenziato il servizio, con la presenza di tre sa­nitari in ufficio. Richieste aumenta­te a dismisura dopo la decisione del ministero alla Pubblica istruzione di rendere il vaccino obbligatorio, in virtù della legge n° 119 emanata lo scorso 31 luglio. Va evidenziato che il rispetto deH’obbligo vaccinale è un requisito fondamentale per l’ac­cesso agli asili nido e alle scuole del­l’infanzia (dunque i bambini dai 0 ai 6 anni), con i genitori che devono presentare a scuola un’autocertifi- cazione, indicando le vaccinazioni effettuate; per gli altri alunni, sep­pur le vaccinazioni restano obbliga­torie, non vi sarà l’esclusione dalle lezioni perché prevale il diritto allo studio, anche se i genitori sono av­vertiti. Se non in regola scattano pe­santi sanzioni. Va evidenziato, co­munque, che per gli studenti delle scuole dell’obbligo di ogni ordine e grado deve presentarsi a scuola u- n’autocertificazione entro il prossi­mo 31 ottobre, indicando le vacci­nazioni effettuate; entro il 10 mar­zo 2018, come prevede la normati­va, si dovrà presentare alla scuola la documentazione (copia del libretto di vaccinazione), per documentare le vaccinazioni effettuate. Sul sito dell’Asp di Catania e nei siti delle scuole è possibile scaricare il mo­dello per l’autocertificazione.

Le vaccinazioni proteggono il vostro bambino da importanti malattie, che possono essere causa di gravi complicanze o per le quali non esiste una terapia efficace, ma, come tutti i farmaci, possono provocare effetti collaterali, in rarissimi casi, anche gravi.
I vaccini “non sono acqua” e agiscono stimolando una risposta immunitaria attiva in grado di creare nel bambino una difesa duratura ed efficace dall’infezione o dalle sue complicazioni. La mamma di Giulio si è informata, ha soppesato ed ha scelto, ma rimane una scelta difficile anche per i più preparati. Tra tante informazioni a chi credere?

Nelle parti seguenti, abbiamo selezionato una serie di domande, le più comuni, quelle che ci vengono poste più di frequente, alle quali abbiamo cercato di rispondere sapendo di non essere stati comunque esaustivi, ma di darvi qualche informazione che potrete approfondire o chiarire con noi operatori negli ambulatori o in altre occasioni di incontro.

Come possiamo informarci per decidere con maggiore consapevolezza?
Ogni genitore dovrebbe essere messo in grado di potersi liberare da luoghi comuni privi di fondamento scientifico, come:
* grazie al miglioramento degli stili di vita e delle condizioni socio-economiche si possono evitare le malattie senza necessità di vaccinare
* nel nostro paese non possono ritornare malattie oramai scomparse da tempo
* gli effetti collaterali gravi dovuti ai vaccini vengono tenuti nascosti
* i vaccini per l’infanzia sono un business economico delle case farmaceutiche
Le cose non stanno così, ma per riconoscerlo bisogna essere informati.
Questo opuscolo è stato preparato perché possiate valutare quali sono i reali rischi delle vaccinazioni e perché li possiate confrontare con i rischi legati alle malattie, sulla pericolosità delle quali l’informazione purtroppo non è mai abbastanza.
È molto importante per gli operatori vaccinali ascoltare i vostri pensieri e i vostri dubbi.
Una ricerca effettuata nella Regione Veneto ha confermato un grande bisogno in tutte le famiglie di avere informazioni e di dialogare con persone tanto più esperte e affidabili quanto più crescono le incertezze.
Sono sempre più numerosi i genitori attivi nella ricerca di informazioni, soprattutto in internet. Purtroppo in rete si trovano comunicazioni fortemente sbilanciate in senso contrario alle vaccinazioni e lacunose dal punto di vista della diffusione di dati sulla gravità delle malattie, eterogenee nei contenuti e indistinte nella qualità e autorevolezza.
Se ne esce spesso disorientati.

Il dialogo personale è un impegno per gli operatori, ma anche un momento molto importante per voi, che vi permette di esprimervi e di superare eventuali diffidenze. Il sistema sanitario a volte è percepito troppo rigido, poco trasparente sulle reazioni avverse, condizionato da conflitti di interesse. Invece le proposte che vengono fatte dalla Sanità Pubblica sono motivate da approfondite ragioni e le reazioni avverse sono monitorate il più dettagliatamente possibile.
Vi proponiamo di consultare alcuni siti autorevoli:

> www.epicentro.it
> www.ministerosalute.it
> www.iss.it
> www.vaccinarsi.org
> www.perchevaccino.it
> www.regione.veneto.it
> www.genitoripiu.it
> http://www.fimp.veneto.it
> www.cdc.gov/
> www.cdc.gov/vaccines/pubs/pinkbook
> www.phac-aspc.gc.ca/im/
> www.who.int
> https://www.gov.uk/government/collections/immunisation-against-infectious- disease-the-green-book
Vi esortiamo ancora una volta, a cercare il dialogo con il personale degli ambulatori vaccinali e con il vostro pediatra di famiglia, perché il confronto diretto permette di condividere oltre che le idee anche le emozioni.

Perché ha senso, ancora oggi, vaccinare?
Grazie alle migliorate condizioni sanitarie e alle vaccinazioni, oggi non vediamo più le vaste epidemie che si osservavano in passato. Raramente sentiamo di qualcuno che ha contratto malattie infettive prevenibili con vaccinazione, come la polio, il morbillo e la rosolia congenita. E allora perché continuare a vaccinare? Il senso di continuare a vaccinare ancor oggi è perché i microrganismi (batteri e virus) esistono ancora e la possibilità che possano diffondersi di nuovo è reale.
Questo è già successo in altri paesi anche europei, dove la presenza di una popolazione non adeguatamente vaccinata ha creato quelle condizioni per cui, ad esempio, il virus che causa la poliomielite ha potuto diffondersi nuovamente. Altre malattie sono caratterizzate da una minore infettività, ma la presenza dei germi che le causano mettono a rischio le persone di ammalarsi, con conseguenze molto gravi e talvolta invalidanti (es. meningite da haemophilus influenzae, meningococco, pneu- mococco, etc). Nessun vaccino ha un’efficacia del 100%, tuttavia se la percentuale di persone vaccinate supera una certa soglia, i germi hanno maggiori difficoltà a diffondersi da una persona all’altra ed anche quella piccola parte di soggetti che non sono ancora stati vaccinati sono indirettamente protetti; questo fenomeno si chiama “protezione di comunità o herd immunity o immunità di gregge”. Della stessa protezione si giovano anche quelle persone che non possono essere vaccinate perché affette da alcune patologie. In questa prospettiva la vaccinazione rappresenta oltre che una protezione del singolo, anche un atto di solidarietà e di senso civico che contribuisce a migliorare il livello di salute dell’intera comunità.
Come funzionano i vaccini?
I vaccini sono costituiti da virus o batteri inattivati (uccisi) o attenuati (resi innocui) oppure da loro piccole parti o da sostanze da loro prodotte (tossine inattivate); i loro componenti vengono detti anche “antigeni”. Sono costruiti in modo da essere in grado di attivare le proprietà del sistema immunitario dell’uomo, senza causare la malattia. Funzionano stimolando i meccanismi naturali di difesa che il nostro organismo mette in campo contro le infezioni. Questo sistema è in grado di riconoscere batteri, virus e altre sostanze estranee come “nemici”, di mobilitare cellule specifiche (chiamate linfociti) e produrre anticorpi in modo molto mirato.
Per fare questo il sistema immunitario impiega alcuni giorni, ma, contemporaneamente, attiva un meccanismo chiamato “memoria immunitaria” che gli permette di ricordare e riconoscere le sostanze già incontrate per molto tempo e a volte anche per tutta la vita.
Quanto dura la protezione di un vaccino?
La durata della protezione dipende dalla capacità dello specifico vaccino di stimolare la risposta anticorpale e la memoria immunologica; per que

sto motivo possono essere necessarie più dosi o più richiami. I vaccini si comportano in modo simile alle malattie infettive che prevengono.
È conoscenza comune che alcune malattie, già avute e superate da piccoli, come ad esempio la pertosse, possono ripresentarsi in età adulta; analogamente il vaccino contro la pertosse richiede alcuni richiami per mantenere l’efficienza e la memoria del sistema immunitario.
Viceversa altre malattie, come ad esempio il morbillo o la rosolia, una volta avute non si riprendono più, cioè danno un’immunità per tutta la vita; analogamente i vaccini contro il morbillo e la rosolia sono in grado di dare una protezione permanente.
La necessità di offrire più di una dose di vaccino è sostenuta dal fatto che una piccola percentuale di persone (intorno al 5%) non riesce a produrre l’immunità desiderata dopo la prima vaccinazione, capacità che aumenta dopo una seconda somministrazione.
> Siegrist AC. Vaccine immunology. In: Plotkin S, Orenstein WA, Offit PA (Eds.) Vaccines. Saunders 2008
Iniziare a vaccinare a due mesi non è troppo presto? Il bambino non è troppo piccolo?
Il neonato ha sviluppato la capacità di rispondere alle malattie e a svariati antigeni prima ancora della nascita. Se così non fosse il contatto con il mondo esterno dopo la nascita sarebbe estremamente pericoloso e tutti si ammalerebbero subito con estrema facilità, cosa che per fortuna proprio non avviene!
È vero che alla nascita e per alcuni mesi il sistema immunitario non è ancora perfettamente maturo, ma i vaccini sono costruiti in modo da attivare la parte già in grado di rispondere adeguatamente.
Ritardare l’inizio del ciclo vaccinale significa prolungare il periodo in cui il bambino non è protetto contro alcune malattie che possono essere gravi e che sono frequenti nei primi mesi di vita, come la pertosse e le meningiti. Inoltre, vaccini come quello contro il tetano, necessitano di più dosi perché sia ottenuta una buona protezione; serve, infatti, del tempo affinché il vaccino sia in grado di stimolare il sistema immunitario per proteggere il bambino nel momento in cui comincerà ad esplorare l’ambiente e ne avrà perciò bisogno.

Sono troppi questi vaccini tutti insieme?
…e rispetto al passato?
Tutti noi, neonati e bambini compresi, ogni giorno siamo sottoposti al bombardamento da parte dei germi presenti nell’ambiente, nell’aria e nel cibo. Il sistema immunitario è un sistema estremamente potente, in grado di riconoscere e combattere efficacemente milioni di sostanze diverse (antigeni). Si pensi che il solo batterio che causa la pertosse, per esempio, possiede più di 3000 sostanze che funzionano come antigeni, mentre il vaccino contro la pertosse ne ha solo tre. I vaccini raccomandati, anche se sembrano tanti, in realtà occupano solo una piccolissima parte della capacità del nostro sistema di difesa.
Se pensiamo che i vaccini proposti ai nostri bambini siano troppi rispetto al passato dobbiamo considerare il numero di antigeni e non il numero di vaccini somministrati. Cerchiamo di spiegarci meglio. Se facciamo un confronto, aiutandoci con le tabelle precedenti, vediamo che tra gli anni 60 e gli anni 80 venivano somministrati solo pochi vaccini (vaiolo, difterite, tetano, poliomielite, pertosse), ma che contenevano un numero di antigeni che superavano qualche migliaia; oggi, grazie alla disponibilità di prodotti purificati, si somministrano contemporaneamente più vaccini ma che contengono un numero minimo di antigeni.

I vaccini possono indebolire i neonati e i bambini?
I vaccini non indeboliscono il sistema immunitario, anzi rafforzano le sue capacità di sviluppo. L’obiettivo del vaccino è di stimolare la memoria immunitaria e rendere l’organismo capace di reagire prontamente quando verrà a contatto con il virus o il batterio che può provocare la malattia. Il vaccino agisce come un “allenamento” che rende l’atleta più forte e più capace di vincere la gara.
È piuttosto vero il contrario, ossia malattie come il morbillo o la varicella indeboliscono il sistema immunitario e lo espongono ad altre infezioni che vengono definite come “le complicanze della malattia”.
Qualche studioso ha ipotizzato che i vaccini possano provocare squilibri tra le diverse componenti del sistema immunitario ed essere causa di possibili altre patologie; queste ipotesi teoriche sono state studiate e nessuno studio scientifico le ha dimostrate. (Siegrist AC. Vaccine immunology. In: Plotkin S, Orenstein WA, Offit PA (Eds.) Vaccines. Saunders 2008)
L’allattamento al seno in modo esclusivo nei primi 6 mesi di vita protegge il bambino dalle malattie infettive per le quali è consigliato il vaccino?
Durante la gravidanza la madre trasmette al bambino per via transplacentare anticorpi che potranno proteggerlo solo per qualche mese e che progressivamente diminuiscono. Se la mamma non ha anticorpi (non avendo contratto l’infezione e/o non essendo stata vaccinata per quella malattia) non potrà trasmetterli, né prima né dopo la nascita attraverso il latte.
È vero che il latte materno contiene anticorpi, cellule immunitarie e altre sostanze che diminuiscono il rischio di infezioni, soprattutto quelle dell’apparato gastrointestinale e respiratorio, ma il latte materno non elimina questo rischio. Inoltre, la parziale protezione immunitaria non è specifica nei confronti delle infezioni contro le quali si vaccinano i lattanti: difterite, pertosse, tetano, morbillo, parotite, rosolia, infezioni da haemo- philus, pneumococco e meningococco, etc.
Uno studio caso controllo italiano sulla pertosse ha mostrato che l’allattamento al seno non ha alcun effetto protettivo su questa malattia, mentre ha evidenziato un effetto importante su polmoniti e bronchioliti.

Ritardare le vaccinazioni pensando che il lattante sia già protetto è pericoloso e significa esporre il proprio bambino ad inutili rischi.

> http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/tteriTm15601649
> http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8886155
> http://www.bmi.com/content/340/bmi.c1626
> http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=7949800

La scelta di curare nostro figlio con l’omeopatia è incompatibile con la scelta di vaccinarlo?

Le medicine alternative, inclusa l’omeopatia, non sono incompatibili con la medicina cosiddetta “convenzionale”.
L’Associazione Britannica di Omeopatia (British Homeopathic Associa- tion) e la Facoltà di Omeopatia (Faculty of Homoeopathy) di Londra, due autorevoli istituzioni inglesi, che si occupano di formazione e attività scientifiche in campo omeopatico, hanno dichiarato la loro posizione ufficiale nei confronti delle vaccinazioni: “Ove non vi siano controindicazioni di carattere medico, le vaccinazioni dovrebbero essere effettuate normalmente utilizzando vaccini testati e approvati in modo convenzionale”.
Un omeopata dichiara che “Un vaccino è un preparato che contiene materiale proveniente da microrganismi o parti di questi, e che viene somministrato allo scopo di far produrre all’organismo anticorpi specifici verso questo organismo. In questi termini non esiste assolutamente un vaccino omeopatico. Esistono rimedi omeopatici, a volte chiamati molto impropriamente vaccini, derivanti o meno da materiale biologico, che possono aumentare le difese dell’organismo, a volte forse anche in modo specifico verso alcuni virus o batteri, ma non hanno assolutamente la capacità di far produrre in quantità anticorpi specifici verso quel determinato virus o batterio. Non esistono comunque vaccini o metodi alternativi paragonabili alle vaccinazioni tradizionali rispetto all’efficacia statistica nell’evitare l’insorgenza di quelle specifiche malattie. L’interrogativo dunque non sarà mai “che cosa è più efficace”.
> www.britishhomeopathic.org/
> www.britishhomeopathic.org/export/sites/bha_site/how_we_can_help/advice_ sheets/immunisation_factsheet-2-1.pdf

I vaccini aumentano il rischio di sviluppare allergie e asma?
II timore che le vaccinazioni possano favorire lo sviluppo di allergie nel bambino è uno dei motivi che spingono alcuni genitori a rifiutare l’offerta di salute dei nostri servizi. Negli ultimi decenni un sensibile aumento delle allergie in età pediatrica, contestualmente ad un aumento del numero di vaccini somministrati, ha dato lo spunto ad alcuni oppositori alle vaccinazioni per ipotizzare una relazione causale. Negli anni scorsi sono stati condotti diversi studi i cui risultati ci permettono di affermare che i vaccini non aumentano il rischio di sviluppare allergie e asma. Un dato interessante proviene dalla Germania. Prima della riunificazione (avvenuta nel 1989) i bambini residenti nei due Stati tedeschi avevano livelli differenti di copertura vaccinale: nella Germania Est la percentuale dei vaccinati era significativamente più alta che nella Germania Ovest. Se la teoria delle allergie favorite dalle vaccinazioni fosse stata corretta, ci saremmo dovuti aspettare una più alta prevalenza di bambini allergici nella Germania Est. Invece è accaduto il contrario: i bambini allergici erano più numerosi a Ovest (2008). Inoltre, vari studi epidemiologici non hanno dimostrato un rischio aumentato di sviluppare allergie o asma conseguente alle vaccinazioni pediatriche. Pertanto, non vi è nessuna ragione scientifica per ritardare o rifiutare le vaccinazioni per i bambini a elevato rischio di allergia. Per spiegare l’alta prevalenza delle allergie nei Paesi occidentali è necessario approfondire ipotesi di altri fattori di rischio differenti dalle vaccinazioni.

I vaccini possono causare malattie autoimmunitarie?

L’ipotesi di un ruolo delle vaccinazioni nel causare malattie autoimmuni si basa esclusivamente su casi aneddotici o studi osservazionali non controllati in cui viene descritto lo sviluppo di fenomeni autoimmuni (es. transitoria presenza di autoanticorpi). Questi fenomeni comunque non sono di per sé sufficienti per determinare l’insorgenza di una malattia autoimmune, che è invece un evento molto complesso derivante dalla concomitanza di fattori genetici multipli, endogeni ed esogeni.
Le infezioni, anche quelle combattute dai vaccini, sono comprese tra i fattori esogeni in grado di scatenare i meccanismi autoimmuni e le malattie autoimmuni. Numerosi risultati della ricerca scientifica hanno escluso ogni nesso causale fra vaccini e sviluppo di malattie autoimmuni. Le malattie autoimmuni si sviluppano a prescindere dalle vaccinazioni.
I vaccini, invece, sono molto utili nel proteggere pazienti con malattie reumatiche autoimmuni in terapia con farmaci immunosoppressori, che rendono l’organismo molto suscettibile ad infezioni ancora oggi causa più frequente di mortalità. Anche nei pazienti con malattie autoimmuni endocrine o metaboliche (es. diabete mellito tipo I, morbo di Addison, malattie infiammatorie croniche intestinali) i vaccini prevengono alcune infezioni che possono produrre alterazioni del controllo metabolico e/o endocrino e determinare maggior resistenza alla terapia antibiotica.
I vaccini possono causare il diabete?
II diabete tipo 1 o insulinodipendente o giovanile si manifesta per la metà dei casi entro i 20 anni di vita ed è più frequente in alcune popolazioni rispetto ad altre. È una malattia autoimmune e riconosce una predisposizione genetica. È una patologia molto studiata per il possibile rapporto causale con fattori esogeni ed in particolare con infezioni e vaccini. Questo perché, alcune coincidenze avevano fatto ipotizzare un’associazione tra questo tipo di diabete e le vaccinazioni, in particolare quella antiepatite B e antiemofilo. A seguito di questa ipotesi, sono stati condotti studi scientifici in Europa e negli Stati Uniti che hanno preso in considerazione i vaccini anti pertosse, tubercolosi, vaiolo, tetano, polio, parotite, rosolia, rotavirus, epatite B, emofilo; in questi studi non è stato documentato alcun incremento del rischio di sviluppare diabete di tipo 1 nelle popolazioni vaccinate.
Abbiamo sentito parlare di autismo insorto dopo la vaccinazione contro il morbillo, parotite e rosolia, che cosa c’è di vero? E per altri vaccini?
L’autismo è una complessa patologia del sistema nervoso centrale, in cui sono interessate la comunicazione, la socializzazione e il comportamento. La causa dell’autismo non è ancora completamente conosciuta e verosimilmente può trattarsi di una malattia che inizia ancor prima della nascita, probabilmente già nel primo trimestre di gravidanza, periodo vulnerabile durante il quale alcuni fattori ambientali possono aumentarne il rischio. Studi effettuati su filmati in bambini che avevano sviluppato un autismo hanno potuto mettere in evidenza che i sintomi di questa malattia erano presenti già nei primi mesi di vita, prima della somministrazione del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia.
Questa possibile associazione era stata ipotizzata da uno studio pubblicato nel 1998 su un’importante rivista scientifica (Lancet). Wakefield, con altri autori, aveva associato al vaccino Morbillo-Parotite-Rosolia una malattia infiammatoria intestinale con conseguente permeabilità dell’intestino e assorbimento di sostanze in grado di danneggiare il cervello e determinare quindi l’autismo. Lo studio fu subito criticato per la metodolo

gia scientifica utilizzata che permetteva un’alterazione dei risultati. Alcuni anni dopo gli altri autori della ricerca ne ritrattarono le conclusioni e fu dimostrato che Wakefield aveva costruito una vera e propria frode scientifica palesando gli interessi economici che avevano spinto ad alterare numerosi fatti, tanto che Wakefield venne radiato dall’albo dei medici e non poté più esercitare la professione in Gran Bretagna.
Una vasta revisione del 2004 e un aggiornamento del 2011 dell’Institu- te of Medicine (IOM), un organismo qualificato indipendente negli Stati Uniti, ha concluso che non vi è alcun associazione tra il vaccino MPR e sviluppo dell’autismo (www.iom.edu / vaccineadverseeffects).
Così pure, un documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS settembre 2013) ribadisce che non vi è alcuna evidenza o prova scientifica sulla relazione tra il vaccino morbillo-parotite-rosolia e autismo (www. who.int/features/qa/85/en).
Anche per gli altri vaccini, la letteratura scientifica nega una correlazione con l’autismo.

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