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Europa League, dove vedere Lazio-Zulte Waregem in Tv e in streaming Gratis e Rojadirecta

La partita di Europa League fra Lazio – Zulte Waregem inizierà alle ore 19:00, è l’anticipo della Sesta giornata di serie A.  Come Vedere Lazio – Zulte Waregem Streaming Gratis è possibile per tutti oggi Giovedi 28  Settembre alle ore 19:00 grazie a Mediaset e Sky che trasmetteranno la partita su Sky Super Calcio, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, anche in HD (alta definizione), e su Premium Sport e Premium Sport HD.

Lazio – Zulte Waregem Alle ore 19:00  il match tra Lazio – Zulte Waregem. Si gioca per l’ Europa League  edizione 2017-18. streaming gratis per gli abbonati con Sky Go e Premium Play, app alle quali possiamo accedere con laptop, computer, smartphone e tablet.

Come possibili alternative dove vedere Lazio – Zulte Waregem, ci sarebbero, in via non del tutto ufficiale, Video YouTubeFacebook LiveStream e Periscope. Il raccoglitore internet di links online gratuiti Rojadirecta non è più da considerarsi valido, perchè dichiarato illegale in Italia già da un bel po’ di tempo.  La gara che si giocherà domani alle ore 18:00 potrà essere seguita in tv come al solito sui dispositivi di Sky e Premium,oppure collegando il proprio personal computer alla tv con il cavo HDMI grazie al servizio in streaming delle due emittenti, Sky Go e Premium Play. Tuttavia, per vedere in streaming gratis Lazio – Zulte Waregem senza pagare bisogna andare su Rojadirecta oppure siti alternativi ad esso se non funziona: sono però siti pirata illegali, e non possiamo fare altro che sconsigliarne la fruizione.

Inzaghi, ovviamente, preferirebbe non soffrire fino alla fine. Se potesse, sceglierebbe di chiudere la pratica velocemente e senza affanni. Ma se non dovesse accadere, e soprattutto se il punteggio dovesse essere sul 2-2 a una manciata di minuti dal termine l’uomo della provvidenza sarà lì. Pronto a risolvere ancora una volta la situazione. L’uomo della provvidenza è Alessandro Murgia, il giovane centrocampista romano che nelle settimane scorse ha già regalato alla Lazio due preziosissimi successi in altrettante sfide di coppa, le uniche giocate finora dai biancocelesti. Nella prima occasione la sua rete è valsa addirittura il trofeo, la Supercoppa italiana, che la Lazio ha conquistato il 13 agosto ai danni della Juventus. Un mese dopo il gol di Murgia è invece servito «solo» a far cominciare bene, con una vittoria, l’avventura stagionale dei biancocelesti in Europa League. Coincidenza non da poco: in entrambe le circostanze Murgia ha realizzato il gol del definitivo 3-2. In pieno recupero nella sfida con la Juve; a un quarto d’ora dal termine nel match con il Vites- se.

NON SOLO GOL Prima della partita di campionato con il Genoa e delle successive apparizioni con Napoli e Verona, quelle erano state anche le uniche apparizioni di Murgia in questa annata. Le prove fornite in campionato non sono state all’altezza di quelle di coppa, ma – vista la giovane età (ha da poco compiuto 21 anni) – certi alti e bassi possono starci. Stasera comunque Murgia tornerà titolare in una gara di coppa e, visti i precedenti stagionali, meglio così. Il match con lo Zulte Waregem, che Inzaghi affronterà con una formazione ri- maneggiata per infortuni e turn over, non sarà per nulla semplice. Quella belga è una squadra sbarazzina, capace di mettere in difficoltà gli avversari, specie se può attaccare. Anche se nel primo match del girone ha perso nettamente col Nizza. In una Lazio che potrebbe accusare un po’ di stanchezza per i numerosi impegni ravvicinati (quella di stasera sarà la sesta gara in diciotto giorni), servono forze fresche. E Murgia è chiamato a garantire proprio questo, più che i gol. Che ha dimostrato di saper fare (ne realizzò un paio anche nello scorso campionato pur giocando appena 14 gare, e solo 3 per intero), ma che non sono la sua specialità. E infatti per il match di stasera il tecnico gli chiederà soprattutto di sdoppiarsi per garantire al meglio le due fasi. Di proteggere adeguatamente il play maker Di Gennaro (alla sua seconda apparizione da titolare dopo quella col Vitesse, sempre in Europa League). Certo, se poi dovesse arrivare anche un altro gol Inzaghi non disdegnerebbe certo. Specie se dovesse servire a regalare alla Lazio un’altra preziosa vittoria.

IN SILENZIO Peccato che non avrebbe in ogni caso lo stesso sapore. Perché non potrebbe essere adeguatamente festeggiato. Stasera l’Olimpico sarà infatti deserto, causa squalifica (è la quarta negli ultimi dodici anni) inflitta dall’Uefa per gli ululati dei tifosi laziali nel corso del match con lo Sparta Praga del marzo 2016. La Lazio fu poi eliminata dai cechi, così il turno da giocare a porte chiuse deve ancora essere scontato (l’anno scorso i biancocelesti non sono stati impegnati in Europa). «Peccato – si rammarica Inzaghi -. L’aiuto dei nostri sostenitori ci sarebbe servito. Ci sarà un’atmosfera strana, spero i ragazzi non ne risentano». Tre i cambi del tecnico rispetto a domenica scorsa. Oltre a Murgia, spazio pure a Caicedo e Di Gennaro. A riposo Immobile (ieri mattina in Vaticano con moglie e fighe per l’udienza generale di Papa Francesco), Lulic e Leiva. Nani parte della panchina, giocherà nella ripresa. «Lo Zulte è una squadra di qualità – avverte Inzaghi -. Dovremo giocare con il massimo della concentrazione».

Zulte, un’odissea l’arrivo a Roma Il tecnico Dury: «Ci proveremo»

 Aveva quasi il fiatone quando è arrivato in sala stampa, dove in pochi erano rimasti ad aspettarlo. Francky Dury, tecnico dello Zulte Waregem, era piuttosto infastidito del ritardo accumulato durante tutta la giornata. Dopo quasi un’ora e mezza in pullman (anche a causa di un incidente in autostrada) per spostarsi da Waregem a Ostenda, città dalla quale sono partiti, i giocatori dello Zulte hanno dovuto aspettare tre ore prima che il charter potesse decollare. La partenza era prevista per le 9, è avvenuta

poco dopo mezzogiorno. «Ho imparato che quando le cose non dipendono da noi bisognare restare calmi – ha detto Dury in conferenza, svoltasi 4 ore dopo l’orario previsto -, però stavolta è stato difficile. Ora sarà importante che i giocatori riposino bene». Poi una promessa: «Venderemo cara la pelle, il risultato col Nizza è bugiardo». Il portiere dello Zulte è l’italiano Nicola Leali (scuola Juve): «Bello tornare in Italia, peccato solo che l’Olimpico sia deserto. Sono contento invece di rivedere Immobile, con cui ho giocato un Europeo U21»

Inzaghi ha avvertito la Lazio. Ci vuole la partita giusta per battere lo Zulte nell’Olimpico vuoto e compiere un passo deciso verso la qualificazione. Senza tifosi e con un turnover moderato, appena tre cambi rispetto a Verona, anche perché la lista degli indisponibili resta lunga (fuori De Vrij, Basta, Bastos, Wallace, Felipe Anderson), Milinkovic può essere recuperato solo per la panchina e Nani forse verrà sganciato in corsa perché non è pronto per giocare dal primo minuto. Simone terrà a riposo Leiva, Lulic e Immobile, da cui dipende il 61,5% dei gol realizzati in campionato. All’esordio di Arnhem era stato indispensabile spedirlo in campo nella ripresa per rimontare il Vitesse, que- stavolta Simone preferirebbe evitare e allora servirà prendere nel verso giusto lo Zul- te. Si gioca a porte chiuse per scontare un turno di squalifica rimediato due anni fa, l’ultima volta della Lazio in Europa League, per gli ululati intonati a Praga nei confronti di un giocatore di colore dello Sparta. Sembrerà di essere in un acquario. «Ho avvertito i ragazzi, sarà strano giocare nell’Olimpico vuoto, sono cose che non dovrebbero capitare, mi dispiace, saremmo stati aiutati dalla nostra gente. La partita avrà delle insidie, anche perché lo Zulte è organizzato bene, da centrocampo in su possiedono alcune individualità, servirà la massima concentrazione» ha avvertito Inzaghi, pronto a riunire la Lazio. Lungo video dipreparazione alla partita. «Con la squadra ho già parlato e abbiamo analizzato lo Zulte, è una squadra che se non presa con la corsa e con la determinazione giusta potrebbe crearci problemi, voglio che non accada e penso i miei lo sappiano».

CLASSIFICA. Serve il bis dopo la rimonta in Olanda per ipotecare il girone. «Ha una grandissima importanza questa partita, a parer mio non è ancora decisiva, ne mancheranno altre quattro al traguardo, ma una vittoria faciliterebbe il nostro compito, poi ci attenderà il doppio confronto con Nizza. Dovremo essere bravi a far la partita giusta, sapendo che ci sono due insidie. La prima è rappresentata dai belgi e la seconda dallo stadio che in questo momento si è rivelato un grandissimo fattore». Inzaghi ha confermato l’intenzione di portare Nani in panchina («sarà convocato se non ci saranno problemi») e dietro si affiderà al trio formato da Patric, Luiz Felipe e Radu «In difesa giocheranno gli stessi del Bentegodi, hanno dato ampie garanzie, fornendo un’ottima prestazione. Servirà una partita intensa, i belgi hanno vinto la Coppa in Belgio e sono terzi in campionato, non si tratta di un avversario da sottovalutare». I primi recuperi sono progettati per il Sassuolo. «Spero di avere a disposizione De Vrij, ha buone sensazioni. Mi- linkovic ha ripreso, sarà già nei convocati per lo Zulte».
CORSA. L’attacco della Lazio peserà sulle spalle di Cai- cedo, l’ecuadoriano prelevato dall’Espanyol, una profonda esperienza europea con Basilea, Loko- motiv Mosca, Manchester City e Sporting Lisbona. Toccherà ancora a Luis Alberto, il vero insostituibile della nuova Lazio, tirare fuori le idee giuste ed i rifornimenti. Marusic e Lukaku correranno sulle corsie esterne, Parolo e Murgia gli interni di centrocampo a dare sostegno a Di Gennaro, il play alternativo a Leiva. «Le seconde linee non esistono. Stanno giocando tutti. Prima diVerona ero tranquillo nonostante gli infortuni, sapevo che mi avrebbe dato garanzie anche chi ha giocato meno e si è visto».

E il golden boy che segna i golden gol, è il centrocampista-sprinter, è il primatista del fotofinish, è lo specialista dei 3-2, dei gol che fanno vincere o perdere, dei finali thrilling. I suoi 3-2 hanno regalato alla Lazio una Su- percoppa italiana e i 3 punti di Arnhem col Vitesse. Alessandro Murgia colpisce prima che spunti il “the end’ì Come? Di destro (contro la Juve), di sinistro (contro il Vites- se). E anche di testa (primo gol in A segnato un anno fa al Torino). Murgia in Super- coppa ha fatto centro al 93,’ contro il Vitesse al 75,’ a Torino aveva portato la Lazio sull’1-2 all’84,’ il pareggio arrivò per colpa di un rigore inesistente assegnato ai granata.

IL SIPARIETTO. Dopo il 3-2 di Arnhem è nato lo sfottò tra Alessandro Murgia e Ciro Immobile. Il bomber napoletano ha scritto a Mur- gia «ma segni solo gol da 3-2?». E Murgia, dopo il gol del 3-2 segnato da Immobile a Marassi contro il Genoa, ha replicato
così: «Quando la Lazio vince 3-2, ma non hai segnato tu il terzo gol…
Ciro per questa volta ti perdono, complimenti!». Alessandro Murgia è il golden boy della Lazio. Ha scalato la storia e non rallenta la sua corsa, è l’asso di Coppa. Stasera ripartirà da titolare, in Europa ha un posto assicurato, in campionato è un titolare aggiuntivo. Giocherà contro lo Zulte, si piazzerà a centrocampo, la sua crescita non s’è arrestata, continua, è meglio parlare di ascesa. Il diesse Tare ha espresso parole dolcissime sul suo conto prima del match col Genoa: «Ha un’umiltà che ho visto raramente, per noi è una grande soddisfazione». Alessandro Murgia è tutto casa e Formello. Fa una vita regolata, s’allena più di tutti. Quando cresci, quando diventi conosciuto ed entri nella storia, ar- rivail monento che cadi. Alessandro Murgia ha la testa sulle spalle e i piedi ben piantati per terra. E’ un classe 1996, è tra i talenti più giovani dell’Europa League. Di Biagio l’ha già lanciato nell’under 21, è predestinato ai big azzurri. «Volo ancora basso però mi piace essere etichettato come uomo decisivo», dice Murgia. E in futuro sogna di essere chiamato capitano. E’ il salto che hanno mancato tutti i baby laziali.

Buona la prima per il regista e sarà meglio la seconda. Davide Di Gennaro ha esordito in Europa contro il Vitesse, stasera ci sarà, farà di nuovo da vice Leiva, riprenderà il comando del centrocampo. La Lazio non aveva mai avuto tre registi in rosa: Leiva, Di Gennaro e Luis Alberto. L’italiano sta lì buono buono, aspetta l’occasione per sfruttarla. Ad Arnhem aveva iniziato benissimo, da regista, calibrando passaggi millimetrici, tagliando il campo con gittata perfetta, è uscito nel secondo tempo solo perché stanco. Stasera, contro lo Zulte, lo attende lo stesso lavoro, avrà gli stessi compiti. Davide Di Gennaro sa sdoppiarsi, anzi triplicarsi. E’ nato trequartista, s’è specializzato da mezzala e da regista. Inzaghi può utilizzarlo a piacimento, ma lo vede principalmente da play e da interno.
LE PRESENZE. Sette minuti in serie A, 62 in Europa League. E’ il suo minutag- gio. In campionato non c’è stato spazio, in Europa c’è. Di Gennaro vive la prima esperienza nelle Coppe internazionali. Ha atteso la Lazio per settimane, la partenza di Catal- di ha liberato un posto in rosa. E’ stato scelto lui per le qualità umane e calcistiche. «Sempre a testa alta», è il suo motto. L’ha coniato dopo un gol festeggiato impalandosi alla Mark Bresciano (ex laziale che esultava facendo la statua). Davide Di Gennaro si renderà utile per tutta la stagione, i tre impegni impongono l’utilizzo del turnover. Nella Lazio ognuno ha il suo ruolo, ognuno avrà una parte.
Lo sanno tutti, è stato chiaro Inzaghi ad inizio stagione. L’Europa è una vetrina per i baby e per chi non ha spazio in campionato. Di Gennaro ha avuto un buon impatto, deve sfruttare la Coppa per aumentare il minutaggio e diventare un’alternativa di lusso ai titolarissimi.
LE SFIDE. Davide non ha mai avuto paura di sfidare i Golia, di vivere grandi sfide. Dal Milan è finito in provincia, dalla provincia è finito a Roma. Ha avuto la forza di risalire e a 29 anni ha trovato la Lazio. Da piccolo, quando giocava negli Allievi del Milan, provò a prenderlo l’Arsenal, gli propose un triennale. Lui disse no anche ai soldi, preferì rimanere in Italia. In Europa ci è arrivato alla soglia dei 30 anni, vuole tenersela stretta. La rincorsa è stata lunghissima, il traguardo l’ha tagliato. Vince chi ci crede.

Ha raccolto le trecce, sembra un turbante di capelli. L’acconciatura afro di Jordan Lukaku, il terzino d’assalto della Lazio, ieri si è presentato così in sala-stampa. Sgomma sulla fascia, meglio scansarsi quando parte in velocità, si rischia di essere travolti da un treno.
Inzaghi lo ha dovuto gestire, si era quasi strappato a Firenze a metà maggio, tre mesi di stop per recuperarlo. Il belgaha dovuto saltare la preparazione, è stato attento a evitare ricadute, non ha ancora giocato per novanta minuti di fila, sta entrando ora in forma. «Dopo l’infortunio avevo qualche limite, giocavo 30-35 minuti e mi sentivo stanco, ora riesco ad affrontare anche il secondo tempo, sono al 60-65 per cento della condizione» ha raccontato in conferenza stampa. Inzaghi lo guardava con occhio divertito. «Quando sono arrivato non mi conosceva nessuno, ho impiegato alcuni mesi a prendere confidenza, mi trovo bene con lo staff e con i compagni, c’è anche un altro modulo, quando gioco e prendo la palla mi sento sempre più coinvolto».

E’ ambizioso, ha prospettive sconfinate. Suo fratello Romelu, centravanti del Manchester United, è già un top player. Jordan lavora per diventarlo. «In Italia c’è molta tattica. Sembrano partite a scacchi. Qui alla Lazio penso di aver acquisito più disciplina in difesa, so di dover migliorare. E’ chiaro che se voglio diventare uno dei migliori devo lavorare tanto. Non è un sogno, ma un obiettivo arrivare a quei livelli e quindi ho bisogno di apprendere. Ma credo molto in me stesso, mi sforzerò per avere un’opportunità». Intanto deve scalare le gerarchie a Formello. «E’ chiaro, non sono tanto contento di entrare dalla panchina, mi sento molto competitivo, voglio dare di più, ma ci sono delle regole e porto rispetto ai miei compagni. Senad Lulic è il capitano e seguo l’esempio di Stefan Radu, devo cercare di arrivare al 100 per cento e sfruttare l’occasione». Romelu fa il tifo per suo fratello, è diventato virale il video in cui esulta per l’assist a Mur- gia nella finale di Supercop- pa. «Io mi aspetto il meglio per lui e lui nei miei confronti, cerchiamo di aiutarci e sostenerci a vicenda».

E  fedele da una vita, l’amore eterno esiste. Il pericolo numero uno si chiama Franck Dury, ha 59 anni, è belga, è l’allenatore dello Zulte. Di più, è il suo inventore. Dury merita il premio fedeltà. E’ l’uomo che ha portato la squadra in Europa dalla quarta serie. E’ successo tutto nel giro di 16 anni, dal 2001 al 2017. Il vecchio Franck ha dedicato la vita a questo club, lo chiamano il Guy Roux del Belgio (è il tecnico francese che ha allenato l’Au- xerre per 40 anni). Dury ha

iniziato ad allenare lo Zulte nel 1993, si chiamava VV Zul- tse. E’ nel passato, è nelfuturo della società, ha altri 10 anni di contratto! E’ un vero allenatore a vita. Ex poliziotto (analista di scene del crimine), si è separato dallo Zulte solo nel biennio 201012. Dury, per spiegare la parabola del club, dice queste parole: «Nel 2005 avevamo dai 3 ai 5 milioni di budget. In rosa avevo un solo assistente e il preparatore dei portieri a darmi sostegno». Oggi lo Zulte ha un budgetraddoppiato, da poco più di 10 milioni. Ha allacciato contatti con tanti club di prima fascia, strappa prestiti utilissimi, di qualità. Dalla Juve, l’anno scorso, è arrivato il centrocampista Marrone (oggi al Bari), quest’anno il portiere Nicola Leali. Dall’Anderlecht è sbarcato l’attaccante belga Aaron Leya Iseka (classe 1997), stasera giocherà da centravanti. E’ fratellastro del più celebre at-

taccante Michy Batshuayi del Chelsea. Lo zW (ZulteWare- gem) gioca con il 4-3-3 e oggi è terzo nel campionato belga.
LA STORIA. Lo Zulte è nato dalla fusione tra il club VV Zultse e il club Ksv Ware- gem (squadra che espugnò San Siro nella Coppa Uefa 1985-86, battè il Milan). Nel 2006lo Zulte di Dury, da neopromosso, ha vinto la Coppa del Belgio. Sei anni dopo, con Thorgan Hazard in campo (fratello del celebre Eden Hazard), ha assaporato la vittoria dello scudetto per 2 minuti: prima del gol dell’ex capitano laziale Lucas Biglia, l’argentino regalò il titolo al

suo Anderlecht. Lo Zulte è in Europa perché l’anno scorso ha vinto la Coppa nazionale.
Dury allena tanti ragazzi classe ’93, ’94, ’95 e ’97, ha studiato per anni Marcello Lip- pi e ieri ha lanciato una sfida sfrontata a Inzaghi: «Dopo il 5-1 subito contro il Nizza non ero spaventato, ho fatto i complimenti a tutti. Abbiamo creato tante occasioni, la qualità ha fatto la differenza.
Forse sarà così anche contro la Lazio, hanno un incredibile Immobile. Spero riposi. Ma non rinnegheremo l’identità». In panchina l’attaccante Saponjic, ha vinto il mondiale under 20 con Milinkovic.

Contro lo Zulte per non interrompere la tradizione. La Lazio scende in campo contro la formazione belga nel primo match casalingo di questa edizione d’Europa League con l’obiettivo di cogliere altri tre punti. Sotto questo punto di vista, lo stadio Olimpico rappresenta una garanzia: nelle ultime cinque sfide europee giocate a Roma, infatti, i biancocelesti hanno raccolto quattro successi.
DUE STAGIONI FA. La statistica si riferisce al 2015-16, anno dell’ultima presenza in Europa League. I capitolini allenati da Stefano Pioli erano inseriti nel girone G con i francesi del Saint-E- tienne, il Dni- pro, finalista dell’edizione precedente, e i norvegesi del Rosen- borg. Dopo l’esordio con pareggio in Ucraina, il debutto all’Olimpico avviene il 1° ottobre 2015, avversario il Saint-Etienne. Contro i Verts, la Lazio non brilla e rischia tanto. Dopo 6′ gli ospiti passano in vantaggio con Sall e colpiscono una traversa poco dopo. Dopo il pareggio di Ona- zi, la svolta del match è il cartellino rosso a Beric per fallo su Mau- ricio. A inizio ripresa Hoe- dt sigla il 2-1, mentre alla mezz’ora arriva la seconda espulsione per i francesi, comminata stavolta all’autore del gol tranquillizzare la situazione, anche perché a 5′ dal termine Monnet-Pa- quet accorcia le distanze. Per fortuna gli uomini di Pioli riescono a contenere e a portare a casa, soffrendo, un’importante vittoria. Due settimane dopo è il Rosenborg a far visita alla Lazio all’Olimpico. I biancocelesti vincono di cuore, dopo essere stata costretti a giocare in 10 per 84′ dopo l’espulsione a inizio gara di Mauricio. Ad aprire le marcature è Matri, che poi nella ripresa serve a Feli- pe Anderson la palla del raddoppio.
Soderlund accorcia per i bianconeri, ma al 79′ Can- dreva chiude i conti. Il 26 novembre 2015 è il turno del Dni- pro. I biancocelesti partono forte e già al 4′ passano con un diagonale di Can- dreva. Nel secondo tempo gli ucraini pareggiano dopo 20′ con Bruno Gama, ma la Lazio ha il merito di riportarsi subito in avanti con un destro di Paro- lo. Il discorso viene chiuso nei minuti di recupero: Djordjevic fissa il 3-1 finale e regala a Pioli la qualificazione aritmetica ai sedicesimi e il primo posto nel girone.
. Nel ritorno dei sedicesimi l’ultimo successo. Il 25 febbraio 2015 la Lazio ospita il Galatasaray dopo l’ottimo pareggio in Turchia all’andata. Zero emozioni nel primo tempo, mentre nella ripresa i capitolini si accendono e mostrano un gioco brillante. Il colpo di testa di Parolo fa esplodere l’Olimpico, seguito poco dopo dalla rete di Anderson. L’uno-due non scoraggia i turchi, subito in gol con Yasin. Ma è Miro Klo- se al 72′ a mettere la parola fine con un piatto che vale il 3-1 finale.

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