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Frodi creditizie e mega truffe: clonarli e incassarli è ogni volta più semplice

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Molti pensavano che l’assegno circolare fosse un mezzo di pagamento obsoleto, invece sta spopolando in tutt’Italia, solamente per il fatto che ottimo per mettere in atto delle truffe. Infatti, le segnalazioni di truffe aumentano sproporzionatamente in tutto il bel paese dal Nord al sud.

Boom di truffe sugli assegni circolari. I casi di furti di denaro attraverso questo mezzo di pagamento del passato si stanno moltiplicando da Nord a Sud. I truffatori colpiscono in due modi, rivela La Stampa: il primo consiste nella clonazione dell’assegno che viene riprodotto perfettamente e poi incassato con documenti falsi. Il secondo metodo invece è più sofisticato e pericoloso perché intercetta l’assegno autentico mentre è in viaggio via posta verso il suo destinatario.

Una volta individuato viene incassato, sempre con un documento falso. Il più delle volte si tratta di assegni di pagamento mandati all’Inps. In questo caso, a essere truffati sono gli enti o le banche e non il pensionato. “Ci sono vere e proprie organizzazioni dietro a questo nuovo tipo di inganno con tanto di complici che forniscono le informazioni giuste”, spiegano dal Comando Provinciale Carabinieri di Roma.

Insomma, bisogna stare attenti. Anche perché questi casi stanno aumentando in modo esponenziale: nei primi sei mesi del 2017 se ne sono contati 11mila,praticamente 60 al giorno (+39,5 per cento), e il danno è stimato in più di 80 milioni di euro (per un importo medio di 7mila euro). “Per i consumatori è indispensabile tenere sotto controllo i propri dati personali“, avverte Beatrice Rubini di Crif -. E’ bene tenere d’occhio il nostro estratto conto per controllare che non vi siano spese anomale così come è opportuno diffidare delle offerte incredibili, quelle che sembrano troppo belle per essere vere, perché potrebbero nascondere una truffa”.

Frodi creditizie, un fenomeno in crescita

Le frodi creditizie, ovvero delle attività criminali finalizzate ad ottenere un credito o un bene con l’intento di non rimborsare il finanziamento o non effettuare il pagamento, stanno aumentando a dismisura e probabilmente continueranno ad aumentare anche nei prossimi anni, basti pensare che nel 2007 il loro numero è arrivato a 22.500, per un importo di 112 milioni di euro, con una forte crescita (+32%) rispetto al 2006, dove il numero di casi si è fermato a 17.000.

In merito a queste truffe, attuate tanto attraverso la sottrazione o la clonazione delle carte di credito, quanto tramite il furto d’identità, ovvero dei propri dati personali, sono considerarsi in forte crescita soprattutto la quota di frodi che riguardano le carte di credito ed i prestiti personali. Indubbiamente la tipologia più ricorrente di frode è relativa ai prestiti finalizzati (il 76,26% del totale), anche se quelle sulle carte di credito sono salite del 58% nel 2007, per arrivare al 12% circa del totale.

I più colpiti restano gli uomini, nell’80% dei casi, con un’età compresa tra i 31 ed i 40 anni, anche se sta crescendo la percentuale dei ventenni che rimane coinvolta: nel 2007 era pari al 27,8%; il dato significativo è che purtroppo la maggior parte delle vittime truffate scoprono di essere stati ingannati solo dopo qualche mese dall’avvenuta frode.

È indubbio che tali truffe siano dovute ad un uso poco accorto e responsabile dei mezzi di pagamento elettronici da parte dei consumatori, va inoltre considerato il fatto che il reperimento dei dati personali è diventato piuttosto facile grazie all’utilizzo di nuove tecnologie che consentono di sfruttare l’ingenuità delle persone, mentre gli istituti di credito non hanno a disposizione sufficienti strumenti di controllo per l’identificazione dei clienti.

Gli istituti di credito, dal conto loro, stanno affrontando tale problematica con un certo ritardo, basti pensare che in merito alla clonazione del bancomat solo alcuni gruppi bancari si sono mossi, inserendo un microchip all’interno della tessera, mentre altri istituti non hanno preso tale provvedimento, continuando così ad esporre i bancomat dei propri clienti a facili rischi di clonazione.

Lega Consumatori fa notare come, per quanto il cittadino possa essere attento e vigile, il rischio è sempre in agguato poiché, per essere truffati, basta semplicemente recarsi a fare la spesa in un supermercato dove, in precedenza, il Pos è stato manomesso da criminali malintenzionati.

Il pericolo di vedersi prosciugare lo stipendio o la pensione appena versata nel conto corrente rappresenta un vero dramma per i consumatori, soprattutto di questi tempi, se si considera anche il fatto che, nella maggior parte dei casi, passano anche molti mesi per ottenere i rimborsi a causa di cavilli burocratici, procedure antiquate, disinformazione e disinteresse da parte degli addetti che lavorano nella banca.Per combatterle tali truffe è necessario agire a 360°, questo implica maggior repressione, informazione, leggi più efficaci e tecnologie più sicure. È necessaria una cooperazione a livello nazionale ed europeo tra Forze dell’Ordine (per la parte di prevenzione e repressione, che va sempre più rafforzata), istituzioni (per l’approvazione di norme efficaci), associazioni consumatori (per la parte di informazione), imprese (per lo sviluppo di tecnologie sempre più sicure).

I consumatori, da parte loro, devono sforzarsi di tutelare i propri dati personali attraverso comportamenti più responsabili. A tale proposito Lega Consumatori propone una serie di consigli su come difendersi dalle frodi creditizie:

Non rispondere alle mail che chiedono di inserire i dati della carta di credito in un modulo o in una pagina web (phishing).

Sminuzzare, in modo da rendere illeggibili i propri dati, le ricevute di pagamento o qualsiasi documento da cui si possano evincere (trashing).

Controllare i movimenti della propria carta in caso di acquisti online, in quanto le coordinate di pagamento potrebbero essere intercettate da qualche hacker (sniffing).

Non chiamare i numeri di telefono di emergenza spediti via sms per bloccare la carta, ma solo quelli comunicati per iscritto dall’emittente al momento della sua attivazione: i numeri via sms nascondono call center fasulli adibiti a carpire i dati della carta (vishing).

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