Anche il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, che oggi darà il via a una serie di incontri diplomatici in Italia, ha commentato i fatti di Macerata: “L’attacco che ha preso di mira degli stranieri mostra quanto grande sia diventata la minaccia della xenofobia. Non c’è differenza tra gli attacchi di un’organizzazione terroristica e attacchi razzisti di questo genere. Il raid di Macerata è un attacco razzista, non diverso da episodi di attacchi a moschee luoghi legati alla religione islamica. Abbiamo visto quanto accaduto in Myanmar. Dinanzi a questi episodi è obbligatorio mostrare una reazione decisa”. Il leader turco, che incontrerà il Capo dello Stato Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio Gentiloni e Papa Francesco, ha quindi aggiunto: “Quanto avvenuto a Macerata mostra la grandezza di questo problema”, riferendosi al diffuso sentimento di islamofobia e razzismo che sabato mattina è giunto all’apice con l’attentato di Macerata.

Luca Traini resta in carcere: oggi l’interrogatorio di garanzia.

Intanto Luca Trani, autore degli agguati contro immigrati, oggi incontrerà i magistrati per l’interrogatorio di garanzia: il 28enne è detenuto nel carcere di Ancona e deve rispondere di strage aggravata dalle finalità di razzismo, porto abusivo di armi e altri reati. L’uomo è stato condotto sabato notte nel penitenziario di Montacuto, lo stesso dove è rinchiuso Innocent Oseghale, il nigeriano presunto assassino di Pamela.Traini è in isolamento e sabato pomeriggio, dopo la cattura, ha fornito molti dettagli per spiegare il suo gesto. “Ero in auto e stavo andando in palestra quando ho sentito per l’ennesima volta alla radio la storia di Pamela. Sono tornato indietro – avrebbe raccontato – ho aperto la cassaforte e ho preso la pistola”. Che si sia trattato di un attentato di matrice fascista lo dimostrano anche gli oggetti sequestrati ieri dai carabinieri nella casa dell’Italiano: una copia del Mein Kampf, una bandiera con la croce celtica e altre pubblicazioni riconducibili all’estrema destra. Gli investigatori hanno anche sequestrato i computer dell’uomo per verificare se vi siano elementi utili alle indagini.

I sei immigrati feriti sono fuori pericolo.

Intanto continuano ad essere stazionarie le condizioni dei sei feriti del raid xenofobo di Traini, tutti ricoverati all’ospedale di Macerata. Alessandro Maccioni, direttore dell’Area vasta 3, ha confermato che il più grave è un nigeriano con una ferita perforante al torace con ematoma epatico. Non  è in pericolo di vita e per ora non viene ritenuto necessario un intervento chirurgico. Gli altri cinque, di età compresa tra  i 22 e i 33 anni, non hanno lesioni preoccupanti. Una donna, ferita alla spalla sinistra con frattura,  è stata colpita mentre si trovava dinanzi all’ingresso della stazione ferroviaria. Gli altri feriti presentano rispettivamente una lesione vascolare all’avambraccio sinistro, una ferita alla coscia destra, una lesione alla spalla destra e una ferita di striscio ad un gluteo.