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Bufera sulla Rai, Orfini rilancia: via il canone. Calenda contro Renzi

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Scoppia lo scontro fra il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e il segretario del Pd Matteo Renzi, che avrebbe in mente di abolire il canone Rai. Una mossa clamorosa da giocare in campagna elettorale.

Secondo una indiscrezione riportata oggi da La Repubblica, Renzi sarebbe sul punto di proporre nella prossima direzione del partito l’abolizione del canone di servizio della tv pubblica. Una mossa volta a sfidare anche il potere di Berlusconi, perché salterebbero contestualmente i tetti alla pubblicità che finora hanno favorito Mediaset. Di fronte a questa ipotesi, Calenda non ha esitato a reagire duramente su Twitter: “Spero che l’idea di abolire il canone Rai sostituendolo con un finanziamento dello Stato non sia la proposta del Pd per la campagna elettorale come riportato da Repubblica. I soldi dello Stato sono i soldi dei cittadini e dunque sarebbe solo una partita (presa) di (in) giro”.

La reazione di Calenda, tuttavia, finisce subito nel mirino del presidente del Pd Matteo Orfini che – sempre su Twitter – risponde al ministro dello Sviluppo economico. “Per la cronaca, la fiscalizzazione del canone Rai è una nostra proposta storica. E rafforza la Rai, mentre di privatizzazioni che hanno distrutto (o quasi) aziende strategiche del Paese ne abbiamo già viste troppe. E direi anche basta”.

“Quando mettemmo in bolletta il canone Rai spiegammo che recupero evasione serviva a far pagare meno. E così è stato – continua in un secondo tweet Matteo Orfini – ma sempre (non solo allora) abbiamo detto che l’obiettivo era il superamento del canone. Io resto di quella idea. Poi sulle modalità possiamo discutere”.

Nell’articolo si legge che l’obiettivo di Renzi sarebbe quello di colpire una “brutta tassa” invisa a molti. Tassa che, lo ricordiamo, lui stesso ha riformato quando era premier inserendola nella bolletta della luce. Il segretario dem punterebbe inoltre a modificare i tetti pubblicitari, per permettere alla tv pubblica di fare piena concorrenza ai colossi privati come Medaset.

Sul tema interviene anche il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, che si dice sorpreso dalla “fretta con cui si dà tutto per certo” dal “tono” di alcune reazioni. “Quello che so – continua – è che il governo Renzi con la riforma del canone in bolletta ha recuperato l’evasione ed abbassato il costo per i cittadini onesti che lo pagavano”. Quanto alla privatizzazione di Rai di cui parla Calenda, Giacomelli aggiunge: “Trovo contraddittorio da un lato preoccuparsi di difendere l’Italianità di infrastrutture strategiche e dall’altro teorizzare la privatizzazione di una realtà come Rai che finirebbe, facile previsione, in mani non italiane”.

A Calenda risponde il deputato Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, che twitta: “Caro Calenda, se tagliamo 1,5 mld spesa pubblica ed eliminiamo canone Rai i cittadini pagano meno. Altro che presa in giro: serve processo modernizzazione ed eliminazione sprechi unici in panorama tv con risparmio immediato 500mila euro. Far risparmiare cittadini come con stop Imu”.

Sul tema interviene anche anche l’Usigrai: “E puntuale come un orologio svizzero parte la campagna elettorale e arriva l’attacco alla Rai”. Il sindacato dei giornalisti Rai parla di “un copione che si ripete da anni. Segnaliamo che laddove si è abolito il canone, il Servizio Pubblico è stato fortemente ridimensionato. A tutto vantaggio dei privati. Se questo è l’obiettivo basta dichiararlo apertamente”.

“Del resto – continua l’Usigrai – è curioso che prima si mette il canone in bolletta e poi si propone di abolirlo. Vuol dire non avere idee”. E conclude: “Ci aspettiamo una dura presa di posizione pubblica da parte dei vertici Rai. A difesa dell’autonomia e del futuro dell’azienda”.

Di privatizzazione invece parla il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova di +Europa con Emma Bonino: Mentre Roberto Fico, deputato del M5s e presidente della commissione vigilanza Rai commenta su Facebook: “Renzi e il Pd hanno aspettato la fine della legislatura e lo scioglimento delle Camere per fare l’ennesima proposta propagandistica sulla Rai con l’occhio puntato sulle elezioni”.

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