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Cancro, scoperta clamorosa di due scienziati italiani

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“Abbiamo identificato come funziona un’importante alterazione genetica che causa una consistente percentuale di parecchi cancri, fra cui il glioblastoma, il più aggressivo e letale di quelli al cervello – dice Iavarone – e grazie a questa scoperta stiamo sperimentando terapie “di precisione” per bloccare lo sviluppo dei tumori”. In quel caso Iavarone, insieme a Lasorella, identificò una proteina che nasceva dalla fusione dei geni di due proteine (FGFR e TACC) e agiva come una ‘droga’ sul tumore facendolo scatenare e alimentandolo.

L’unione di due geni [VIDEO] sviluppa la neoplasia, facendo crescere le cellule cattive: questa è la caratteristica del più pericoloso e fatale dei tumori cerebrali, il glioblastoma. Risultato: ne deriva una maggiore disponibilità di energia per il moltiplicarsi e diffondersi incontrollato delle cellule tumorali. Il traguardo odierno, oltretutto, è stato preceduto da un primo step: in uno studio pubblicato sulla rivista Science nel 2012, lo stesso gruppo di ricercatori aveva scoperto la fusione di FGFR3 e TACC3 come causa del 3% dei casi di glioblastoma. La scoperta è stata pubblicata su Nature dal gruppo di ricerca della Columbia University e alla quale hanno contribuito nel dettaglio Anna Lasorella, Angelica Castano della Columbia, Stefano Pagnotta e Luciano Garofano e Luigi Cerulo, che lavorano fra la Columbia e l’Università del Sannio, Michele Ceccarelli dell’Istituto Biogem di Ariano Irpino, oltre a, ovviamente, Antonio Iavarone. I ricercatori sarebbero infatti riusciti ad individuare il meccanismo che alimenta i tumori, un “generatore di energia” che fornisce una continua ricarica masse cancerose. “FGFR3-TACC3 è probabilmente la più’ frequente fusione genica descritta finora nel cancro – osserva Antonio Iavarone, co-leader dello studio, che in questi giorni si trova in Italia -“. “Questa alterazione genica scatena un’attività abnorme dei mitocondri, organelli presenti all’interno della cellula che funzionano come centraline di produzione di energia – spiega Iavarone -“. Applicando un’ampia serie di analisi, gli scienziati hanno scoperto che Fgfr3-Tacc3 attiva una proteina chiamata Pin4.

“Sperimentazioni di farmaci che bloccano la proteina di fusione FGFR3-TACC3 sono in corso in Francia”, ha aggiunto. Dopo l’attivazione, Pin4 raggiunge altri piccoli organelli cellulari, i perossisomi, che normalmente metabolizzano grassi e producono carburante per l’attività mitocondriale.

Lo studio descrive una complessa cascata di eventi scatenati dalla presenza della fusione genica che convergono nell’aumento della attività’ mitocondriale. Si individua anche per la prima volta “il coinvolgimento dei perossisomi nell’evoluzione tumorale” e il lavoro “ci suggerisce come poter incidere sulle fonti energetiche cellulari per colpire il tumore”.

Questo richiede naturalmente la conoscenza precisa delle caratteristiche molecolari del tumore di ciascun paziente. Ipotizziamo che si possano prevenire resistenza e recidiva tumorale attraverso una simultanea inibizione del metabolismo mitocondriale e di Fgfr3-Tacc3.

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