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Dieta del limone e detox, dimagrire e disintossicarsi l’organismo, ma senza esagerare

Nell’alimentazione risente Tutto il contrario di tutto. Ogni mese esce una novità, perché avviene questo? Perché noi siamo alla disperata ricerca del Segreto, del motivo, dell’integratore o della dieta miracolosa, tutto questo perché non abbiamo ancora raggiunto quello che vogliamo. Purtroppo mi dispiace dirvelo, ma nell’alimentazione Il segreto è che non esistono segreti. Ci sono linee di buon senso che se vengono rispettate e portano a risultati strabilianti, eppure nessuno li segue come mai? Questo avviene perché quando ci mettiamo a dieta, la costanza il tempo sono nostri nemici, vogliamo ottenere risultati, vogliamo che questo arrivi molto velocemente e quindi non abbiamo mai una visione a medio lungo termine. A tavola non esistono atti eroici, non serve per una settimana a mangiare pochissimo o togliere determinati alimenti e dimenticarsene.

Il limone consumato giornalmente diventa un vero e proprio alleato per la nostra salute. Molti nutrizionisti lo definiscono supercibo, perché oltre a deliziare i nostri piatti culinari, fa molto bene alla nostra salute. Gli ultimi studi hanno dimostrato come il limonoidi avena proprietà antitumorali, proteggendo le cellule sane dei danni che possono provocare le cellule tumorali. Un consiglio molto importante è quello di assumere un bicchiere di acqua calda con una spremuta di limone all’interno la mattina per favorire la digestione e caricarci di vitamina C.Questa formidabile dieta è in grado di regolare il nostro metabolismo purificante sgonfiando la pancia.

Come tutte le diete anche questa avrà dei pro e contro, quindi, come sempre il nostro consiglio è di rivolgersi al proprio medico o a un nutrizionista che può darvi dovuti consigli sulla apporto calorico da assumere quotidianamente questo tipo di dieta riesci a sgonfiare a Depurare il corpo molto velocemente, ed è per questo che non bisogna prolungarla più di 3 giorni. Tuttavia, tutti sappiamo i benefici che il limone può portare al nostro corpo, di conseguenza assumere troppo limone può esporci ha qualche problema di saluteI limoni sono Gli agrumi con notevoli proprietà benefiche. Prima di tutto Dobbiamo darvi delle raccomandazioni. Ovviamente questo tipo di agrume è molto usato in cucina, ma anche come rimedio naturale per la nostra salute, quindi, è consigliabile acquistare sempre limone bio, specialmente se dobbiamo usufruire della scorza di limone e non solo del loro abbondante succo. E limoni in sé per sé sono un rimedio naturale per la protezione la nostra salute. Assumere succo di limone quotidianamente favorisce la prevenzione dei calcoli ai reni i quali sono composti di calcio. Sono anche un ottimo rimedio naturale contro il mal di gola, assunto insieme al miele può debellare infezioni.

Il limone è uno dei tanti frutti che esistono al  mondo molto importante, questo è dovuto alle sue proprietà che sono in grado di aiutare il nostro organismo. Questo agrume permette al nostro corpo di depurarsi e quindi ci fa sentire subito meglio, oltrettutto ci sono altre proprietà che rendono lo rendono utilissimo. Se aggiungiamo un pò di limone alla nostra quotidianità, magari mentre consumiamo un pasto, possiamo sfruttare tutte le sue proprietà. La sua funzione permette al nostro corpo di eliminare tutte le sostanze tossiche presenti nel nostro organismo, inoltre noteremo che dopo qualche giorno alla sua assunzione ci sarà una notevole perdita di peso e un centro piatto.

Il suo ideatore, Stanley Burroughs, la inventò per cercare di curare alcune patologie dell’apparato digerente e dopo varie sperimentazioni pubblicò un libro a riguardo. Intitolato “The Master Cleanser”, il testo parla soprattutto di un ipotetico successo clinico nel trattamento di un paziente affetto da ulcera gastrica (con alle spalle una storia fallimentare di circa tre anni): “Senza rimedi, il paziente seguì le direttive di Burroughs e in undici giorni guarì totalmente”. La stessa fonte cita altri casi analoghi, tutti caratterizzati dalla risoluzione del problema. Peraltro, oltre al miglioramento della malattia, Burroughs assicura una riduzione del peso corporeo in eccesso.

Ovviamente, queste dichiarazioni hanno suscitato non pochi dubbi, ma le testimonianze di guarigione sembrano più d’una. Recentemente, Tom Woloshyn ha diffuso un altro libro intitolato “The Master Cleanse Experience”, pubblicato nel 2009 da “Ulisse Press”. Il testo riassume l’esperienza clinica su questo trattamento e, oltre alla remissione delle patologie associata al dimagrimento, cita molti altri benefici, come: miglioramento del sonno, della prospettiva e della lucidità, e remissione da certe dipendenze.

Gli sviluppi scientifici hanno chiaramente identificato i fattori di rischio per l’accumulo di certe scorie, che sono: la dieta scorretta, la sedentarietà, lo stress, l’inquinamento ecc; infatti, la dieta detox del limone funziona sul principio che, per affrontare una qualsiasi malattia, è necessario depurare interamente l’organismo. Ecco perché la Master Cleanse non è finalizzata solo a se stessa, ma rappresenta il primo anello di una lunga catena di abitudini da adottare a tempo indeterminato. Rispettando una dieta sana, svolgendo esercizio fisico regolare e riducendo lo stress generale, sarebbe anche possibile mantenere permanentemente i risultati ottenuti.

La dieta detox del limone è un programma di depurazione che incoraggia l’assunzione di una bevanda composta dai seguenti ingredienti: limoni, sciroppo d’acero puro, pepe di cayenna ed acqua. Il periodo di trattamento dura circa dieci giorni. Per creare questa bevanda, è sufficiente mescolare gli ingredienti nella quantità suggerita da Burroughs e berne circa 6 bicchieri al giorno. In caso di fame, è concesso aumentare la dose fino a 12 bicchieri.

E’ poi consigliabile assumere un lassativo ogni mattina ed ogni sera, in modo da evacuare almeno tre volte al giorno. Questo processo permetterà di rimuovere completamente le tossine accumulate all’interno dell’intestino. La limonata Master Cleanse dev’essere bevuta fresca, senza sottoporla a microonde o ad altre fonti di calore, questo per evitare di ridurre l’efficacia dei principi attivi (vit C, altri antiossidanti ecc).

Secondo l’ideatore, i morsi della fame diminuiranno progressivamente con il passare dei giorni. Interrompere la dieta detox del limone è un processo critico, tanto quanto iniziarla. Il primo giorno bisognerebbe introdurre gradualmente del succo d’arancia, il secondo minestre e brodi, il terzo frutta e verdura. E’ necessario fare molta attenzione a non eccedere o accelerare il ripristino e si raccomanda di bere sempre molta acqua. Al termine, sarà più facile seguire una dieta sana evitando o riducendo gli alimenti di origine animale.

La dieta della pancia piatta in una settimana: – colazione, uno yogurt con frutta fresca e due cucchiai di avena; – spuntino di metà mattina, 8 mandorle e una bevanda a base di limone (per sapere come realizzarla, qui); – pranzo, mix di insalata fresca condita con succo di limone e 2 fette di pane integrale, oppure una zuppa di legumi o di verdure, oppure ancora un’insalata di avocado e gamberetti conditi con succo di limone.

Spuntino di metà pomeriggio, frutta fresca o verdura cruda, oppure 3 biscotti d’avena più la bevanda al limone; – cena, petto di pollo o pesce alla griglia, frittata con verdure bollite, oppure 60 g di pasta integrale con le verdure. La pancia, dopo una settimana, inizierà a sgonfiarsi, praticare attività fisica quotidianamente, senza eccedere, è vivamente consigliato.

La scorza di limone racchiude vitamine e antiossidanti

Il limone è ricco di oli essenziali, nel succo ma anche e soprattutto nella scorza. È qui che si trova il maggior apporto di vitamine e sostanze antiossidanti. Per sfruttare al meglio le sue qualità, acquista limoni biologici e prepara una tisana a fine pasto mettendo a bollire qualche pezzetto di buccia in una tazza d’acqua: oltre a una migliore digestione, questa bevanda contrasta l’eccesso di acido nel plasma, nella linfa e nelle urine, e combatte reumatismi, calcoli renali e infezioni genitourinarie. Puoi beneficiare dei potenti effetti della buccia del limone grattugiandola su insalate, salse ma anche primi e secondi piatti, come risotti e pesce al forno.

 Il limone è davvero un frutto dalle mille virtù, un agrume in grado di depurare il corpo, di aiutarlo a stare meglio e anche versatile da un punto di vista degli utilizzi. Se è vero che le diete devono sempre essere prescritte da uno specialista, è anche utile sapere come aggiungere un po’ di limone alla propria alimentazione per sfruttarne tutte le potenzialità. Lo scopo della dieta del limone è quello di degradare ed eliminare le sostanze tossiche nell’organismo, contribuendo anche ad avere la pancia piatta e alla perdita di peso in breve tempo.

Limoni per la Ricerca per finanziare la lotta contro il cancro

Anche nel 2018 ritorna I Limoni per la Ricerca, la collaborazione fra Citrus – L’Orto Italiano e la Fondazione Umberto Veronesi. Dal 4 al 22 aprile, per ogni retina di limoni venduta negli oltre 2.500 punti vendita aderenti all’iniziativa, 40 centesimi saranno devoluti alla ricerca.

La Fondazione Umberto Veronesi e Citrus hanno ideato l’iniziativa “I Limoni per la ricerca”, un progetto volto a far conoscere i benefici del limone e a sostenere la ricerca nel campo della nutrigenomica, la scienza che studia l’azione degli alimenti sui nostri geni per prevenire l’insorgenza di alcune malattie.

«Siamo lieti di partecipare alla seconda edizione de “I Limoni per la Ricerca” -ha dichiarato Marianna Palella, 25enne CEO e Founder di Citrus – l’Orto Italiano – in quanto credo fortemente nella ricerca scientifica come motore di innovazione e principale leva competitiva del nostro Paese, come sinonimo di pace, di speranza e di valori. Su questo logica, “I Limoni per la Ricerca” rappresentano non solo un’occasione di raccolta fondi ma anche di sensibilizzazione e divulgazione in merito alla sana alimentazione e alla prevenzione a tavola».

«Grazie alla seconda edizione di questo progetto – ha affermato Monica Ramaioli, Direttore Generale della Fondazione Umberto Veronesi – e al prezioso sostegno di Citrus – l’Orto Italiano, sarà possibile finanziare il lavoro di ricercatori che quotidianamente si impegnano a trovare soluzioni di cura sempre più efficaci per malattie che ancora oggi colpiscono numerose persone. Il numero dei ricercatori finanziati dalla Fondazione Umberto Veronesi cresce anno dopo anno, grazie al contribuito delle persone e delle aziende che condividono con noi l’importanza del sostegno alla ricerca scientifica, per il bene di tutti. Un ringraziamento particolare a tutti gli ambassador coinvolti per il supporto nella diffusione del progetto».

Con “I Limoni per la ricerca”, la prima edizione si è svolta ad aprile 2017, la raccolta fondi per la ricerca scientifica si sposta dalle piazze ai banchi dei supermercati, coinvolgendo attivamente i punti vendita che aderiscono al progetto: circa 1.800 negozi e store in tutta Italia. Per ogni retina de “I Limoni per la ricerca” venduta, la Fondazione Umberto Veronesi ha ricevuto 40 centesimi: 20 centesimi da Citrus l’Orto Italiano e 20 centesimi dalle insegne della grande distribuzione che hanno partecipato all’iniziativa.

I “Limoni per la ricerca” sono un esempio di collaborazione possibile tra fornitore e grande distribuzione con l’obiettivo comune di svolgere una concreta attività di responsabilità sociale. La risposta è stata sorprendentemente positiva, tanto che in soli 10 giorni abbiamo raccolto un importo pari a 90mila euro, l’equivalente a 3 borse di studio per la ricerca. Eravamo così convinti della bontà del progetto, che abbiamo deciso di ritirare dal mercato i limoni a marchio “Citrus L’Orto Italiano” per fare spazio solo ai “Limoni per la ricerca” della Fondazione Umberto Veronesi per tutta la durata dell’iniziativa.

Frutta e verdura sono tra gli alimenti da preferire soprattutto alcune varietà per le loro eccezionali proprietà benefiche e scientificamente dimostrate, una su tutte: i limoni. In due anni (2015 e 2016), Citrus ha donato alla Fondazione Umberto Veronesi tre borse di studio per la ricerca del valore complessivo di 90mila euro; nel 2017 le borse saranno 5 per un valore complessivo di 150mila euro. La serietà del nostro impegno passa anche dai buoni numeri e questo è un punto di orgoglio per noi, ma soprattutto una responsabilità che volentieri ci assumiamo come impresa.

Siamo attivamente impegnati a sostenere le attività di ricerca della Fondazione Umberto Veronesi e a diffondere una cultura che promuove stili di vita sani, partendo dalla tavola. I più recenti studi di nutrigenomica, una delle discipline scientifiche cui la Fondazione si sta dedicando, indicano che è proprio a tavola che possiamo farci del bene, scegliendo di mangiare sano, variato ed equilibrato.

DIETA DETOX

Parlando di depurazione che è forse la medicina fondamenta per il nostro organismo. La dieta detox è una dieta a base di frutta e verdura, quindi non ci saranno carboidrati, grassi. Per dieta disintossicante si intende un regime di dimagrimento che aiuta ad eliminare le tossine eliminando alcuni alimenti senza facendo un digiuno. Più che altro si tratta di uno stile di vita corretto abbinando soprattutto attività fisica che risulta il miglior metodo per disintossicare il corpo.

Ci siamo, mancano pochissimi giorni alle feste natalizie. Come tutti gli anni inizia la corsa alla scelta e alla preparazione di un menù ricco da condividere con parenti e amici. Inevitabilmente la conseguenza di tutto quel ben di Dio sulle nostre tavole saranno i chili di troppo accumulati. Ma non tutto è perduto, si può giocare d’anticipo, infatti, molte persone prima delle feste natalizie adottano un regime dietetico particolare, ossia, una dieta disintossicante e purificante per il corpo chiamata dieta detox.

Per dieta DETOX s’intende un programma alimentare che ha lo scopo di eliminare le tossine che vengono introdotte o che si formano nel nostro corpo a causa dello stile di vita, dell’inquinamento dei cibi industrializzati e raffinati, delle bevande eccitanti o zuccherate, dei farmaci che assumiamo e dello stress psicologico e fisico .Per sentirsi bene, essere in salute e ritrovare l’energia vitale fisica e mentale che ci permette di affrontare la vita, è di fondamentale importanza disintossicare e mantenere pulito il nostro organismo eliminando le scorie in eccesso . Cosa favorisce l’accumulo di tossine ? I cibi che producono maggiori scorie nel nostro corpo sono gli zuccheri raffinati, l’eccesso di carboidrati (specialmente le farine bianche), i cibi industrializzati e le carni da allevamenti non biologici, la vita sedentaria e lo stress aumentano le infiammazioni, indeboliscono il nostro sistema immunitario e favoriscono l’accumulo di grasso . Le tossine accumulate nei tessuti favoriscono la ritenzione di liquidi che ovviamente incidono sul peso e danno la sensazione di gonfiore o di mancanza di energia.

Cosa favorisce la disintossicazione ? I cibi che aiutano a disintossicare il corpo sono l’acqua, che va bevuta in abbondanza e specialmente a digiuno e la frutta e la verdura, specialmente cruda che deve costituire l’80% del nostro nutrimento, ogni giorno. A volte è difficile, vero? Per questo nel nostro programma Detox 7, abbiamo selezionato per aiutarti, il migliore supplemento nutrizionale a base di frutta e verdura e bacche coltivati biologicamente, senza fruttosio e sodio. Tutta cruda e disidratata a freddo in assenza di ossigeno, che ti aiuta a mangiare le 7-8 porzioni di frutta e verdura raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e che solitamente non riusciamo a mangiare. Questo supplemento a calorie zero, ci aiuta a disintossicare e rigenerare le cellule del nostro corpo . Infatti, la frutta, la verdura e le bacche in esso contenute, hanno tutti i fitocomplessi e moltissimi micronutrienti ed enzimi che rendono più efficiente il funzionamento cellulare, il sistema immunitario e riducono i livelli di infiammazione. Inoltre, sono cibi a basso indice glicemico, e non determinano il rialzo dei livelli di glicemia e di insulina e in forma micronizzata vengono assorbiti e subito utilizzati dal nostro corpo migliorando il metabolismo e aiutandoci a ridurre l’accumulo di grasso.

Perché la disintossicazione favorisce la perdita di peso ? Il grasso ha anche la funzione di nascondere, rimuovere le tossine dal nostro corpo in modo da ridurre la loro concentrazione nel sangue, ma questo non significa eliminarle e in questo modo continuano a danneggiare il nostro corpo ogni giorno, Per questo una dieta disintossicante da fare periodicamente, non solo ci aiuta ad eliminare le tossine e a farci stare in salute, ma ci fa sentire bene e pieni di energia, e ci aiuta a perdere i chili di troppo, e mantenendo il nostro corpo disintossicato e mantenendo la nostra alimentazione ricca di frutta e verdura, manteniamo a lungo la nostra salute e non riprendiamo più i chili persi. Per questo motivo, un piano alimentare per recuperare la forma fisica e perdere i chili in più deve essere sempre accompagnata da una nutrizione disintossicante.

Il nostro piano DETOX-7 Cibi da evitare: sale, cibi affumicati e fritti, salumi, cioccolato, dolciumi, dolcificanti sostitutivi, caffè, latte, formaggi, burro, panna, bevande gassate e zuccherate comprese quelle “light”, succhi di frutta, tutte le carni grasse e gli eccessi alimentari in genere. Cibi da preferire: Verdura di qualsiasi tipo, legumi di qualsiasi tipo, lenticchie, tofu, avena, riso integrale o basmati, noci, arachidi e pistacchi non salati, miele, olio extravergine di oliva o olio di lino. Consigli: • bevi spesso acqua o tisane non dolcificate fuori dai pasti (almeno 1,5 litri al giorno • se hai fame, mangia di più a colazione e non a cena • fai una passeggiata (camminata veloce) di almeno 45 minuti tutti i giorni • Si consiglia di non cenare dopo le 19.30 • se hai qualche sintomo o condizione di salute, affidati alle cure di un medico.

Cosa significa davvero disintossicazione?
Il termine disintossicazione è molto abusato. Ormai si utilizza questa parola per promuovere qualsiasi prodotto, dalle tisane alle pillole di probiotici, fino alle diete ferree e ai lunghi digiuni.
Ma cos’è una dieta depurativa?
E’ l’alimentazione che aiuta l’organismo ad espellere velocemente quelle tossine per le quali altrimenti l’organismo impiegherebbe mesi o anni (basti pensare ad alcuni metalli pesanti, o residui di antibiotici).
Anni e anni di alimentazione fuori controllo portano tutti all’accumulo di un certo numero di tossine in alcuni punti ben definiti del corpo. Nessuno ne è esente, se solo pensiamo all’inquinamento che anche le sane frutta e verdura inevitabilmente portano con sé nei nostri piatti.
Disintossicarsi significa quindi liberarsi velocemente di gran parte di queste tossine. Ma perché è così importante farlo? Ecco i danni delle tossine nel nostro organismo:

1) Indeboliscono le cellule e interferiscono con i loro segnali chimici, rallentando moltissimi processi fisiologici.
2) Sovraccaricano di lavoro alcuni organi, dalla cui efficenza dipende gran parte della nostra salute (in particolare fegato, intestino e reni).
3) Alla lunga portano alla formazione di patologie, anche gravi, per le quali difficilmente si può risalire alla causa.
I vantaggi della disintossicazione:
1) Rallentamento del processo di invecchiamento. L’invecchiamento è il processo naturale per cui ad ogni generazione di cellule, le nuove saranno meno performanti delle vecchie. Disintossicarsi significa proprio migliorare la salute cellulare rallentando questo processo.
2) Maggiore lucidità mentale. I metalli pesanti e altre tossine possono interferire con la comunicazione tra le cellule: questo lo percepiamo quotidianamente con stanchezza mentale, confusione, difficoltà di concentrazione ecc. La depurazione aiuta a eliminare alla radice la causa di questi problemi.
3) Migliore aspetto fisico. L’aspetto di pelle, unghie e capelli è influenzato dalla quantità di scorie acide che l’organismo sta cercando di eliminare attraverso la pelle (ne parlo tra poche righe). La disintossicazione permette quindi di migliorarne l’aspetto esterno “da dentro”.

Gli organi deputati alla disintossicazione
Disintossicarsi dalle tossine, scorie acide e residui di metalli pesanti è assolutamente normale per l’organismo, che risulta ben attrezzato per questo compito.
Questo lavoro viene eseguito da 5 organi, per questo motivo denominati “emuntori”. Stiamo parlando di pelle, polmoni, fegato, reni, intestino (più il sistema linfatico).
Puoi facilmente immaginare come, utilizzando strade diverse, tramite questi le tossine vengono allontanate dal corpo umano.
Ora, la pelle è l’unico organo emuntore visibile. Quando il suo aspetto non è perfetto (compaiono ad esempio psoriasi, acne ecc.) nella maggioranza dei casi ciò è dovuto ad un accumulo di tossine.
In pratica vuol dire che la tua dieta (o più in generale il tuo stile di vita) sta richiedendo un superlavoro in quanto a depurazione che la pelle non sta riuscendo a sostenere adeguatamente.
Voglio quindi farti riflettere su una cosa: se un problema alla pelle siamo tutti in grado di notarlo immediatamente, lo stesso non si può dire per gli altri organi.
Mi spiego: un’alimentazione ricca di sostanze dannose per l’intestino (ne parlo nel capitolo 4) può lesionare la barriera intestinale, senza però che noi percepiamo alcun dolore.

Come e perché disintossicarsi
Gli organi deputati alla depurazione dell’organismo sono continuamente impegnati nell’allontanare le tossine, tanto che la disintossicazione è di fatto uno dei processi più dispendiosi in assoluto.
Ma nonostante questo, gli organi emuntori non sono sempre in grado di sostenere questo superlavoro. Ti basti pensare a quanto la situazione sia cambiata negli ultimi decenni a livello di:
Alimentazione – Nella dieta moderna è ormai comune l’abuso di zuccheri, oli vegetali, grassi trans, e l’assunzione di coloranti, conservanti, metalli pesanti ecc.
Ambiente – Stress, inquinamento dell’aria, abuso di farmaci contribuiscono a generare altre tossine.
Per questi motivi, dedicare del tempo alla disintossicazione ti aiuta a “resettare” e ridare energia ad un organismo appesantito e stressato.

Con che frequenza disintossicarsi?
Arrivati a questo punto, vorrai chiedermi ogni quante settimane/mesi/anni è ragionevole aiutare l’organismo a disintossicarsi.
La risposta è ovviamente molto soggettiva e dipende dallo stile di vita in generale, dall’attività fisica più o meno svolta, dal consumo di medicine e ovviamente dall’età.
Conosco persone che per ogni mese, svolgono una settimana di dieta disintossicante. Non ci sono controindicazioni ma può essere incompatibile con lo stile di vita di molti se non addirittura stressante.
Personalmente mi trovo bene a seguire un’alimentazione che aiuti la naturale depurazione dell’organismo all’incirca ogni 3 mesi, ad ogni cambio di stagione, per la durata di una settimana.

I 5 Step per prepararsi alla disintossicazione
Ok, ora possiamo passare alla pratica. Ho preparato per te 5 step di “preparazione” alla dieta disintossicante, che vediamo come strutturare nel prossimo paragrafo.
Mi raccomando, sono molto importanti. Se è vero che anche seguendone 3-4 su 5 si hanno comunque buoni risultati, la realtà è che non puoi sapere quale di questi ha il peso maggiore sulla tua salute.
Mi spiego meglio.
Il primo step è l’eliminazione dei latticini. Magari tu puoi pensare “No, questo proprio non ce la faccio, però seguo alla lettera gli altri 4”.
La brutta notizia è che se hai una dipendenza verso i latticini… allora molto probabilmente eliminandoli ti sentirai molto meglio, e rappresentano quindi lo step più importante per te.
Non c’è una spiegazione esatta perché questo accade, ma è un’esperienza comune a tantissime persone. Perché quindi non provare?
Ecco quindi come prepararti al meglio per depurare il tuo organismo: Stepl – Elimina lattosio e caseina.

Moltissime persone nel mondo sono intolleranti al lattosio senza saperlo. Si pensa che in Italia questo numero superi il 50% degli abitanti.
Dopo lo svezzamento i bambini perdono l’enzima lattasi, necessario per digerire il lattosio. Infatti ormai essere intolleranti al lattosio in età adulta è considerato normale, mentre chi riesce a digerirlo viene definito “lattasi-persistente”.
Personalmente trovo assurdo che, dopo che questa sia ormai una certezza, ancora non si informi la gente di come sperimentare su se stessi una dieta senza lattosio sia fondamentale per conoscere meglio il proprio organismo.
Anche se sei sicuro di tollerare bene il lattosio (magari a seguito dell’esito di uno dei vari esami per le intolleranze, che comunque spesso non sono affidabili tanto quanto la prova personale), la brutta notizia è che anche la caseina, proteina presente in latte e latticini, può dare problemi intestinali.
Step2 – Elimina glutine
“Ma io non sono celiaco!”
Ok. Ma ne sei sicuro? La celiachia è una forte intolleranza verso il glutine che provoca danni alla barriera intestinale da parte del nostro sistema immunitario, che letteralmente attacca il glutine come fosse un invasore esterno.
Ovviamente questo accade ogni qual volta introduciamo alcuni cereali (grano, farro, orzo, kamut, avena) o altri cibi contenenti glutine (birra, seitan e ovviamente tutti i prodotti da forno derivati dalle farine dei cereali di cui sopra).
Ci sono due cose che però devi tenere in mente:
– La celiachia non viene diagnosticata a tutti. Sebbene si pensi che solo l’1% della popolazione effettivamente ne soffra, questo numero non è mai stato confermato e comunque i casi sono in rapidissimo aumento (qualche decennio fa la celiachia era rarissima).
– Esistono vari gradi di intolleranza al glutine. Anche se non sei celiaco, esistono possibilità che questa proteina venga attaccata dal sistema immunitario in quanto “non riconosciuta”.
La cosa grave è che in entrambi i casi, l’intolleranza può essere totalmente asintomatica. Come è vero che il lattosio può creare danni alla barriera (e alla flora) intestinale, lo stesso vale per il glutine.
Una volta eliminati glutine e latticini, se questi ti creano problemi, l’intestino riparerà velocemente la barriera e i villi intestinali. Oltre ad essere essenziale per la disintossicazione, questa rigenerazione permette all’intestino (proprio grazie ai villi) di essere più efficace nell’assimilazione dei nutrienti.

Step3 – Elimina carne e pesce d’allevamento intensivo
Chiunque provi ad informarsi riguardo la sana alimentazione, presto si scontra su pareri discordanti riguardo la carne. Fa male o no? Spesso e volentieri, sono le motivazioni che mancano, mentre le opinioni di chi scrive sono infarcite di ideologie, filosofie alimentari, o peggio fanno leva sul “sentito dire”.
Lo step3 indica l’eliminazione di carne e pesce d’allevamento intensivo, per via del loro contenuto di tossine. Infatti gli animali vengono allevati in pessime condizioni e di conseguenza sono continuamente soggetti a malattie, le quali vengono contrastate con l’uso massiccio di antibiotici.
Anche se le leggi impongono una certa tempistica per l’uso dei medicinali, il risultato è che comunque una parte di ormoni e farmaci ce li ritroviamo regolarmente nel piatto.
Step4 – Elimina caffeina, teina, bevande zuccherate, alcol, dolcificanti
Dolcificanti e bibite, succhi di frutta compresi, devono essere eliminati o almeno ridotti al minimo (le motivazioni le ho già scritte molte volte: stimolano la crescita di batteri patogeni, indeboliscono il sistema immunitario, alzano la glicemia e bloccano la perdita di peso).
Gli effetti della caffeina variano da persona a persona, e anche qui eliminarla temporaneamente può essere una buona mossa per valutarne i benefici (comunque, a meno che non se ne abusi, la caffeina ha molti meno effetti collaterali negativi rispetto a quanto visto fin’ora).
Sicuramente ne beneficerà il sonno, essendo la caffeina un oppressore dell’ormone melatonina, ed il sonno profondo di qualità è fondamentale per la disintossicazione.
Per quanto riguarda l’alcol, anche qui minime quantità come un bicchiere di vino di buona qualità al giorno possono essere accettate senza problemi. Invece, NO alla birra, ricca di glutine.
Step5 – Gli antiossidanti e nutrienti utili (glutatione)
Finiti finalmente i cibi da eliminare, con il quinto step vado a mostrarti i 7 nutrienti più importanti di cui fare scorta per una disintossicazione efficace.
Questi minerali e vitamine sono essenziali per attivare gli enzimi che agiscono nei processi di depurazione all’interno degli organi emuntori:
Magnesio – Puoi assumere buone quantità di magnesio anche senza ricorrere agli integratori (sebbene il magnesio sia tra i “meno peggio” e in alcuni casi è consigliato) grazie alle mandorle e alla frutta secca in generale, al cacao, al grano saraceno, ai fagioli neri messicani e alle verdure verde scuro. Tra l’altro tutti cibi altamente antiossidanti e straconsigliati in questa dieta.
Zinco – Lo trovi nel sesamo, nel cacao, nelle lenticchie, nel pollo di campagna (cioè quello ruspante che si trova anche nei negozi, alternativa di gran lunga più salutare al pollo in vaschetta…).
Zolfo – Puoi trovare questo potente antiossidante soprattutto in aglio e cipolla, ma anche nei legumi.
Vitamina C – I cibi più ricchi di vitamina C sono i peperoni, la rucola, gli spinaci crudi, i ribes, gli agrumi, i kiwi.
Vitamina B6 – Non avrai problemi a fare il pieno di questa vitamina consumando legumi e vegetali a foglia verde scuro.
Vitamina B12 – La vitamina B12 è presente solo negli alimenti di origine animale: uova, latticini, carne, pesce (i vegani sono costretti ad assumerla attraverso integratori, i vegetariani dovrebbero invece mangiare molte uova).
Per assumerla durante la disintossicazione, ti consiglio 1-2 uova bio al giorno e qualche porzione di carne o pesce a settimana, molto meglio se allevati al pascolo/selvaggio.
Glutatione – Il glutatione è uno degli antiossidanti più potenti che agiscono nel nostro organismo.
Ci aiuta nell’eliminazione dei radicali liberi come nella depurazione dai metalli pesanti. Si trova soprattutto nelle crucifere e nelle noci.

Strutturare la dieta disintossicante
Non sono un fan della pianificazione dei pasti, ma in questo caso può essere un’idea vincente. Infatti cominciando un regime alimentare nuovo spesso ci si trova in carenza di idee e si finisce con lo “sgarrare” per non dover perdere tempo ad inventarsi qualcosa di nuovo ogni volta.
In questo articolo voglio quindi venirti incontro dandoti alcune idee.
Per prima cosa ti elencherò 7 cibi che non devono mai mancare nella tua alimentazione: noterai che molti sono quelli contenenti i nutrienti fondamentali di cui abbiamo parlato sopra.
Come regola, impegnati a consumare questi cibi almeno una volta, ognuno, durante l’arco di una settimana. Scrivili sulla tua lista della spesa!
17 cibi da consumare ogni settimana
Aglio – sempre a crudo, per comodità meglio prima o durante i pasti. Cipolla – cruda, a striscioline nell’insalata.
Crucifere – broccoli, cavoli, cavoletti. Molto meglio se cotti a vapore (saranno anche più saporiti) o in poca acqua insieme ad altre verdure che migliorano con la cottura, come le carote.
Barbabietole – quelle sottovuoto che trovi al supermercato: puoi mangiarle in insalata o frullarle insieme ad altre verdure per un eccellente frullato verde.
Radicchio – sia crudo in inslata, sia sulla piastra.
Fagioli neri – tra i legumi più antiossidanti, cerca di preferirli ai legumi di colore più chiaro come i cannellini o i fagioli di Spagna.
Curcuma – una tra le spezie più antiossidanti, grazie al principio attivo curcumina.
7 esempi di pasti bilanciati e disintossicanti
Anche e soprattutto perché stiamo disintossicando l’organismo, i pasti devono essere ben bilanciati sotto il profilo dei macronutrienti, ovvero carboidrati proteine e grassi.
Devi evitare quindi piatti a base di soli carboidrati (solo pasta, o peggio pasta + pane o l’orribile pasta + pane + frutta), grassi troppo cotti (soffritti, carni bruciacchiate ecc.) che appesantiscono la digestione e in generale pasti poveri di cibi vegetali (e per cibi vegetali intendo solo verdure e frutta).

Parola d’ordine… disintossicarsi!

Voler disintossicare l’organismo è spesso desiderio di cambiamento e, in genere, ci si focalizza quasi esclusivamente sul modificare solo il proprio regime alimentare.
Tuttavia l’inquinamento può manifestarsi in varie forme e, a differenza dei periodi di breve durata durante i quali solitamente ci si vuole disintossicare, le fonti di inquinamento che ci circondano sono molto più numerose di quanto possiamo immaginare e considerare.
Si parla infatti di inquinamento atmosferico, ambientale, domestico, acustico, sensoriale e, non meno importante, inquinamento mentale. Viviamo ad esempio in luoghi spesso chiusi dove ristagna un’aria poco salubre perché non siamo abituati ad arieggiare gli ambienti, oppure siamo circondati da rumori forti e assordanti, luci intense, abbiamo una vita troppo sedentaria, assumiamo elevate quantità di farmaci, “mangiamo” emozioni negative e conviviamo con uno stress eccessivo o altre fonti di inquinamento delle quali, per quanto possibile, dovremmo contenerne i danni.

La nostra salute è quindi anche il risultato di un equilibrio tra le tossine introdotte e quelle eliminate ed un accumulo di queste sostanze può predisporci a diversi disturbi e patologie, influenzando negativamente anche il nostro umore.
I segnali possono essere inizialmente percepiti anche come malessere generale, qualcuno avverte una continua sensazione di stanchezza (spesso dovuta a periodi troppo intensi di lavoro psicofisico e mancanza di riposo!), mal di testa, alitosi, mal di stomaco, stipsi, diarrea, gonfiore, dispepsia e diventa sempre più impellente il bisogno di ridare all’organismo una nuova sferzata di energia, a volte anche limitata da una vita eccessivamente sedentaria, abuso di alcolici e fumo.
C’è chi, iniziando un programma disintossicante, non nasconde il desiderio anche di perdere un accumulo di chili in eccesso. Quindi un periodo di “pulizia” ogni tanto ci vuole anche per consentire ai nostri emuntori primari (come fegato, cistifellea ma anche intestino, pelle, reni e polmoni) di essere drenati e ripuliti. Solitamente i periodi durante i quali viene più spesso intrapreso un processo di depurazione sono i cambi di stagione (soprattutto in primavera), dopo periodi di eccessi alimentari o, semplicemente, quando sentiamo la necessità o il desiderio di recuperare il benessere perso.
A tal fine un punto di partenza vincente è senza dubbio l’alimentazione ed è, sicuramente, uno degli aspetti che più facilmente possiamo modificare, aumentando la salute del nostro organismo attraverso un regime corretto.
Sono infatti numerose le malattie correlate ad abitudini alimentari sbagliate, alcune delle quali riportate sotto:
■ Sovrappeso e obesità
■ Arteriosclerosi
■ Infarto del miocardio
■ Ipertensione
■ Ictus cerebrale
■ Aumento dell’uricemia (gotta)
■ Diabete
■ Carie dentarie
■ Osteoporosi
■ Cirrosi epatica
■ Stipsi, colon irritabile, calcolosi della colecisti
■ Cancro (stomaco, colon, mammella, ecc.)
■ Anemia

Cosa fare e non fare durante una dieta disintossicante
Per accelerare l’eliminazione delle tossine si consiglia di favorire i seguenti punti elencati.
• Consumare regolarmente frutta e verdure fresche. Questi vegetali sono i nostri migliori alleati, sono ricchi di preziosi principi nutritivi come vitamine e sali minerali (soprattutto se consumati crudi). Contengono inoltre le fibre alimentari che aiutano il nostro organismo a depurarsi favorendo il transito intestinale, la sua pulizia e inoltre procurano un elevato senso di sazietà che ci consentirà di non introdurre troppe calorie. Tra i vegetali con potere disintossicante abbiamo ad esempio: carciofo, carota, sedano, porro, aglio, finocchio, ravanello, cicoria, crucifere (famiglia dei cavoli), pesca, pompelmo, uva, prugna, ciliegia, mirtillo.
• Favorire soprattutto le centrifughe ed estratti di frutta e verdure fresche, perché contengono elevate quantità di antiossidanti in forma facilmente assimilabile e combattono i radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento delle nostre cellule.
• Germogli. Questi vegetali sono una vera e propria miniera di principi nutritivi. Soprattutto in quest’epoca in cui consumiamo prevalentemente cibi raffinati, i germogli costituiscono un importante fattore di prevenzione e di difesa per l’organismo. Sono inoltre considerati un complemento alimentare alla stregua di un integratore e sono in grado di potenziare l’organismo anche in condizioni particolari come nel caso di basse difese immunitarie, durante la crescita, la gravidanza, l’allattamento o periodi di stress.
Erbe aromatiche. Tra quelle da favorire abbiamo il rosmarino che protegge le vie biliari ed il fegato, il timo favorisce la funzionalità intestinale, l’origano potente antibatterico e antiparassitario, l’alloro digestivo e protettivo per stomaco e mucose gastriche e lo zenzero con proprietà antinausea, oltre a ridurre gonfiore e meteorismo. Raccomandate sono anche la curcuma, la cannella ed il cumino. La curcuma ha proprietà antitumorali, antiinfiammatorie e depurative, la cannella favorisce la digestione, è un antisettico e disinfettante naturale, mentre il cumino oltre a favorire la digestione, stimola la produzione di enzimi nel pancreas e il metabolismo. Per quanto riguarda le spezie attenzione tuttavia ad un consumo eccessivo per possibili effetti irritanti.
Semi oleosi (semi di sesamo, di lino, di girasole, di zucca, ecc.). Contengono acidi grassi mono e polinsaturi amici del cuore e della circolazione. Oltre all’elevate proprietà dei grassi, sono presenti anche proteine di buona qualità, sostanze antiossidanti e antitumorali. I semi di lino, in particolare, favoriscono i processi depurativi e favoriscono la regolarità intestinale.
Altra categoria di alimenti che non deve mai mancare sono i cereali integrali e loro derivati (preferibilmente da agricoltura biologica) ricchi anche di oligoelementi, vitamine e fibre, mentre va limitato il consumo di cibi raffinati. Tra quelli con una maggiore azione depurativa abbiamo il riso, il miglio, il grano saraceno (tutti privi di glutine adatti quindi anche per i celiaci), l’orzo, il farro e la segale.
Fermenti lattici (soprattutto probiotici). Questi batteri proteggono il nostro intestino, aiutano le digestioni difficili ed apportano componenti essenziali come la vitamina K e molte vitamine del gruppo B. In particolare è soprattutto la flora batterica intestinale che trae notevoli giovamenti dall’utilizzo dei fermenti lattici, aumentando così le nostre difese immunitarie.
Succo di limone. La cura disintossicante con il succo di limone (il succo di mezzo o un limone) diluito in acqua e assunto la mattina a digiuno è praticata e conosciuta dai tempi antichi e, tra le caratteristiche elogiate, aiuta il drenaggio del fegato e reni. A volte il succo di limone viene assunto in quantità concentrate aumentando progressivamente il numero di limoni (addirittura a 7) e diminuendo gradualmente la concentrazione sino nuovamente ad uno.
• Alghe (verdure di mare). Questi vegetali sono ricchi di molti sali minerali, vitamine, clorofilla e aiutano l’organismo a prevenire disturbi circolatori, cellulite, arteriosclerosi ed ipertensione, oltre a favorire il ricambio e l’attività ghiandolare.
• Corretta masticazione. Ricordiamo che la prima digestione avviene in bocca. Imparare a masticare correttamente apporta molti benefici alla nostra salute; rende i cibi più digeribili, aumenta il nostro senso di sazietà e inoltre, grazie ad alcuni componenti presenti nella saliva, il cibo risulta essere più sicuro dal punto di vista microbiologico.
• Oil pulling: olio monoseme (sesamo, girasole, ecc.). Il modo più efficace per praticare l’oil pulling consiste nel mettere in bocca circa un cucchiaio di olio biologico spremuto a freddo, sciacquare la bocca energicamente per 10-15 minuti e poi eliminarlo. Gli antichi maestri della medicina ayurvedica credevano che l’oil pulling andasse oltre la semplice prevenzione delle malattie della bocca e della gola e, grazie a questa prospettiva olistica, è stato utilizzato come misura preventiva per molti disturbi.
• Argilla. Da sempre conosciuta e praticata nell’antichità, viene usata anche in tempi moderni sia per uso interno che esterno, soprattutto attraverso maschere, impacchi e cataplasmi. L’argilla è ricca di oligoelementi e minerali e, grazie alle sue proprietà riequilibranti e depurative, può essere utile per alleviare molti disturbi.

• Il the verde è ricco di catechine, sostanze antitumorali ed antiossidanti che stimolano la funzione epatica e riducono il deposito di grasso nel fegato.
• Per depurare il nostro organismo, e favorire una fase depurativa, possiamo assumere tisane ed infusi privilegiando ad esempio il carciofo, il finocchio, il tarassaco, il cardo mariano, la bardana, l’ortica, l’erica.
• Acqua naturale. Si consiglia di assecondare sempre il senso di sete e di assumere acqua anche per favorire la diuresi. Soprattutto durante un periodo disintossicante, è fondamentale bere molti liquidi (almeno 2 litri), in aggiunta a quelli già contenuti nei vari alimenti.
• Digiuni. Questa pratica, che prevede l’assenza totale di cibo, è da secoli applicata da molte culture. Tuttavia per alcune persone il digiuno viene temuto ed ha una valenza negativa, mentre in realtà è un’occasione per il corpo di un periodo di riposo. Si raccomanda di garantire adeguate assunzioni d’acqua e di non fare lunghi periodi di digiuno da autodidatta (in questo caso è sconsigliato oltre il 3 giorno), soprattutto se non si è seguiti da personale medico specializzato. Coloro che non se la sentissero di praticare il digiuno totale, possono seguire un piano alimentare che includa una ridotta quantità di alimenti (vedi ad esempio programma disintossicante di una settimana).
• Aria aperta e attività fisica. É importante areare frequentemente gli spazi chiusi. La ventilazione degli ambienti e le frequenti passeggiate aiutano anche a prevenire le malattie stagionali. Praticare inoltre quotidianamente dell’attività fisica permette più facilmente l’eliminazione delle tossine accumulate, soprattutto attraverso la sudorazione.
• Riposo. Interrompere le attività per recuperare le energie è importante, ma spesso non si concilia con i ritmi intensi di oggi. Tuttavia, per riconquistare il proprio benessere psicofisico, è fondamentale consentire all’organismo di riposare.
• Adottare un atteggiamento mentale positivo durante una cura disintossicante (e non solo!) aiuterà a sentirsi meglio.
• Respiro profondo. Il respiro è vita e una scarsa ossigenazione a livello cellulare genera affaticamento. Risulta quindi di estrema importanza favorire, anche con una corretta postura, il naturale e sano flusso respiratorio.
Inoltre, durante una dieta depurativa, dovremmo individuare alcuni comportamenti o categorie di alimenti e sostanze, da ridurre o eliminare almeno per un breve periodo, al fine di favorire e non
ostacolare il processo disintossicante.

• Alimenti di origine animale quali carne, salumi, insaccati, uova, molluschi e crostacei, formaggi, latte e derivati, per la loro incompatibilità con una fase depurativa energica (essendo inoltre totalmente privi di fibre). Si consiglia invece di dare preferenza, come già descritto, ad alimenti preferibilmente vegetali. Se eliminare gli alimenti di origine animale risultasse difficile, è possibile sostituire le carni grasse con quelle magre, dare preferenza al pesce e consumare con regolarità i legumi freschi, secchi o surgelati.
• Eliminare le sostanze nervine quali caffè, the (ad eccezione del the verde per le proprietà sopra descritte) e cioccolato perché ricchi di sostanze alcaloidi (caffeina, teina, teobromina). Se in eccesso inibiscono anche l’assorbimento di alcuni nutrienti come Ferro, Calcio, altri sali minerali e vitamine del gruppo B.
• Sale da cucina (cloruro di sodio). Un consumo eccessivo di sale è ormai noto come causa di un aumento della pressione arteriosa.
• Zucchero bianco (saccarosio). Durante il processo di raffinazione (attraverso l’utilizzo di acido carbonico, solforico e altre sostanze) viene privato di qualsiasi nutriente fornendo al nostro organismo solo “calorie vuote”. Va sottolineato che anche lo zucchero integrale deve essere utilizzato con moderazione.
• Dolciumi e snack industriali o artigianali. La cattiva alimentazione ha spesso le sue radici in molte varietà di dolciumi, merendine e snack salati sempre a disposizione. Sono tutti prodotti industriali, o anche artigianali, ricchi di zuccheri, grassi, sale e calorie.
• Cibi in scatola. Il processo di produzione dei cibi in scatola riduce spesso il loro valore nutrizionale e contengono inoltre conservanti, sale e talvolta anche zucchero.
• Oli raffinati e margarina. Derivano da processi industriali che favoriscono la presenza di composti chimici nocivi, vitamine ed altri nutrienti di qualità. Inoltre i grassi utilizzati per realizzare la margarina sono spesso di qualità scadente e, per ottenerla, vengono resi solidi mediante un processo di idrogenazione.
• Ridurre le porzioni dei cibi. Dovremmo imparare l’abitudine di alzarci da tavola con un po’ di fame, mentre spesso le porzioni di cibo servite sono abbondanti e poco consone alle reali necessità, favorendo inoltre anche lo spreco alimentare!
• Bibite gassate zuccherine. Queste bevande sono chiamate in causa nella diffusione di patologie come obesità e diabete, oltre alla formazione di carie. In assenza di zucchero, sono presenti nelle bevande quantità di edulcoranti chimici (es. saccarina ed aspartame), oltre all’elevata presenza di coloranti artificiali.
• Additivi chimici: coloranti, conservanti, esaltatori di sapidità (es. glutammato monosodico), ecc. Sono sostanze che vengono impiegate nell’ambito dell’industria alimentare durante una qualsiasi fase della lavorazione e che si ritrovano negli alimenti. Pericolosa è l’azione cumulativa.
• Attenzione ad alcuni stili di cotture quali fritture, affumicature, cibi abbrustoliti o bruciacchiati (le parti annerite contengono gli IPA Idrocarburi Policiclici Aromatici che possono favorire lo sviluppo di tumori). Sono inoltre da limitare le preparazioni molto elaborate, intingoli calorici o salse varie ricche di grassi.
• Non abusare di alcolici. Il fegato si occupa di filtrare le tossine dal sangue e per permettergli di rigenerarsi e ripulirsi è fondamentale eliminare anche il consumo di alcol, uno tra i maggiori responsabili di deposito di tossine nel sangue.
• Non fumare. Come l’alcool anche il fumo (attivo o passivo) può compromettere un periodo disintossicante. Con ferma volontà dovrebbe essere completamente abolito, sia perché rappresenta la causa principale di cancro al polmone che per altri importanti fattori di rischio (in particolare cardiovascolari).

Crisi di disintossicazione
Un aspetto da considerare, e di cui si deve tener conto durante la fase di depurazione, è la possibile “crisi di disintossicazione” in modo che non sorprenda o spaventi o, peggio, possa scoraggiare facendo abbandonare il periodo di pulizia.
Durante questa fase si potrebbero infatti accentuare i disturbi e malesseri che ci hanno spinto a depurarci e, alcuni vecchi disturbi, potrebbero addirittura riacutizzarsi.
Si tratta tuttavia di una reazione dell’organismo che sta cercando di eliminare le tossine accumulate; presto i sintomi scompariranno, ridando vitalità ed energia al nostro corpo.
Risultati
Tra i risultati che si possono ottenere con un periodo disintossicante abbiamo:
■ regolazioni delle funzioni intestinali
■ riduzione del senso di gonfiore addominale
■ aumento della diuresi
■ minor affaticabilità nel corso della giornata
■ maggior idratazione dei tessuti
■ maggior ossigenazione dei tessuti n riduzione della cellulite
n miglioramento del tono muscolare n mantenimento del peso entro i limiti della norma
■ riequilibrio del ritmo sonno/veglia
■ miglioramento degli stati dell’umore
■ miglioramento della produzione di idee
I risultati saranno maggiormente duraturi se saremo in grado di preservare nel tempo una corretta alimentazione, abbinata a sani stili di vita.

Depurarsi con le tisane
Tisana depurante 1
Bardana 20 g, Finocchio 15 g, Ortica 10 g, Gramigna 10 g, Liquirizia 10 g, Senna 10 g, Borragine 10 g, Genziana 10 g, Melissa 5 g.
Mettete a macerare in acqua fredda per 10 minuti un cucchiaio di tisana per ogni tazza d’acqua. Fate bollire per 5 minuti e prima di filtrare lasciate riposare per altri 3 minuti. Si consiglia di assumere una tazza al mattino a digiuno ed una tazza prima di coricarsi.
Tisana depurante 2
Guayaba (psidium grandifolium), Burrito (wendita calesyna), Menta (menta piperita), Sauco (sambuco americano), Mango (mangifera indica).
Ponete un cucchiaio di tisana per ogni tazza e aggiungete l’acqua bollente. Lasciate in infusione per circa 3-5 minuti, filtrate e bevete la tisana.

Tisana “snella”
Menta piperita, Melissa, Gramigna, Finocchio, Malva, Tarassaco, Limonee Salvia, Anice, Ginepro, Issopo, Equiseto, Camomilla, Mais (stigmi) Lavanda.
Mettete uno o due cucchiaini per ogni tazza di acqua bollente. Versate l’acqua, lasciate in infusione per 5 minuti, filtrate e bevete la tisana calda.
NB: se desiderate potete aggiungere alle tisane un dolcificante naturale.
Per eliminare i vari accumuli di tossine e stare in salute è possibile ricorrere anche a diversi metodi naturali ottenendo risultati efficaci e complementari.
Ci sono trattamenti quali l’idrocolonterapia (lavaggio intestinale per eliminare la flora batterica putrefattiva), la sauna, il bagno turco, frizioni del corpo (asciutte o bagnate), ma anche semi digiuni e digiuni.
Ricordiamo però, soprattutto prima di iniziare alcuni di questi trattamenti, di consultare il proprio medico curante.
Tuttavia ciò che davvero conta maggiormente non è disintossicarsi ma imparare a “non intossicarsi”, cercando quindi di adottare ogni giorno uno stile di vita sano (e non solo alimentare!), rispettoso di noi stessi e dell’ambiente in cui viviamo.

La dieta detox secondo gli esperti, risulta davvero interessante perchè consente all’organismo di disintossicarsi, raggiungendo nel contempo l’obiettivo di recuperare la forma fisica. La cosa più importante in questi giorni è idratare il proprio corpo, bevendo tanta acqua che aiuta ad espellere le tossine accumulate nelle arterie; bisogna bere almeno 2 litri di acqua al giorno, distribuiti nella 24 ore, ed è preferibile iniziare la giornata con due bicchieri d’acqua tiepidi e limone e durante il giorno assumere tisane che servono a drenare il corpo, preferendo quelle al finocchio o zenzero. Dunque, secondo quanto riferito dagli esperti, è importante seguire alcuni consigli per riuscire a tornare nel più breve tempo possibile in forma, e dunque:- preferire un’alimentazione varia e colorata ovvero ricca di cibi di alta densità di nutrienti, come frutta e verdura freschi, legumi, pesci, cereali integrali, frutta secca a guscio e semi, evitando grandi quantità di grassi saturi o grassi trans; – evitare bevande zuccherate e alcolici, prediligendo tè non zuccherato anzichè un succo si frutta confezionato o una bibita gassata; – evitare di acquistare junk food; – compilare un diario alimentare che possa aiutare a tenere sotto controllo ciò che si mangia; – fare attività fisica, almeno uno’ora al giorno ma possono bastare anche 30 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana.

Ecco con la dieta DETOX i Cibi da evitare: sale, cibi affumicati e fritti, salumi, cioccolato, dolciumi, dolcificanti sostitutivi, caffè, latte, formaggi, burro, panna, bevande gassate e zuccherate comprese quelle “light”, succhi di frutta, tutte le carni grasse e gli eccessi alimentari in genere. Cibi da preferire: Verdura di qualsiasi tipo, legumi di qualsiasi tipo, lenticchie, tofu, avena, riso integrale o basmati, noci, arachidi e pistacchi non salati, miele, olio extravergine di oliva o olio di lino.

Per dieta DETOX s’intende un programma alimentare che ha lo scopo di eliminare le tossine che vengono introdotte o che si formano nel nostro corpo a causa dello stile di vita, dell’inquinamento dei cibi industrializzati e raffinati, delle bevande eccitanti o zuccherate, dei farmaci che assumiamo e dello stress psicologico e fisico . Per sentirsi bene, essere in salute e ritrovare l’energia vitale fisica e mentale che ci permette di affrontare la vita, è di fondamentale importanza disintossicare e mantenere pulito il nostro organismo eliminando le scorie in eccesso . Cosa favorisce l’accumulo di tossine ? I cibi che producono maggiori scorie nel nostro corpo sono gli zuccheri raffinati, l’eccesso di carboidrati (specialmente le farine bianche), i cibi industrializzati e le carni da allevamenti non biologici, la vita sedentaria e lo stress aumentano le infiammazioni, indeboliscono il nostro sistema immunitario e favoriscono l’accumulo di grasso . Le tossine accumulate nei tessuti favoriscono la ritenzione di liquidi che ovviamente incidono sul peso e danno la sensazione di gonfiore o di mancanza di energia.

Cosa favorisce la disintossicazione ? I cibi che aiutano a disintossicare il corpo sono l’acqua, che va bevuta in abbondanza e specialmente a digiuno e la frutta e la verdura, specialmente cruda che deve costituire l’80% del nostro nutrimento, ogni giorno. A volte è difficile, vero? Per questo nel nostro programma Detox 7, abbiamo selezionato per aiutarti, il migliore supplemento nutrizionale a base di frutta e verdura e bacche coltivati biologicamente, senza fruttosio e sodio. Tutta cruda e disidratata a freddo in assenza di ossigeno, che ti aiuta a mangiare le 7-8 porzioni di frutta e verdura raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e che solitamente non riusciamo a mangiare. Questo supplemento a calorie zero, ci aiuta a disintossicare e rigenerare le cellule del nostro corpo . Infatti, la frutta, la verdura e le bacche in esso contenute, hanno tutti i fitocomplessi e moltissimi micronutrienti ed enzimi che rendono più efficiente il funzionamento cellulare, il sistema immunitario e riducono i livelli di infiammazione. Inoltre, sono cibi a basso indice glicemico, e non determinano il rialzo dei livelli di glicemia e di insulina e in forma micronizzata vengono assorbiti e subito utilizzati dal nostro corpo migliorando il metabolismo e aiutandoci a ridurre l’accumulo di grasso. . Perché la disintossicazione favorisce la perdita di peso ? Il grasso ha anche la funzione di nascondere, rimuovere le tossine dal nostro corpo in modo da ridurre la loro concentrazione nel sangue, ma questo non significa eliminarle e in questo modo continuano a danneggiare il nostro corpo ogni giorno. Per questo una dieta disintossicante da fare periodicamente, non solo ci aiuta ad eliminare le tossine e a farci stare in salute, ma ci fa sentire bene e pieni di energia, e ci aiuta a perdere i chili di troppo, e mantenendo il nostro corpo disintossicato e mantenendo la nostra alimentazione ricca di frutta e verdura, manteniamo a lungo la nostra salute e non riprendiamo più i chili persi. Per questo motivo, un piano alimentare per recuperare la forma fisica e perdere i chili in più deve essere sempre accompagnata da una nutrizione disintossicante.

Il nostro piano DETOX-7 Cibi da evitare: sale, cibi affumicati e fritti, salumi, cioccolato, dolciumi, dolcificanti sostitutivi, caffè, latte, formaggi, burro, panna, bevande gassate e zuccherate comprese quelle “light”, succhi di frutta, tutte le carni grasse e gli eccessi alimentari in genere. Cibi da preferire: Verdura di qualsiasi tipo, legumi di qualsiasi tipo, lenticchie, tofu, avena, riso integrale o basmati, noci, arachidi e pistacchi non salati, miele, olio extravergine di oliva o olio di lino. Consigli: • bevi spesso acqua o tisane non dolcificate fuori dai pasti (almeno 1,5 litri al giorno • se hai fame, mangia di più a colazione e non a cena • fai una passeggiata (camminata veloce) di almeno 45 minuti tutti i giorni • Si consiglia di non cenare dopo le 19.30 • se hai qualche sintomo o condizione di salute, affidati alle cure di un medico.

Il sistema linfatico è una rete di ghiandole e vasi che permette alla linfa di fluire, trasportare liquidi, proteine e grassi e di proteggere il nostro corpo da attacchi patogeni.
Il sistema linfatico viaggia in parallelo con quello cardiocircolatorio e permette alla linfa di fluire nei tessuti, favorendo il circolo di liquido e proteine filtrati dai capillari, trasferire i grassi assorbiti dall’intestino tenue nella circolazione sistemica e soprattutto catturare e distruggere gli agenti patogeni pericolosi per la nostra salute.
La consistenza della linfa non è sempre la stessa, quando è ben pulita e libera da sostanze di scarto si trova in uno stato di benessere, invece quando le tossine e i metaboliti aumentano , assume una consistenza densa e vischiosa, che coincide nel linguaggio comune ad una situazione
di “stasi linfatica”: i capillari si intasano, gli scambi tra le cellule diventano lenti e faticosi, gli scambi metabolici ristagnano ed il corpo inizia a perdere energia.
L’intossicazione del sistema linfatico dipende da varie cause:
1. Da una dieta ricca di cibi acidificanti
2. La tendenza a bere poco
3. L’abuso di farmaci e fumo
4. Una scarsa attività fisica

La prima mossa per depurarsi è l’alimentazione, quindi per 21 giorni bisogna abolire totalmente i cibi ad azione acidificante che appesantiscono il sistema linfatico ed impediscono gli scambi di ossigeno e nutrienti tra le cellule, responsabili del senso di stanchezza.
1. Da favorire le proteine vegetali, le quali hanno il vantaggio di produrre scorie più facili da eliminare senza comunque farne un abuso. Si consiglia quindi di preferire latte vegetale e formaggi magri. Da evitare, invece, le proteine di derivazione animale ( carni bianche e rosse, formaggi stagionati, latte vaccino) ed frumento, dove il glutine ne rappresentala la quota proteica.
2. Da favorire il consumo di cereali come grano saraceno, segale, amaranto, quinoa. Da evitare invece, i carboidrati raffinati: zucchero bianco, pane, pasta, dolci e prodotti da forno; i quali riempiono le cellule di glucosio, una delle sostanze più acidificanti per il nostro corpo.
3. Da favorire il Gomasio ( un cucchiaio di sale fino unito a 7 cucchiai di semi di
sesamo tritrati)
4. Da eliminare, invece, il sale da cucina, perché assorbe i liquidi presenti nella matrice rendendola più gelatinosa. Per cui sono da evitare dadi, cibi in scatola e salse pronte.
5. Da favorire tè verde e da eliminare dolci e caffè: hanno un’azione acidificante ed intossicano l’ambiente cellulare.

Gli alimenti da preferire sono quelli ricchi di minerali, enzimi e fibre spazzine.
I. Le verdure di stagione sono quelle più ricche di clorofilla, enzimi ed antiossidanti, da preferire fresche o poco cotte. E consigliabile abbondare con carote e pomodori, insalate, sedano e porri.
2. La frutta acidula come agrumi, ribes, uva bianca, mele verdi con la buccia, ed anche anguria, mango e papaia che hanno una rapida azione alcalinizzante.
3. Il latte ed i formaggi vegetali, come il latte di riso, di soia, d avena e di mandorle sono un ottima alternativa al latte vaccino; sono inoltre poveri di grassi e colesterolo, ma ricchi di fibre che favoriscono la depurazione del tratto digerente. Al posto del formaggio di vacca sono ammessi tofu, fiocchi di latte, ricotta di capra o pecora.
4. I Semi oleosi, come semi di lino, di mandorle o di noci e nocciole, i quali forniscono grassi “buoni” che migliorano la microcircolazione sanguigna e linfatica.
5. I Cereali grezzi e scuri, come il grano saraceno, la segale, l’ amaranto, la quinoa ed il riso integrale; i quali contengono minerali e fibre che ripuliscono i liquidi interni.

1. Acqua con spremuta di mezzo limone + un cucchiaino di miele al mattino a digiuno
2. Aceto di mele per condire insalate ed altre verdure oppure un cucchiaio da tavola di aceto di mele in un bicchiere di acqua a cena
3. Centrifugato detox a base di sedano e limone con acqua 3 volte a settimana
4. Acqua detox da consumare durante il giorno come alternativa all’acqua naturale.
L’acqua detox è un’ acqua aromatizzata che si può fare facilmente in casa con verdure, frutti o aromi, particolarmente indicata per disintossicare l’organismo, stimolare il metabolismo ed eliminare i liquidi in eccesso.

ACQUA DETOX: MELAGRANA, ZENZERO E MENTA
Ingredienti:
1. un litro di acqua
2. un melograno
3. un rametto di menta
4. zenzero grattugiato
della
Procedimento:
1. Sgranare la melagrana e porla in una caraffa
2. Aggiungere del zenzero grattugiato
3. Schiacciare con una forchetta il comporto in modo da far fuoriuscire il melagrana ed aggiungere il litro di acqua e un rametto di menta.
succo
Lasciare in infusione almeno 5 ore e consumare durante la giornata, il consiglio è di preparare l’acqua detox alla sera prima di andare a letto e consumarla durante il giorno successivo.
ACQUA DETOX: ALLA FRUTTA INVERNALE
Ingredienti:
1. Un litro di acqua
2. Mezzo limone fresco
3. Un kiwi
4. Mezzo cetriolo
5. Un arancia media
6. Una mela
Lasciare in infusione almeno 5 ore
e consumare durante la giornata, il consiglio è di preparare l’acqua detox alla sera prima di andare a letto e consumarla durante il giorno successivo.

ACQUA DETOX: LIMONE, CETRIOLO E MENTA
Ingredienti:
1. Un litro di acqua
2. Un limone fresco
3. Un cetriolo
4. Un rametto di menta
Lasciare in infusione almeno 5 ore e consumare durante la giornata, il consiglio è di preparare l’acqua detox alla sera prima di andare a letto e consumarla durante il giorno successivo.
ACQUA DETOX: MIRTILLI ED ARANCE
Ingredienti:
1. 1 litro e mezzo d’acqua
2. 2 arance o 2 mandarini tagliati a spicchi,
3. Una manciata di mirtilli
Potete anche aggiungere un po’ di succo d’arancia spremuto per intensificare il sapore! Lasciare in infusione almeno 5 ore e consumare durante la giornata, il consiglio è di preparare l’acqua detox alla sera prima di andare a letto e consumarla durante il giorno successivo.

Sembra forse superfluo sottolineare l’importanza della patata in campo alimentare, dal momento che questo prezioso tubero è presente sulle nostre mense da tempo da noi ritenuto lontanissimo. In realtà, nel nostro Continente, la sua coltura a scopo alimentare si è diffusa molto lentamente ed è perciò opportuno ripercorrerne brevemente la storia. I primi piantatori di patate furono sicuramente gli Incas. Alcuni reperti archeologici di quella antica civiltà mostrano un personaggio-simbolo che regge con una mano il mais e con l’altra dei tuberi con dei germogli: le patate, per l’appunto. Il dubbio che assilla ancora oggi gli storici si riferisce al luogo della prima coltivazione: la Colombia, la Bolivia, il Perù, oppure la costa meridionale del Cile? Comunque è certo che, all’epoca delle conquiste europee nel Nuovo Mondo, la patata è colà razionalmente coltivata. I “conquistadores” la portano successivamente prima in Messico e poi in quella zona dell’America del Nord che ora è chiamata Virginia. In Europa, o meglio in Spagna, essa arriva verso la metà del XVI secolo, ma come curiosità; mentre in Italia, attorno al 1560, viene coltivata solo come pianta ornamentale e, verso la fine del XVII secolo, sarà chiamata “tartufo” e sarà data da mangiare ai maiali. Gli inizi di questa importante ed ora diffusissima coltura furono molto difficili per una serie di motivi. Anzitutto l’appartenenza della patata ad una famiglia, quella delle Solanacee, che comprende piante dalle proprietà velenose e narcotizzanti. Altro punto a sfavore: mentre allora le piante commestibili venivano riprodotte per semina, la patata si moltiplica per germinazione. Inoltre, il fatto di crescere sotto terra dando luogo a tuberi “deformi” alimentò il sospetto che la pianta possedesse proprietà diaboliche e provocasse orribili malattie contagiose, quali la lebbra. Solo nel XVIII secolo, per merito dell’Illuminismo e delle Nuove Scienze, si riesce finalmente a spazzar via la superstizione e i fanatismi e la patata diventa un alimento prezioso per risolvere le difficili situazioni alimentari. Irlanda, Inghilterra, Prussia e, in particolare, la Francia per merito dell’agronomo Parmentier (1737-1813), furono i primi Paesi europei a coltivare e ad apprezzare il nuovo cibo, adatto a… rimpiazzare il pane soprattutto in tempo di carestia. Attualmente la patata è diffusa in tutto il mondo ed è molto coltivata anche in Italia (Campania soprattutto), anche se nel nostro Paese non raggiunge di certo l’importanza che ha, ad esempio, in Germania (primo produttore europeo), in Polonia (200 milioni di quintali annui destinati soprattutto all’alimentazione animale), in Olanda e in Francia. Nella nostra Regione pare che questa pianta sia stata introdotta dal Piemonte al principio del 1800. Al giorno d’oggi non c’è famiglia di contadini, dal piano ai più elevati paesini di montagna, che non coltivi almeno un campicello di patate. Pur disponendo di raccolti alquanto limitati rispetto a molte altre Regioni italiane, il Trentino Alto Adige è però tra i maggiori produttori di patate da seme.
Cenni botanici e colturali
La patata (Solanum tuberosum) è una pianta perenne, però mantenuta in coltura per un solo anno. Si propaga generalmente per tubero: la moltiplicazione per seme si esegue soltanto
per il miglioramento genetico della pianta. Di particolare interesse agronomico è la parte sotterranea della pianta, che è costituita da un apparato radicale molto sviluppato che si forma sui germogli degli stoloni originati dalle gemme del tubero-seme. Questi stoloni squamosi, ingrossando all’apice, producono a loro volta un tubero ricco di sostanze amidacee. I germogli, uscendo da terra, producono steli erbacei di sezione tondeggiante o quadrangolare, a portamento più o meno eretto. Le foglie sono pennato-composte e costituite da foglioline grandi alternate ad altre più piccole. I fiori hanno corolla campanulata di color bianco o violaceo e sono riuniti in corimbi alla sommità dello stelo o all’ascella di una foglia. Il frutto è una bacca sferica, verde e carnosa, con semi piccoli, molto numerosi. La pianta è sterile e fruttifica poco o in modo irregolare; la fecondazione è generalmente autogama (ad impollinazione diretta). I tuberi, che sono fusti sotterranei trasformati, hanno forma tondeggiante, a clava od oblunga a seconda delle varietà e del terreno; il colore esterno varia dal giallognolo fino al violetto e al rossastro a seconda delle varietà. La polpa ha un colore che varia dal bianco al giallo. Sulla superficie del tubero si notano degli infossamenti, più o meno pronunciati, che nascondono delle gemme dette “occhi”; da queste si sviluppano i germogli, di aspetto e colore variabile a seconda delle varietà. Tutte le parti verdi della pianta contengono, pur se in dosi diverse, un alcaloide tossico, la so- lanina. Anche nel tubero, soprattutto vicino agli “occhi”, si trova solanina, la quale però diminuisce durante la maturazione fino ad arrivare a quantità trascurabili. Se lasciati alla luce,
i tuberi rinverdiscono e diventano velenosi. La patata si adatta facilmente a differenti condizioni climatiche; tuttavia è poco resistente ai freddi e alla siccità prolungata. Il clima più adatto è perciò quello fresco, caratteristico delle regioni centrali della Francia, della Germania, dell’Olanda e delle nostre zone montane. Non ha grandi esigenze nemmeno per quel che riguarda il terreno: basta che sia fresco, leggero, sciolto o di media compattezza, un po’ acido. Questa Solanacea necessita di accurate e profonde lavorazioni e di abbondanti concimazioni, preferibilmente organiche. L’epoca di semina varia a seconda del tipo di coltura che si vuol fare, a seconda del clima e delle varietà coltivate. Sul mercato esistono attualmente moltissime varietà di patata e ogni anno ne vengono immesse di nuove: sta al produttore scegliere il tubero che più si adatta al terreno e alle esigenze del mercato. In questi ultimi anni la ricerca genetica sta tentando di creare varietà robuste, redditizie e resistenti alle malattie in grado di risolvere il problema delle popolazioni sotto-alimentate. Si sta cercando anche di recuperare le varietà tipiche a rischio di estinzione come la squisita patata di Bologna. Per il buon esito della coltura, inoltre, è indispensabile che i tuberi-seme siano sani, ossia immuni da virus. Per questo le patate da seme si producono generalmente in montagna, dove esistono condizioni sfavorevoli alla vita degli afidi, che sono i trasmettitori dei virus. Da noi si coltivano varietà precoci, medio-precoci e tardive. La semina si effettua, a seconda delle località, da aprile a fine maggio; la raccolta, da fine luglio a fine settembre. In base al colore della polpa, poi, le patate si dividono in altri due gruppi: a pasta bianca e a pasta gialla (ma ce ne sono anche di rosate). Quelle a pasta bianca si cuociono più rapidamente e sono adatte per preparare gnocchi e purè; quelle a pasta gialla, più resistenti, sono ottime arrostite e fritte. Le patatine novelle sono quelle che si raccolgono a fine primavera, hanno sapore dolce e sono molto ricche di vitamine. La buccia è tenerissima e vale quindi la pena di non sbucciarle e consumarle subito. Le altre invece si raccolgono più tardi, sono più grosse e più facilmente conservabili. È utile ricordare che i tuberi vanno estratti dal terreno quando sono maturi, cioè quando hanno raggiunto le giuste dimensioni e la buccia è ben aderente e consistente. La raccolta verrà fatta con tempo buono e terreno asciutto. Dopo una breve esposizione all’aria, si effettuerà una prima cernita per eliminare le patate piccole e danneggiate, quindi si porteranno all’interno. Per una buona conservazione è necessario disporre di una cantina: il locale dev’essere asciutto, non troppo freddo perché le patate non gelino, ma neppure troppo caldo, perché non germoglino e al buio. Si dovranno poi tenere ricoperte da un panno. La tradizione contadina suggerisce di mettere assieme anche qualche mela…
Che cosa contengono: proprietà terapeutiche e utlizzi
Dal punto di vista nutritivo, la patata ha una straordinaria importanza. Contiene il 75% di acqua, dal 15 al 20% di amido, il 2% di proteine (di qualità eccellente), vitamine (C, B1, B2), oltre a piccole percentuali di sali  minerali e grassi. Per quel che riguarda la vitamina C, la patata ne è la principale fonte nelle diete delle regioni settentrionali temperate; mentre, per l’alto contenuto di amido, può sostituire il pane in caso di necessità. Anche tutti gli altri componenti fanno di questo squisito tubero un cibo molto dietetico: facilmente digeribile, perché agisce contro l’iperacidità, e molto indicato per chi ha tendenza ad ingrassare perché dà la sensazione di sazietà, pur non avendo un alto valore nutritivo. Se però si cucinano fritte, è bene tener presente che l’assorbimento dei grassi in cui vengono cucinate ne fanno un alimento piuttosto indigesto e non adatto agli obesi. La maggior parte delle vitamine della patata si trovano nel primo strato, quello subito sotto la buccia. Ecco perché il modo ideale di cuocere le patate sarebbe quello “antico”, facendole cioè abbrustolire nella cenere. Se però le si deve lessare, è bene farlo sempre con la buccia, che verrà asportata quando le patate sono ancor calde. Per mantenere il più possibile inalterati i componenti, si consiglia la pentola a pressione che dimezza i tempi di cottura e abbisogna di poca acqua. Oltre al largo uso culinario (le ricette con questo “ortaggio” sono davvero innumerevoli!), la patata ha anche impieghi fitoterapici. Il succo della patata cruda serve come antispastico e antiacido gastrico, mentre per uso esterno è utile nelle scottature, nei geloni e nel mal di denti. Cotta nell’acqua e mangiata senza condimento, la patata è indicata per i diabetici, i cardiopatici, gli artritici, gli uricemici, i dispeptici. La polpa di patate grattugiata serve per curare la pelle disidratata ed anche per tutte le infiammazioni esterne.

Il tubero delle patate, nome scientifico Solanum Tuberosum, è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Solanacee ed i suoi tuberi sono l’alimento più consumato e più coltivato al mondo; le sue origini risalgono a circa 3000 anni a.C. presso la popolazione Incas, dove veniva chiamata col nome “papa”. In Europa le patate giunsero solamente nel XVI secolo ad opera del conquistatore spagnolo Francisco Pizzarro. Le patate, già dai tempi più remoti, godevano di una certa considerazione grazie alle loro proprietà curative e nutrizionali. Attualmente al mondo si contano circa 2000 varietà di patate che possono essere divise in due grandi gruppi: patate a pasta bianca, farinose e quindi adatte al puré o alla frantumazione in generale, e patate a pasta gialla con polpa compatta, adatte ad essere cucinate intere o fritte Contenuto in nutrienti Le patate contengono circa il 79% di acqua, il 15% di amido e la restante percentuale si divide tra ceneri, zuccheri, grassi, proteine e fibre alimentari; molto buona la percentuale di potassio presente nelle patate a cui si aggiungono il fosforo, il calcio, il sodio, il magnesio, il ferro, lo zinco, il rame ed il manganese. Queste le vitamine presenti nella patata: B3, B5, B6, vitamina C, K e J. Forniscono circa 90 kcal ogni 100 grammi. Proprietà Curative e benefiche La patata è un alimento molto ricco di sostanze con proprietà in grado di apportare benefici al nostro organismo; l’abbondanza di potassio in essa contenuto si rivela molto utile in caso di ipertensione. Nella medicina naturale la patata è molto apprezzata oltre che per i suoi benefici effetti sulla salute umana anche per la sua versatilità di impiego. Il succo della patata, poiché riesce a neutralizzare i succhi gastrici, risulta essere utile in caso di dolori allo stomaco e gastrite; la patata ha anche effetto depurativo e l’acqua delle patate è in grado di purificare l’intestino ed eliminare le tossine dall’organismo. Per ottenere un’acqua di patate con proprietà depurative è sufficiente procurarsi una patata, lavarla, tagliarla accuratamente in piccoli cubetti ( avendo cura di non togliere la pelle ) e metterli a bagno per una notte intera in un quarto di litro di acqua salata. Dopo aver filtrato il tutto bisogna berne un bicchiere ogni mattina a stomaco vuoto. La patata combatte anche la ritenzione idrica; infatti, l’alto contenuto di potassio, aiuta l’organismo ad eliminare l’acqua in eccesso. Molte sostanze con proprietà curative sono contenute nella buccia, per cui l’ideale sarebbe cuocerla intera, al forno o al vapore, e mangiarla insieme alla buccia. Le patate possono essere consumate anche dai diabetici e recentemente, grazie a recenti studi, pare che sempre nella buccia siano contenute sostanze in grado di contrastare l’attività tumorale delle cellule. Un piccolo svantaggio Le patate contengono solanina, una sostanza tossica che, se assunta in grandi quantità, può provocare seri danni; questa sostanza è particolarmente abbondante nelle patate germogliate e in quelle verdi o con macchie verdi che sono quindi da evitare.

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