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Neomamme, boom di dimissioni: 25 mila costrette ad abbandonare il lavoro

Sono 37.738 mila le dimissioni volontarie registrate in Italia per i genitori con figli fino a 3 anni di età. Leggendo i dati forniti dall’Ispettorato nazionale del lavoro le donne che si sono licenziate sono state 29.879. Racconta, aggiungono Scacchetti e Taddei, “della difficoltà delle politiche per la conciliazione, della necessità di mettere in campo maggiore welfare pubblico, ma anche di declinare il tema della responsabilità sociale di impresa affrontando la maternità non come una questione privata o come un costo da comprimere, ma come un valore sociale”.

Seimila e 767 donne si sono licenziate per mancato accoglimento al nido, assenza di parenti disponibili a curare il neonato e elevata incidenza dei costi di assistenza.

Tra le neomamme, solo 5mila e 261 sono i passaggi ad altra azienda, il resto ha lasciato il lavoro per accudire il pargolo. Agli uomini succede il contrario. Un numero elevatissimo quello delle dimissioni convalidate nella regione lombarda (8.850). “I padri che lasciano il lavoro per le motivazioni di cui sopra ci sono, ma in misura straordinariamente ridotta”. Si fa presto a considerare che in questo caso incide tanto la disoccupazione femminile. Sono proprio queste con impieghi meno remunerativi costrette a lasciare il lavoro: tra operaie e impiegate, infatti, si arriva a 28.102 convalide, mentre quelle di dirigenti e quadri sono state solo 680.

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