Sclerosi multipla, molecole maligne predicono forma più aggressiva

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Nuova importante scoperta per quanto riguarda la sclerosi multipla. Un team di ricercatori dell’università di Verona è riuscito a individuare le molecole “maligne” che indicano lo stadio più grave di questa patologia. Nello specifico i ricercatori hanno individuato la presenza di specifiche molecole infiammatorie che quando sono presenti in concentrazione elevata nel liquidio cerebro-spinale indicano una forma aggressiva di sm. Così ha spiegato Massimiliano Calabrese, docente di neurologia del dipartimento di neuroscienze, biomedicina e movimento dell’Università di Verona: “Il nostro gruppo di ricerca ha messo a punto una nuova metodica in grado di determinare in sole 24 ore il profilo liquorale delle forme ‘maligne’ della malattia, quelle cioè con una maggiore componente neurodegenerativa. In questo modo possiamo stabilire, già al momento della diagnosi, quindi in una fase molto precoce, se il paziente andrà incontro a un elevato rischio di progressione della malattia e, di conseguenza, individuare la terapia migliore per intervenire efficacemente.

Questo nuovo sistema ci consentirà di evitare terapie aggressive non necessarie e quindi inutili rischi per il paziente, ma anche un conseguente notevole risparmio per il sistema sanitario nazionale”. Ed ancora prosegue Calabrese: “Oggi per diagnosticare a un paziente la Sclerosi multipla viene prelevato un campione del liquido cefalo rachidiano che circonda e attraversa tutto il sistema nervoso centrale, detto ‘liquor’. Il nostro gruppo di ricerca ha messo a punto una nuova metodica in grado di determinare in sole 24 ore il profilo liquorale delle forme ‘maligne’ di malattia, quelle cioè con una maggiore componente neurodegenerativa.

In questo modo, spiega il medico, possiamo stabilire, già al momento della diagnosi, quindi in una fase molto precoce, se il paziente andrà incontro a un elevato rischio di progressione della malattia e, di conseguenza, individuare la terapia migliore per intervenire efficacemente. Questo nuovo sistema ci consentirà di evitare terapie aggressive non necessarie e quindi inutili rischi per il paziente, ma anche un conseguente notevole risparmio per il sistema sanitario nazionale. Non più di qualche giorno fa vi avevamo parlato di un’altra novità sempre per quanto riguarda la sclerosi multipla. Una nuova applicazione tecnologica, che si chiama MS-FIT, potrebbe consentire ai pazienti affetti da sclerosi multipla di praticare l’attività fisica adattata (AfA) direttamente da casa. In particolare si tratta di un gioco digitale che non ha quale finalità esclusivamente l’intrattenimento e che utilizzando le caratteristiche basiche dei videogame può consentire, come detto, a questi pazienti, sempre sotto lo stretto monitoraggio del medico che riceve i dati dalla piattaforma, la pratica di una attività fisica adattata.

L’applicazione è stata sviluppata da Roche ed Helaglobe srl ed il progetto ha coinvolto 12 centri neurologici diffusi su tutto il territorio nazionale e di FISM – Fondazione Italiana Sclerosi Multipla.

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