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Michael Schumacher, la notizia fa il giro del mondo. L’annuncio della moglie

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Siamo quasi alla soglia dei cinque anni. Quasi sessanta mesi da quel terribile giorno. Michael Schumacher era in vacanza con amici e parenti sulle Alpi francesi quando ha subito un grave trauma cranico mentre sciava: il 29 dicembre 2013 fu trasportato in aereo all’ospedale di Grenoble per un intervento neurochirurgo immediato, ma subì due operazioni salvavita. Rimase in coma e i medici descrivevano come estremamente gravi le sue condizioni: da sempre, infatti, sono convinti che sarebbe morto se non avesse indossato un casco a sci. Dal settembre dell’anno dopo, il 2014, sulle condizioni di salute di Michael Schumacher vige il più riservato silenzio: inizialmente la famiglia disse che Michael mostrava momenti di consapevolezza e risveglio, tre mesi dopo che era uscito dal coma, quindi il trasferimento da Grenoble a Losanna. Un anno dopo l’avvocato del tedesco spiegò che Schumacher non può camminare e che non riesca a reggersi in piedi neppure con l’assistenza dei suoi terapeuti. Dopo il ricovero a Grenoble e la riabilitazione a Losanna, è tornato a Ginevra, dove è stata costruita una struttura medica speciale per la riabilitazione e le cure. A dare qualche notizia in più, nei giorni scorsi, è stato il presidente Fia Jean Todt.

“Che cosa può dirci sulla salute di Schumacher? Sta migliorando?”, le domande che Todt ha ricevuto dal quotidiano argentino La Nacion. “Lui è circondato dall’affetto della sua famiglia e io mi sento fortunato ad avere accesso frequente alla sua casa – ha detto Todt – ma la sua salute è un tema privato e penso che sia tempo per noi di permettere a Michael di vivere la sua vita in pace”. E anche Montezemolo, sullo stesso tema, segue le volontà della signora Schumacher, Corinne. A tal proposito, nelle ultime ore è stata confermata la notizia che circolava da settimane. Per Michael, campione ferrarista, è in arrivo un ‘cambio’ location. Ecco dove andrà…

Michael Schumacher, infatti, sarà trasferito a Maiorca, in una lussuosa tenuta che la moglie dell’ex campione di F1, Corinne, ha acquistato ad Andratx, a circa 20 minuti da Palma de Maiorca, per ben 30 milioni di euro. La conferma arriva dal sindaco. “Posso ufficialmente confermare che Michael Schumacher verrà a stabilirsi nella nostra cittadina, e tutto è pronto per accoglierlo”. Pronto un piano per salvaguardare la privacy. Stando alle indiscrezioni riportate dal magazine svizzero ‘L’Illustré’, il servizio di Polizia operante sull’isola è stato informato dell’arrivo dell’illustre ospite, e avrebbe già predisposto un piano per salvaguardarne la privacy. Maiorca è stata per anni la meta dei due coniugi durante le loro vacanze.

Intanto, Schumacher continua a ‘incantare’ gli appassionati di sport. Come? Semplice: a Colonia è stato allestito un museo che ripercorre la carriera di Michael Schumacher in Formula 1. Una sorta di regalo che la famiglia ha voluto fare ai suoi fan e un modo per omaggiare il tedesco. A tal proposito un amico di famiglia, come riportato dal Mirror, ha fatto sapere che Corinna e i figli sperano ancora in un miracolo medico e che considerando le circostanze il fisico tonico possa aiutarlo nella convalescenza.

Streaming Benfica – Juventus gratis diretta live tv come vedere Rojadirecta

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Come possibili alternative dove vedere Benfica – Juventus, ci sarebbero, in via non del tutto ufficiale, Video YouTubeFacebook LiveStream e Periscope. Il raccoglitore internet di links online gratuiti Rojadirecta non è più da considerarsi valido, perchè dichiarato illegale in Italia già da un bel po’ di tempo.  La gara che si giocherà oggi alle ore 19:05 potrà essere seguita in tv come al solito sui dispositivi di Sky e Premium, oppure collegando il proprio personal computer alla tv con il cavo HDMI grazie al servizio in streaming delle due emittenti, Sky Go e Premium Play. Tuttavia, per vedere in streaming gratis Benfica  – Juventus  senza pagare bisogna andare su Rojadirecta oppure siti alternativi ad esso se non funziona: sono però siti pirata illegali, e non possiamo fare altro che sconsigliarne la fruizione.

La Juventus ha cominciato al meglio la tournée negli Stati Uniti. I bianconeri hanno vinto per 2-0 contro il Bayern Monaco nel segno di Andrea Favilli. Il giovane attaccante, che dovrebbe finire al Genoa, ha messo a referto una doppietta contro i tedeschi. La squadra di Massimiliano Allegri, dopo aver piegato i bavaresi, sarà chiamata ad affrontare il Benfica nell’International Champions Cup. Un’altra amichevole di lusso, che sarà disputata sabato 28 luglio ad Harrison. Il fischio d’inizio sarà fissato alle ore 19.05 italiane. I tifosi potranno seguire il match in diretta tv su Sky Sport. Per chi non possiede la pay-tv britannica, ci sarà occasione di guardarlo in differita su TV8 alle ore 21.15.

In attesa di scoprire quello che accadrà in campo oltre oceano, vediamo i precedenti ufficiali tra le due compagini.

Precedenti tra Benfica e Juventus nelle coppe europee

Juventus e Benfica si sono già affrontate 6 volte in competizioni europee. Il doppio confronto più recente risale alla semifinale di Europa League della stagione 2013/14. I bianconeri persero 2-1 a Lisbona, con le reti di Ezequiel Garay e Lima per i padroni di casa. Nel mezzo la rete di Carlos Tévez per gli ospiti. Il return match a Torino finì 0-0, con conseguente eliminazione, che costrinse la Vecchia Signora a saltare la finale tra le mura amiche del J Stadium. Andando indietro alla stagione 1992/93, c’è da registrare la sconfitta per 2-1 all’Estádio da Luz nell’andata dei quarti di finale della Coppa UEFA.

Doppietta di Vítor Paneira e goal di Gianluca Vialli. Risultato poi ribaltato al Delle Alpi con un netto 3-0 (Jürgen Kohler, Dino Baggio e Fabrizio Ravanelli). Il primo incrocio tra i due club risale alla stagione 1967/68. In Coppa dei Campioni finì 2-0 in Portogallo, con le marcature di José Augusto Torres ed Eusébio, mentre in Italia fu sempre il Pallone d’Oro 1965 ad andare a segno nello 0-1.

Insomma, solamente una volta è riuscita a vincere la Juventus, perciò dovrà cercare di sfatare una sorta di tabù, seppur non si tratti di una partita ufficiale. Una volta archiviata questa amichevole, i bianconeri torneranno in campo a Washington nella notte italiana tra sabato 4 e domenica 5 agosto, per affrontare il Real Madrid. Sarà l’ultima sfida dell’ICC 2018 per i ragazzi di Massimiliano Allegri, che poi faranno rientro in Italia, dove il 12 agosto si sfideranno tra loro nella tradizionale partita di Villar Perosa. Sarà in quella occasione che potrà vedersi in campo Cristiano Ronaldo, assieme ad alcuni dei neo acquisti bianconeri.

ICC 2018, dove vedere le partite del 28 luglio in TV e streaming

Il sabato si aprirà infatti con la sfida fra i Gunners e i campioni di Francia in carica. Il calcio d’inizio è fissato per le 13:35 (visto che si gioca a Singapore), mentre la seconda partita di giornata sarà quella che vedrà la Juventus sfidare il Benfica alle ore 19:05.

Un’ora dopo ci sarà anche la partita di debutto dell’Inter nella ICC 2018, con i ragazzi di Spalletti che apriranno il loro torneo incontrando il Chelsea a Nizza. A chiudere questo sabato di grande calcio sarà un incrocio interessante fra due grandi rivali come Manchester United e Liverpool che inizierà alle 23:05.

Come tutta la competizione, le partite di oggi dell’ICC 2018 saranno trasmesse in diretta esclusiva per gli abbonati alla piattaforma Sky sul canale dedicato Sky Sport International Champions Cup (208) con l’eccezione di Chelsea-Inter che invece sarà visibile su Sky Sport Uno (201) o Sky Sport HD (252). Benfica-Juventus sarà anche visibile in chiaro su TV8 in differita. Per chi non avesse una TV a disposizione c’è sempre la possibilità dello streaming utilizzando Sky Go oppure abbonandosi a NowTV.

  • Arsenal-Paris Saint-Germain – 13:35 – Sky Sport International Champions Cup
  • Benfica-Juventus  – 19:05 – Sky Sport International Champions Cup (differita 21:15 – TV8)
  • Chelsea-Inter – 20:05 – Sky Sport Uno e Sky Sport HD
  • Manchester United-Liverpool – 23:05 – Sky Sport International Champions Cup

La pole position tra gli attacchi d’Europa è della Juventus e anche se le qualifiche – leggi il mercato – sono ancora aperte, sembra difficile ipotizzare che qualcuno gliela strappi. Il Gran Premio, ovvero la Champions League, poi sarà un’altra cosa e per vincerlo non basterà il valore delle punte. Però presentarsi al via con l’attacco più forte è indubbiamente un bel modo di partire: come una pole, appunto. I TOP A portare il reparto offensivo bianconero davanti a tutti gli altri è ovviamente Cristiano Ronaldo: il vincitore di quattro degli ultimi cinque Palloni d’oro e delle ultime sei classifiche dei marcatori di Champions ha aggiunto un surplus unico a un settore già fortissimo. CR7 è il finalizzatore più completo al mondo, in grado di segnare con tecnica, rapidità, forza e doti acrobatiche, ma la Juventus lo ha inserito in un attacco in cui tutte queste doti abbondavano, suddivise tra altri cinque elementi tutti di altissimo livello: Dybala, Mandzukic, Douglas Costa, Bernardeschi e Cuadrado. Proprio il livello medio delle punte bianconere ci spinge a considerare il reparto di Allegri leggermente superiore a quello dove brilla l’altra grande stella del calcio mondiale, Leo Messi. Il trio offensivo titolare del Barcellona, con la Pulce, Suarez e uno fra Coutinho e Dembelé, è all’altezza di qualsiasi combinazione possa schierare la Juventus, ma le altre alternative blaugrana, da Malcom ad Alcacer, non sono del valore di quelle bianconere. Discorso simile per il Paris Saint-Germain: Mbappé, Cavani e Neymar sono un terzetto da favola e Di Maria una “riserva” extra lusso, con Draxler che all’occorrenza può essere avanzato sulla linea offensiva, ma Guedes e Jesé Rodriguez, rientrati dai prestiti a Valencia e Stoke City, non convincono e sono di nuovo sul mercato. C’è poi da considerare la concreta possibilità che Tuchel perda Cavani, obiettivo del Real Madrid.

REAL IN SOSPESO L’attacco della squadra che ha trionfato nelle ultime tre edizioni al momento è lontano da quelli delle altre grandi, ma il giudizio non può che essere sospeso, tanto che il voto avrebbe anche potuto essere un ng, non giudicabile, in attesa dell’erede di CR7. Considerato però che Neymar e Mbappé difficilmente si muoveranno da Parigi, chiunque arrivi non riporterà il reparto offensivo blanco al livello dell’anno scorso.

VICINE AL VERTICE Prive di fuoriclasse assoluti come Ronaldo e Messi, o potenziali come Mbappé e Neymar, il Bayern Monaco e le grandi inglesi presentano comunque reparti di altissimo livello. Quello dei bavaresi è magari stagionato, ma collaudatissimo, con Coman e Gnabry che possono dare respiro a Ribery e Robben sulle fasce, la certezza Lewandowski in mezzo e il jolly Muller. Il Manchester City è forse la squadra che più di ogni altra può rivaleggiare con la Juventus per la qualità diffusa, da Sané a Sterling, da Aguero a Gabriel Jesus, da Bernardo Silva a Mahrez: la differenza è CR7. Discorso simile per il Tottenham, che a un centravanti puro spaziale come Harry Kane affianca il talento e la velocità di Alli e Son, ma pure di Lamela e Lucas Moura. Proprio la capacità incredibile di sfruttare la velocità di Salah e Mané e la loro intesa con Firmino pongono l’attacco del Liverpool allo stesso livello, nonostante i Reds abbiano alternative inferiori per quanto riguarda i singoli. Leggermente inferiori ci sembrano Manchester United e Atletico Madrid, nonostante la forza di Lukaku e Diego Costa e la velocità di Rashford e la tecnica di Griezmann.

LE ITALIANE Un po’ indietro le italiane, anche se la Roma potrebbe guadagnare terreno con la consacrazione di Schick e Under e l’esplosione di Kluivert, a fianco delle certezze Dzeko e Perotti. Discorso simile per l’Inter, dove a cercare la consacrazione europea c’è Icardi mentre a esplodere potrebbe essere Martinez. E un Perisic sui livelli del Mondiale potrebbe aiutarli tanto. Ancora un po’ più indietro il Napoli, con gli infortuni delle scorse stagioni che rappresentano un’incognita su Milik: Ancelotti, però, aspetta un rinforzo…

Dopo il blitz di metà luglio per visite, firma e presentazione, stavolta Cristiano Ronaldo arriva a Torino e si ferma per iniziare la sua nuova avventura a strisce bianconere. Lunedì mattina il primo allenamento alla Continassa, nel nuovo centro sportivo della Juventus che ha già potuto ammirare nel suo primo contatto con il mondo bianconero. Non ci saranno, come la volta precedente, Massimiliano Allegri e il capitano Giorgio Chiellini a dargli il benvenuto visto che sono impegnati nella tournée statunitense, ma il fenomeno portoghese ritroverà i nazionali bianconeri che ha già incrociato ai Mondiali. Dagli argentini Paulo Dybala e Gonzalo Higuain (e il Pipita è una vecchia conoscenza perché è stato suo compagno di squadra per quattro stagioni al Real Madrid) all’uruguaiano Rodrigo Bentancur, che lo ha eliminato negli ottavi di finale in Russia, dal colombiano Juan Cuadrado, che gli ha ceduto la sua maglietta numero 7, al brasiliano Douglas Costa, il gruppo sudamericano compatto al rientro lo accoglierà nello spogliatoio. E insieme cominceranno a lavorare: non mancherà quel pizzico di curiosità che accompagna non soltanto i tifosi ma pure i compagni di squadra nel vedere da vicino i ritmi di lavoro e la professionilità che contraddistingue il penta Pallone d’Oro. Di certo, il primo (e non solo) allenamento di CR7 alla Juventus sarà blindato. Ancora adesso non ci sono certezze sul giorno – già domani o più probabilmente domenica – in cui Cristiano Ronaldo arriverà a Torino, ovviamente con un volo privato, né sulla sua residenza temporanea. Massima privacy anche se i tifosi si stanno mobilitando per aspettarlo all’ingresso della Continassa. Dentro, nella quiete del centro sportivo a due passi dallo Stadium, il portoghese suderà agli ordini di Aldo Dolcetti, collaboratore tecnico di Allegri che adesso si trova ancora negli States con la squadra, ma che rientrerà a Torino domenica proprio per coordinare il lavoro dei nazionali che si aggregano appunto lunedì. All’appello mancheranno ancora il campione del mondo Blaise Matuidi e i vice Mario Mandzukic e Marko Pjaca, che dovrebbero rientrare dopo una settimana. NODO RISOLTO La nuova avventura alla Juventus inizia sotto buoni auspici per Cristiano Ronaldo: proprio ieri è arrivato l’atteso sì dell’Agenzia delle Entrate spagnola che ha accettato l’accordo tra CR7, la “Fiscalìa” e l’avvocatura dello Stato sulla proposta di rientro, e quindi di conciliazione, dell’ex stella del Real Madrid con il fisco spagnolo. Il fuoriclasse portoghese verserà 18,8 milioni nelle casse dello Stato spagnolo e sarà condannato a due anni di carcere – come hanno confermato fonti giudiziarie all’agenzia di stampa Efe – anche se la condanna sarà sospesa in cambio della dichiarazione di colpevolezza del giocatore per quattro diversi reati fiscali dal 2011 al 2014. Poter mettere la parola fine alla vicenda rappresenta un grande sollievo per CR7 che ha vissuto con preoccupazione i problemi con il fisco emersi nel maggio 2016. Ed è stato anche un motivo di rottura con il presidente madridista Florentino Perez: CR7 è rimasto infastidito dall’atteggiamento del Real Madrid che non lo ha protetto, come invece ha fatto il Barcellona con Leo Messi, lasciandolo solo.

«Quando giocavo per le strade di Madeira e sognavo di arrivare al top nel calcio, non potevo immaginare che un giorno avrei fatto una foto come questa. Dedico questo momento soprattutto alla famiglia, ai miei amici, ai miei compagni di squadra, agli allenatori dai quali ho imparato tanto e a tutti quelli che lavorano nelle strutture di club e nazionale. Infine, un ringraziamento molto speciale per i miei tifosi: questi trofei sono vostri ». Così scriveva Cristiano Ronaldo da Funchal, Madeira, postando la foto dalla sua isola, con tutti i premi vinti, tra questi i cinque Palloni d’Oro. Lì, dove ha tirato i primi calci, e rotto i primi vetri dei vicini di casa, un talento unico ha trovato la forza di battere anche le avversità della vita, prendendo il volo per una carriera unica, inimitabile. Lì, CR7 è rimasto fino all’offerta irrinunciabile dello Sporting che lo ha fatto trasferire in continente quando aveva solo dodici anni. E lì torna ogni volta che può, anche per portare le sue coppe, che finiscono dritte al CR7 Museum gestito dal fratello maggiore Hugo. FIGLIO DI TUTTI Oceano di sentimenti e passione nell’arcipelago al largo delle coste africane. Duecentosessantamila abitanti, un figlio unico, di tutti: Cristiano Ronaldo. “Bemvindo ao aeroporto Cristiano Ronaldo da Madeira”, così ti accolgono quando atterri. Una dedica in vita, per il dio del pallone e una fede unica nel fuoriclasse senza limiti che ha lottato ed è diventato il migliore al mondo. Partendo da lontano, molto lontano. IMMORTALATI Nella capitale Funchal, c’è anche il primo hotel della sua catena: Pestana CR7, nella centralissima Praça do Mar, a 300 metri dal porto. Sono 49 camere arredate in stile contemporaneo, una spettacolare piscina sul tetto con vista mozzafiato sulla baia, una sauna, una Jacuzzi e una palestra all’aperto. Si può dormire con CR7 a partire da 117 euro a notte. Il campione appare ovunque, anche sulle porte. Impossibile, d’altronde, non imbattersi nel neo juventino. E le foto ricordo più riuscite sono in posa, accanto a lui che, gigantesco, a gambe divaricate nel tipico gesto dell’esultanza, accoglie turisti e appassionati. Aspettando che qualcuno gli metta addosso la maglia bianconera.

Adesso che anche Leonardo, dt del Milan, ha confermato pubblicamente e in mondovisione quello che ormai era il segreto di Pulcinella, tornare indietro diventa complicato. «Bonucci ha espresso il desiderio di giocare nella Juventus. Se sarà possibile lo faremo, ma senza obblighi », ha spiegato il dirigente brasiliano. Vista la situazione che si è creata, sembra impossibile che Bonucci possa restare al Milan, anche soltanto per una questione ambientale, e di destinazioni alternative non se ne vedono all’orizzonte (la pista Psg si è raffreddata). Per il dt Leonardo il futuro del difensore è un problema almeno quanto lo è Gonzalo Higuain per la Juventus da quando a Torino è sbarcato Cristiano Ronaldo. I contatti tra i due club, dopo l’incontro di martedì, sono proseguiti anche ieri. Se si tratta a oltranza è perché a livello di principio Bonucci alla Juventus e Higuain al Milan sarebbe una soluzione vantaggiosa per tutti. Se la fumata bianca non è ancora arrivata – e non è scontato che arrivi, occhio al Chelsea – è perché tanto i bianconeri quanto i rossoneri sono convinti che la grana più grande sia quella dei rivali. Così la Juventus insiste per avere un conguaglio di 20-25 milioni allegato allo scambio di cartellini tra Bonucci e Higuain, mentre il Milan continua a voler inserire nell’affare anche Mattia Caldara, che Beppe Marotta e Fabio Paratici preferirebbero non cedere o comunque valutare di più – per una questione di età e prospettiva – del pari ruolo rossonero.

SCHERMAGLIE Il Milan, sempre vigile su Alvaro Morata, nelle ultime ore si è mosso anche per Radamel Falcao del Monaco. Allo studio c’è uno scambio con André Silva: il regista è Jorge Mendes, agente di entrambi gli attaccanti. Il 32enne bomber colombiano però ha un anno in più del Pipita, un ingaggio superiore e negli ultimi anni spesso è stato frenato da qualche problema fisico. Tanto che negli ambienti del mercato si è diffuso anche il sospetto che si tratti di una manovra a metà strada tra la ricerca di un “piano B” e una mossa per spingere la Juventus ad ammorbidire le proprie posizioni accettando di abbassare il conguaglio in denaro per Higuain o la valutazione di Caldara. Allo stesso modo Marotta ieri da un lato ha confermato come «con Bonucci ci sia un legame di reciproca stima», ma dall’altro ha sottolineato «che il reparto difensivo è a posto». Come dire: Bonucci può diventare una occasione da cogliere, non un obbligo. I campioni d’Italia, in caso di mancato acquisto di Higuain da parte del Milan, potrebbero pure decidere di tenersi Daniele Rugani (corteggiato dal Chelsea), Mattia Caldara (Milan e Borussia Dortmund) e fare marcia indietro sul capitano milanista lasciando al dt Leonardo un bel problema. Gli scenari possibili sono diversi, ma il fatto che Milan e Juventus continuino ad avere dei contatti è il segnale che la volontà di trovare un compromesso che accontenti tutti c’è ancora.

LA MINA VAGANTE Il mercato, però, può cambiare da un momento all’altro e in questo caso la mina vagante, quella in grado di sconvolgere le trattative sull’asse Milano-Torino, è rappresentata dal Chelsea e soprattutto da Maurizio Sarri. L’ex allenatore del Napoli non ha abbandonato l’idea di farsi raggiungere a Stamford Bridge da diversi suoi ex giocatori. Roman Abramovich lo ha accontentato con Jorginho e Marina Granovskaia, braccio operativo del patron russo, sta lavorando per esaudire anche gli altri desideri del tecnico: dal milanista Reina agli juventini Rugani, Higuain, Pjanic fino all’interista Vecino. I contatti vanno avanti da settimane attraverso intermediari e dopo il blitz milanese delle ultime ore della zaeina dei Blues, Juventus e Chelsea dovrebbero incontrarsi in Costa Azzurra domani a margine dell’amichevole di Nizza tra la squadra di Sarri e l’Inter. Un affondo pesante dei Blues sul Pipita (60 milioni) e su Rugani (50) potrebbe cambiare le carte in tavola e il futuro dei protagonisti.

Ci sono più di seimila chilometri e un oceano di distanza tra la sede del ritiro juventino, nel New Jersey, e Palazzo Parigi, il quartier generale, a Milano, degli uomini di mercato bianconeri. Eppure, immancabilmente, i due macro filoni dell’estate juventina – preparazione della stagione e campagna acquisti – si intrecciano in maniera massiccia e costante. E così può anche capitare che Massimiliano Allegri, previa specifica domanda, si conceda una serie di apprezzamenti – sentiti e sinceri, genuini – che giocoforza finiscono per accendere le speranze di chi sogna e auspica che Paul Pogba torni a Torino, alla Juventus. Nonché, inducono a pensare (a conferma di quanto già si ipotizzava, peraltro) che pure Allegri sia nella schiera degli speranzosi: «Sul ritorno di Pogba non posso dire niente perché è un giocatore del Manchester United. Ma sicuramente mi ha fatto piacere vedere quanto è cresciuto soprattutto in una competizione di livello mondiale dove la Francia ha vinto e dove lui ha fatto veramente un grande torneo, giocato con personalità e disputato da giocatore importante quale è Paul. È maturato molto nella gestione della partita». Mica male, no? E questo – dichiarato pubblicamente – ovviamente è nulla rispetto ai complimenti che Allegri ha fatto direttamente al suo ex giocatore in bianconero (due stagioni insieme, alla Juventus, dal 2014 al 2016). Mica male, a maggior ragione, se consideriamo il tenore dei messaggi pubblici che invece si sono vicendevolmente scambiati Pogba e il suo attuale tecnico José Mourino: roba tipo «spero che capisca perché è migliorato e cosa c’è alla base del suo Mondiale» da una parte (a dimostrazione che frizioni e incomprensioni ci sono state eccome) e, dall’altra, «il mio contratto dice che starò ancora al Manchester United, ma non si può mai sapere. Io e Mourinho? Beh, non è che con l’allenatore devi per forza andarci a cena insieme». Per inciso e per la cronaca, se è vero che Pogba non smania dalla voglia di condividere pasti con Mourinho, è invece vero che ai tempi degli allenamenti a Vinovo con Allegri trascorreva parecchie ore in settimana anche in sessioni finite tra sfide a tiri in porta e, soprattutto, sfide a basket. Allegri, dopo la partenza, scherzando disse: «E ora con chi farò gli uno contro uno?». Bene inteso: l’eventuale operazione può essere portata a buon fine soltanto a fronte di un’altra cessione eccellente e non è semplicissima viste le ritrosie del Manchester e l’alto ingaggio di Pogba. Peraltro Allegri ha anche sottolineato soddisfatto e la bontà del mercato portato avanti sino adora dalla Juventus, citando tutti i nuovi acquisti. Ma l’agente Raiola è già all’opera per valutare se vi siano strade alternative a Manchester. La Juve attende…

Il ritorno di Leonardo Bonucci alla Juventus si avvicina a suon di incontri, nuove idee e benedizioni. Se i dirigenti bianconeri, anche ieri attivissimi nei salotti milanesi del mercato, hanno continuato a lavorare all’affare rivedendo tanto gli agenti dei giocatori (di Bonucci e pure di Caldara) quanto il Milan, dagli Stati Uniti è arrivata anche l’apertura pubblica di Massimiliano Allegri: «Il ritorno di Bonucci? Il rapporto con Leo è sempre stato buono, ma durante la mia carriera di allenatore ho avuto discussioni con tanti giocatori. Non ci sono problemi con lui. La Juventus ha cinque difensori ottimi, al mercato pensa la società». Un tassello importante che si aggiunge a un puzzle che non è ancora terminato, ma è ben avviato. Bonucci ha in testa soltanto il ritorno a Torino, Beppe Marotta e Fabio Paratici hanno intenzione di accontentarlo e Leonardo, nuovo dt del Milan, annunciando in mondovisione che «Bonucci ha espresso il desiderio di giocare di nuovo nella Juventus» di fatto ha ufficializzato una situazione dalla quale, anche solo per questioni ambientali, sarà impossibile tornare indietro.

INCONTRI INCROCIATI Bonucci è sempre più vicino alla Juventus- Il ds Paratici, tra un incontro e l’altro con i procuratori del 31enne capitano della Nazionale (Alessandro Lucci) e quello di Caldara (Giuseppe Riso), si è seduto di nuovo al tavolo con il dt rossonero Leonardo. Un’altra chiacchierata, la seconda di persona dopo quella di martedì, durante la quale si è provato a trovare una quadra per far incastrare tutte le pedine: Bonucci, Caldara e Gonzalo Higuain. Si è riparlato pure di Marko Pjaca, che però almeno per ora continua a preferire la Fiorentina. Il Milan per cedere Bonucci e dare la disponibilità a ingaggiare Higuain, una priorità dei bianconeri da quando Cristiano Ronaldo è sbarcato a Torino, vuole avere il 24enne Mattia Caldara. La Juventus si sta ammorbidendo sulla valutazione dell’ex atalantino, ma vorrebbe comunque mantenere un futuro diritto di riacquisto. Per il momento il dirigente brasiliano del Milan continua a escludere questa ipotesi. L’accordo non c’è ancora, ma i contatti sono proseguiti anche nella notte e continueranno nelle prossime ore: si tratta a oltranza e da entrambe le parti c’è la volontà di trovare l’idea giusta per arrivare a dama. L’ultimo incastro allo studio è quello di uno scambio alla pari Bonucci-Caldara con Higuain in prestito oneroso con diritto (o obbligo) di riscatto.

IN COSTA AZZURRA Ma Bonucci, che ormai è diventata una bella grana per il Milan, è destinato a vestire la maglia dalla Juventus anche se gli sforzi delle due società non bastassero per portare a termine la maxioperazione. Attenzione, infatti, alla mina vagante rappresentata dal Chelsea: Maurizio Sarri, seppur prima debba sfoltire un po’ la rosa, continua a non mollare alcuni suoi pallini: ai vari Daniele Rugani e Gonzalo Higuain (oltre ovviamente a Reina e Vecino) si è aggiunto l’interesse per Caldara. La Juventus in giorata ne parlerà direttamente con la dirigenza del club di Roman Abramovich a margine dell’amichevole di Nizza tra il Chelsea e l’Inter. Appuntamento in Costa Azzurra, quartier generale estivo di Marina Granovskaia, plenipotenziaria del club. Se il Chelsea rompesse gli indugi mettendo sul piatto 100 milioni per Higuain e uno tra Rugani e Caldara il finale del film potrebbe cambiare. Uguale rimarrebbe il destino di Bonucci, comunque avviatissimo verso il ritorno alla Juventus.

Non è dato sapere se fra gli artisti preferiti di Gian Piero Ventura ci sia anche Eugenio Finardi. «Amo la radio perché arriva dalla gente », avvertiva nel ‘76 il cantante della musica ribelle. È certo, invece, che una telefonata alla radio, in un pomeriggio d’estate, libera la mente. Spinge a raccontare ciò che per mesi è stato sottaciuto, annegato nella delusione, prigioniero di uno choc dal tempo tramutato in rabbia e poi, finalmente, mutato in autocritica, anticamera della rivincita. Ieri, ore 15, Rmc Sport, costola sportiva di Radio Montecarlo. Al telefono di Enzo Marangio e Jacopo Aliprandi siamo in due: Gian Piero Ventura ed io. Con una cortesia mai affettata, i due colleghi mettono l’ex ct a suo agio. Sono trascorsi sette mesi e 14 giorni dall’incubo di San Siro. Non sembra. La voce dell’ex ct è pacata, il tono mai mellifluone tantomeno melenso. Il

tecnico dell’Italia, per la prima volta fuori dalla fase finale del Mondiale dopo sessant’anni, ha molte cose da dire.CR7, ANCELOTTI, IL TORO Il mercato, CR7 alla Juve, Ancelotti al Napoli. «Cristiano Ronaldo è un affare per tutti. Un affare per la Juventus, un affare per Allegri, un affare per il calcio italiano che ha acquisito una visibilità eccezionale. Ancelotti dimostrerà ancora una volta il suo valore, raccogliendo una sfida estremamente importante, per lui e per il club di De Laurentiis, la cui mossa è stata molto intelligente. Erano pochi gli allenatori in grado di arrivare a Napoli dopo Sarri senza creare problemi: Ancelotti ha tamponato il dispiacere dei tifosi partenopei per la partenza di Maurizio ». Ventura ha guidato il Napoli e anche il Toro: che Toro sta nascendo per Ventura? «Nella scorsa stagione i granata puntavano all’Europa ma, fra infortuni e sfortuna, non hanno raggiunto l’obiettivo. Credo che quest’anno, alla luce anche dei movimenti eseguiti sinora sul mercato, il club stia gettando i presupposti per ritentare l’impresa e per realizzarla, grazie anche a un Belotti a tempo pieno. Il Toro sarà un grande outsider nella corsa all’Europa».

La famiglia, la Juve e l’altra squadra. Cristiano Ronaldo non è mai solo. E’ noto quanto tenga ai suoi cari, non a caso figli, compagna, mamma, sorelle, fratello, cognata, nipoti formano un gruppo affiatato e unito. Quasi una barriera di protezione per il campione che li riunisce per le vacanze e per le feste. Quello bianconero è il nuovo club e l’avventura ufficialmente inizierà lunedì, al centro sportivo della Continassa, con i reduci dal Mondiale e lo staff di Max Allegri che nel frattempo è negli Usa. Il portoghese è atteso a Torino e queste sono ore febbrili. La Ronaldomania non si è mai fermata, dal giorno della presentazione, e vederlo con la maglietta della Juve addosso è un evento nell’evento.L’obiettivo è debuttare il 12 nella sfida di Villar Perosa e poi in campionato a Verona. Come Diego Armando Maradona, a suo tempo. VACANZE FINITE Nell’attesa, anche l’altra squadra si prepara a seguirlo in ogni situazione. In primis, l’agente Jorge Mendes, quasi un mentore per CR7. Il potentissimo procuratore, che con la Gestifute gestisce una scuderia di big (tra loro anche José Mourinho e l’altro portoghese della Juve, Joao Cancelo), è stato l’artefice numero uno del trasferimento del secolo. Lui ha aperto la via, lui ha lanciato la società di Andrea Agnelli verso il clamoroso colpo. Ma c’è anche un Mendes bis, nell’emisfero ronaldiano. E’ Marisa, figlia di Jorge, un tempo bionda e ora bruna. Affascinante e con un sorriso contagiosodeve tenere a bada la community social. Cristiano è infatti una potenza mondiale, con numeri da capogiro: oltre 330 milioni di followers impazienti di post, foto e commenti e qualunque cosa faccia interagire. Marisa si occupa dell’immagine del campione, ovvio. E del dialogo con gli appassionati, accurato e mediato. Il marchio tira e cresce sempre di più. Quindi la squadra deve essere brillante e reattiva, pronta a volare in Cina o ad allestire una mega diretta, a curare la frase a impatto o semplicemente a scrivere «Buongiorno». Poi ci pensa il mondo che sostiene il miglior giocatore del pianeta a cliccare e a decretare il successo. Successo del calciatore e del testimonial. Che ribalta con una rovesciata il suo destino e quello della Juventus.

Dai, su! Alleniamoci bene ché domani la gente viene a vederci allo stadio. Dai, dai!», sbraitava Massimiliano Allegri ieri in mezzo al campo durante l’allenamento di tarda mattinata (svolto in una botta di caldo e umidità da far paura). Un Allegri che, l’episodio di cui sopra è a scopo esemplificativo, probabilmente userà la maggior parte delle energie per motivare il gruppo mentalmente, oltre che per prepararlo tatticamente e atleticamente. Vale per la sfida in programma oggi alla Red Bull Arena contro il Benfica (alle 19 italiane), ma vale e varrà in generale per tutta la stagione. Tanto è vero che il tecnico si lancia in un monito mica da ridere, ponendo in rilievo quanto l’effetto Ronaldo possa addirittura, in un certo senso, essere un’arma a doppio taglio, se non maneggiato con cautela: «È il caso di iniziare a dirlo, oggi è la prima occasione che ho per poter parlare dopo aver sentito certe cose… Ho sentito parlare di risultati scontati e di cose facili per noi, dopo l’acquisto di Cristiano. Invece no: arriva un campione straordinario, e dunque tutti gli avversari saranno ancora più agguerriti e vorranno batterci. Tutto dipenderà dalla normalità con cui affronteremo la stagione, sennò è la volta che ci facciamo male. E ci facciamo male più degli altri anni, nel caso: perché, ribadisco, giocare contro il giocatore più forte del mondo sarà uno stimolo importante per i nostri rivali. Il cammino per noi può diventare un po’ più facile, con la strada più spianata, solo se lavoreremo come squadra e avremo rispetto degli avversari. Troppa eccitazione è pericolosa, dobbiamo mettere Ronaldo nella normalità».

Allegri racconta poi di aver parlato con CR7 solo una volta, da poco, per una quindicina di minuti: «Ma era un semplice saluto, una chiacchierata. Abbiamo parlato della felicità con cui è stato accolto, non di allenamenti, fatica o tattica: è in vacanza ed è giusto non affrontare certe questioni. Lo vedrò l’8 agosto, quando riprenderemo gli allenamenti con tutta la squadra a disposizione, e lì inizieremo a lavorare insieme». E a proposito di giocatori più forti del mondo, comunque, ecco le belle parole su Cancelo: «Ha tutto per diventare uno dei terzini più forti del mondo». Due battute anche da parte dell’ex interista, che ha fatto le giovanili nel Benfica e ne è tifoso: «Per me sarà una partita speciale e in Europa farò il tifo per loro. Qui alla Juve – prosegue Cancelo – mi trovo bene e sono a disposizione del mister. Squadra che può divertire? Può essere, ma a me interessa vincere, più che divertire ».

Francesco De Gregori ha ragione, non è da certi particolari che si giudica un giocatore: ad esempio da un rigore. Da certi altri, però, sì che lo si giudica (bene). E nel caso di Mattia De Sciglio ce n’è uno, di particolare, che dice molte, moltissime cose dell’uomo oltre che dell’atleta. Trattasi della cicatrice sul volto, sulla guancia sinistra, che lui ti mostra quasi orgoglioso nonostante la barba incolta. E’ un ricordino frutto della scarpata subita da Wszolek nell’aprile 2016 che, soprattutto, coincide con un certo periodo non proprio semplice a livello umano. E dunque… «Quella cicatrice è un segno che rappresenta un passaggio importante della mia vita, una fase in cui ho attraversato delle difficoltà e da cui sono venuto fuori diciamo in maniera dura e che mi ha fortificato ». Dopo quel periodo la svolta è stata grande: gli ottimi Europei con Conte valsi la consacrazione e da lì a un anno, nell’estate 2017, il passaggio alla Juventus con cui lo scorso anno De Sciglio ha vinto il suo primo scudetto mettendoci comunque del suo nonstante qualche stop per infortunio. E dunque, De Sciglio, bilancio positivo dello scorso anno? «Sì, è stato molto positivo: me lo sentivo come un anno di rivincita. Sono stato contento dei traguardi raggiunti con la squadra. E’ arrivato tutto in maniera molto naturale: con serenità io ho cercato di stare concentrato su quello che facevo in campo, dare il meglio di me ogni giorno. E poi è stata molto importante la fiducia che ho sentito sia da parte dei compagni, che sin da subito si sono dimostrati una vera squadra, sia da parte del mister che già conoscevo». Allegri è una fi gura che torna spesso nella sua vita professionale: l’aveva fatta debuttare al Milan, ora l’allena qui alla Juventus. Qual è la cosa più importate che ha imparato da lui? «Allegri mi ha insegnato principalmente che non bisogna esaltarsi troppo quando le cose vanno bene e che non bisogna buttarsi giù quando vanno male. Occorre mantenere sempre un equilibrio, che è quello che poi ti porta a esaminare le cose con la massima lucidità. Non perdere mai la calma è una delle sue caratteristiche più importanti ed è bravo a trasmettere serenità anche nei momenti di difficoltà». L’obiettivo di quest’anno? «Beh, arrivare in fondo in tutte le competizioni. E adesso che è arrivato anche Ronaldo, l’asticella dovremo alzarla ulteriormente». Ma è vero che, più o meno inconsciamente, la presenza di Ronaldo in squadra induce ad allenarsi ancora meglio e a dare ancora di più? «Sicuramente giocare insieme con un campione così è stimolante e di conseguenza Ronaldo trasmetterà a tutti la sua professionalità. Poi, è chiaro, non è che la professionalità mancasse in questo gruppo, altrimenti la Juve non avrebbe vinto tutto quello che ha vinto. Ma uno come lui, che a 33 anni ha ancora tanta voglia di essere il numero uno e di superarsi ulteriormente, fa bene a tutti». Però è andato via Bu on. «Era una guida molto importante per tutta la squadra e per noi difensori. Vederlo ora, nelle prime immagini con una maglia diversa, fa molto effetto. Ma devo anche elogiare Szczesny, Perin e Pinsoglio: lo sostituiranno bene, sono sicuro». Parlavamo prima di Ronaldo. Oltre a lui, tra gli altri, è stato acquistato anche Cancelo: terzino destro come lei. E’ pronto a battagliare per il posto? E’ disposnibile a giocare anche a sinistra? «Cancelo è un buonissimo giocatore e la concorrenza c’è, ma è anche positiva: nelle grandi squadre ci deve essere, tanto più considerando tutte le partite che giocheremo: servirà l’apporto di tutti. Quanto alla fascia, beh, il mio ruolo naturale è terzino destro, ma sono disponibile anche a sinistra come succede in Nazionale».

Silvio menagramo: questo governo non dura

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Silvio Berlusconi fa la sua scommessa: «Guardando quello che sta succedendo, vi dico che nel giro di alcuni mesi questo governo finirà». Conte è «un mediocre» e quello gialloverde, secondo il Cavaliere, in realtà è l’esecutivo più rosso della storia, «il più sbilanciato a sinistra». I cinquestelle sono dei «sessantottini in ritardo: hanno la stessa arroganza e lo stesso disprezzo verso la borghesia». Per applicare le «loro pericolose promesse», i grillini finiranno per «sfasciare requilibrio dei contipubblici» o per «imporre nuove tasse». Nell’uno o nell’altro caso sarà «un disastro per l’economia».

Il presidente di Forza Italia riunisce i parlamentari azzurri alla Camera. Silvio suona la carica. Annuncia l’avvio di un nuovo progetto politico. Dice che i populisti sono una «bolla elettorale». Hanno preso tanti voti sì, ma è un consenso destinato a svanire ben presto. L’opposizione azzurra però sarà morbida. Per riorganizzare il proprio campo, Berlusconi necessita di un anno. Quindi calma. E bersaglio puntato soprattutto sul M5S.

Il decreto dignità, secondo il Cav, è stato scritto da chi «non sa niente di lavoro». L’ex premier fa un appello al leader della Lega: «Salvini ci aiuti a bloccare queste norme». Poi i due si incontrano casualmente alla Camera. Prima parlano di Milan: «Questi che l’hanno preso ora mi danno molta fiducia». Poi il Cavpunge l’alleato: «I tuoi stanno tranquilli in Veneto?», alludendo alle proteste degli imprenditori. «Sì, tranquilli», taglia corto il ministro dell’Interno. E si salutano.

Berlusconi continua a mettere nel mirino i Cinquestelle: «Sono peggio della politica che dicevano di voler cambiare», sono un fenomeno passeggero. «Spero che la Lega se ne renda conto in tempo, ricostituendo quell’alleanza di centrodestra che è la maggioranza naturale degli italiani». Quello, annuncia Silvio, sarà il momento per lanciare il nuovo progetto, «che a me piace chiamare “L’Altra Italia”». Da settembre il leader azzurro organizzerà corsi per i neo deputati da mandare in tv. «Gasparri», ha scherzato Silvio, «mi ha promesso che si sacrificherà lasciando un po’ di posto anche agli altri». Arriveranno anche i nuovi coordinatori regionali. Ma saranno i vecchi ad avere l’ultima parola.Il Cav non intende abdicare o lasciare ad altri la guida del partito: «Sarò in campo perché lo considero un dovere morale verso il mio Paese».

Nel corso del suo intervento Silvio ha ringraziato i suoi collaboratori più stretti. Quando ha nominato Valentino Valentini, che lo ha «recentemente accompagnato in Turchia», non vedendolo, ha fatto ridere i suoi: «Una volta che lo cerco, è al cesso…».
Forza Italia, assicura Berlusconi, è l’unica risposta «al pauperismo e al giustizialismo». Un terzo degli italiani «non arriva alla fine del mese», ma «non si risolve nulla con il reddito di cittadinanza, sarebbe un incentivo alle imprese per licenziare».

Al termine dell’assemblea, prima di ripartire per Milano, il Cav ha improvvisato una riunione nell’ufficio di Mara Carfagna, vicepresidente della Camera. C’erano il presidente dell’europarlamento Antonio Tajani, Mariastella Gelmini, Annamaria Bernini e molti deputati e deputate. A un certo punto ha fatto capolino anche il dem Emanuele Fiano, per salutare. Il Cav? Ha invitato tutti a Villa Certosa: «È un posto unico, che potrebbe anche ospitare iniziative politiche come quella di oggi»

Nasce applicazione per monitorare il dolore dei neonati, in prova al Mauriziano di Torino

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Sono in arrivo delle buone notizie dall‘ospedale Mauriziano di Torino dove pare sia stata inventata una applicazione per monitorare il dolore e i parametri vitali dei neonati. Si tratta di un’applicazione davvero molto interessante e ottenuta dal lavoro straordinario di medici e infermieri pediatrici, nonché di ingegneri dell’istituto superiore Mario boella ed ancora statistici del dipartimento di matematica ed epidemiologia del dipartimento di scienze cliniche e biologiche dell’Università degli Studi di Torino. Sembra proprio che questa applicazione sia in grado di monitorare il dolore e i parametri vitali dei neonati, utilizzando semplicemente uno smartphone. È stata presentata in anteprima a Barcellona alcuni giorni fa al Congresso internazionale di Ricerca Bioinformatica e pare abbia riscosso un grande successo.

L’applicazione al momento si trova in prova presso l’ospedale Mauriziano di Torino e lo scopo come già abbiamo riferito è quello di rilevare il livello del dolore che può avvertire un neonato. Questo sistema non risulta essere invasivo e si basa su diversi parametri che sono acquisiti Dal neonato tra i quali la minima facciale che pare sia rivelata da una telecamera ed ancora la misurazione della saturazione di ossigeno, la frequenza respiratoria e quella cardiaca.

“Riconoscere e trattare adeguatamente il dolore del neonato è necessario non solo per motivi etici o legislativi, ma anche perché è stato dimostrato che il dolore ripetitivo in una fase precoce dello sviluppo del sistema nervoso può comportare effetti dannosi a breve e lungo termine. I neonati, soprattutto se nati prima del termine e ricoverati in terapia intensiva, sono una categoria di pazienti sottoposti spesso a procedure dolorose. E la loro incapacità di comunicare verbalmente rende difficile valutare l’entità del dolore”, è questo quanto si legge in una nota. L’idea di questa applicazione è molto interessante e pare sia nata dalla collaborazione tra Emilia Parodi del reparto di neonatologia del Mauriziano e l’istituto Mario Borella di Torino e si tratta di un progetto molto interessante e dotato di tecnologia wireless che attraverso lo smartphone e l’applicazione ha dato vita a questo sistema in grado di rilevare il dolore del neonato.

I neonatologi dell’Ospedale Mauriziano di Torino dove ricordiamo al momento Questa applicazione è in prova, Sostengono di credere molto in questo progetto che ha visto la collaborazione multidisciplinare di molte figure professionali. Gli esperti aggiungono che comunque L‘obiettivo non è quello di sostituire il medico o l’infermiere pediatrico nelle assistenza al neonato, ma di mettere semplicemente la tecnologia al servizio del clinico e che monitorare Comunque questi parametri vitali non potrà far altro che contribuire al benessere del neonato. Va ricordato che il tutto avviene senza dare alcun minimo fastidio al neonato, ma attraverso la videoregistrazione del volto e delle smorfie facciali attraverso la telecamera posta in prossimità del incubatrice o del fasciatoio.

Bimba di 3 anni morta il giorno di Natale per sospetta meningite

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Una bimba di tre anni e mezzo è morta per sospetta meningite nel giorno di Natale, lunedì 25 dicembre. La piccola è deceduta il giorno di Natale presso il Policlinico Gemelli di Roma, dove è stata trasferita in gravissime condizioni dopo un primo ricovero all’ospedale Sant’Andrea, sempre nella Capitale. La conferma è attesa dopo i risultati degli esami effettuati sul campione biologico inviato all’Istituto Superiore di Sanità e dopo lo svolgimento dell’autopsia sul corpo della bambina. La risposta si avrà, probabilmente, domani. Per le persone, che sono state a stretto contatto con la piccola, è stato avviato il protocollo per la necessaria profilassi, come dichiarato dall’Amministrazione comunale di Capena: “Il servizio di igiene pubblica e prevenzione della nostra Asl si è tempestivamente attivato fin dal primo pomeriggio del 24 dicembre. Nessun’altra comunicazione ufficiale è stata data sinora al Comune che provvederà a dare ulteriori notizie sul caso qualora effettivamente utili alla comunità”.

La piccola, che viveva a Capena, paese della provincia di Roma, frequentava una scuola materna privata e, a quanto si apprende da fonti giornalistiche, era iscritta ad un corso di danza in una palestra di Monterotondo.

Pepe nero contaminato da salmonella, i lotti ritirati dal mercato

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Il ministero della Salute diffonde un allarme salmonella relativo a un lotto di pepe nero, ritirato da tutti i supermercati. I dettagli sono stati diffusi dal sito del dicastero, che descrive le caratteristiche del prodotto: si tratta del Pepe nero del marchio Cucina e Sapori con data di scadenza 10 Ottobre 2020 del lotto EU17823 distribuito dall’azienda Verka Sas, nello stabilimento di Arbizzano, e prodotto nel Comune di Negrar, in provincia di Verona. Il pepe macinato presumibilmente contaminato è stato venduto in confezioni da 35 grammi.

 La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche. La gravità dei sintomi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme più gravi (batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi) che si verificano soprattutto nei soggetti più deboli (anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario). I sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati (ma più comunemente si manifestano dopo 12-36 ore) e si protraggono per 4-7 giorni. Gli alimenti contaminati rappresentano uno dei veicoli più importanti di diffusione dell’infezione nell’uomo. Il cibo contaminato non presenta alcuna alterazione delle caratteristiche organolettiche (colore, odore, sapore, consistenza). La contaminazione degli alimenti può avvenire al momento della loro produzione, durante la preparazione, oppure dopo la cottura a causa di una manipolazione non corretta degli alimenti.

Fattori di rischio della salmonellosi

I fattori che possono aumentare il rischio di infezione da salmonella sono le attività che possono portare a stretto contatto con il batterio e le malattie che possono indebolire la resistenza alle infezioni in generale.
Qui di seguito ci sono i principali fattori di rischio.

Viaggi internazionali
L’infezione da Salmonella è più comune nei paesi in via di sviluppo, secondo i medici la causa è la scarsa igiene, in realtà la popolazione delle nazioni povere ha un alimentazione poco salutare.
La frutta costa molto e quindi mangiano quasi sempre cibi cotti e spesso fritti molto riso, fagioli, carne di maiale e uova.
Questo tipo di alimentazione non nutre perché la cottura distrugge le sostanze nutrienti, inoltre mangiando poca frutta, verdura e noci, spesso hanno una carenza di vitamine e sali minerali.
Il sistema immunitario è debole e l’intestino deve fare un lavoro eccessivo per digerire questi cibi cotti.

Possedere un rettile o un uccello in casa
Alcuni animali, soprattutto uccelli e rettili, possono essere infettati con il batterio della salmonella.

Vivere in abitazioni in gruppo
Le persone che vivono nei dormitori del collegio o nelle case di cura potrebbero essere più a rischio di infezione, semplicemente perché sono a contatto con più persone.

Disturbi dello stomaco o dell’intestino

Il corpo ha molte difese naturali contro l’infezione da salmonella. Ad esempio, l’acidità dello stomaco può uccidere molti tipi di batteri della salmonella.
Ma alcune malattie o farmaci possono bloccare le difese naturali, alcuni esempi:

  1. Antiacidi. Abbassando l’acidità di stomaco permettono alla salmonella di sopravvivere.
  2. Malattie infiammatorie intestinali. Questi disturbi (per esempio il morbo di Crohn e la colite ulcerosa) danneggiano la parete dell’intestino e rendono l’intestino più vulnerabile ai batteri della salmonella.
  3. Uso recente di antibiotici. Questo può ridurre il numero di batteri “buoni” nell’intestino e può compromettere la capacità di combattere l’infezione da salmonella.
  4. Problemi immunitari
    Le seguenti malattie o farmaci sembrano aumentare il rischio di contrarre la salmonella alterando il sistema immunitario:
  • AIDS
  • Anemia falciforme
  • Malaria
  • Farmaci anti-rigetto dopo un trapianto d’organo
  • Cortisonici

Come si trasmette la salmonella?

Il batterio della Salmonella si può trovare nei prodotti alimentari come carne, uova e pollame crudi oltre alla frutta non lavata.
Il cibo si può contaminare se entra a contatto con le superfici degli utensili che in precedenza erano state utilizzate con la carne cruda o altri prodotti contaminati con la salmonella. Questo fenomeno si chiama contaminazione crociata.

Negli ultimi anni, il CDC negli USA ha ricevuto segnalazioni di diversi casi di salmonella mangiando germogli di erba medica crudi, coltivati in terreni contaminati.
È possibile prendere la salmonella dagli animali domestici, soprattutto dai rettili come serpenti, lucertole, iguana e tartarughe.

La salmonella può diventare un’infezione cronica, anche se non si sentono sintomi.
Inoltre, anche se è possibile non avere sintomi, si può diffondere la malattia se non si lavano le mani prima di preparare il cibo per gli altri.
Per sapere se non si è più contagiosi, servono le analisi di laboratorio che controllano la presenza dei batteri della Salmonella nel sangue.

Come si elimina il batterio?

I batteri della salmonella sopravvivono per mesi o anni negli escrementi, liquami, cibi e mangimi a temperatura ambiente.
Possono sopravvivere a temperature vicino allo zero o minori, ma subiscono dei danni strutturali.
Per essere sicuri di eliminare il virus bisogna cuocere i cibi per 10 minuti alla temperatura di 72°, in alternativa si può tenere ad una temperatura di 57° per 40 minuti.

Quali sono i sintomi della salmonellosi?

I sintomi più comuni della salmonellosi sono:

  • Diarrea (che può contenere sangue o muco),
  • Febbre,
  • Crampi addominali,
  • Nausea,
  • Vomito
  • Mal di testa.

La disidratazione si può verificare specialmente nei neonati e negli anziani.
Dopo aver inghiottito i batteri della Salmonella, deve passare un periodo di incubazione fra sei e 72 ore per ammalarsi.
Per capire la causa della malattia, è necessario sapere dove si stava e cosa si è mangiato e bevuto nei tre giorni precedenti.
La malattia di solito dura un paio di giorni, ma i batteri della salmonella possono essere presenti nelle feci per diverse settimane.

Complicanze dell’infezione da salmonella

C’è il rischio dell’infiltrazione del batterio nel sangue che può portare i batteri negli organi vitali e causare:

  • Meningite – se penetra nelle membrane di rivestimento del cervello
  • Endocardite – se penetra nelle membrane che rivestono il cuore
  • Osteomielite – in caso di infiltrazione nelle ossa e nel midollo spinale.
  • Artrite reattiva – provoca infiammazione acuta alle articolazioni, agli occhi (come congiuntivite e uveite), agli organi genitali (per esempio la prostatite) e urinari (come l’uretrite).

Diagnosi della salmonella

Ci sono tante malattie che possono causare diarrea, febbre o crampi addominali.
Determinare se la Salmonella è la causa della malattia dipende dagli esami di laboratorio che identificano la Salmonella nelle feci di una persona infetta.
Una volta individuata la Salmonella, servono ulteriori test per determinare il tipo specifico.

Come si cura la salmonellosi? Qual è la terapia?

Dato che molte malattie possono causare sintomi simili, il medico può inviare un campione di feci al laboratorio per le analisi.
Se si soffre di salmonellosi e l’infezione non è grave (cioè non si è diffusa oltre il sistema gastrointestinale), il medico probabilmente dice di aspettare la guarigione senza terapie.
Il medico probabilmente prescrive gli antibiotici se l’infezione è grave, se il tipo di salmonella è ad alto rischio oppure se non si è in grado di combattere l’infezione.
Alcune persone con salmonellosi potrebbero dover rimanere in ospedale per essere curati per la disidratazione (un livello eccessivamente basso di liquido nel corpo) che può essere una complicanza della diarrea.
In caso di grave infezione da Salmonella servono ulteriori test per determinare il tipo specifico di malattia e quali antibiotici possono essere utilizzati per trattarlo.

Rimedi per la salmonellosi secondo la medicina naturale e l’igienismo

In base all’igienismo di Shelton e Lezaeta, la causa dei sintomi non è il batterio, ma l’intestino che non funziona correttamente perché è pieno di tossine a causa dell’alimentazione e di uno stile di vita inadeguati.
In realtà la salmonella è un batterio controllato dal sistema immunitario che evita una crescita eccessiva, ma se questo non avviene significa che il corpo non funziona correttamente.
La soluzione è il digiuno per circa 3 giorni, in questo modo il sistema digerente riposa e il corpo può dedicare le energie all’eliminazione delle tossine, virus, batteri e parassiti in eccesso.
Il digiuno dev’essere seguito da un’alimentazione a base di verdura e frutta cruda, ma evitando quella lassativa (pesche, meloni, prugne, kiwi, mango, fichi, anguria), prima di ritornare all’alimentazione normale.

Come si può prevenire la salmonellosi?

1. Bisogna fare attenzione al pollame crudo, manzo e maiale:

  • Avvolgere le carni fresche nei sacchetti di plastica al mercato per impedire al sangue di gocciolare su altri alimenti.
  • Mettere la carne subito nel congelatore e tenerla meno possibile a temperatura ambiente.
  • Non cucinare il cibo su un piatto non lavato su cui precedentemente è stata la carne cruda, pollame, maiale, pesce o frutti di mare.
  • I taglieri utilizzati per pollame, maiale, manzo, pesce o per la preparazione di frutti di mare devono essere lavati immediatamente dopo l’uso per evitare la contaminazione crociata con altri cibi.
  • Evitare di mangiare carne cruda o poco cotta. Anche se il colore della carne solitamente cambia da rosso a grigio quando è completamente cotta, non è un test affidabile per sapere se è sicura da mangiare.

2. Evitare di mangiare uova crude o degli alimenti contenenti uova crude.
Le uova crude non possono essere riconosciute in alcuni alimenti come il tiramisù, gelato artigianale, maionese fatta in casa, zabaione, pasta e glassa.
3. Evitare di bere latte non pastorizzato.
4. Prima di mangiare, lavare frutta e verdura.
5. Effettuare un lavaggio a mano accurato prima e dopo la preparazione del cibo.

6. Lavarsi le mani (specialmente i bambini) immediatamente dopo aver toccato i rettili, le feci di animali o gli alimenti per animali.
7. Non tenere i rettili come animali domestici nelle case con persone immunocompromesse o bambini piccoli.

Le cosiddette malattie a trasmissione oro-fecale, come la salmonellosi, il tifo, le dissenterie, sono infatti provocate dalla ingestione di microbi che a loro volta provengono dalle feci di uomini e/o animali.

Dieta mediterranea può prevenire i tumori: ecco perché

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Che lo stile alimentare rappresenti un fattore fondamentale per vivere a lungo è assodato. Ma quale stile alimentare scegliere per vivere fino a 100 anni e anche più? L’esperto Valter Longo, professore ordinario di gerontologia e direttore dell’istituto di longevità nella School of Gerontology della University of South California, ha spiegato che bisogna strizzare l’occhio all’alimentazione dei nostri avi, quindi assumere lo zucchero quasi esclusivamente con la frutta, mangiare poca carne e consumare più pesce. Ovviamente largo a frutta e verdura.

La dieta è in grado di prevenire i tumori. D’altronde l’obesità è annoverata quale uno dei fattori che può contribuire ad aumentare il rischio di sviluppare una patologia tumorale. In particolare col passaggio da una società ad economia agricola qual era in effetti l’Italia non meno di 60-70 anni fa, si è assistito dopo la seconda guerra mondiale con l’avvento del processo di industrializzazione e più recentemente con la globalizzazione, a un netto cambiamento per quanto riguarda le nostre abitudini alimentari. Basti solo pensare che l’insorgenza delle patologie tumorali non si deve soltanto a fattori genetici ma anche ambientali. In questo senso l’alimentazione risulta responsabile di circa il 34% delle neoplasie. Sempre a proposito di una dieta errata ricca di cibi grassi che porta all’obesità, così ha sottolinea al Corriere della Sera Giordano Beretta, presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom): “Chi è obeso rischia di sviluppare forme più aggressive e difficili da curare, così come ha maggiori probabilità di avere una recidiva di un precedente tumore o di andare incontro a complicanze durante le cure. Nel paziente obeso il trattamento rischia di essere ridotto o eccessivo a causa della differente distribuzione del farmaco che si verifica nel grasso corporeo. Fortunatamente sappiamo anche che dimagrire contribuisce, concretamente, a migliorare la situazione”.

Sempre rimanendo in tema di obesità stando a una stima dell’Imperial College di Londra, i cui dati si riferiscono al 2012, quai il 6% di tutti i tumori sarebbe causato da diabete e obesità, il che equivale acirca 800mila casi l’anno nel mondo. I ricercatori si sono basati sui dati di prevalenza di 12 tumori per 175 paesi nel mondo, correlandoli con quelli su diabete e obesità.Nello specifico le patologie tumorali determinate da questi due fattori risultano quasi raddoppiati nelle donne rispetto agli uomini, circa 500mila rispetto a 300mila. Negli uomini le patologie tumorali più frequenti riguardano quelle al fegato e al colonretto, nelle donne invece quelle al seno e all’endometrio In particolare la prevenzione primaria può giocare un ruolo importante nel ridurre il rischio di svilupare patologie neoplastiche, pertanto risulta importante eliminare i fattori di rischio ovvero l’obesità, il fumo, le bevande alcoliche, una dieta a base di insaccati, grassi animali e cibo in scatola.

Il regime dietetico che può aiutarci maggiormente nella prevenzione dei tumori è la dieta mediterranea che può prevenire non soltanto le malattie cardiovascolari e neurodegenerative ma anche le patologie neoplastiche. A tal proposito l’Italia almeno per quanto riguarda l’alimentazione, grazie alla dieta mediterranea, risulta al primo posto per quanto riguarda il Bloomberg Global Health Index, l’indice che di fatto rivela quali sono i popoli più sani al mondo. In seconda posizione troviamo l’Islanda, al terzo la Svizzera, poi Singapore, Australia, Spagna, Giappone, Svezia, Israele e Lussemburgo. Il segreto di questo sucesso, nonostante il nostro paese abbia peggiori condizioni economiche rispetto agli altri paesi industrializzati, andrebbe ricercato proprio nella dieta mediterranea:

questo perchè tale tipo di dieta a base di cereali, pesce carni bianche, frutta e verdura aiuterebbe a prevenire diabete, malattie cardiovascolari e diversi tipi di tumore.

Juventus – Inter Diretta Live Tv Streaming Gratis Rojadirecta (ore 20:45)

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La partita di campionato fra Juventus – Inter inizierà alle ore 20:45.  Come Vedere Juventus – Inter Streaming Gratis è possibile per tutti oggi Sabato 09 Dicembre alle ore 20:45 grazie a Mediaset e Sky che trasmetteranno la partita su Sky Super Calcio, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, anche in HD (alta definizione), e su Premium Sport e Premium Sport HD.

Juventus – Inter Alle ore 20:45  il match tra Juventus – Inter. Si gioca per la Serie A  edizione 2017-18. streaming gratis per gli abbonati con Sky Go e Premium Play, app alle quali possiamo accedere con laptop, computer, smartphone e tablet. Entra e Leggi

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