Quotidiano Telematico di Viterbo

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Attualità - page 12

Sigaretta e caffè, ecco perché vanno ‘a braccetto

in Attualità/Salute by

Sigaretta e caffè. Un binomio per molti inscindibile (e non proprio salutare), che oggi ha una spiegazione scientifica. Alla base vi è anche una questione genetica. In sostanza, coloro che hanno una particolare variante di un gene che predispone a fumare di più bevono anche più caffè e questo potrebbe dipendere dal fatto che la nicotina fa metabolizzare più rapidamente proprio la caffeina, rendendo necessario assumerne di più per avere la stessa ‘scossa’ di energia.

A evidenziarlo è uno studio guidato da Marcus Munafò dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, i cui risultati sono stati descritti sul New Scientist. Gli studiosi hanno analizzato il profilo genetico di 250mila persone da Norvegia, Danimarca e Regno Unito. Prendendo in esame le abitudini in fatto di consumo di bevande e fumo, la loro attenzione si è focalizzata su coloro che erano portatori di una particolare variante genetica che predisponeva a fumare di più. Dai risultati dell’analisi è emerso che chi aveva questa variante genetica beveva anche più caffè (o tè, nel caso del Regno Unito, ma ciò non cambiava la sostanza dello studio, in quanto questa bevanda contiene una sostanza identica alla caffeina, la teina).

Non valeva però il contrario: assumere più caffeina non portava in sostanza a fumare di più. Sul possibile legame tra queste due abitudini un’ipotesi degli studiosi è che fumare faccia metabolizzare più rapidamente proprio il caffè, rendendo necessario berne di più per provare quella sensazione di energia tanto desiderata. Ma secondo Munafò è anche possibile che questo binomio sia dovuto a funzioni sconosciute della variante genetica che predispone a fumare di più.

lafucina

Oms choc: l’inquinamento uccide 2 milioni di bimbi all’anno

in Attualità/Salute by

Più di una morte su 4 fra i bambini sotto i 5 anni è attribuibile a un ambiente insalubre”. È il duro prezzo dell’inquinamento, secondo i dati choc diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità. Smog e inquinamento indoor, fumo passivo, acqua non potabile, carenza di servizi igienico-sanitari e igiene inadeguata: sono i rischi ambientali che, secondo due nuovi report dell’Oms, rubano le vite di 1,7 milioni di bimbi.

Il primo documento (Inheriting a Sustainable World: Atlas on Children’s Health and the Environment) è una sorta di ‘atlante’ sulla salute infantile e l’ambiente, in cui si rileva che una grande parte delle più comuni cause di morte tra i piccoli che hanno da un mese di vita fino a 5 anni – diarrea, malaria e polmonite – sarebbe prevenibile con interventi noti per la capacità di ridurre il rischio ambientale, dall’accesso all’acqua sicura ai combustibili di cottura puliti.

“Un ambiente inquinato è letale in particolare per i bambini più piccoli”, sottolinea Margaret Chan, direttore generale dell’Oms. “I loro organi e sistema immunitario in via di sviluppo e le vie respiratorie, e in generale il corpo, più piccoli, li rendono particolarmente vulnerabili all’aria e all’acqua sporche”.

Le esposizioni dannose possono iniziare nel grembo materno e aumentare il rischio di parto prematuro, si spiega nel report. Inoltre, quando i neonati e i bambini in età prescolare sono esposti all’aria inquinata, sia outdoor che indoor, e al fumo passivo hanno un aumento del rischio di polmonite durante l’infanzia e, per tutta la vita, un aumento del rischio di malattie respiratorie croniche, come l’asma. L’esposizione all’inquinamento atmosferico può anche aumentare il rischio permanente di malattie cardiache, ictus e cancro.

Un secondo documento, un report di accompagnamento, fornisce una panoramica completa dell’impatto dell’ambiente sulla salute dei bambini e spiega la portata della sfida che urge affrontare. I dati permettono di stilare la ‘top 5’ delle cause di morte fra gli under 5, legate all’ambiente.

Ogni anno, riferiscono gli autori del rapporto Oms, 570.000 bambini sotto i 5 anni muoiono per infezioni respiratorie, come la polmonite, attribuibili all’inquinamento dell’aria interna ed esterna e al fumo passivo; 361.000 muoiono a causa di diarrea, risultato di scarso accesso ad acqua pulita e servizi igienici; 270.000 muoiono durante il loro primo mese di vita per condizioni, tra cui la prematurità, che potrebbero essere evitate attraverso l’accesso ad acqua non contaminata e servizi igienici nelle strutture sanitarie e attraverso la riduzione dello smog; 200.000 sono i decessi per malaria che potrebbero essere evitati attraverso azioni ambientali, come la riduzione dei siti di riproduzione delle zanzare o la copertura degli stoccaggi di acqua potabile; e infine 200.000 bambini sotto i 5 anni muoiono a causa di lesioni involontarie attribuibili all’ambiente, come avvelenamenti, cadute e annegamenti.

“Un ambiente inquinato si traduce in un pesante tributo pagato dai nostri figli in termini di salute”, spiega Maria Neira, direttore Oms nel Dipartimento di sanità pubblica, ambiente e determinanti sociali della salute. “Investire nella rimozione dei rischi ambientali, come il miglioramento della qualità delle acque o l’utilizzo di carburanti più puliti, si tradurrà in benefici per la salute di massa”.

Ci sono rischi emergenti, segnala l’agenzia Onu, come i rifiuti elettrici ed elettronici (ad esempio vecchi cellulari) che vengono riciclati impropriamente, che espongono i bambini a sostanze tossiche in grado di portare a una riduzione delle loro capacità intellettive, a deficit di attenzione, danni ai polmoni e cancro. Tanto più che si prevede un aumento dei rifiuti elettrici generati (quantificabile in un +19% tra il 2014 e il 2018) che porterà a raggiungere quota 50 milioni di tonnellate entro il 2018.

Ancora: i cambiamenti climatici, le temperature e i livelli di diossido di carbonio in aumento favoriscono la crescita di pollini associata a un aumento dei tassi di asma nei bambini. In tutto il mondo, l’11-14% dei bambini dai 5 anni in su riporta attualmente sintomi di asma e si stima che il 44% di questi siano legati a esposizioni ambientali. L’inquinamento atmosferico, il fumo, le muffe al coperto e l’umidità rendono l’asma più grave nei bambini.

Nelle famiglie che non hanno accesso ai servizi di base, come l’acqua potabile e servizi igienico-sanitari, o che vivono in ambienti saturi di fumo dovuto all’uso di combustibili sporchi, come il carbone o lo sterco per cucinare e riscaldarsi, i bambini sono ad aumentato rischio di diarrea e polmonite.

Ci sono poi le esposizioni a sostanze chimiche nocive attraverso il cibo, l’acqua, l’aria e i prodotti che circondano i piccoli. Sostanze chimiche, come fluoruri, piombo e mercurio dai pesticidi, inquinanti organici persistenti, e altri contenuti in manufatti, alla fine trovano la loro strada nella catena alimentare. Il piombo, in particolare, seppur gradualmente eliminato dalla benzina quasi interamente in tutti i Paesi, è ancora diffuso nelle vernici, e può intaccare lo sviluppo del cervello.

L’Oms chiama a un impegno globale per rendere tutti i luoghi più sicuri per i bambini. Ridurre l’inquinamento dell’aria, migliorare l’acqua potabile, i servizi igienico-sanitari, l’igiene (anche in strutture sanitarie in cui le donne partoriscono), proteggere le donne incinte dal fumo, costruire ambienti più sicuri, in grado di prevenire i decessi e le malattie dei bambini, sono le azioni elencate come cruciali.

Gli interventi, sottolinea l’agenzia Onu, devono riguardare le case, le scuole, le strutture sanitarie, l’urbanistica, i trasporti, l’agricoltura. Nell’ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) i Paesi stanno lavorando a un serie di linee che dovranno guidare gli interventi per la salute ambientale dei bambini, con l’ambizione di “porre fine alle morti evitabili di neonati e under 5 entro il 2030”. Un altro degli obiettivi Sdg mira inoltre a garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti, altri ancora a migliorare l’acqua e i servizi igienici, a garantire la transizione verso l’energia pulita per ridurre l’inquinamento atmosferico, a invertire il cambiamento climatico. Tutte misure, assicura l’Oms, che avranno un impatto anche sulla salute dei bambini.

adnkronos.com

Erdogan alla Germania: «Siete ancora nazisti»

in Attualità/Esteri by

Amsterdam – Nuvole da tempesta fra Turchia e Germania: il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, senza troppi giri di parole ha accusato Berlino di «praticare il nazismo», oggi come oltre 70 anni fa. A scatenare l’ira del “sultano” sono stati i dinieghi a ministri turchi in visita di tenere comizi presso le comunità turche di Germania, in vista del referendum con cui Ankara progetta di modificare la propria costituzione, conferendo ancora più poteri al presidente.

Dinieghi peraltro decisi dalle autorità locali tedesche per motivi di «sicurezza» e nei quali il governo della cancelliera Angela Merkel ufficialmente non ha un ruolo. Ma che segnano un nuovo “picco” nei tempestosi rapporti fra i due Paesi alleati Nato, dopo quello toccato quando la Turchia ha di recente arrestato il giornalista turco Deniz Yucel, corrispondente del tedesco Die Welt, incriminato per «propaganda terroristica» e per essere «agente tedesco».

L’escalation, che si era già impennata con le epurazioni seguite al fallito colpo di stato turco di luglio, è continuata nei giorni scorsi con la convocazione dell’ambasciatore ad Ankara dopo la cancellazione giovedì del comizio che il ministro della Giustizia turco, Bekir Bozdag, avrebbe dovuto tenere a Gaggenau, nel Baden-Wuerttemberg e il conseguente annullamento del previsto incontro con l’omologo tedesco, Heiko Maas. Solo dal Land della Renania-Vestfalia è venuta una parziale concessione: una manifestazione, blindata dalle forze di sicurezza, in un teatro della città renana, per il ministro delle finanze turco, Nihat Zeybekci.

Il referendum, previsto il 16 aprile ed esteso alle comunità della diaspora all’estero – fra 2,5 e 4 milioni i turchi nella sola Germania -, prevede, fra l’altro, la cancellazione della carica di primo ministro, la concentrazione del potere esecutivo nelle mani del presidente: insomma, la fine della repubblica parlamentare. Un’ulteriore, fondamentale tappa nella deriva autoritaria imboccata dalla Turchia di Erdogan agli occhi dell’Occidente.

«In Germania – ha detto oggi Erdogan, arringando la folla a una manifestazione di donne a Istanbul – non permettono ai nostri amici di parlare. Lasciateglielo fare. Pensate forse che impedendo loro di parlare i voti in Germania saranno per il no invece che per il sì? Germania, tu non hai niente a che fare con la democrazia. Queste vostre pratiche odierne – ha concluso Erdogan – non sono affatto differenti da quelle del Nazismo del passato. Pensavamo fossero finite, ma ci sbagliavamo».

Fra le repliche a caldo alle parole incandescenti di Erdogan, quella del deputato verde Volker Beck, che lo scorso giugno fu arrestato ad una manifestazione di gay pride a Istanbul: «Ora Erdogan sta veramente esagerando». Per la numero della Cdu, Julia Kloeckner, il “sultano” «sta reagendo come un bambino testardo che non riesce ad averla vinta».

E oggi la palla al balzo l’ha afferrata “pro domo sua” in Olanda il leader populista anti-islamico di estrema destra olandese, Geert Wilders, accreditato in testa con un 16% a dieci giorni nelle elezioni nel suo Paese: l’Olanda, ha detto oggi, deve proibire le visite di stato dei dirigenti di Ankara, dopo che il ministro degli esteri turco, Mavlut Cavusoglu, ha annunciato l’intenzione di tenere un comizio referendario a Rotterdam, dove c’è una nutrita comunità turca. Un comizio che Rutte ha definito «non auspicabile». Wilders per l’occasione ha definito Erdogan un leader «islamo-fascista».

http://www.ilsecoloxix.it

Ladri marocchini subito liberati, ira del vicesindaco: “Io gli sparerei.

in Attualità/italia by

“Io gli sparerei. Punto. Oggi non sono democratica e davanti a queste cose men che meno”. Parole shock. Perché non arrivano da una “persona qualunque”, nè sono sfuggite al bar, durante una discussione informale tra amici. Ma sono state scritte su Facebook da Ilaria Paparella, vicesindaco di Villadose, commentando la notizia dell’immediata scarcerazione dei due marocchini che, nella notte tra mercoledì e giovedì, hanno messo a segno il furto nell’osteria Ai Trani di via Cavour.

Rovigo – Sono stati individuati, denunciati e quindi sono tornati in libertà, in attesa del processo, i due marocchini addosso ai quali sarebbe stata trovata parte della refurtiva raccolta nella notte tra a mercoledì 1° marzo e giovedì 2 marzo nel furto messo a segno ai danni dell’osteria Ai Trani di via Cavour, pieno centro di Rovigo.

I ladri, secondo una prima ricostruzione, avevano avuto accesso al locale rompendo la porta principale, quindi provocando un danno assolutamente non banale. Poi avevano rubato, per un valore, secondo le prime ricostruzioni, nell’ordine dei mille euro circa. Nel giro di poche ore, il personale della polizia aveva individuato i due marocchini, con parte della refurtiva addosso.

Dopo tutte le formalità del caso, concluse con la denuncia a piede libero, i due sono rimasti a piede libero, in attesa dell’esito del procedimento penale a loro carico.

Con fonte Polesine24 – Rovigo Oggi

Assenteismo, il Comune licenzia un ‘furbetto del cartellino’

in Attualità/italia by

“Il provvedimento emesso dal Comune di Ancona, il mio licenziamento, è paradossale”. Ha commentato così la decisione dell’Amministrazione il dipendente del settore lavori pubblici, finito dentro un’indagine della Guardia di finanza nel dicembre del 2015. L’uomo, residente nell’hinterland anconetano, era stato sospeso per otto mesi, adesso, in attesa del processo penale, il Comune ha deciso di azzerare il suo ruolo all’interno dell’amministrazione.

Secondo le accuse presenti nel faldone dell’operazione ‘Libellula’ delle Fiamme gialle, l’impiegato, dopo aver smarcato il cartellino si assentava a lungo per svolgere il suo secondo lavoro di assicuratore. Secondo gli inquirenti, ogni volta, per due o tre ore, si recava nel suo ufficio mentre, in realtà, figurava in servizio presso il Comune dorico.
E non sarebbe successo poche volte, visto che la finanza ha trovato irregolarità nei suoi confronti per 318 giorni sui 431 monitorati, per circa 800 ore su un totale di quasi 3mila, per un’assenza oraria di circa il 28%.

In attesa della chiusura delle indagini da parte della Procura, il Comune ha emesso il suo provvedimento: «Abbiamo applicato la sanzione del licenziamento senza preavviso al nostro dipendente – si legge nella nota ufficiale –. Il tribunale aveva già disposto la misura cautelare interdittiva della sospensione dal servizio pubblico per otto mesi. Gli illeciti che hanno portato al licenziamento si sostanziano sia nella falsa attestazione della presenza in servizio che nell’esercizio di un’attività lavorativa non autorizzata da noi».
La decisione del Comune arriva in anticipo rispetto all’inizio del procedimento penale nei confronti del sessantenne. Il sostituto procuratore che ha coordinato le indagini, Andrea Laurino, ha ipotizzato i reati di truffa aggravata ai danni dell’ente pubblico e di false attestazioni nell’utilizzo del badge da parte dell’impiegato: «Il Comune si è basato solo ed esclusivamente sulle indagini della finanza, senza procedere ad un’istruttoria interna per giudicare il suo dipendente – attacca l’avvocato dell’impiegato, Francesca Di Ciommo -. Tra l’altro ammettendo, indirettamente, di non aver vigilato sui comportamenti del mio assistito. Aspettiamo con fiducia la conclusione delle indagini e l’avvio del procedimento. Da parte nostra, abbiamo presentato una serie di richieste e fatto delle eccezioni, in parte accolte, sia nel merito che sotto il profilo formale dell’inchiesta. Io e il mio assistito siamo fiduciosi che tutto si possa chiarire e in caso di esito a noi favorevole sono curiosa di capire come reagirà l’amministrazione comunale».

http://www.ilrestodelcarlino.it

Uomini e donne, le lacrime di Soleil: anticipazioni

in Attualità/Spettacolo by

Giovedì 2 marzo sono state registrate le nuove puntate del Trono Classico. Maria De Filippi, una volta fatti entrare Luca e Marco, introduce con 2 filmati le nuove troniste: la prima si chiama Désirée, è brasiliana ma da 9 anni vive in Italia, ha una sua linea di costumi, vive da sola, adora i cani e non ama piangersi addosso. Ha sofferto molto per amore e il suo uomo deve essere soprattutto “maschio”; il suo sogno è avere una famiglia con tre bambini. La seconda è la napoletana Rosa, del proprio carattere non ama l’eccessiva intransigenza ed è il peggior giudice di se stessa, ama la moda e lo shopping, ma molto anche la lettura e il cinema, del padre dice che è l’uomo della sua vita. Apprezza i ragazzi raffinati ed eleganti e spera di trovare qualcuno che le faccia battere il cuore.

Dopo i primi appuntamenti al buio per le due ragazze, si torna alle vicende dei tronisti con un recall dell’ultima puntata, a cui segue la visione delle nuove esterne: Greta propone a Marco divano e film ma lui la riprende per le banalità dette nell’esterna con il rivale e aggiunge che non riesce ad avvicinarsi a lei perché il suo comportamento è ambiguo; anche Luca doveva uscire con Greta ma prima ha chiesto di vedere l’esterna che aveva già fatto con Marco: i due sono a pranzo e Marco si esprime nei confronti del rivale in modo non lusinghiero, avanza dubbi anche su Soleil di cui solo Luca non capisce nulla, i due si sorridono e si scambiano qualche tenerezza. Dopo la visione del filmato Luca rinuncia all’esterna con Greta; in studio Martina dice che la ragazza è stata vista in un locale con un altro ragazzo, lei ammette e dice che il ragazzo in questione le piace, e così esce dallo studio.

Si parla di Soleil che doveva uscire con Marco, Luca non organizza l’esterna ma la ragazza chiede di vederlo; il tronista però non si lascia incantare e le risponde duramente allontanandosi. Lei piange e decide di non andare in esterna con Marco. Soleil vuole sapere se la sua decisione ha fatto cambiare idea a Luca, che si riserva di sentire le sue ragioni. Maria vuole capire perché Luca patisca tanto che lei possa uscire con Marco, lui replica che ha bisogno di una donna forte non di una persona che non ha le idee chiare.

Luca e Giulia si incontrano al parco: lei gli fa notare che lui sta inseguendo troppo la rivale e questo sta spegnendo il suo interesse. Il ragazzo riesce a tranquillizzarla, ma in studio Giulia dice di averlo sentito un po’ lontano e poco coinvolto. Soleil ammette che se non ci fosse stata la scenata di Luca sarebbe forse uscita con Marco e Maria fa notare a Luca che se casomai la sceglierà potrebbe non ricevere un sì. La ragazza ne conviene e lui è sorpreso. Maria nota il turbamento di Giulia che, quasi in lacrime, ribadisce di sentirsi presa in giro e profondamente a disagio sentendo come lui si rapporta alla rivale, ma il tronista spiega che ha fatto due percorsi separati e il suo essere un po’ freddo dipendeva dal suo essere scocciato. Luca fa una domanda chiara a Soleil: “Cosa fai, esci ancora con Marco o no?”, e lei risponde: “Ad ora no”, e mentre Luca balla con Martina, Giulia lascia lo studio ma viene raggiunta da Luca.

Marco e Giorgia sono languidamente distesi su un piumone e sono abbracciati, lei parla per un momento di Greta ma lui la tranquillizza subito criticandone l’atteggiamento e parlando di delusione, poi le confessa che di tutte le ragazze lei è quella di cui si fida di più. In studio le sue corteggiatrici danno il via alle critiche su quanto visto e qualcuna ipotizza che non è seria una persona che dopo dieci giorni dalla fine di una storia sia già pronta a conoscere un altro ragazzo. Sul finale viene annunciato che Tina debutterà con sei coppie di Uomini e donne e condurrà con loro un giochino. Le coppie sono: Alessia e Aldo, Francesca e Eugenio, Andrea e Giulia, Riccardo e Camilla, Clarissa e Federico e Claudio e Ginevra.

Fonte: http://tvzap.kataweb.it

Antonella Giglio sarà amministratore unico di Ama

in Attualità by

“Ci sarà da lavorare parecchio, ma dobbiamo riportare un po’ di ordine in questa società: voglio portare l’Ama all’eccellenza”. A parlare è Antonella Giglio, scelta dalla giunta Raggi come nuovo amministratore unico di Ama. L’incarico verrà formalizzato oggi in commissione Ambiente.
“Ho inviato il mio curriculum e a quanto pare sono stata scelta – spiega Giglio – Con il sindaco non ho ancora avuto modo di parlare ma penso che lo faremo a breve”. “Anche se non ho ancora visionato carte – continua Giglio – so che la situazione è molto complessa, ci sarà da lavorare parecchio ma io sono determinata, porteremo trasparenza e legalità in un’azienda che ha vissuto momenti, diciamo così, di ombra”.

Per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti, Giglio afferma di “sposare le proposte del M5S, puntando su riciclo, riutilizzo e raccolta differenziata che a Roma è lontanissima dal raggiungere gli obiettivi necessari per una corretta gestione”. Come avvocato “specializzato in diritto amministrativo, procedure concorsuali e gare”, Giglio focalizzerà l’attenzione anche sulla gestione degli appalti “che in Ama, mi è stato spiegato, non sempre sono stati eseguiti in maniera corretta”. All’Ama, conclude, “servirà una bella sterzata”.

Antonella Giglio, manager e avvocato, sarà il nuovo amministratore unico di Ama, dopo le dimissioni del predecessore Alessandro Solidoro. Giglio, 58 anni, amministrativista, è milanese, laureata in Giurisprudenza alla Cattolica di Milano, ma lavora da anni nella Capitale. E’ il suo il profilo individuato tra circa 30 candidati dagli assessori capitolini ad Ambiente, Paola Muraro, e Partecipate, Massimo Colomban. Il suo curriculum sarebbe dovuto approdare stamattina in commissione capitolina Ambiente ma la seduta è stata rimandata a domani per indisponibilità di Muraro, che oggi è fuori Roma.

“Domani alle 10.30 (oggi, poi fatta slittare, ndr) porteremo in commissione Ambiente un unico curriculum per il nuovo amministratore unico di Ama, il profilo individuato da Raggi e Muraro, che verrà visionato e su cui ci sarà un’espressione di parere, ricordando che si tratta di una nomina fiduciaria del sindaco. I cv presentati sono stati qualche decina” ha detto il presidente della commissione capitolina Ambiente, Daniele Diaco (M5S).

 E’ già polemica da parte dell’opposizione: “Abbiamo appreso questa mattina, pochi minuti prima delle 9, con un messaggio del presidente Daniele Diaco su WhatsApp, che la commissione Ambiente convocata per oggi alle 10.30 non si terrà. Ancora nessuna revoca ufficiale della convocazione da parte degli uffici, solo uno scarno messaggio del presidente” scrivono le consigliere Pd Valeria Baglio e Ilaria Piccolo. L’assenza di Muraro, per le dem è una “motivazione pretestuosa, visto che oggi la commissione era stata convocata per visionare i curricula per la nomina del nuovo amministratore di Ama e non per audire l’assessore, che neppure da prassi è necessario che intervenga in frangenti simili”.

 

Fabrizio Corona: resterà un anno in più in carcere

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Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha revocato l’affidamento in prova ai servizi sociali a Fabrizio Corona. Affidamento che era stato sospeso il dieci ottobre scorso, il giorno stesso in cui è stato arrestato per intestazione fittizia di beni. I giudici, come chiesto dal sostituto pg Antonio Lamanna, hanno disposto la revoca ‘ex tunc’ e precisamente dal 22 ottobre del 2015. Ciò vuol dire, in sostanza, che un anno circa già scontato in affidamento dovrà essere nuovamente scontato in carcere.

“Mi sento accerchiato. Quel denaro non è di provenienza illecita, ma il frutto del mio lavoro frenetico. Non è un reato tenere soldi in contanti in questo paese. Ho guadagnato un mare di soldi e volevo pagare le tasse”.  Corona si è difeso così davanti ai giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano.

Il “tesoretto” riconducibile all’ex fotografo dei vip è di 1,7 milioni nascosti nel controsoffitto della sua storica collaboratrice Francesca Persi (pure lei arrestata e di recente messa ai domiciliari) più altri 900 mila euro custoditi in due cassette di sicurezza di una banca austriaca.

L’inchiesta della Dda di Milano che ha portato in carcere Corona e la sua collaboratrice è partita dopo la denuncia presentata dallo stesso ex fotografo per una tentata estorsione. “Sono stato io a presentare denuncia – ha detto, tra l’altro, Corona in aula – e mi hanno trattato come un criminale”.

D’accordo il suo difensore, l’avvocato Ivano Chiesa: “Fabrizio non è il nemico pubblico numero uno, ma è diventato l’oggetto spasmodico della giustizia italiana”. A Corona hanno pure sequestrato l’appartamento da 2,5 milioni di euro.

Il punto, ha aggiunto il legale, è che “Fabrizio era spaventato” per l’udienza del 21 settembre scorso dedicata al ricalcolo della pena sulla base della continuazione tra i varie reati già arrivate a sentenza definitiva. In pratica, temeva una pronuncia a lui sfavorevole se soltanto avesse rivelato l’esistenza di quel denaro.

Dopo il 21 settembre – ha assicurato ancora l’avvocato Chiesa – Fabrizio avrebbe fatto un autocertificazione e pagato tutte le tasse dovute. Purtroppo quel denaro è stato scoperto prima di quel giorno”. E comunque, ha tenuto a sottolineare ancora il legale, “il tempo per pagare le tasse c’è ancora”.

Ai circa 5 anni residui, già al netto di un’eventuale altra condanna per un’inchiesta appena chiusa e di una nuova decisione della Cassazione sul calcolo del cumulo delle pene, Fabrizio Corona deve aggiungere da oggi un altro anno da scontare in carcere. È l’effetto del provvedimento con cui il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto la revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali per l’ex agente fotografico, tornato in carcere lo scorso 10 ottobre per quei quasi tre milioni di euro in contanti trovati in parte in un controsoffitto della casa di una sua collaboratrice, in parte in cassette di sicurezza in Austria. Revoca della misura alternativa alla detenzione (già sospesa proprio il giorno dell’arresto, un mese fa) che, come chiesto dal sostituto pg Antonio Lamanna, i giudici hanno decretato ‘ex tunc’, ossia a far data dal 22 ottobre del 2015. Giorno in cui l’ex ‘re dei paparazzì ha ottenuto l’affidamento in prova sul territorio, potendo così tornare a vivere nella sua abitazione di via De Cristoforis, sotto sequestro, tra l’altro, da pochi giorni. E ciò vuol dire, in sostanza, che quel periodo di circa un anno dovrà essere scontato di nuovo da Corona e stavolta in carcere.

 

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