Quotidiano Telematico di Viterbo

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Cronaca

“Una scossa fortissima”. Un violento terremoto fa tremare l’Italia

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Nelle ore in cui l’Italia piange per la tragedia avvenuta a Genova il 14 agosto, con il crollo del ponte Morandi che ha causato 38 morti già accertati in attesa di avere maggiori informazioni sui dispersi, ecco che una scossa di terremoto molto violenta ha causato il panico in diverse regioni dello Stivale, avvertita nitidamente anche molto lontana dal suo epicentro. Il sisma, di magnitudo 5.2, è stato registrato dalla sala Sismica Ingv-Roma alle 20.19. L’epicentro è a 4 km a sud est di Montecilfone, in provincia di Campobasso, a una profondità di 9 km. La gente si è riversata in strada per la paura, spaventata dalla violenza delle scosse. Il movimento tellurico è stato infatti tale da essere avvertito anche a Roma, Bari e Napoli. Oltre all’epicentro Montecilfone, la scossa ha colpito anche altri Comuni in provincia di Campobasso. I più vicini: Guglionesi, Palata, Larino, Tavenna.

Paura anche a Campomarino (Campobasso), dove in tanti sono scesi in strada. La scossa di terremoto è stata avvertita distintamente e ci sono stati anche dei malori. A Campomarino non si segnalano danni, mentre a Palata (Campobasso) si registrano oggetti caduti nelle case, con piatti, bicchieri in frantumi e mobili spostati. Stando a quanto riportato da La Repubblica, secondo una prima ricognizione a Palata ci sono crepe nei muri e danni interni alle abitazioni.

Secondo quanto si apprende dalla Protezione civile del Molise, non sono ancora pervenute segnalazioni di danni. Sono in corso le verifiche con i sindaci di una ventina di comuni coinvolti. A seguire sono state avvertite altre due scosse: una di magnitudo 2.8 è stata registrata alle 20.26, stavolta a sei km a sud di Montecilfone e a una profondità di 8 km, e una terza di magnitudo 3 a sei km da Guglionesi.

Un periodo questo in cui per la popolazione locale, purtroppo, avvertire la terra che trema non è un evento raro. Le ultime scosse arrivano infatti a meno di 48 ore da quella di 4.7 registrata poco prima della mezzanotte di Ferragosto tra i Comuni di Palata e Montecilfone. Tante le telefonate di cittadini preoccupati anche se pare, al momento, che non ci siano state grave conseguenze.

Tragico incidente: Uno scontro fatale, poi il dramma. Morti tre ragazzi di 20 anni

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E’ stato un ferragosto drammatico quello vissuto dalle famiglie di tre ragazzi in provincia di Foggia: tre giovani sono morti nel tremendo incidente stradale avvenuto nel pomeriggio lungo la strada statale  693, nel tratto tra il Santuario di San Nazario ed Apricena, sul Gargano. Le vittime si chiamavano Liliana Quaranta, di 24 anni, Daniela Caserta di 21 e Domenico Gildone di 22, tutti di Torremaggiore, in provincia di Foggia.

Lo schianto, che ha interessato tre veicoli, ha causato il ferimento di altre nove persone che hanno riportato fratture e contusioni fortunatamente non gravi. Le tre vittime viaggiavano a bordo di un Suv, una Toyota Rav 4, insieme ad altri due amici. La dinamica dell’incidente non è stata ancora ricostruita, ma secondo le prime informazioni il veicolo, che viaggiava in direzione Lesina, si è scontrato lateralmente con un primo camper che viaggiava nel senso opposto di marcia.

L’uomo alla guida del secondo caravan, che seguiva il precedente, per evitare lo scontro frontale con il Suv ha perso il controllo del mezzo ed è finito contro un muro.  Il mezzo, a seguito dell’impatto, si è incendiato. A bordo c’era un’intera famiglia perugina: i due genitori hanno riportato fratture agli arti, mentre le due figlie sono rimaste miracolosamente illese.

Nello scontro, invece, le due ragazze Liliana Quaranta e Daniela Caserta sono decedute sul colpo, rimanendo schiacciate tra le lamiere della Toyota. Domenico Gildone, invece, è stato condotto in elicottero all’ospedale di San Giovanni Rotondo. Le sue condizioni sono apparse sin da subito disperate. È morto nella tarda serata di ieri.

I corpi sono stati estratti ieri sera e solo questa mattina sono stati identificati.Un’intera famiglia distrutta sotto le macerie del Ponte Morandi

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Dal Ponte Morandi di Genova, crollato a causa di un cedimento strutturale nella mattinata di martedì 14 agosto, stava transitando anche una famiglia di Pinerolo, in Piemonte. Volevano andare in vacanza Andrea Vittone, 49 anni, la compagna Claudia Possetti 48 anni e i due figli di lei, Manuele e Camilla Bellasio, rispettivamente di 16 e 12 anni. I loro corpi senza vita sono stati rinvenuti tra le lamiere della loro automobile la scorsa notte.

Francesca Costarelli, sindaca di Pinerolo, ha commentato la tragica notizia: “È una tragedia terribile. La notizia  del ponte crollato ci aveva già sconvolto ieri come paese Italia, oggi ci tocca  da vicino  come città. Attendiamo che le salme tornino  a Pinerolo.  Saremo vicini  ai familiari e al loro lutto”. I corpi dei quattro sono stati recuperati ieri in tarda serata ma solo stamattina è stato possibile procedere alla loro identificazione. I parenti più stretti delle quattro vittime  ora si trovano all’ospedale San Martino di Genova per il triste rito del riconoscimento ufficiale.

Andrea Vittone e Claudia Possetti si erano sposati a fine luglio. “Erano tornati solo da qualche giorno dalla luna di miele e ieri erano ripartiti”, hanno riferito a una cronista di Repubblica i vicini di casa in via Asiago, dove la famiglia viveva da circa tre anni fa. “Erano insieme da tanto tempo ma si erano sposati solo  quest’estate. Che tragedia”. I due erano colleghi di lavoro, alla Cmc di Cavour (Torino), un’azienda specializzata nella produzione e lavorazione di materie plastiche. L’uomo, originario di Venaria Reale, lavorava come tecnico, la donna era impiegata. Manuele Bellasio, il figlio di Claudia, era una giovane promessa della mountain bike e faceva parte dell’associazione sportiva ciclistica “Brike Bike” di Bricherasio: “Abbiamo appena appreso che nella tragedia di Genova il nostro giovane atleta Manuele Bellasio risulta essere tra le vittime insieme alla sua famiglia — si legge nella pagina Facebook dell’associazione —. Tutto il team si stringe attorno ai famigliari per questa ingiusta perdita. Ciao Manu, buone pedalate tra le nuvole”.

Auto contro camper in Puglia: ferragosto rosso sangue, morti tre turisti

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Due famiglie di turisti perugini sono rimaste coinvolte in un terribile incidente fra un’auto e due camper in Puglia che ha causato la morte di due ragazze, con un uomo deceduto in ospedale dopo essere arrivato in gravi condizioni. Lo scontro fra i tre mezzi è avvenuto nel pomeriggio di Ferragosto in Puglia, in prossimità dello svincolo per il santuario di San Nazario.

La dinamica di quanto accaduto è ancora in fasi di accertamento da parte dei carabinieri, intervenuti sul posto assieme ai vigili del fuoco e al personale del 118, ma secondo le prime ricostruzioni l’auto (un Suv) potrebbe aver perso il controllo andando a colpire uno dei due camper di perugini che viaggiavano in senso opposto: i due mezzi che si sono urtati sono finiti fuori strada dopo un testacoda, mentre il conducente del secondo camper nel tentativo di evitare l’impatto con l’altro a pochi metri davanti è finito contro un muretto. E qui il bilancio delle vittime sarebbe potuto salire, dal momento che il camper finito contro il muretto si è incendiato e soltanto il prontissimo intervento di un altro automobilista ha fatto sì che la famiglia perugina all’interno del mezzo potesse velocemente uscire senza particolari danni. Feriti in maniera non particolarmente grave anche i perugini nell’altro camper.

DISASTRO GENOVA, i quattro ragazzi dovevano partire per le vacanze, con i loro sogni e il loro entusiasmo.Un viaggio finito in tragedia, avevano solo 20 anni

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Axelle Place, Melissa Artus-Bastit e Nathan Gusman, William Pouzadoux. Ci sono anche questi quattro ragazzi francesi, tutti giovanissimi, tra le 39 vittime del crollo del Ponte Morandi di Genova. I primi tre erano partiti insieme per poi recuperare William a Nimes, nel sud della Francia, e proseguire il loro viaggio che avrebbe dovuto condurli martedì nel cuore del capoluogo ligure. Qui avrebbero trascorso alcune ore insieme prima di imbarcarsi, martedì sera, alla volta della Sardegna, dove avrebbero trascorso qualche giorno di vacanza. Melissa e Nathan erano fidanzati e Axelle era una loro cara amica, mentre probabilmente William si era aggiunto grazie a un passaggio trovato su BlaBlaCar.

I primi tre erano di Montpellier e, così come William, avevano negli zaini i biglietti per il traghetto che in serata li avrebbe portati sull’isola.  Avevano tutti scelto l’Italia per le loro vacanze estive e come tanti ragazzi della loro età erano partiti insieme per il mare. Appassionati di musica techno, William Pouzadoux era anche un amante del vino, un bravo enologo che possedeva un cane e sognava un giorno di poter comprare un camion con il quale fare il giro del mondo.

I quattro ragazzi francesi sono tra le centinaia di persone che martedì mattina transitavano sul quel tratto di autostrada A10 per raggiungere la meta delle loro vacanze e hanno perso la vita a poco più di 20 anni. Nel frattempo tra le macerie di Ponte Morandi si continua a scavare per recuperare cadaveri ed eventuali superstiti. Gli sfollati sono centinaia di fronte al pericolo di un ulteriore crollo.

Tragedia in volo: Un aereo da turismo si schianta al suolo, morti carbonizzati i passeggeri

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Erano quasi le 19 di ieri quando un grave incidente aereo si è verificato a Cimadolmo, in provincia  di Treviso, sul greto del fiume Piave. Un piccolo velivolo, un aereo da turismo Piper PA 18, è caduto, prendendo fuoco, dopo aver urtato i cavi dell’alta tensione (tranciati di netto). Per le due persone a bordo del velivolo, Matteo Passatello e Ornella Pillot, pilota e passeggera, di Villorba (entrambi di circa 40 anni), non c’è stato nulla da fare. Entrambi sono morti carbonizzati: il decesso è avvenuto, secondo i primi rilievi, dopo l’impatto, estremamente violento, con il suolo. Sul posto si sono portate le ambulanze del Suem 118, i vigili del fuoco di Treviso e Motta (oltre ai due elicotteri di Suem e pompieri) e i carabinieri di San Polo di Piave che hanno effettuato i primi accertamenti del caso.

Il sindaco di Cimadolmo, Gianni Ministeri, si trovava non lontano dal luogo della tragedia: “Ho visto alzarsi del fumo e sono intervenuto subito, abbiamo dovuto mettere in sicurezza la strada. Ho subito visto il cavo dell’alta tensione, di traverso sulla strada e appoggiato ad un guard rail che faceva scintille. Abbiamo subito dato l’allarme ai soccorsi. La zona è di difficile accesso e quindi le operazioni dei vigili del fuoco non sono state semplici”. Il Piper era decollato pochi minuti prima da Cimadolmo.

Prima un litigio, poi la furia omicida del 90enne che ha accoltellato l’uomo senza pietà.

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Dramma in un quartiere popolare di Trieste, dove un uomo di 90 anni è accusato di aver ucciso un quarantatreenne, suo coinquilino, e di aver tenuto il corpo nascosto in casa per giorni continuando a vivere nell’abitazione nonostante il cattivo odore. Il cadavere della vittima è stato rinvenuto due mattine fa. La polizia ha arrestato T.L., 90 anni. Le prime indagini svolte hanno consentito di accertare come tra la vittima e l’indagato fossero insorti da tempo dissidi che spesso sfociavano in accese liti. Il 43enne, come emerso durante l’ispezione esterna condotta dal medico legale, è stato colpito da pugnalate al petto e alla gola mentre era disteso a letto, probabilmente nel sonno, dal momento che indossava la sola biancheria intima e non sono stati rilevati segni di colluttazione né di effrazione. Il cadavere dell’uomo giaceva supino ed era stato coperto da un mucchio di vestiti, non solo per occultarne la vista, ma anche per cercare di evitare che l’odore si diffondesse.

L’ultima accesa discussione tra i due uomini è stata udita dai vicini di casa il giorno dell’omicidio. Inoltre, nella mattina dell’ 8 agosto, T. L. aveva comprato dei farmaci per curare delle evidenti ferite da taglio alla mano sinistra in una farmacia della città. L’anziano è poi rimasto all’interno dell’abitazione, nella stanza accanto a quella nella quale si trovava il cadavere del 43enne, per quasi una settimana, malgrado il persistente cattivo odore che ormai aveva interessato l’intero edificio, tanto che alcuni condomini avevano deciso di chiamare i Vigili del Fuoco e la polizia municipale per effettuare un controllo. Controllo che ha poi portato al ritrovamento del corpo del 43enne.

Drogato e ubriaco a folle velocità in moto investe e uccide madre e figlio

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Un motociclista ha travolto a forte velocità due pedoni uccidendoli entrambi. È accaduto a Brescia, in via Lamarmora, nel tardo pomeriggio di Ferragosto. Uno dei due pedoni è deceduto sul colpo mentre il secondo è stato trasportato in gravissime condizioni in ospedale è morto poco dopo. Ferito anche il motociclista.

Le vittime sono un uomo di 66 anni e la madre 93enne. Madre e figlio stavano attraversando la strada sulle strisce quando sono stati travolti dalla moto arrivata ad altissima velocità. Il motociclista responsabile del doppio investimento mortale è risultato positivo ad alcol e droga, è stato arrestato ed è ora piantonato in ospedale
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