Quotidiano Telematico di Viterbo

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Cronaca - page 2

Giovane donna muore dopo aver pulito la cucina: ecco cosa aveva usato

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Una donna spagnola di trenta anni è morta a Madrid probabilmente a causa di una intossicazione da inalazione di ammoniaca. Secondo quanto si legge sui media spagnoli, la trentenne si è sentita male e ha chiamato i soccorsi dopo aver pulito per circa due ore la sua cucina con ammoniaca e candeggina. Quando ha iniziato a non sentirsi molto bene la giovane donna ha chiamato il numero per le emergenze: erano le 3 del pomeriggio e lei, che era sola nella sua casa di Madrid, ai soccorritori ha detto che si sentiva svenire. Purtroppo però quando i vigili del fuoco sono arrivati a casa sua lei non ha aperto la porta. E quando i pompieri l’hanno forzata hanno trovato la trentenne per terra nella sua cucina. Aveva avuto un arresto cardiaco. I paramedici hanno provato per trenta minuti a rianimarla ma per lei non c’è stato nulla da fare.

Forse intossicata da ammoniaca e candeggina usate per pulire casa – “Tutto fa pensare a un’intossicazione da inalazione di ammoniaca”, ha spiegato un portavoce dell’Agenzia di sicurezza di Madrid, chiarendo comunque che verranno compiuti altri esami per accertare la causa della morte. La donna potrebbe aver utilizzato per pulire casa sia l’ammoniaca che la candeggina, due soluzioni che quando vengono a contatto in un ambiente casalingo possono diventare molto pericolose. L’ammoniaca si trova comunemente in diversi prodotti per la pulizia ma in quantità che normalmente non creano alcun problema. Esporsi comunque ad alte concentrazioni di ammoniaca può provocare dei problemi come bruciore degli occhi, del naso e della gola e in alcuni casi anche danni ai polmoni, cuore e cervello.

Roma, ucciso di botte per una lite in discoteca Fermati 5 buttafuori

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Si chiamava Giuseppe Galvagno l’uomo agonizzante e poi deceduto nella notte tra sabato e domenica fuori da una discoteca dell’Eur. L’uomo 50 anni nato a Catania ma residente nella capitale da diversi anni, aveva trascorso una serata al San Salvador insieme alla fidanzata, una donna italiana di 49 anni, poi intorno alle ore 1:30 sarebbe arrivata la richiesta di soccorsi dal parcheggio del locale sito in viale Oceano Atlantico 271. Entra e Leggi

Pugni, insulti e abusi sessuali nel coro del fratello di Ratzinger

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Pugni e schiaffi assestati con generosità, capelli e orecchie tirati e strattonati. E la sera a letto, colpi forti con la canna. Il racconto delle vittime del coro della cattedrale di Ratisbona, “Regensburger” nella lingua di Goethe, è agghiacciante. Tanto più che a subire gli abusi fisici e verbali degli insegnanti del collegio cattolico collegato al coro erano bambini. Quelli che facevano la pipì a letto, ha raccontato in televisione una delle vittime, venivano messi a sedere su una sedia, avvolti dalla testa in giù nelle lenzuola piene di urina. Il lato oscuro di una delle più celebrate istituzioni musicali bavarese e tedesche – vecchia di ben mille anni – è tornato alla ribalta con la pubblicazione di un rapporto preparato dall’avvocato Ulrich Weber.

La mole del documento, 450 pagine, è proporzionata a quelle degli abusi commessi, violenze fisiche perpetrate, secondo Weber, da 49 istitutori su 547 ragazzini in un arco di tempo che va dal Dopoguerra fino agli anni ’90. E poiché all’orrore non c’è mai fine, Weber ha contato anche 67 casi di abusi sessuali sui ragazzini a carico di 9 dei 49 insegnanti. Abusi commessi dagli istitutori dopo aver sistematicamente terrorizzato le voci bianche, affidate alle cure della cattedrale dai genitori orgogliosi del canto del loro bambino. Da Bach a Schutz a Handel, il coro dei Regensburger Domspatzen (“I passeri di Ratisbona”) è specializzato nel repertorio barocco, ma secondo Weber anche nell’imposizione di una cultura del silenzio che ha permesso di ce

lare i misfatti della diocesi per oltre sessant’anni. Le prime crepe nel muro di gomma di Regensburg si sono prodotte nel 2010 con le denunce degli abusi sessuali da parte di alcuni ex allievi del collegio. Rivelazioni che hanno dato coraggio ad altre ex vittime degli abusi: nel 2013 le testimonianze erano già 400.
Il nuovo rapporto di Weber getta una luce tetra non solo sulla Chiesa a Ratisbona ma sulla stessa Curia romana: fra il 1964 e il 1994 il coro è stato diretto da Georg Ratzinger, fratello di papa Benedetto XVI. Sarà lo stesso padre Georg a fare atto di contrizione, ammettendo nel marzo del 2010 chefir cattedrale gli schiaffi vo lavano in abbondanza – lui stesso ammise di averne dati diversi – e che il preside del collegio poteva essere a volte molto duro. Parole di ammissione ma dal tenore molto diverse da quelle che in queste ore abbondano sulla stampa tedesca, alla quale le ex vittime dettagliano le violenze psicologiche, fisiche e sessuali subite dagli istitutori.

A collegare ulteriormente le vicende bavaresi a quelle vaticane ha contribuito nel 2012 la nomina del vescovo di Regensburg Gerhard Ludwig Muller a prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede per decisione di papa Benedetto XVI. Da Roma il cardinale ha negato che la sua diocesi abbia mai ostacolato la giustizia. Muller tuttavia ha perso lustro e potere in seno alla Curia: due settimane fa Papa Francesco lo ha silurato a sorpresa, nominando alla guida dell’ex Sant’Uffizio il gesuita spagnolo Luis Ladaria. Nelle stesse ore papa Bergoglio dava il benservito anche al prefetto della Segreteria dell’Economia, il cardinale australiano George Pell, impegnato a difendersi davanti alla giustizia dei mortali dalle accuse di abusi sessuali su minori.
Nel 2016 la Chiesa ha offerto agli ex “passeri” di Ratisbona compensazioni fra i 5mila e i 20mila euro a testa per gli abusi subiti, ma secondo la stampa tedesca a stabilire la cifra sarà adesso un ente terzo.

“Mia moglie fa sesso con mia mamma”choc in diretta, entra la suocera poi la verità. “Non ho la vagina”

in Cronaca/Viterbo News by

Una storia oltre i confini della realtà. La moretta con la maglia viola si chiama Tania e non ha la vagina. Il suo dramma va in onda in diretta a Casa Cerrado, trasmissione spagnola con una passione per il trash, una sorta di Forum iberico più piccantello. La ragazza partecipa insieme al marito Alejandro, con cui sta vivendo un periodo di crisi. L’uomo, fuori di sé, la accusa non solo di tradirlo, ma di avere rapporti sessuali niente meno che con la di lui madre adottiva (che ovviamente fa il suo ingresso in studio).

A quel punto Tania non può più trattenere né lacrime né verità: “Lui sa di essere l’amore della mia vita, ma non riesco a fare sesso per un motivo di salute, non ho la vagina…”. Soffrirebbe della sindrome di Rokitansky: Tania ha le ovaie, ma non la cavità vaginale. Per questo si è sottoposta a un’operazione per aprire il canale ma avere rapporti sessuali è praticamente impossibile. “È troppo doloroso – ha spiegato lei -, ho provato la prima notte di nozze, ma non ce l’ho fatta”. Alla fine la giudice ha accordato il divorzio al frustratissimo Alejandro.

Consip, Romeo non risponde al gip, i legali: “Macché corruttore, un emarginato fregato”

in Cronaca/italia by

“Il nostro assistito afferma di non aver mai dato soldi a nessuno e di non avere mai incontrato Tiziano Renzi o gente legata all’entourage dell’ex presidente del Consiglio”. Lo hanno detto gli avvocati difensori di Alfredo Romeo, l’imprenditore arrestato per corruzione nella vicenda Consip, aggiungendo: “Non era un corruttore, fu emarginato”. All’interrogatorio di garanzia Romeo si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Gli avvocati: “Romeo era emarginato, altro che corruttore” – I legali Francesco Carotenuto, Giovanni Battista Vignola, Alfredo Sorge, hanno depositato una memoria difensiva di Romeo in cui capovolgono la situazione dicendo che l’imprenditore finito a Regina Coeli era tutt’altro che un corruttore. E l’avvocato Vignola spiega: “Non era un privilegiato, ma in Consip era un emarginato ed è stato fregato più volte. La contestazione per cui Romeo è in carcere è marginale: parliamo di 5mila euro ogni due mesi per avere consulenze private sul perfezionamento dei calcoli per presentare delle offerte”.

Aggiunge: “Abbiamo depositato un esposto di Romeo nell’aprile 2016, dove denunciava i raggruppamenti illeciti delle grosse imprese per aggiudicarsi gli appalti e soprattutto documentava come ha vinto e si è aggiudicato gli appalti. Ovvero solo ed esclusivamente praticando il prezzo più basso”. Tutti gli altri gruppi, spiegherebbe Romeo nell’esposto ricordato dal suo legale, hanno vinto o per essersi riuniti illegittimamente o per aver conseguito un punteggio molto alto sulla bontà del progetto. “Cioè su valutazioni discrezionali”, spiega l’avvocato Vignola. Quell’esposto, inviato per conoscenza anche ad Anac e Antitrust, è stato inviato ai pm di Napoli tre mesi fa e a quelli di Roma 20 giorni fa.

Cantone: “Tenere Consip lontano dagli scandali” – “Ritengo che sia uno strumento indispensabile per la politica degli appalti del Paese. E proprio per questo bisogna fare di tutto affinché sia tenuta lontana dagli scandali”. Così il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, ha commentato le notizie sull’inchiesta della centrale acquisti della Pubblica amministrazione. “Noi dell’Autorita Anticorruzione ci siamo fatti le nostre idee, e riteniamo che certi lotti non vadano costruiti in un certo modo, proprio per evitare certe problematiche”, ha quindi aggiunto.

Lascia di notte il figlio in auto per andare in discoteca: “A casa da solo non voleva stare”

in Cronaca/italia by

Alla serata in discoteca proprio non poteva rinunciare. Certo che il figlio, di appena 12 anni, stamattina (lunedì) andava a scuola e non si poteva tenere sveglio tutta la notte. Ma a casa non c’era nessuno che potesse stare con lui: così El Mostafa Ouassiri, 35 anni, residente a Cuneo, ha pensato bene di lasciarlo in auto mentre andava a ballare all’«Amancer» di Santena.

«L’ho lasciato con il motore acceso – si è giustificato con i militari che lo hanno rintracciato nel locale alle 3,30 –: così mio figlio aveva anche il riscaldamento acceso». Ed è stato proprio il fatto che l’auto avesse il motore acceso, in un angolo isolato del parcheggio, che ha insospettito la pattuglia dei carabinieri passata di fronte al locale. Quando i militari hanno visto il ragazzino dormire sul sedile posteriore è scattato l’allarme. «Papà è dentro, in discoteca», ha spiegato il bimbo. L’uomo è stato arrestato per abbandono di minore: il ragazzino è stato affidato ad una zia.

lastampa

Mafia a Messina, confisca da quasi 5 milioni a un esponente del clan Santapaola

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Beni per un valore complessivo di 4 milioni e 800 mila euro sono stati confiscati a Concetto Bucceri, esponente legato al clan mafioso Santapaola. Personale della Direzione Investigativa Antimafia di Messina, supportato dal Centro Operativo di Catania, sta eseguendo il provvedimento disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Messina, su proposta del Direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla.

Le indagini patrimoniali sono state condotte in sinergia con la Procura di Messina. Il provvedimento interessa l’intero patrimonio di Bucceri comprese alcune aziende intestate a fidati prestanome. I dettagli dell’operazione verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi alle ore 10.00 presso la nuova sede della Sezione Operativa Dia di Messina, alla presenza del Procuratore di Messina facente funzione Vincenzo Barbaro, e dei sostituti procuratori della Dda Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo.

 

Professoressa ubriaca a scuola: portata via dall’ambulanza

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In preda ai fumi dell’alcol durante l’orario di lezione. Una dipendente scolastica che lavora in un istituto superiore della città è stata ricoverata sabato mattina all’ospedale di Treviso. A chiedere l’intervento dell’ambulanza sono stati altri docenti e genitori che stavano partecipando con gli studenti all’ultima mattinata dedicata alla «settimana dello sport», organizzata all’interno dell’istituto.

 

La donna, che ha circa 45 anni, si sarebbe presentata a scuola come ogni mattina ma ai presenti, dopo il suono della campanella, è ben presto saltato agli occhi che c’era qualcosa che non andava.  La dipendente scolastica aveva bevuto, tant’è che il suo comportamento dettato dallo stato alcolemico alterato, è diventato aggressivo. Sulle prime nessuno fra i colleghi avrebbe notato la cosa, ma successivamente la 45enne avrebbe cominciato a discutere animatamente con un gruppo di studenti.

ilgazzettino

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