Quotidiano Telematico di Viterbo

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Esteri - page 2

Erdogan alla Germania: «Siete ancora nazisti»

in Attualità/Esteri by

Amsterdam – Nuvole da tempesta fra Turchia e Germania: il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, senza troppi giri di parole ha accusato Berlino di «praticare il nazismo», oggi come oltre 70 anni fa. A scatenare l’ira del “sultano” sono stati i dinieghi a ministri turchi in visita di tenere comizi presso le comunità turche di Germania, in vista del referendum con cui Ankara progetta di modificare la propria costituzione, conferendo ancora più poteri al presidente.

Dinieghi peraltro decisi dalle autorità locali tedesche per motivi di «sicurezza» e nei quali il governo della cancelliera Angela Merkel ufficialmente non ha un ruolo. Ma che segnano un nuovo “picco” nei tempestosi rapporti fra i due Paesi alleati Nato, dopo quello toccato quando la Turchia ha di recente arrestato il giornalista turco Deniz Yucel, corrispondente del tedesco Die Welt, incriminato per «propaganda terroristica» e per essere «agente tedesco».

L’escalation, che si era già impennata con le epurazioni seguite al fallito colpo di stato turco di luglio, è continuata nei giorni scorsi con la convocazione dell’ambasciatore ad Ankara dopo la cancellazione giovedì del comizio che il ministro della Giustizia turco, Bekir Bozdag, avrebbe dovuto tenere a Gaggenau, nel Baden-Wuerttemberg e il conseguente annullamento del previsto incontro con l’omologo tedesco, Heiko Maas. Solo dal Land della Renania-Vestfalia è venuta una parziale concessione: una manifestazione, blindata dalle forze di sicurezza, in un teatro della città renana, per il ministro delle finanze turco, Nihat Zeybekci.

Il referendum, previsto il 16 aprile ed esteso alle comunità della diaspora all’estero – fra 2,5 e 4 milioni i turchi nella sola Germania -, prevede, fra l’altro, la cancellazione della carica di primo ministro, la concentrazione del potere esecutivo nelle mani del presidente: insomma, la fine della repubblica parlamentare. Un’ulteriore, fondamentale tappa nella deriva autoritaria imboccata dalla Turchia di Erdogan agli occhi dell’Occidente.

«In Germania – ha detto oggi Erdogan, arringando la folla a una manifestazione di donne a Istanbul – non permettono ai nostri amici di parlare. Lasciateglielo fare. Pensate forse che impedendo loro di parlare i voti in Germania saranno per il no invece che per il sì? Germania, tu non hai niente a che fare con la democrazia. Queste vostre pratiche odierne – ha concluso Erdogan – non sono affatto differenti da quelle del Nazismo del passato. Pensavamo fossero finite, ma ci sbagliavamo».

Fra le repliche a caldo alle parole incandescenti di Erdogan, quella del deputato verde Volker Beck, che lo scorso giugno fu arrestato ad una manifestazione di gay pride a Istanbul: «Ora Erdogan sta veramente esagerando». Per la numero della Cdu, Julia Kloeckner, il “sultano” «sta reagendo come un bambino testardo che non riesce ad averla vinta».

E oggi la palla al balzo l’ha afferrata “pro domo sua” in Olanda il leader populista anti-islamico di estrema destra olandese, Geert Wilders, accreditato in testa con un 16% a dieci giorni nelle elezioni nel suo Paese: l’Olanda, ha detto oggi, deve proibire le visite di stato dei dirigenti di Ankara, dopo che il ministro degli esteri turco, Mavlut Cavusoglu, ha annunciato l’intenzione di tenere un comizio referendario a Rotterdam, dove c’è una nutrita comunità turca. Un comizio che Rutte ha definito «non auspicabile». Wilders per l’occasione ha definito Erdogan un leader «islamo-fascista».

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Messico: e’ salito a 36 le vittime dei fuochi d’artificio

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Il bilancio delle vittime nei fuochi d’artificio e’ salito a 36 persone

Le autorità messicane hanno  detto che sabato  una donna rimasta gravemente ustionata e deceduta per le gravi ferite riportate.
Le esplosioni di martedì nel mercato di San Pablito hanno formato  enormi pennacchi di fumo alti anche due chilometri e visibili da molto lontano.
Il mercato è in Tultepec, una città a circa 40 chilometri (25 miglia) a nord di Città del Messico che si autodefinisce capitale fuochi d’artificio del paese.
Un’esplosione allo stesso  mercato di fuochi causo’ nel 2005 un gran numero di persone ferite e ingenti danni.

Nel 2006 un’ incendio devasto’ parte del mercato. Da allora furono messi in atto miglioramenti sulla sicurezza, i funzionari propagandato il sito come un luogo molto sicuro hanno favorito il crescere di officine clandestine in alcune case locali.
Le esplosioni hanno scosso la coscienza degli abitanti di Tultepec, dove l’economia dipende in larga misura dal settore fuochi d’artificio.
E’ una tradizione di 200 anni la produzione di fuochi d’artificio nella città, che ospita una grande festa  ogni anno,e che attira l’attenzione internazionale.

Arrestati 11 parlamentari curdi, la Turchia blocca l’accesso ai social media

in Esteri by

Dopo gli arresti dei suoi deputati, tra cui i coleader Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag, il partito filo-curdo Hdp terrà sabato 5 novembre alle 14 locali (le 12 in Italia) una riunione d’emergenza a Diyarbakir, ‘capitale’ curda nel sud-est della Turchia.

Al contrario per Agramunt “l’arresto dei parlamentari invia il messaggio opposto, in particolare nella situazione attuale dopo la recente chiusura di 15 media curdi e il raid contro Cumhuriyet, uno dei maggiori quotidiani del Paese”. Sono tutti accusati di terrorismo: l’HDP non sarebbe altro che il braccio politico dell’organizzazione paramilitare curda PKK, Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Ha continuato dicendo che ‘La reazione a questo atto dirà come la vicenda proseguirà e con che risultato’. L’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, ha scritto su Twitter di essere “estramamente preoccupata” dall’accaduto. A cominciare da quei principi di democrazia liberale evidentemente malsopportati, che avrebbe voluto annientare attraverso una riforma costituzionale ma che ha più rapidamente azzerato attraverso questa sorta di controgolpe. Il blitz, a Diyarbakir e ad Ankara, è partito dopo mezzanotte.

Sempre in Europa il capogruppo degli europarlamentari socialisti e democratici, Gianni Pittella ha affermato: “Gli europarlamentari socialisti e democratici sono sconvolti per gli arresti dei leader e dei deputati Hdp“. La denuncia arriva il gruppo Turkey Blocks che, sul proprio sito internet, parla di restrizioni anche ai servizi di WhatsApp e Instagram. I sospetti, ha aggiunto Anadolu, non hanno risposto ai procuratori. “La Turchia deve salvaguardare la sua democrazia parlamentare, incluso il rispetto per i diritti umani e per lo Stato di diritto”.

Come previsto dall’accordo, grazie a una sorveglianza capillare, la Turchia ha davvero fermato il flusso di morti che lo scorso anno ha fatto del mar Egeo un cimitero.

L’HDP è il terzo partito nel parlamento turco con 59 seggi su 550 totali. “Preoccupato per arresto stanotte di @hdpdemirtas e altri deputati Hdp in Turchia“.

Fonti di Palazzo Chigi rendono noto che anche il premier Matteo Renzi sta seguendo con grande preoccupazione gli eventi delle ultime ore in Turchia. Secondo Turkey Blocks, l’oscuramento è legato all’arresto di 11 parlamentari del partito pro-curdo Hdp, nell’ambito di indagini antiterrorismo. L’Europa aveva promesso 3 miliardi di euro ad Ankara entro luglio, ma nonostante le visite di Angela Merkel e Donal Tusk, solerti nel complimentarsi con la Turchia per i progetti realizzati, meno di 250 mila euro sono giunti, a oggi nelle casse turche. La retata è stata commentata dal ministro della giustizia, Bekir Bozdag, con queste raggelanti parole (almeno per coloro che ritengono i parlamentari intoccabili nell’esercizio delle loro funzioni): “La stessa giustizia che si applica a tutti i cittadini si applica anche ai parlamentari”.

Inghilterra: 130 euro come regalo di matrimonio: rifiutato

in Esteri by

130 euro come regalo di matrimonio? Troppo poco per una sposa britannica che, dopo aver ricevuto il regalo da una coppia di conoscenti, ha inviato loro una mail per ottenere un regalo più ‘consistente’. La vicenda, avvenuta in Gran Bretagna, sta facendo il giro del mondo. La sposa avrebbe scritto nella mail inviata ai conoscenti:

“Il contributo sembra non corrispondere al calore degli auguri espressi per il grande giorno. Se volete inviare un aggiustamento sarebbe una cosa gradita”.

La storia è venuta alla ribalta perché la coppia di conoscenti ne ha parlato su Mumsnet, un network incentrato sulla famiglia, cercando di ottenere consigli su come rispondere agli sposi, chiedendo anche se fosse il caso di non prendere in considerazione tale mail. La coppia è rimasta sbalordita quando ha ricevuto quella mail dalla sposa:

“Ci sembrava un regalo corretto e siamo rimasti a bocca aperta… Era un’ex collega, ricordiamolo, non un amico intimo o un parente”.

Sembra che la coppia abbia, recentemente, ricevuto in eredità un cospicuo patrimonio. La sposa ne è venuta al corrente e, per questo, si aspettava un regalo di nozze più ‘generoso’. Insomma, la sposa ha fatto ‘i conti in tasca’ alla coppia di conoscenti non considerando che lei non era una loro amica intima o familiare. Diciamocela tutta, gran parte degli sposi pretende dagli invitati bei regali ma, effettivamente, gli oggetti di maggior valore vengono regalati dagli amici intimi o dai parenti. E ‘ vero o no? Uno degli episodi che può rovinare il matrimonio è proprio il momento dei regali. E’ indubbio che il regalo di nozze sia un elemento di imbarazzo sia per chi lo scarta che per chi lo dona. Il rischio di fare cilecca, di regalare qualcosa di sgradito è elevato, ecco perché sarebbe meglio regalare ai novelli sposi oggetti inseriti nell’eventuale lista di nozze. Molti sposi, quando non gradiscono un regalo, sorridono ugualmente, cercando di sembrare contenti per il dono ricevuto, anche se non lo sono. La sposa britannica, invece, quando ha ricevuto 130 euro si infuriata ed ha chiesto spudoratamente di ‘integrare’ il regalo di nozze. Mah…

Passa il tempo, ma i soldi contenuti in una busta rappresentano sempre uno dei regali di nozze che va per la maggiore perché, di solito, gli sposi devono sostenere molte spese per organizzare l’evento e quindi necessitano di rifarsi. Il regalo ‘monetario’, dunque, resta sempre gradito anche se gli invitati non sanno mai quanto dare. La regola generale è, in questi casi, quella di donare ciò che si può, senza privarsi di niente. C’è una regola non scritta, che si è imposta con la prassi, secondo cui bisogna dare agli sposi una somma equivalente o superiore a quella spesa per il pranzo o la cena. Il consiglio, comunque, è di non strafare, di non dilapidarvi perché il matrimonio dovrebbe essere un momento di festa e se gli sposi sono persone raziocinanti e sensibili non si preoccuperanno certamente della consistenza del vostro regalo.

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