Quotidiano Telematico di Viterbo

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“Perché”. Lo squallore su Marta, l’infermiera 29enne morta nel crollo del ponte

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Tra i tanti drammi venuti a galla in queste ore dopo il disastro di ponte Morandi a Genova, ce n’era uno in particolare che stava facendo il giro dei social italiani, commuovendo e spiazzando gli italiani ancora scossi da una tragedia che doveva e poteva essere evitata. Una lettera scritta dal padre di Marta Danisi, tra le 38 vittime di quella giornata infernale, infermiera alla quale il genitore aveva voluto dedicare delle righe accorate dopo essere venuto a sapere della sua scomparsa. Peccato che quelle frasi, condivise da tanti utenti e diventate virali, fossero in realtà completamente false, inventate, come purtroppo succede in questi tempi in cui i social sono spesso teatro per siparietti davvero di cattivo gusto. La verità è emersa soltanto nelle ore successive.

La lettera è stata infatti costruita artificialmente. Il padre della sfortunata 29enne, d’altronde, non avrebbe mai potuto scriverla di proprio pugno visto che l’uomo è a sua volta venuto a mancare a causa di una brutta malattia. A che pro, quindi, scrivere e diffondere sul web un simile oltraggio alla memoria di padre e figlia? Basta leggere un passo della conclusione della lettera per accorgersi che ci sono precise finalità politiche, che sfruttano l’onda emotiva della tragedia per fare della propaganda.

Ecco infatti un passaggio chiave: “E mentre c’è chi dal posto caldo dietro la propria scrivania discute sui vaccini, gli immigrati, le famiglie arcobaleno, mentre l’Italia crolla a pezzi, io piango chiedendo a Dio la forza per svegliarmi domani e vivere con la tua stessa volontà. Riposa in pace figlia mia senza un briciolo di coscienza”. La stessa famiglia di Marta ha smentito la veridicità del documento, spiegando che l’uomo è morto da tempo.

Un fenomeno che purtroppo è sempre più diffuso, questo, e che puntualmente sfrutta l’onda emotiva di casi di cronaca particolarmente gravi per attirare le attenzioni degli utenti, ignari di quanto stia realmente accadendo nell’etere. Difficile risalire, d’altronde, agli autori di post di questo tipo, quasi sempre lanciati da profili falsi che poi spariscono una volta smascherati.

“Guidava così”. E uccide madre e figlio, travolti in pieno centro mentre camminavano

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Non hanno avuto neppure il tempo di urlare. La moto gli era già addosso e non ha lasciato loro scampo uccidendoli sul colpo. È accaduto a Brescia nel tardo pomeriggio di Ferragosto. Uno dei due pedoni è deceduto sul colpo mentre il secondo è stato trasportato in gravissime condizioni in ospedale è morto poco dopo. Ferito anche il motociclista.Le vittime sono un uomo di 66 anni e la madre 93enne. Madre e figlio stavano attraversando la strada sulle strisce quando sono stati travolti dalla moto arrivata ad altissima velocità. Il motociclista responsabile del doppio investimento mortale è risultato positivo ad alcol e droga, è stato arrestato ed è ora piantonato in ospedale.Le persone che hanno perso la vita nel 2017 sono state il 34,2% in meno rispetto al 2007. I dati sono contenuti nel dossier dell’Istat sugli incidenti stradali in Italia ed elaborati dall’Adnkronos. Unico dato in crescita è quello della categoria per cui non sono state fatte campagne di sensibilizzazione.

Non sono state introdotte norme e non possono usufruire delle novità tecnologiche: i pedoni. Le persone che attraversando la strada sono rimaste coinvolte in incidenti stradali sono passate da 21.152 a 21.725 con un incremento del 2,7%.Negli ultimi 10 anni il numero di persone coinvolte in incidenti stradali è passato da 330.981 a 250.128 tra feriti e morti (-24,4%). Il numero di incidenti è passato da 230.871 del 2007 a 174.933 del 2017, con una riduzione del 24,2%, di cui gli indicenti mortali sono passati dal 2% all’1,8%.

Il numero dei feriti da 325.850 è passato a 246.750, con una riduzione del 24,3% mentre le persone decedute erano 5.131 e sono scese a 3.378 (-34,2%). I conducenti che hanno riportato ferite o sono deceduti passano da 230.971 a 170.714, in diminuzione del 26,1%; mentre i passeggeri, vittime di un incidente, sono calati del 26,8% (da 78.857 a 57.725).Le tabelle dell’Istat offrono anche una divisione per sesso da cui emerge che sono soprattutto gli uomini a restare coinvolti negli incidenti.

Nel 2007 gli uomini rimasti coinvolti in un incidente erano 210.308, pari al 63,5% del totale, di cui 206.182 feriti e 4.126 morti; mentre le donne erano 120.673 (36,5%), di cui 119.668 ferite e 1.005 morte. Dieci anni dopo gli uomini sono scesi a 155.586 (62,2% del totale), di cui 152.877 feriti e 2.709 morti; mentre le donne sono stati 94.542 (37,8%), di cui 93.873 ferite e 669 morte.Considerando solo gli incidenti mortali risulta che nell’80,2% dei casi che si sono verificati lo scorso anno le vittime erano uomini, mentre nel restante 19,8% erano donne. Il fenomeno interessa soprattutto il sesso maschile anche andando indietro nel tempo; nel 2007 gli uomini che hanno perso la vita erano il 78,7% del totale, mentre le donne il 21,3%.

Ponte Morandi, polemica tra Salvini e Atlantia

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Matteo Salvini va all’attacco di Atlantia e in un post pubblicato su Facebook punta il dito contro la holding che controlla Autostrade per l’Italia: “Atlantia (Autostrade) riesce ancora, con faccia di bronzo incredibile e con morti ancora da riconoscere, a parlare di soldi e di affari – scrive il ministro dell’Interno – chiedendo altri milioni agli italiani in caso di revoca della concessione da parte del Governo dopo la strage di Genova. Dall’alto dei loro portafogli pieni (e dei loro cuori vuoti) chiedessero scusa e ci dessero i nomi dei colpevoli del disastro, che devono pagare. Il resto non ci interessa”. Intanto, questa mattina, dopo non essere riuscita a fare prezzo per quasi un’ora, il titolo di Atlantia è andato a picco in Borsa. In una nota, la società ha sottolineato che le modalità dell’annuncio della revoca delle concessioni fatta ieri dal governo “possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti della società”. La holding ha inoltre evidenziato che “anche nell’ipotesi di revoca o decadenza della concessione, secondo le norme e procedure nella stessa disciplinate, spetta comunque alla concessionaria il riconoscimento del valore residuo della concessione, dedotte le eventuali penali se ed in quanto applicabili”.

E si parla anche del futuro delle concessioni. Da Atlantia si sottolinea che “anche nell’ipotesi di revoca o decadenza della concessione, secondo le norme e procedure nella stessa disciplinate, spetta comunque alla concessionaria il riconoscimento del valore residuo della concessione, dedotte le eventuali penali se ed in quanto applicabili”. La società “continuerà a supportare la controllata Autostrade per l’Italia nelle interlocuzioni con le istituzioni in questa delicata fase avendo riguardo anche alla tutela dei propri azionisti ed obbligazionisti con una corretta e tempestiva informazione al mercato”.

Edizione Srl, holding che fa capo alla famiglia Benetton e che controlla Atlantia tramite la società Sintonia, “farà tutto ciò che è in suo potere per favorire l’accertamento della verità e delle responsabilità dell’accaduto” del crollo del ponte Morandi. E’ quanto si comunica da Edizione che, “a nome dei suoi azionisti e del suo management, esprime profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e la propria vicinanza ai feriti e a tutti coloro che sono stati coinvolti nel tragico crollo avvenuto a Genova”. Edizione “è certa della determinata volontà di collaborazione con le istituzioni e le autorità preposte da parte della società operativa Autostrade per l’Italia e della sua capogruppo Atlantia che, negli ultimi 10 anni, hanno investito oltre 10 miliardi di euro nell’ampliamento e ammodernamento della rete autostradale italiana”.

Infine, Luigi Di Maio. Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, in un’intervista a Radio24, è tornato sulla revoca della concessione. ”Non è possibile che si possa morire pagando il pedaggio. Prima che il governo annunciasse il ritiro della concessione, già la Borsa aveva condannato Atlantia. Se non sono in grado di gestire le autostrade, lo farà lo Stato – ha ribadito – Tutti parlano oggi della penale da 20 miliardi per la revoca della concessione. Ma se la motivazione è giusta e 40 morti finora mi sembrano una buona motivazione, non credo che si dovranno pagare penali. Tutti chiedono giustizia a Genova. Ci sono tutte le ragioni per recedere dalla concessione senza pagare penali. Gli utili netti che fanno queste società, che hanno operato in monopolio, fanno arrabbiare tutti. I Benetton li incontreremo quando gli revocheremo la concessione”. ”Probabilmente i contratti con Autostrade venivano secretati perché troppo vergognosi. Noi li desecreteremo” ha confermato Di Maio.

Serie A Streaming gratis Napoli – Roma partita in Diretta Live Tv

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Il big macth Napoli – Roma  inizierà alle ore 20:45, è l’anticipo dell’ottava giornata di serie A.  Come Vedere Napoli – Roma Streaming Gratis è possibile per tutti oggi Sabato 03 Marzo alle ore 20:45 grazie a Mediaset e Sky che trasmetteranno la partita su Sky Super Calcio, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, anche in HD (alta definizione), e su Premium Sport e Premium Sport HD.

Napoli – Roma  Alle ore 20:45  il match tra Napoli – Roma. Si gioca per la Serie A  edizione 2017-18. streaming gratis per gli abbonati con Sky Go e Premium Play, app alle quali possiamo accedere con laptop, computer, smartphone e tablet.

Come possibili alternative dove vedere Napoli – Roma, ci sarebbero, in via non del tutto ufficiale, Video YouTubeFacebook LiveStream e Periscope. Il raccoglitore internet di links online gratuiti Rojadirecta non è più da considerarsi valido, perchè dichiarato illegale in Italia già da un bel po’ di tempo.  La gara che si giocherà oggi alle ore 20:45 potrà essere seguita in tv come al solito sui dispositivi di Sky e Premium,oppure collegando il proprio personal computer alla tv con il cavo HDMI grazie al servizio in streaming delle due emittenti, Sky Go e Premium Play. Tuttavia, per vedere in streaming gratis Napoli – Roma  senza pagare bisogna andare su Rojadirecta oppure siti alternativi ad esso se non funziona: sono però siti pirata illegali, e non possiamo fare altro che sconsigliarne la fruizione.

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Ci vuole ben altro, per abbattere un “mostro”: uno che se ne va da undici anni in giro con la stessa maglia, che sta per toccare le cinquecento partite (complessive), che statisticamente si è spinto oltre Maradona, non può inginocchiarsi dinnanzi all’influenza. Queste sono vicende anche appartengono agli umani e Marek Hamsik rientra in “altre” categorie: infatti, dopo aver preso (simbolicamente) il termometro ed averlo lanciato lontano da sé, il capitano s’è accomodato in macchina e si è fatto due passi a Castel Volturno. Un po’ di palestra, differenziato, ma ci siamo, si gioca, con lui (presumibilmente) nella formazione titolarissima, quella a cui è impossibile per Sarri – pensar di rinunciare: a meno che….

I CONVOCATI. Hamsik ha aperto una breccia, e soltanto per una notte, poi quando ieri si è presentato al campo, gli occhialini da intellettuale, lo sguardo vispo e l’espressione rassicurante, Zielinski ha intuito che gli sarebbe toccata la panchina. Per sicurezza, vien da pensare, si deciderà tutto stamattina, quando sarà diffuso l’elenco dei convocati.

CHIRICHES BRINDA. Gioca il Napoli di sempre, più o meno, quello che è nato dopo l’infortunio di Ghoulam, che ha debuttato il 18 ottobre contro il Milan (perché aVerona, con il Chievo, in mezzo al campo ci andò Zielinski), che poi ha replicato in campionato complessivamente per sette volte. Ritocca a loro, ma le novità non mancano: debutta, seppur in panchina, il croato Milik, che potrà avere percezione del San Paolo; e torna, dovrebbe farlo, a cinque mesi dall’infortunio, Milik, che ha avvertito le sensazioni giuste e si riappropria di se stesso, in un finale di stagione in cui ci sarà bisogno di energia fresca e rinnovata. Ma poi bisogna anche programmare e il Napoli lo sta facendo: Vlad Chiriches resterà sino al 2022, come da annuncio ufficiale, perché a volte le partite vengono dopo (ma solo a volte).

Recupera. Nainggolan ha ancora male alle gengive, dopo la gomitata di Kessie che l’ha costretto all’intervento di ricostruzione di un dente. Ma voi potete immaginare la Roma senza il suo ninja in campo a Napoli? Ecco, no.

CLASSICO.

Quindi alla fine Radja Nainggolan dovrebbe giocare, componendo il terzetto di centrocampo più classico con De Rossi e Strootman.

Lorenzo Pellegrini sarà il primo cambio con l’opzione in più, che è Maxime Gonalons, tornato nella lista dei convocati dopo due mesi di assenza dovuti a una seria lesione muscolare.

TURCO-EGIZIO. Sarà quindi un 4-3-3, come domenica scorsa contro il Milan, tendente al 4-1-4-1 in fase di non possesso con De Rossi a proteggere la linea difensiva e i due esterni d’attacco a inseguire i terzini di Sarri. Di Francesco ieri ha mischiato le squadre durante l’allenamento di rifinitura a Trigoria ma sembra aver scelto di confermare Under a destra e di rilanciare El Shaarawy a sinistra. Defrel, che pure è stato considerato in settimana per il ruolo di esterno destro, ha qualche acciacco e andrà in panchina, così come Pe- rotti. Confermato anche il ritorno di Dzeko da centravanti: lo scorso anno al San Paolo segnò la doppietta che diede una svolta alla stagione sua e della Roma. La speranza di tutti i romanisti è che si ripeta stasera dopo il grigiore di 4 gol in 24 p artite tra campionato e coppe.

Andò, più o meno, così, mentre Roma-Napoli stava recitando il suo V finale, e si era nel vivo delle emozioni di una sfida dal sapore di Champions: 1-2 all’Olimpico, e nel campo, sugli spalti, dinnanzi al televisore, s’avvertivano le vibrazioni. Andò, più o meno, con le coronarie di chiunque – che fossero tifosi giallorossi o partenopei – costrette a difendersi da quell’uragano di sensazioni che al minuto 49 dalla ripresa, dunque a un niente dal capolinea, ^avventarono sugli spettatori: palla al limite dell’area, verso sinistra, a Perotti, che vede la porta, la cerca, ma prima di trovarla s’imbatte in Koulibaly.

E in quell’istante che il calcio diventa (poi) una figurina celebrativa della Panini, perché Pepe Reina, che intanto sta volando da una parte, s’awita su se stesso, fa la torsione, trova il colpo di reni, ci mette la “manona” spinge il pallone sulla traversa, resta in terra, si catapulta con il corpo a difesa della porta, ritrova la sfera e con i piedi la manda in angolo. L’avrebbero definito pazzesco, quel capolavoro; oppure ci avrebbero trovato dentro qualcosa di miracoloso, in quel 4 marzo del 2017, sette mesi prima che Pepe lo rifacesse ancora, nello stesso stadio, nella stessa area, con le stesse modalità.

IL BIS. Roma-Napoli di questo campionato qua, il 14 ottobre scorso: è 0-1 quando serve l’acquasantiera per rifarsi il segno della croce e pensare di essere al cospetto di un intervento divino. Stavolta, nel mischione da angolo, si stacca Fazio, va oltre gli avversari e quasi nel pareggio, lo sente per un una frazione di secondo, sino a quando non percepisce che il marziano ci è arrivato di nuovo: stavolta il guantone spinge la palla sul palo e siamo al bis.

LA SFIDA. Eccola qua la foto, è un must, è la sintesi di una prodezza, è il frammento della memoria che resta dinnanzi agli occhi di chi quel Roma-Napoli l’ha vista per due volte consecutive e ad un certo punto ha avuto il sospetto d’essere davanti a un replay: ma come ha fatto? Eccola qua la sua partita, quella di Pepe Reina, che contro la Roma non si limita ad interventi eccezionali, ma alza l’asticella, si prende la standing ovation, tira fuori il meglio del suo repertorio, scova in sé le energie ed il talento e lascia che si sprigionino in una scena.

Eccola, è Reina contro Alisson, ma a distanza, sotto gli occhi di Morgan De Sanctis, che a Napoli ha lasciato amici in quantità industriale, e va ad intrecciarsi in questo sabato intrigante, nell’incertezza d’una partita che può anche restare appesa ad una istantanea, fosse pure una soltanto. Sembra un quadro, un’opera d’arte che appartenga alla vena creativa di un artista: invece è la rappresentazione dell’abilità tecnica e della elasticità fisica, la sintesi dell’atletismo.

Eccole qua, le slide di quei Roma-Napoli divenute, mediatica- mente, un poster per poter domare la propria amarezza o guarnire la personale felicità: è tutto racchiuso in quel volo, il tormento e l’estasi della gente, e Pepe Reina.

Le suggestioni sono belle perché non impegnano, come uno sguardo all’orizzonte sul golfo di Napoli: escono quasi naturali. E così, davanti alla prospettiva di un futuro da condividere con Mario Balotelli di cui il procuratore Raiola ha parlato nel mese di gennaio ai dirigenti della Roma, Eusebio Di Francesco trasmette entusiasmo: «Lo allenerei con piacere, ovviamente. Mario è un calciatore stimolante perché ha grandi mezzi, al di là del carattere particolare. Anzi voglio raccontarvi un aneddoto: due anni fa facemmo una lunga chiacchierata, provai a portarlo al Sassuolo ma poi non trovammo le condizioni». Bum. Balotelli alla Roma? Forse no, forse è presto per dirlo, ma a questo punto l’ipotesi può prendere corpo, tanto più a parametro zero. Dipenderà essenzialmente dalle uscite in attacco e dalle conseguenti necessità

L’ATTEGGIAMENTO. Intanto però Di Francesco deve pensare alla precarietà del momento: in campionato la Roma ha perso fuori casa solo contro la Juventus nelle ultime 19 partite (vincendo 14 volte) ma stavolta al San Paolo parte dal -19 in classifica contro il Napoli di Sarri. «Noi dobbiamo fare risultato. L’avversario sta bene, sia fisicamente sia mentalmente, ma manca sempre meno tempo alla fine del campionato e quindi si stanno riducendo le possibilità per riprenderci il posto in Champions. Dobbiamo provare a fare punti anche qui, con determinazione e convinzione, anche se i risultati ottenuti fin qui negli scontri diretti ci hanno tolto qualcosa». Da amante del calcio, apprezza il lavoro del collega che incontrò per la prima volta in C1 dieci anni fa: «Sarri è uno dei migliori allenatori in circolazione ma ha avuto più tempo di me, ha cominciato prima di me la carriera. Mutando convinzioni peraltro: prima faceva il 4-4-2, poi è passato al 4-3-1-2 e infine al 4-3-3».

IL CONFRONTO. Dovrebbe essere questo il modulo che Di Francesco utilizzerà al San Paolo, con il conforto della riunione tattica organizzata con la squadra dopo la sconfitta con il Milan: «Ma è bene spiegare. Io ascolto tutti perché è educato e rispettoso. Ascolto anche voi e vi rispondo. Ma alla fine le decisioni le prendo sempre io. Mi dà fastidio che possa essere confuso il mio stile con una mancanza di personalità. Il sistema di gioco sarà sempre impostato da me, i calciatori faranno sempre quello che dico io». Mima con la mano il “ciao” per rafforzare il concetto: «Se mi accorgerò che dall’altra parte non c’è una risposta, sarò il primo a salutare la Roma. Ma oggi non ho questa percezione. Il problema è sempre lo stesso: se giochi corto, compatto, resti dentro alla partita. Se ti allunghi puoi cavartela soltanto se un grande calciatore inventa una giocata. E a quel punto non è più un discorso di modulo». In settimana ha lavorato più sulla testa che sulle gambe dei giocatori: «Se i ragazzi non volessero fare ciò che chiedo si capirebbe dall’inizio. Invece all’inizio ci provano e poi alla prima difficoltà perdono il filo conduttore, uscendo dalla partita. Dobbiamo migliorare in questo: il fatto che spesso non recuperiamo una situazione di svantaggio è significativo (sette volte su nove, ndi), qualcosa ci manca sotto il profilo mentale».

Il pene gli resta intrappolato in una chiave inglese per un giorno intero operato d’urgenza

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Il caso arriva dalla Cina. Un uomo di 37 anni si è presentato all’ospedale di Taizhou, nella provincia di Zhejiang, col pene gonfio e livido. I medici lo hanno immediatamente operato. Ma per liberarlo sono stati costretti a chiedere l’aiuto dei vigili del fuoco e di una equipe di dentisti.

Era arrivato in ospedale con una chiave inglese bloccata attorno al pene. I medici del nosocomio di Taizhou, nella provincia di Zhejiang, nella Cina orientale, hanno immediatamente sottoposto il 37enne, la cui identità non è stata rivelata, ad un intervento chirurgico dopo aver appresso dall’uomo che quell’attrezzo era rimasto intrappolato attorno suo organo per ben 17 ore. Il membro infatti gli era diventato gonfio e viola. Tuttavia, sia i medici che i vigili del fuoco, non sono stati in grado di liberare l’uomo.

E così sono stati costretti a farsi aiutare da una squadra di dentisti che alla fine, grazie all’utilizzo di un trapano dentale, sono riusciti ad estrarre la chiave inglese. Secondo Huanqiu.com, affiliato al People’s Daily China, il 37enne vive nella città di Linhai. Non è ancora chiaro perché la chiave inglese fosse bloccata attorno al pene del 37enne. Zhou Gi e Shi Gengsheng, i due dentisti che hanno ‘operato’ l’uomo, hanno spiegato che il trapano dispone di un motore ad alta velocità che ruota 200/300mila volte al minuto: “dispone anche di un raffreddatore ad acqua ad alta pressione per ridurre il calore causato dalla perforazione”, ha detto Zhou.

C’è posta per te, Salvatore respinto: Silvia nuova tronista di Uomini e Donne

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Chi assiste a una puntata di C’è posta per te, normalmente, va a caccia del lieto fine. Tuttavia ci sono dei casi in cui il pubblico, quando una busta rimane chiusa è veramente capace di esultare. Questo è proprio quello che è successo a Silvia e Salvatore, la coppia protagonista di una delle storie raccontate da Queen Mary. Il numeroso pubblico che segue il people show del sabato sera di Canale 5 si è molto appassionato alla storia raccontata dalla De Filippi, dove abbiamo visto che Salvatore si è rivolto per chiederle aiuto nel cercare di risolvere i suoi problemi con la ragazza che qualche mese fa scoprì il suo tradimento. I due ragazzi arrivano dalla provincia di Napoli: Salvatore per un anno e mezzo ha portato avanti, nonostante le nozze programmate, una storia parallela con un’altra donna tenendo ovviamente all’oscuro la sua fidanzata Silvia, con la quale era fidanzato da oltre sei anni. Un colpo di scena clamoroso che ha fatto cascare il mondo dorato della bella Silvia, che nonostante la giovane età in trasmissione ha dimostrato una grande maturità. Silvia, infatti, non ha mai nascosto che stare lontano da Salvatore per lei non è affatto facile. (continua dopo la foto)

La ragazza, infatti, ha rivelato che questi due mesi in cui sono stati lontani l’uno dall’altro ha sofferto moltissimo ma al tempo stesso Silvia ha dichiarato che non riesce a pensare al suo futuro al fianco di Salvatore, almeno non in questo momento. La giovane, infatti, sostiene che sia ancora troppo presto per perdonare Salvatore e soprattutto che sia ancora troppo presto pensare di nuovo al suo futuro al fianco di Sasi, così come lo chiamava lei. Alla fine della storia Silvia ha chiesto a Maria De Filippi di non aprire la busta: la ragazza in lacrime non ce l’ha fatta a ricominciare di nuovo da zero al fianco di Salvatore e ha preferito uscire da sola dallo studio del people show del sabato sera di Canale 5. Ma poi c’è stato il colpo di cena.

(continua dopo le foto)

Il carattere e la bellezza di Silvia hanno colpito tutti e decisamente bucato lo schermo. Le sue affermazioni sono piaciute parecchio al pubblico, che ha chiesto a gran voce di chiamare la napoletana sul Trono di Uomini e Donne. Maturità e serietà hanno contraddistinto l’ex fidanzata di Salvatore. “Silvia sul trono di Uomini e Donne subito” ha chiesto all’unanimità il pubblico su Twitter. Maria accoglierà la richiesta del suo pubblico? O Silvia preferirà perdonare Salvatore? Nonostante la busta chiusa, infatti, la giovane ha lasciato una porta aperta all’ex fidanzato. “Per il momento è presto” ha sussurrato Silvia alla De Filippi. Ma ad oggi il suo no è rimasto tale.

Isola dei Famosi, torna Raz Degan?

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Non sono passate neppure due settimane dall’inizio della nuova edizione dell’Isola dei Famosi eppure in Honduras la situazione è già esplosiva. Prima l’addio di Chiara Nasti, poi la lite tra Francesco Monte e Eva Henger con l’accusa di aver portato marijuana sull’Isola. Quindi l’eliminazione della pornodiva e la lite, sempre di Monte con Nadia Rinaldi che non ha proprio gradito le frasi sulle donne cinquantenni che “dovrebbero stare a casa”. Adesso un nuovo capitolo. Stando a un gossip riportato dal Vicolo delle News, due nuovi concorrenti starebbero per entrare in gioco. Due nuovi personaggi famosi sono stati chiamati negli studi Mediaset, pronti per partire alla volta dell’Honduras. Perché far entrare altri naufraghi dopo l’arrivo della scorsa settimana di Elena Morali e Simone Barbato? Per il momento non è chiaro ma è probabile che la famigerata squalifica di Francesco Monte e qualche altro componente del cast vada a buon fine. Ma non è tutto: nei corridoi della produzione che lavora al reality show è stato avvistato anche Raz Degan, il vincitore dell’ultima edizione del programma.

Secondo qualcuno l’ex compagno di Paola Barale potrebbe ritornare nel format con un ruolo inedito. Quale sarà? Per il momento non resta che attendere la decisione Mediaset, che verrà comunicata da Alessia Marcuzzi solo lunedì 5 febbraio. Intanto, dopo lo sopracitate accuse di Eva Henger ecco che arriva la nota ufficiale Mediaset sul caso. 1) La concorrente ha iniziato ad accusare un collega chiedendone la squalifica solo nel corso delle “nomination”. 2) La conduttrice ha immediatamente chiesto alla concorrente di chiarire bene ciò che stava dicendo, pur se il tema non aveva niente a che fare con la fase di gioco in atto. Nessuna volontà quindi da parte del programma di distogliere l’attenzione dall’accaduto ma esattamente il contrario.

(Continua dopo le foto)

Compatibilmente con la tutela del pubblico televisivo in una fascia oraria (le 21.55 circa) caratterizzata dalla presenza di famiglie davanti al teleschermo. 3) Fino a questo momento le accuse sono semplicemente frutto del punto di vista di una persona non suffragato da alcuna concretezza. 4) La produzione dell’Isola sta esaminando il materiale video disponibile per verificare i fatti. Tenendo ben presente che Canale 5 e la conduttrice Alessia Marcuzzi sono assolutamente contrari all’uso di qualsiasi sostanza illecita, vale il principio secondo cui tutti i concorrenti del programma hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri di ogni altro individuo. 5) Qualora emergessero comportamenti contrari alla sensibilità del pubblico, Canale 5, come ha sempre fatto, prenderà gli opportuni provvedimenti

L’avete riconosciuta? È lei l’unica ad esserci riuscita: pur essendo sempre inseguita dai paparazzi, li ha fregati tutti. Da settimane si vociferava che fosse incinta: non solo era vero, ma ha addirittura già partorito

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“Mi dispiace avervi tenuto al buio, ma ho scelto di non portare avanti la gravidanza di fronte al mondo. Mi conosco e avevo bisogno di prepararmi a questo ruolo nel modo meno stressante possibile. Non c’è un momento pianificato, nessun grande annuncio ben pagato. Grazie alla mia famiglia e ai miei amici per avermi aiutato a tenere privato questo momento speciale”, ha scritto su Instagram. Dopo mesi di pettegolezzi e di lontananza dalle scene, Kylie Jenner ha annunciato di essere diventata mamma. La più giovane di casa Kardashian-Jenner e il rapper Travis Scott hanno avuto una bambina. I due stanno insieme da circa un anno: i primi rumors sulla coppia sono apparsi ad aprile 2017, subito dopo la rottura tra la più piccola del clan Kardashian e il fidanzato storico Tyga. La piccola, nata dalla relazione con il rapper Travis Scott, è venuta alla luce lo scorso 1 febbraio e pare sia una bimba bella e sana. La neomamma non potrebbe essere più felice: “Ho il cuore che mi scoppia di felicità”, ha scritto Kylie sui social.

Kylie Jenner ha insomma partorito il suo primo figlio e si tratta di una femminuccia. A confermarlo è stata lei stessa con un post condiviso su Instagram, rivolto ai suoi tantissimi follower. La più piccola delle sorelle Kardashian-Jenner – Kylie ha 20 anni – è finalmente diventata mamma, dopo aver tenuto al riparo dalle luci della ribalta la sua gravidanza. Una scelta insolita per lei, abituata alle prime pagine delle riviste di gossip. (Continua dopo le foto)

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Scoprire la dolce attesa è stato un fulmine a ciel sereno per la ragazza, che ha appena venti anni. Oltre a pubblicare un comunicato, Kylie ha postato un video di alcune immagini della sua gestazione. Un omaggio alla figlia appena nata della quale, per il momento, non si conosce il nome. Nel filmato appare anche Travis Scott: come sussurravano i rumor è lui il padre della piccola e il rapper non sta vivendo alcuna crisi con Kylie. Stando a quanto riferito da un insider a E!Online, Kylie ha intenzione di essere molto più riservata e pacata ora che è diventata mamma, perché prende molto sul serio il suo ruolo di genitore: “Ha sempre voluto essere una mamma giovane. Nonostante l’età, è molto pratica con i bambini ed è molto materna. Essere madre è impegnativo, in questi mesi ha voluto ricaricarsi”.

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