Quotidiano Telematico di Viterbo

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Salute - page 11

Da prugna e frutti di bosco potente arma anti-asma e psoriasi

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Le prugne sono un rimedio naturale, rinomate per il loro benefici a livello intestinale. In molti, ad esempio, le conoscono come efficaci  contro la costipazione. I buoni motivi per mangiarle, però, non finiscono qui. Questi frutti sono infatti utilizzati ormai da secoli nel trattamento della pressione alta, dell’ittero, della febbre, del diabete e di vari problemi di digestione.

 

Dalla pelle della prugna arriva un composto davvero promettente che potrebbe aiutare nella lotta alla psoriasi e all’asma, anche la forma grave e resistente ai farmaci oggi disponibili. Secondo quanto riferito in una ricerca pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine, si tratta della “cianidina” una molecola presente anche nei frutti di bosco che ha dimostrato di avere un’azione antinfiammatoria specifica senza precedenti, andando a ‘pigiare’ un tasto molto importante nel nostro organismo. Condotto presso la University School of Medicine a Cliveland, lo studio è stato basato sull’analisi di oltre 90 mila composti naturali. I ricercatori sono andati a vedere quali composti interagissero con una molecola infiammatoria molto “cattiva”, già bersaglio di ben 50 sperimentazioni cliniche con altri farmaci sperimentali, l’interleuchina 17 A.

 

La cianidina è risultata capace di bloccare l’interazione di questa interleuchina con il suo recettore e così facendo blocca il processo infiammatorio. In studi su topolini la cianidina si è dimostrata capace di curare la psoriasi e anche l’asma grave non curabile con i farmaci glucocorticosteroidi. La semplicità e maneggevolezza di questa piccola molecola ne fa un candidato perfetto per nuove terapie, molto più semplici di tante costose terapie sperimentali con anticorpi specifici mai scevre da effetti avversi.

Alla base dei loro benefici ci sarebbe la loro caratteristica composizione nutrizionale. Nel caso del trattamento della costipazione tutto dipenderebbe principalmente dalle fibre (che per l’80% sono del tipo solubile) e dal sorbitolo presenti al loro interno. Il sorbitolo è infatti dotato di note proprietà lassative e le fibre contribuirebbero a velocizzare il transito intestinale del cibo, aumentare la frequenza dei movimenti intestinali e migliorare la consistenza delle feci. Le fibre renderebbero inoltre le prugne adatte all’alimentazione da seguire per combattere il diabete; queste molecole aiutano infatti ad evitare il rapido aumento della glicemia che sarebbe altrimenti promosso dall’abbondanza di zuccheri semplici che caratterizza le prugne: glucosio, fruttosio, saccarosio e lo stesso sorbitolo. Tuttavia, resta sempre importante non esagerare con il consumo di alimenti così ricchi di questi nutrienti.

Oltre alle fibre e agli zuccheri, le prugne apportano poi anche aminoacidivitamine e minerali. In particolare, questi frutti sono fonti di vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina K, calcio, magnesio, zinco, rame, manganese, selenio, boro e potassio. Quest’ultimo può essere utile per proteggere la salute cardiovascolare, mentre il calcio rende le prugne un prezioso alleato contro l’osteoporosi. A questi nutrienti si aggiungono composti dall’azione antiossidante – i polifenoli – che nelle prugne sarebbero particolarmente abbondanti; fra di essi sono inclusi l’acido clorogenico, l’acido neoclorogenico, l’acido caffeico, l’acido cumarico e la rutina. Infine, nutrienti e sostanze presenti nelle prugne sembrano conferire a questi frutti anche proprietà antitumorali e protettive nei confronti del fegato e aiutare a tenere sotto controllo il livello dei grassi nel sangue.

 

Introdurre le prugne nella propria alimentazione quotidiana sembra quindi una buona idea. Fresche, secche o sotto forma di succo, questi frutti possono trovare facilmente spazio nella dieta di tutti i giorni, ad esempio come spuntino, oppure a colazione, come aggiunta alla classica tazza di latte e cereali. Per chi soffre di costipazione una buona scelta potrebbe essere bere una tazza di succo di prugne al mattino, per stimolare la digestione, e poi ancora tra mezz’ora e un’ora dalla fine di un pasto pesante. Le prugne sono però anche ottimi ingredienti per la cucina salata; provatele in aggiunta a un’insalata, insieme alla carne o avvolte in poco prosciutto crudo e ripassate in padella: potrebbero sorprendervi.(Fonte)

 

Soffrite di ansia da d’insonnia? forse il rimedio c’e’

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Il metodo 4-7-8 per addormentarsi facilmente: come funziona? Si basa su una tecnica che, secondo il suo creatore, si rivelerebbe particolarmente efficace. Questo sistema è stato inventato da Andrew Weill, un medico statunitense laureato alla Harvard University. Si basa sul respiro e sulla possibilità di regolarlo in modo preciso. Per alcuni non è affatto facile addormentarsi subito, eppure Andrew Weill è convinto che questo metodo da lui ideato possa far addormentare soltanto in 60 secondi, perché, secondo lui, sarebbe un vero e proprio calmante naturale per il sistema nervoso.

  Come funziona

Per applicare il metodo 4-7-8 per addormentarsi subito, bisogna seguire una tecnica ben precisa:

  • prendere un grande respiro,
  • espellere tutta l’aria dai polmoni,
  • tenendo la bocca chiusa, inalare con il naso,
  • contare fino a 4 mentalmente,
  • trattenere il respiro contando fino a 7,
  • far uscire tutta l’aria dalla bocca per 8 secondi,
  • ripetere le mosse per 3 volte.

Il dottor Weill, per mettere a punto il metodo 4-7-8, si è ispirato ad un’antica pratica indiana. Si tratta della pranayama, che letteralmente significa controllo ritmico del respiro. Per mezzo della quantità di ossigeno che passa attraverso la respirazione controllata, si otterrebbe un effetto rilassante sul sistema nervoso parasimpatico. Quando una persona si trova sotto stress, il sistema nervoso è stimolato in maniera eccessiva. La conseguenza può consistere in uno squilibrio che causa una mancanza di sonno.

Invece il metodo 4-7-8 induce il soggetto a sentirsi più calmo e si rivelerebbe anche una tecnica valida per contrastare l’ansia.

E’ lo stesso dottor Weill a spiegare di aver provato personalmente questa tecnica e di averne tratto degli immediati benefici. Il medico statunitense spiega di aver preso per anni dei farmaci contro l’ansia e di aver sperimentato questo respiro ritmico controllato per sentirsi meno agitato. Naturalmente la tecnica non va applicata subito, ma prima, secondo le istruzioni del medico, il soggetto dovrebbe “allenarsi” almeno 2 volte al giorno per un periodo che va dalle 6 alle 8 settimane.

Soltanto in questo modo può diventare particolarmente esperto e riuscire ad applicare nel modo corretto ed efficace il metodo 4-7-8, per addormentarsi in un minuto. Secondo il dottor Weill, il metodo 4-7-8 consentirebbe di allontanare i pensieri negativi e di sentirsi più in armonia con il proprio corpo. Ecco perché sarebbe da tenere presente anche per contrastare i sintomi connessi all’agitazione nervosa.

Il pesce di plastica in tavola

in Salute/Viterbo News by

Il 15 dicembre 2016 con un comunicato stampa l’Ismar-Cnr ha pubblicato uno studio sulle microplastiche nel Mediterraneo occidentale. Sono state rilevate alte concentrazioni di microplastiche sopratutto nella fascia costiera e a largo della Toscana.

“Per la prima volta sono stati individuati i polimeri che costituiscono la microplastica galleggiante in mare e la loro distribuzione. Si tratta soprattutto di polietilene e polipropilene, ma anche di frammenti più pesanti come poliammidi e vernici, oltre a policaprolactone, un polimero considerato biodegradabile”, afferma Stefano Aliani dell’Ismar-Cnr. “Questo tipo di informazioni sono importanti per avere una stima precisa della dimensione del problema generato dai rifiuti di microplastica in mare e per attivare opportuni programmi di riduzione della presenza di questi inquinanti”. Dagli studi fatti si e’ capito che la microplastica e distribuita non in misura omogenea, ma dalle diverse aree piu’ o meno abitate lungo la costa.

Stefano Aliani del Cnr afferma che“Ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 300 milioni di tonnellate di plastica e si pensa che fino a 12 milioni di tonnellate finiscano in mare. La microplastica è costituita da quei frammenti di plastica più piccoli di 2 millimetri che, per quanto non visibili ad occhio nudo, sono stati trovati a galleggiare pressoché ovunque nel Mediterraneo, con concentrazioni tra le più alte al mondo. Ad esempio, nel vortice subtropicale del Pacifico settentrionale nel 1999 sono stati stimati circa 335.000 frammenti di plastica per km2, mentre in Mediterraneo si parla di una media di circa1.25 milioni. Nel tratto di mare tra la Toscana e la Corsica è stata rilevata la presenza di circa 10 kg di microplastiche per km2, contro i circa 2 kg presenti a largo delle coste occidentali della Sardegna e della Sicilia e lungo il tratto nord della costa pugliese”.

Le sponsorizzazioni video nell’incentivare il consumo del pescato locale ha sminuito l’importanza del comunicato,e di conseguenza sotto le festivita’ natalizie si e’ consumato pesce,non di scoglio,non di sabbia,ma di plastica con buona pace per tutti i consumatori.

Forse si e’ trovato un nuovo trattamento rivoluzionario per debellare alcuni tumori

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Il primo intervento in soli 10 minuti.

Un ago incandescente contro il tumore. Si, la tecnica innovativa si chiama “termoablazione mediante microonde”, permette di liquefare il tumore (e anche le forme metastatiche) al fegato, ai reni, ai polmoni, alla tiroide e alle ossa in un’unica seduta, anche ambulatorialmente, il paziente viene anestetizzato e curato in pochi minuti senza alcun dolore e, in molti casi, senza  la necessità poi di trattamenti chemioterapici. Il nuovo metodo rivoluziona alcune neoplasie, ed eseguita nella Chirurgia e Medicina dell’Ospedale di Chioggia: proprio oggi, martedì 15 novembre, i dottori della Ulss 14 hanno curato con questo innovativo trattamento, in soli dieci minuti, un signore  di 75 anni che era affetto da una grave lesione metastatica epatica.

«La termoablazione mediante microonde  hanno spiegato il primario di Chirurgia Salvatore Ramuscello insieme al responsabile del servizio di ecografia interventistica Mario Della Loggia  è un nuovissimo trattamento che necessita di un generatore di microonde e di un terminale chiamato antenna che, mediante guida ecografica, viene inserita direttamente nella lesione. L’antenna, attraverso un aumento di temperatura rapido, controllato e localizzato, provoca la distruzione del tessuto malato con la massima precisione.”

Dicono anche i dottori;”Si puo’ intervenire in maniera meno invasiva, con una piccola incisione di 2-3 millimetri, su tumori importanti e calibrare il tipo di cura a seconda della neoplasia: si agisce localmente, delimitando e colpendo solo l’area interessata dalla malattia.” L’intensità del calore e la durata dell’intervento e’ calcolata in base alla grandezza del tumore. In questo modo evitiamo l’asportazione chirurgica, rendendo possibile il trattamento anche su pazienti pluripatologici, quindi inoperabili e fragili, con tempi di ricovero più brevi e una migliore ripresa funzionale dei pazienti stessi.” 

L’intervento  è durato 10 minuti e nel giro di alcune ore il paziente potrà già andare a casa con una ferita di 2 millimetri senza neppure una sutura. La Uls precisa che non è una prestazione limitata localmente, ma che comunque tutte le richieste saranno vagliate dal Comitato oncologico.

Caso Nicole: rinviati a giudizio i medici e l’ostetrica, assolto il direttore sanitario

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Giornata intensa oggi per l’inchiesta sulla morte della piccola Nicole, deceduta subito dopo essere nata nel febbraio 2015 nella clinica Gibiino in circostanze ancora da chiarire. Il Gup Alessandro Ricciardolo ha deciso nel primo pomeriggio di mandare a processo, come richiesto dai Pm, la ginecologa Maria Ausilia Palermo, il neonatologo Antonio Di Pasquale, e l’anestesista Giovanni Gibiino, indagati per omicidio colposo; e l’ostetrica Valentina Spanò per false attestazioni. La posizione del direttore sanitario Danilo Audibert è stata archiviata.

La mattina è stata pesante per i genitori della neonata,  la mamma Tania Egitto sperava che tutti gli indagati venissero rinviati a giudizio. “Noi – commenta Tania a Cataniatoday – speravamo che tutti venissero rinviati a giudizio. Questa mattina ho dovuto ascoltare cose assurde da parte degli avvocati dei medici. Hanno cercato di scaricarsi la colpa da una parte e dall’altra che tutto quello che è successo è nella norma. Addirittura – continua la mamma della piccola Nicole – l’avvocato della dottoressa Palermo  ha quasi insinuato che la garza dimenticata dentro il mio ventre l’avessi messa io”.

Nel procedimento si sono costituiti parte civile l’assessorato regionale alla Salute, i genitori, i nonni, bisnonni e gli zii della bambina, l’associazione Codacons e anche la casa di cura, che sarà nel processo anche col ruolo di responsabile civile. La prima udienza del processo sarà il 16 marzo 2017.

 

Ecco lo spray italiano che combatte l’eiaculazione precoce

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Frutto di un’ampia gamma di variabili di natura organica ed emotiva, l’eiaculazione precoce può trasformarsi nel maggior deterrente maschile (impotenza a parte) per al corretto svolgimento della vita sessuale di coppia, dato che l’improvvisa cessazione del rapporto viene percepita non solo come il prodotto di un carico di eccitazione eccessivo rispetto alle potenzialità dell’autocontrollo, ma anche della sostanziale incapacità a far fronte alle esigenze dell’altro sesso e di portare a termine l’”operazione” i tempi quantomeno accettabili.

Per impedire dunque che il letto coniugale si trasformi in un sorta di inferno della velocità improvvisa e che l’atto porti i dote ulteriori carichi di frustrazione, rammarico e recriminazioni, l’eiaculazione precoce andrebbe affrontata alla radice, andando a scindere le componenti psicologiche da quelle fisicheprima di addentarsi nei meandri di una terapia specifica che può essere spesso fuorviante e improduttiva qualora i reali termini della problematica vengano confusi o no risultino chiari.

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Con l’intento di portare un po’ di serenità nei letti degli Italiani,l’azienda Recordati si appresta a lanciare sul mercato, in previsione del 2017, un particolare spray che si ripromette di tamponare l’emergenza in modo non invasivo, magari in attesa di una soluzione definitiva e di sbloccare le remore sessuali connesse con l’atto, le quali rappresentano spesso la radice del problema, se non il problema stesso.

Denominato Fortacin, lo spray in questione basa la sua efficacia su un composto a base di lidocaina e prilocaina che svolge sui tessuti interessati un’azione di tipo ritardante (simile a quella svolta da alcuni appositi preservativi, ma enormemente amplificata), consentendo così di aumentare la durata della prestazione mediante il ricorso ad un farmaco ad azione locale, privo degli effetti collaterali connessi con l’assunzione di pillole specifiche e con la necessità di metabolizzarle a livello organico.

Soggetto comunque ad obbligo di prescrizione, il Fortacin mira a fare leva su quell’ampia porzione di pubblico in cui l’eiaculazione precoce viene sottovalutata per via del timore di doversi affidare a lunghe cure farmacologiche o di dover affrontare il problema mediante sedute dallo psicanalista, magari di coppia, in cui la componente legata all’imbarazzo gioca un ruolo di spicco nel processo di guarigione.

Concepito con l’esplicito intento di ricondurre l’eiaculazione curabile nel novero delle patologie curabili in maniera agevole, lo spray italiano si appresta dunque a varcare le porte delle camere da letto di tutti coloro che si trovano costretti a vivere una sorta di incomunicabilità di fondo con a la partner per via di una problematica troppo spesso assurta a barzelletta o caricata di significati alieni dalla sua vera genesi.

Gli energy drinks possono danneggiare il fegato in modo grave

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Tutte le presunte tisane depurative e gli artifici farmacologici ideati per depurare l’organismo si trovano ad essere assolutamente inutili ed inefficaci per via del fatto che, anche in assenza di intrugli misticheggianti, il nostro fegato provvede già in maniera autonoma ad espellere tutti gli elementi non idonei alla nostra autoconservazione e a mondare il nostro corpo da ospiti graditi e sostanze potenzialmente tossiche, assunte attraverso la dieta.

Se dunque è del tutto superfluo cercare di imporre al fegato una disintossicazione fittizia, sarebbe invece buona norma cercare di non danneggiarlo senza motivo, andando ad evitare l’abuso di farmaci, bevande alcoliche e di quegli energy drinks che possono appesantire ed intasare seriamente la ghiandola preposta allo “smaltimento dei rifiuti”.

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A conferma di quanto era già stato postulato a più riprese è infatti giunto uno studio condotto dall’università della Florida volto a chiarire la natura dei danni che gli energy drinks presenti in commercio possono apportare al fegato, prendendo spunto dal recente ricovero (dotato ormai di eco planetaria) di un paziente seriamente intossicato dall’abuso di bibite energetiche.

Secondo i medici provenienti dallo “swing state” elettorale per eccellenza, il superamento della soglia di sicurezza, fissata per gli energy drinks in un consumo pari a circa 20g al giorno, comporta una superproduzione di blirubina in grado di condurre in breve tempo in direzione di una condizione di itterizia o epatite e di danni piuttosto ingenti provocati al fegato.

Ad incidere negativamente sulle funzionalità del fegato sarebbe, nel dettaglio, una particolare sostanza contenuta egli energy drinks (la niacina), che assumerebbe una valenza fortemente tossica in caso di ingestione prolungata e smodata, costringendo il fegato ad un carico di lavoro eccessivo e ad un conseguente blocco delle sue funzioni, originato proprio da una mole di sostanze da eliminare divenuta via via insostenibile.

Salvo nei casi di intossicazione vera e propria o di sopraggiunta condizione patologica, è comunque sufficiente liberarsi dalla presenza eccessiva di scorie lasciate dagli energy drinks semplicemente praticando l’astinenza totale dalle bevande per un periodo pari a tre giorni, durante il quale il fegato provvederà depurarsi anche in assenza d quegli intrugli magici che fanno la gioia dei venditori di tutto il mondo.

Visite gratuite sabato in Dermatologia a Chieti per la diagnosi della psoriasi

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Cade, allora, a proposito l’invito di Paolo Amerio, dermatologo tra i piu’ noti in Abruzzo, a partecipare all’Open Day di sabato prossimo, 29 ottobre, promosso in occasione della Giornata mondiale della psoriasi. Questa iniziativa ha lo scopo sia di far conoscere i centri ospedalieri che si dedicano alla cura delle persone affette da Psoriasi che di fornire una fotografia dell’esistente e dei bisogni dei pazienti.

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle, non infettiva né contagiosa, solitamente di carattere cronico e recidivante. Ma anche in quest’ambito i bambini sono penalizzati dalla mancanza di studi clinici: solo i cortisonici sono approvati, mentre i farmaci di più recente introduzione (i derivati dalla vitamina D), più “maneggevoli” ed efficaci, non hanno indicazione registrata e quindi non sono rimborsati per l’età pediatrica. Nei Centri di riferimento che funzionano, purtroppo pochi, i pazienti possono essere presi in carico e valutati anche per le altre patologie che spesso si accompagnano alla psoriasi – interviene Giampiero Girolomoni, part president della SIDeMaST (Societ Italiana di Dermatologia) -, per esempio ipertensione o ipercolesterolemia: importante valutare i malati nel loro complesso e curarli a 360 gradi. Abbiamo ormai un’esperienza decennale con questi medicinali e sappiamo che sono validi e sicuri.

Durante il percorso di cura, però si “perdono” molti pazienti. Le visite, al massimo 40 nell’arco della giornata, non sono prenotabili. “Una malattia – sottolineano gli esperti -di complessa gestione terapeutica, che coinvolge circa il 3% della popolazione mondiale e si associa frequentemente, oltre al ben noto coinvolgimento articolare, a obesità, ipertensione, diabete e precoce aterosclerosi”.

Due le strutture coinvolte in Piemonte: l’ospedale Koelliker Pro Infantia di Torino (prenotazioni al numero 011-6184613 dalle 9 alle 12) e l’ambulatorio dermatologico dell’ospedale Carle di Cuneo (su prenotazione: possibile telefonare fino a domani dalle 14 alle 16 allo 0171-616886)

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