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“Non è possibile!”. Serena, è successo a 2 anni esatti dal sisma di Amatrice

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Era il 24 agosto 2016 quando l’Italia, che oggi piange per i morti del crollo del ponte Morandi a Genova, si trovava con il cuore spezzato di fronte a un’altra, terribile tragedia, un terremoto che aveva colpito il centro Italia e distrutto la città di Amatrice. Le immagini, terribili, sono ancora fresche nella memoria di tutti noi. Un dramma che aveva spazzato via tante vite e segnato per sempre quella di una ragazza, Serena D’Amico, che oggi ha 15 anni e che dal momento del sisma aveva smesso di parlare. La ragazza aveva perso quel giorno la nonna, morta sotto le macerie della casa dove viveva e crollata a causa delle scosse. Un lutto che non era mai riuscita a superare e che l’aveva portata a chiudersi nel suo mutismo, senza più reagire. Fino a oggi, però. Grazie all’idea di una professoressa del liceo Classico “Varrone” di Rieti, Maria Flavia Perotti, sua insegnante di Italiano, Storia e Geografia, il 6 dicembre 2017 Serena è infatti tornata a parlare di nuovo.

Il compito assegnato era questo: un tema dal titolo “Inventa un racconto a piacere”. Davanti a quel foglio bianco, riporta Il Messaggero, Serena si è sbloccata, riuscendo finalmente a esprimersi come non faceva da tempo.”Dopo quel tema Serena si è sbloccata – conclude la professoressa – prendendo parte alle lezioni. Ha iniziato a raccontare della sua vita ad Amatrice, di com’era prima del terremoto e così via. Il tema ha segnato una sorta di rinascita alla vita per la ragazza”.

La professoressa Perotti, scrive il quotidiano, era tra le persone che speravano che la studentessa potesse tornare a parlare. “Succedeva sempre nell’ora di geografia. Tra gli argomenti c’era anche il tema del terremoto: quando intuiva che potessi parlare dell’argomento, Serena si alzava e senza dire nulla usciva dalla classe. Non ho mai provato a fermarla” dice l’insegnante. La situazione è cambiata a dicembre, quando la ragazza ha ripercorso la notte del terremoto.

Serena si trovava ad Amatrice, luogo dove trascorreva le estati dopo la separazione dei genitori, vicino alla nonna. “Il 24 agosto è un giorno che ricorderò per il resto della mia vita – si legge nel tema – a volte un oggetto che ho davanti, o magari una persona, mi riportano a quel giorno”. Nel finale, riferendosi alla nonna: “È una persona forte che si è sempre sacrificata per il bene della famiglia: per me è una seconda mamma. Utilizzo i tempi al presente perché lei non merita di essere ricordata al passato”.

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E’ quasi impossibile e anche molto costoso trovare un biglietto per la partita di domani pomeriggio, quando al Bentegodi di Verona esordirà la Juventus di Cristiano Ronaldo. L’effetto CR7 non solo ha alzato il prezzo dei biglietti fino anche al 50%, ma ha bruciato i tagliandi disponibili in pochissimo tempo. Eppure lo stadio scaligero non sarà esaurito. Sì, perché la sezione della Cruva Sud occupata dagli ultrà del Verona non è stata messa in vendita dal Chievo. Non una novità, visto che tra i due club della città vige questo patto non scritto, per il quale i tifosi ospiti delle partite del Chievo non possono occupare lo spazio degli ultrà del Verona e viceversa. Nella logica ultrà una difesa del proprio territorio che non deve essere occupato da nessun’altra tifoseria.

Il che, di fatto, riduce il settore ospiti, per altro costretti in posti meno comodi e in assoluto riduce la capienza dello stadio. L’accordo, negli anni passati, non aveva destato particolare clamore, ma proprio la caccia al biglietto scatenatasi per l’arrivo di CR7 ha evidenziato la situazione e ha fatto infuriare i tifosi della Juventus che avrebbero sicuramente acquistato in blocco i posti della Sud che rimarranno vuoti. In Veneto sono attivi, infatti, moltissimi Juventus Official Fan Club, alcuni dei quali anche particolarmente numerosi e, al di là dei club, la febbre Ronaldo è altissima ovunque. Così se domani ci sarà un buco di spettatori sugli spalti non è perché l’esordio di Ronaldo non ha entusiasmato i veronesi, ma perché quella parte dello stadio di proprietà del Comune di Verona nonè disponibile alla vendita.

La prima gara della giornata di Serie A 2018-2019 inizierà con la partita Chievo – Juventus dove ci sarà l’attesissimo esordio nella squadra bianconera e specialmente nel campionato italiano di Cristiano Ronaldo. La squadra capitanata dal mister Allegri ripartire bene ed incassare immediatamente tre punti per far capire sin da subito la propria forza. Per quanto riguarda il Chievo sarà molto importante partire senza timori magari, facendo il colpaccio.

La Juventus seguirà con grande interesse le mosse di Paris Saint Germain e Bar­cellona fino alla fine del mercato, che per loro è fissato a fine agosto. Se nei prossimi quindici giorni il ventitreenne Adrien Rabiot non passasse dai francesi ai catalani, allo­ra entrerebbe prepotentemente nell’agen­da juventina per il 2019, anno in cui sarà il suo contratto. Ecco perché Beppe Marotta e Fabio Paratici sono attentissimi: Rabiot è un loro pupillo da diversi anni e ora po­trebbero riuscire a prenderlo in scadenza di contratto.

POGBA

Paul Pogba è stato uno dei tanti giocatori che si sono offerti alla Juventus nel corso del mercato. Forse uno dei più insistenti, anche perché il legame con il grup­po bianconero è forte e tanti sono stati i messaggi ai suoi excompagni. E nel frattempo, il rapporto con José Mourin- ho ulteriormente logora­to. La Juventus ha anche ac­carezzato l’idea di riportarlo a Torino, puntando proprio sulla sua volontà, ma è stata determinante l’intransigen­za dello United. Può essere un colpo della prossima estate? Se Mourin- ho dovesse rimanere a Manchester ci sono buone possibilità.

PJANIC

Miralem Pjanic è stato il giocatore più rich­iesto della Juventus. Al netto delle decine di sondaggi informali effettuati direttamente o per interposta persona, i dirigenti bian­coneri hanno ricevuto offerte circostanzi­ate da Manchester City (50 milioni), Chelsea

(55 milioni) e per ultimo il Real Madrid del quale è stata respinta la proposta di 60 mil­ioni. A questo punto il bosniaco firmerà un rinnovo di contratto nel corso dell’autunno, sfiorando probabilmente i 7 milioni a stagi­one. Poi nella prossima estate si vedrà se ri­prenderà l’assalto.

MILINKOVIC SAVIC

La Juventus ha sempre apprezzato e conti­nua a seguire con grande interesse Sergej Milinkovic Savie, ma ritiene folli le richi­este di Claudio Lotito. Ecco perché nonos­tante il giocatore sia sempre nel mirino bi­anconero, non è stato mai veramente vicino nel corso di quest’estate, nella quale il presi­dente laziale non è mai sceso sotto i 120 mil­ioni per il suo gioiello. Gioiello che ha tutta l’aria di rimanere in vetrina, perché dopo la chiusura del mercato inglese (dove si mor­morava di un interesse del­lo United, tuttavia mai vera­mente riscontrato), ora resta­no la Spagna (con il Bar^a che effettivamente cerca un cen­trocampista e il Real a cac­cia di un nome da vendere) e la Francia (dove il Psg an­nusa da tempo il giocatore), ma in Serbia sono sicuri che alla line Milinkovic Savic non si muoverà dalla Lazio. E la prossima estate si vedrà.

JORGE MENDES

Laffare Cancelo ha aperto a quello Ronaldo, entrambi hanno stabilito un nuovo asse del­la Juventus con Jorge Mendes, il super agen­te portoghese che muove i grandi nomi del mercato internazionale. E’ nata una nuo­va santa alleanza? No, nel senso che i diri­genti bianconeri non vogliono legarsi a un unico procuratore, ma mantengono buoni rapporti con tutti. Jorge Mendes, tuttavia, si è aperto una via preferenziale.

La gara fra Chievo- Juventus  inizierà Sabato alle ore 18:00, è l’anticipo dell’ottava giornata di serie A.  Come Vedere Chievo- Juventus Streaming Gratis è possibile per tutti oggi Sabato 03 Marzo alle ore 18:00 grazie a Mediaset e Sky che trasmetteranno la partita su Sky Super Calcio, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, anche in HD (alta definizione), e su Premium Sport e Premium Sport HD.

Chievo- Juventus  Alle ore 18:00  il match tra Chievo- Juventus. Si gioca per la Serie A  edizione 2017-18. streaming gratis per gli abbonati con Sky Go e Premium Play, app alle quali possiamo accedere con laptop, computer, smartphone e tablet.

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Più moduli, perché un tecnico moderno deve conoscere i movimenti dei diversi schieramenti tattici. Allegri, che è modernissimo ma che allo stesso mantiene i tratti più classici dell’allenatore italiano, per la sua Juve punta su un must: adattare il sistema di gioco ai calciatori disponibili. Per questo oggi, alla vigilia della sua quinta avventura bianconera, riparte da un 4-4-2 riveduto e corretto, più fluido e non certo così ben delineato come quello del suo creatore Arrigo. Le basi di Max sono fondamentalmente tre: la difesa a quattro, Pjanic regista che si muove partendo più basso rispetto alla linea dei centrocampisti e due punte perché Ronaldo a 33 anni ha bisogno di una spalla e non può fare il terminale da solo.

VARIAZIONI. Si può parlare, quindi, di 4-4-2? Sì, perché la Juve lo ha adotatto per tutta la tournée in America, dove a guidare c’era Allegri mentre il suo collaboratore Dolcetti faceva correre gli attaccanti a Torino. Negli States, però, mentre Pjanic abbassava molto il suo raggio d’azione, davanti c’era Favilli (finito al Genoa) che faceva il centravanti che da solo regge il peso dell’attacco: 4-1-4-1, allora. Da lì, ecco più o meno tutte le varianti in base al movimento degli esterni d’attacco, al numero dei mediani schierati a sostegno di Pjanic (uno o due) e di conseguenza alla presenza o meno di una seconda punta. Seconda punta che è diventata realtà una settimana fa, quando Allegri ha ripreso in mano la Juve al completo. Toccando il meno possibile l’assetto che garantisce equilibrio e solidità, le due punte sono state scelte per due motivi. Il primo, come detto, è che Ronaldo non è più negli anni in cui si può prendere da solo tutte le botte della difesa avversaria; il secondo – che si sposa alla perfezione con il primo – è che Dybala faticherebbe troppo a fare l’attaccante esterno del 4-33, modulo che sembrava fatto apposta per questa Juve.

MOVIMENTI. Ci sarebbe anche un terzo motivo, ma questo Allegri non lo aveva messo in conto: Bernardeschi è diventato un giocatore al quale è sempre difficile rinunciare, perché il suo impiego garantisce allo stesso tempo corsa, sacrificio, tecnica e capacità di palleggio, tutto in un giocatore. Normale per uno che a 23 anni ha già fatto l’esterno a tutta fascia (alla Fiorentina), il centravanti (con l’Italia Under 21) e sta studiando da mediano proprio su indicazione di Allegri. Che però, intanto, lo fa partire dalla sua posizione naturale: esterno destro che in base allo svilup-
po del gioco può decidere cosa fare con il suo sinistro di lusso.

SVILUPPI. Il resto, per la nuova Juve, è tutto quasi naturale. I due esterni di difesa avanzano in maniera alternata (con Cancelo o Cuadrado a destra Alex Sandro è spesso chiamato a restare dietro a sinistra), Douglas Costa vola partendo dalla posizione largo a sinistra, il secondo centrocampista centrale (la spalla di Pjanic) macina chilometri in mezzo al campo e in tutte le direzioni e i due attaccanti fanno il movimento classico delle punte del 4-4-2, cioè “uno va e uno viene”, con compiti alternati di andare incontro al pallone o in profondità. Le basi della quinta Juve di Allegri, insomma, sembrano comunque ottime. E il tecnico ci ha già insegnato che ama cambiare e variare, anche durante la stessa partita. Mettendoci, infine, ciò che per lui conta sempre di più di ogni altra cosa: «L’atteggiamento giusto».

Un mese fa Mario Mandzukic scendeva in campo nella finale Mondiale di Mosca, segnava un gol e diventava vice campione del mondo. Trenta giorni dopo quella pagina storica della sua carriera, coronata da un’accoglienza al rientro in Croazia da vincitore, l’attaccante della Juventus lascia la Nazionale. L’addio viene spiegato in una lunga lettera ai tifosi in cui SuperMario usa parole affettuose e commoventi, a lui inusuali visti i suoi modi un po’ burberi, ma nella quale non lascia spazio a possibili ripensamenti. «E’ il momento giusto, dopo che ho dato il meglio di me stesso per contribuire al più grande successo del calcio croato. Per quanto l’argento al Mondiale mi riempia di nuove energie, mi è stato più facile prendere questa decisione impossibile».

A 32 anni, dopo aver vestito la maglia a scacchi bianconerossa per 14 anni, dall’Under 19 fino alla nazionale maggiore, totalizzando 109 presenze e segnando 38 gol, Mandzukic ha capito di essere arrivato al capolinea. La grande cavalcata in Coppa del Mondo, culminata con la finale persa contro la Francia, è stato il culmine della sua storia con la Croazia, ora ha deciso di riservare tutte le energie soltanto per la maglia bianconera.

PAROLE CON IL CUORE

«Cari tifosi, mi è sempre piaciuto parlare in campo piuttosto che fuori – ha scritto nel suo post su Instagram -. Pertanto, queste parole sono un po’ più difficili rispetto a quando ho dovuto superare un avversario o correre per 120 minuti. Più difficile perché so quanta felicità mi hanno portato tutti gli incontri, tutte le partite e le vittorie. Più difficile, perché so quanto sia emozionante ascoltare il nostro inno prima delle partite. Più difficile, perché so quale onore è vestire la maglia croata e rappresentare il tuo Paese. Più difficile, perché so che questa è veramente la line». Lascia da vicecampione del mondo, il punto più alto mai raggiunto dalla Croazia. «Abbiamo vissuto un sogno, ho sentito sempre l’amore dei tifosi. L’arrivo a Zagabria e in tutta la Croazia rimarrà il ricordo più importante della mia carriera. E’ stato il viaggio più bello e il miglior ritorno a casa. Sono orgoglioso del traguardo raggiunto dopo tanti sforzi, fatica, delusioni e momenti pesanti». Al momento del commiato, l’attaccante ringrazia tutti. «Ognuno ha lasciato un segno nella mia storia. Nessuno è perfetto: ho perso occasioni, frainteso segnali. Ma ho sempre lasciato il cuore in campo». E da Barcellona arrivano i saluti di Ivan Rakitic: «Peccato, sono stati bellissimi anni nello spogliatoio». Se da oggi Mandzukic sarà il primo tifoso di Modric e compagni, in casa Juventus c’è pure Giorgio Chiellini che sta meditando l’addio all’Italia. In un’intervista esclusiva durante la tournée negli Usa si è detto combattuto. «Non sono più un giovincello, forse nel mio ruolo Mancini vorrà puntare sui tanti ragazzi bravi che ci sono, affronterò il discorso anche con lui».

«Saranno schierate anche le unità anti-terrorismo perché si tratta di un evento che ha assunto una rilevanza mondiale». Le parole sono del vice prefetto vicario di Verona, Angelo Sidoti, l’evento mondiale al quale si riferisce è il debutto in campionato della Juventus targata Cristiano Ronaldo, sabato alle 18 al Bentegodi. Evento mondiale per l’arrivo dei tifosi di Ronaldo anche dall’estero, per la copertura mediatica (giornali, tv, siti internet), per l’attenzione internazionale che ricadrà su Verona. Attenzione che merita, dunque, l’impiego delle unità antiterrorismo. La decisione è stata presa nel corso della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolta in prefettura.

Sono previsti più di trentamila spettatori per assistere alla prima in Italia del fuoriclasse portoghese che, sfidando il Chievo con la sua Juventus, metterà a dura prova non soltanto i difensori avversari ma anche la viabilità cittadina. «Abbiamo pubblicizzato il piano della viabilità organizzato per sabato perché il quartiere Stadio sarà davvero preso d’assalto – ha spiegato ancora Sidoti -, ma sono previste anche importanti misure di sicurezza, con numerosi rinforzi in arrivo». In effetti, si tratta di una vero e proprio piano straordinario, mai verificatosi prima a Verona. L’accesso allo stadio sarà consentito solo fino a esaurimento dei posti auto nelle vicinanze del Bentegodi. Poi,tutto sarà off limits, con le forze dell’ordine che hanno invitato i tifosi ad andare allo stadio a piedi o con mezzi a due ruote.

Intanto c’è una novità per i tifosi, soprattutto per quelli della Juventus che continuano a cercare biglietti. Entro domani, dopo il temporaneo esaurito comunicato dalla biglietteria gialloblù due giorni fa, vedranno aprirsi una nuova finestra. Nel senso che è stato deciso di includere nell’offerta anche il settore delle Poltronissime Sud, l’anello stile tribuna sotto la Curva ospite (la Sud inferiore invece resta chiusa), per un totale di circa 950 posti, per i quali non è necessaria la tessera del tifoso e il cui prezzo varia dai 150 euro per l’intero ai 90 euro per donne, over 60 e under 26 e ai 30 euro per gli under 18.

Da dirigente l’operazione che mi è piaciuta di più è stata quella condotta dalla Juventus per Cristiano Ronal do: ho apprezzato il coraggio dell’investimento tecnico e di marketing. Al secondo posto metto De Vrij a parametro zero all’Inter e Piatek al Genoa. Adesso per chiudere questo mercato in bellezza servirebbe un gran colpo del Napoli: magari Balotelli. La Juve resta favorita, ma le milanesi hanno compiuto dei decisi passi in avanti. La mia griglia di partenza è Juve, Inter, Napoli, Milan, Roma e Lazio. La classifica marcatori? Ronaldo può migliorare il record dei 36 gol di Higuain col Napoli».

LUCA TONI

«CR7 è un colpo da novanta e con Ronaldo la Juventus ha dato il via anche al mercato delle altre big . L’Inter ha lavorato molto bene: De Vrij e Asamoah a parametro zero, poi Nainggolan, Keita… Higuain farà compiere il salto di qualità al Milan. Ronaldo, Higuain e Icardi sono tutti da 30 gol in campionato. Sarà una bella lotta: il primo è un fuoriclasse e i due argentini sono animali da area di rigore. Pronostico? Pipita capocannoniere».

BEPPE BOZZO

«Da agente l’affare Ronaldo rappresenta il top: la tempestività della Juve è stata fantastica. A questo punto, tenuto conto dei rinforzi delle milanesi, sarebbe bello che anche il Napoli acquistasse un big in attacco. La Juve resta favorita, Inter e Milan hanno ridotto il gap. La Roma si è ringiovanita, però N’Zonzi è un acquisto importante: il francese campione del mondo garantisce fisico, esperienza e può mantenere i giallorossi sugli standard della passata stagione. La classifica marcatori? Credo che Cristiano Ronaldo, sempre a caccia di nuovi record, almeno il primo anno farà di tutto per vincerla. E ci riuscirà, è un vincente».

Alla Continassa come a Villar Perosa: ad aprire i giochi ci pensa Cristiano Ronaldo. Nell’ultimo test prima del debutto in campionato il fuoriclasse portoghese lascia nuovamente il primo segno nell’8-0 rifilato a Ferragosto dalla formazione di Massimiliano Allegri alla Juventus U23 di Mauro Zironelli. Stavolta, però, CR7 ritarda di tre minuti per andare in gol: non al 7’, come nel paese degli Agnelli, ma al 10’. E cambia anche il piede del tiro e l’autore del lancio: con il sinistro supera sul primo palo il portiere avversario, sfruttando un prezioso assist di Douglas Costa, non a caso considerato uno dei migliori amici degli attaccanti per i palloni che è in grado di servire. Cristiano Ronaldo gioca soltanto 45 minuti, come a Villar Perosa, ma la fatica o i carichi da smaltire non c’entrano. Allegri ha voluto ruotare 22 giocatori, cambiando completamente squadra nell’intervallo, e provare anche soluzioni tattiche diverse: nel primo tempo schiera un 4-2-3-1 con Szczesny tra i pali, Barzagli, Bonucci, Rugani e Alex Sandro in difesa, Khedira e Pjanic a metà campo e il tridente formato da Cuadrado, Dybala e Douglas Costa a supporto di Cristiano Ronaldo, nella ripresa passa al 4-3-1-2 con Perin in porta, Cancelo, Benatia, Chiellini e Beruatto nella linea difensiva, Marchisio, Emre Can e Matuidi a centrocampo e Bentancur trequartista alle spalle di Mandzukic e Bernardeschi, autore di uno strepitoso gol al volo da fuori area. Ma la lista dei marcatori è lunga: dopo quello di CR7, sono arrivati anche i primi gol di Leonardo Bonucci, un colpo di testa su calcio d’angolo, e di Joao Cancelo, ovvero dei tre arrivi estivi. Le altre reti sono griffate da Paulo Dybala e Miralem Pjanic nel primo tempo e da Mario Mandzukic e Blaise Matuidi nella ripresa.

IL DEBUTTO Adesso però i tifosi, che anche ieri erano tantissimi (quasi 500) davanti ai cancelli della Continassa in attesa dell’arrivo dei giocatori per poter salutare CR7, aspettano il gol del portoghese al debutto in campionato, domani in casa del Chievo. Cristiano Ronaldo guiderà per la prima volta l’attacco della Juventus ed è probabile che Allegri scelga un tridente alle sue spalle (Bernardeschi, Dybala e Douglas Costa) per poter innescare la potenza di fuoco del penta Pallone d’Oro. A centrocampo dovrebbe esserci spazio per Pjanic e Khedira mentre in difesa il dubbio resta a destra: visto che Mattia De Sciglio ieri ha ancora lavorato a parte per un affaticamente muscolare e che non farà parte della trasferta, il tecnico di Livorno potrebbe mandare in campo Andrea Barzagli. L’alternativa è schierare Cuadrado, come a Villar Perosa, a meno che il colombiano non venga preferito come esterno offensivo. la retroguardia dovrebbe essere completata da Alex Sandro a sinistra e dalla ritorvata coppia di centrali Bonucci e Chiellini. Poche speranze, invece, di vedere in campo Mario Mandzukic e Blaise Matuidi, gli ultimi aggregati alla squadra, che sono ancora indietro con la preparazionementre Leonardo Spinazzola resta fermo ai box, alle prese con la rieducazione dopo l’operazione al ginocchio che lo terrà fuori per un paio di mesi.

L’ENTUSIASMO DI KHEDIRA L’entusiasmo del popolo bianconero va a braccetto con quello di Sami Khedira che non vede l’ora di ricominciare la stagione e di giocare insieme con Cristiano Ronaldo, già suo compagno di squadra per cinque anni ai tempi del Real Madrid. In una lunga riflessione su Instagram, il centrocampista tedesco esterna la sua impaziente attesa: «Si comincia con la partita di Verona, ho una grande aspettativa per la nuova stagione e un buon feeling con il nostro nuovo gruppo. E’ fantastico poter giocare nuovamente con Ronaldo dopo il tempo passato insieme al Real Madrid». Khedira analizza anche anche il momento difficile che ha vissuto quest’estate ai Mondiali: «E’ stato un periodo difficile, quella con la Juve era stata una buona annata con 9 gol eppure ho disputato le peggiori partite dell’anno ai Mondiali. Le critiche nei miei confronti erano assolutamente giustificate». Ma non ha intenzione di lasciare la Germania: «La Nazionale deve essere formata dai migliori giocatori di un Paese e il ct deve avere libera scelta su chi chiamare. Se ci sono giocatori migliori di me lo accetterò, lo capisco. Ma se verrò convocato perché il ct penserà che potrò ancora aiutare la Germania, allora per me sarà un onore e un obbligo allo stesso tempo e continuerò a combattere con orgoglio, gioia e volontà per fare il massimo per garantire il successo alla Germania». Lo stesso spirito di abnegazione e di sacrificio che metterà al servizio della Juventus.

Dopo l’infarto e l’ischemia, ecco cosa è successo ad Al Bano

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Dopo l’infarto dello scorso dicembre e l’ischemia che lo ha colpito lo scorso marzo, un nuovo problema di salute costringe Al Bano ad allontanarsi temporaneamente dalla musica e dal suo pubblico. Il cantante, infatti, è stato costretto a rinviare a data da definirsi un suo concerto, a causa di un edema alla corda vocale destra, che lo ha colpito improvvisamente. Il concerto si sarebbe dovuto svolgere venerdì 23 giugno, al Perla Casinò & Hotel di Nova Gorica, in Slovenia, ma per l’artista di Cellino San Marco sarà ovviamente impossibile esibirsi. Si tratta già del secondo rinvio dell’esibizione nell’hotel sloveno, che originariamente era prevista a marzo, pochi giorni dopo l’episodio ischemico che aveva interessato Al Bano.

Come ottenere il rimborso dei biglietti.
La cancellazione dei biglietti acquistati online è automatica e il rimborso dei costi avverrà direttamente sulla carta di credito utilizzata per l’acquisto, senza bisogno di alcuna richiesta. Chi ha comprato i tagliandi al banco Privilege, con i punti o in contanti, invece, dovrà richiedere il rimborso sul luogo dell’acquisto, previa esibizione dei biglietti in questione.

A rischio le date insieme a Romina Power.
Già ad aprile il cantante era stato costretto ad annullare un concerto che avrebbe dovuto tenere insieme a Romina Power a Zurigo, posticipandolo a fine settembre, perché il recupero dall’ischemia aveva richiesto più tempo del previsto. Dopo aver ascoltato il parere dei medici, che gli avevano sconsigliato di tornare sul palco a poco più di un mese dal suo malore, suggerendogli di attendere altre 4 settimane, l’artista era stato costretto, suo malgrado, a rimandare la tappa svizzera. Attualmente non si sa quanto occorrerà ad Al Bano per risolvere il suo problema alle corde vocali, che potrebbe dunque mettere a rischio anche le altre 4 date sold out insieme alla Power previste per l’estate: il 28 luglio a Roma, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, il 29 luglio a Chieti, all’Anfiteatro La Civitella, il 6 agosto a Santa Margherita di Pula, al Forte Village e l’8 agosto a Cattolica, all’Arena della Regina.

Napoli, Don Manganello ai buonisti: “Ci sono troppi immigrati, pensate prima ai poveri italiani”

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«Non datemi del razzista, ma non possiamo prenderci tutta l’Africa». Con un post sulla sua pagina Facebook, don Aniello Manganello, il prete di frontiera che ha operato per anni nelle periferie degradate di Napoli, come Scampia, dice la sua sul tema dell’immigrazione.

Con il timore di essere messo sotto “processo” dai soliti buonisti. che farebbero entrare tutti in Italia. «Negli ultimi giorni sono arrivate più di 4mila persona in Italia, 140mila italiani sono andati all’estero in cerca di lavoro, qualcuno mi faccia capire…». E il suo post incassa subito molti consensi. «Non c’entra la carità cristiana», concorda una sua follower.

Don Aniello Manganiello è stato parroco di Scampia – il tristemente famoso quartiere alla periferia settentrionale di Napoli – per sedici anni, dal 1994 al 2010. Sedici anni durante i quali ha combattuto la criminalità organizzata, subendo pesanti minacce. Nel 2010 – malgrado le raccolte di firme, le fiaccolate e le petizioni organizzate dai residenti di Scampia – Don Manganiello venne trasferito per “motivi di avvicendamento” a San Giuseppe al Trionfale, una delle parrocchie più borghesi e “tranquille” di Roma.

Dopo il trasferimento, però, è rimasto a Roma solo tre mesi e nel gennaio 2011, chiese alla sua Congregazione un “anno sabbatico” e tornò a vivere nel suo paese natale, Camposano (in provincia di Napoli): nel 2011 ha scritto il libro “Gesù è più forte della camorra”.

ULTIM’ORA ITALIA,la fuga e’ finita,lo hanno trovato morto impiccato

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E’ stato trovato morto suicida il presunto assassino di Ester Pasqualoni, l’oncologa 53enne di Teramo uccisa a coltellate davanti all’ospedale di Sant’Omero. Come scrive l’Ansa, il cadavere dell’uomo è stato trovato in un appartamento di Martinsicuro, sempre in provincia di Teramo. “Sono in corso verifiche – l’angenzia Ansa – Secondo quanto riferito finora dagli investigatori, dovrebbe trattarsi di uno stalker, ‘una persona che dava fastidio alla vittima’“.TgCom riporta che l’uomo si sarebbe impiccato.

La dottoressa Pasqualoni aveva presentato due denunce per stalking ma entrambe erano state archiviate, come ha raccontato all’Ansa un’amica, che ha parlato di un uomo che la perseguitava “da diversi anni”, la “osservava e seguiva, sempre e dappertutto. Si era intrufolato nella sua vita non sappiamo neanche come, con artifici e raggiri. Non era un suo ex, non aveva niente a che fare, era solo ossessionato da lei“.

Il Messaggero riporta inoltre la notizia del ritrovamento della Peugeot 206 su cui l’assassino era stato visto allontanarsi subito dopo l’omicidio. La vettura è stata proprio a Martinsicuro: all’interno vi sarebbero anche tracce di sangue.

Arrestata prostituta sieropositiva: faceva sesso con clienti pur sapendo dell’HI

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Avrebbe continuato a prostituirsi nonostante fosse consapevole di essere affetta dal virus Hiv ed epatite C, rischiando di infettare i propri clienti. Per questo motivo la polizia di Stato ha fermato Iole M. 36enne, nativa di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), ma residente a Pescara, tossicodipendente e pluripregiudicata, per il reato di tentate lesioni gravissime.

La misura è stata emessa dal gip del Tribunale di Pescara, Elio Bongrazio, su richiesta del pm Barbara Del Bono, e segue le indagine iniziate a maggio, quando sono stati fermati alcuni gruppi criminali – due di matrice albanese e tre di matrice rumena – dediti allo sfruttamento della prostituzione nell’area centrale di Pescara (zona stazione centrale e vie limitrofe, ma anche nella zona Sud, per lo più nei dintorni della Pineta Dannunziana). Nel corso di quelle indagini era emerso che la 36enne era dedita a prostituirsi nell’area prossima alla stazione ferroviaria. Le autorità avevano quindi comunicato che la donna era affetta da virus Hiv ed epatite C.

Nei giorni seguenti, dopo la divulgazione della notizia, si era presentato in Questura un uomo che dichiarava di aver convissuto con la 36enne negli ultimi quattro mesi e di avere avuto con lei rapporti sessuali non protetti: per questo motivo la magistratura, ritenendo concreto ed attuale il pericolo di recidiva, ha deciso di emettere l’ordine di arresto nei confronti della donna.

Guidonia, si arrampica su un muretto e gli cade un vaso in testa

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Si è arrampicato su un muretto del giardino di casa, ha perso l’equilibrio e ha trascinato con sé un vaso che lo ha schiacciato. Il bimbo, di appena quattro anni, è morto in ospedale per un gravissimo trauma cranico. E’ successo a Guidonia, alle porte di Roma. Il piccolo è stato portato d’urgenza dai genitori al pronto soccorso dell’ospedale Sandro Pertini di Roma, ma i medici non sono riusciti a salvarlo. Troppo gravi le ferite riportate in seguito all’incidente avvenuto ieri sera, alle 20 circa, in una villetta nella frazione di Marco Simone.

Sulla vicenda stanno indagando gli investigatori del commissariato di S. Ippolito e di San Basilio, che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. Secondo il racconto della mamma e del papà, il bambino si sarebbe arrampicato su un muretto del giardino di casa quando un vaso gli è caduto addosso. Per ora l’uomo e la donna, entrambi quarantenni, non sono indagati: l’ipotesi dell’incidente domestico sembra essere stata confermata.

Coppia filmata mentre fa se..o in pubblico ai Fori Imperiali

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La caldazza di questi giorni deve avere un effetto afrodisiaco. Perchè, rispetto al volume medio, su youtube e altri canali video si assiste a una autentica esplosione di filmati di gente che s’accoppia nei modi più disparati in luoghi pubblici. L’ultima prodezza di questi infoiati è stata ripresa nientemeno che ai Fori Imperiali, cuore pulsante della Roma turistica. Dove un lui e una lei sono stati filmati mentre ci danno dentro in modo che più esplicito non si può. A poche decine di metri da loro, torme di centinaia di turisti…

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