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Viterbo News - page 4

Processo penale, la riforma è legge: ecco cosa cambia

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Delega al governo per una stretta sulle intercettazioni, superamento della legge ex Cirielli per i tempi di prescrizione, inasprimento delle pene per alcuni reati che creano allarme sociale, come il voto di scambio politico-mafioso; ma anche l’estinzione di alcuni reati perseguibili a querela in seguito a condotte riparatorie, come il risarcimento danni. Sono queste alcune delle principali innovazioni contenute nella legge che riforma il processo penale, definitivamente approvata dall’Aula della Camera. L’esecutivo ha posto la questione di fiducia e il provvedimento è passato con 320 sì. Ecco cosa cambia.

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Alcuni reati perseguibili a querela di parte, come ad esempio la diffamazione o la truffa, si possono estinguere se si paga il risarcimento o se si eliminano le conseguenze dannose del reato.

PENE PIÙ SEVERE PER REATI GRAVI COME IL VOTO DI SCAMBIO. Si inaspriscono le pene per reati come il voto di scambio politico-mafioso che passa da 6 a 12 anni (ora è 4-10). Ma ci sono condanne più severe anche per furto in abitazione, furto con strappo, rapina.

LANCETTE FERME DOPO LA CONDANNA. La prescrizione resta sospesa per 18 mesi dopo la sentenza di condanna in primo grado e per altri 18 mesi dopo la condanna in appello. La sospensione però non vale in caso di assoluzione e ha comunque effetto limitatamente agli imputati contro cui si procede. Oltre alle ipotesi già previste dal codice, la prescrizione sarà sospesa anche nel caso di rogatorie all’estero (6 mesi).

PRESCRIZIONE DIFFERITA PER I MINORI. In linea con le convenzioni internazionali e gli ordinamenti europei, per i più gravi reati contro i minori (violenza sessuale, stalking, prostituzione, pornografia) la prescrizione decorre dal compimento del diciottesimo anno.

PER LA CORRUZIONE I TEMPI AUMENTANO DELLA METÀ. Per reati di corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità, una volta iniziato il processo, il tempo di prescrizione potrà aumentare della metà (anzichè 1/4 come oggi).

CAMBIA IL REGIME PROCEDIBILITÀ PER ALCUNI REATI. Delega al governo per riformare il regime di procedibilità per alcuni reati. Prevedendo la querela per i reati contro la persona e contro il patrimonio che arrechino offese di non grave entità. Si dà la delega anche a riformare la disciplina delle misure di sicurezza rivedendo ad esempio il principio del cosiddetto “doppio binario”, che prevede l’applicazione congiunta di pena e misure di sicurezza. Nella delega si chiede anche di prevedere la destinazione alle “Residenze di esecuzione delle misure di sicurezza” (Rems) delle persone riconosciute inferme al momento della commissione del reato, tenendo conto del superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari.

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I procuratori generali possono avocare a sé i procedimenti se entro tre mesi (prorogabili di altri 3 mesi, che arrivano a 15 mesi nel caso di reati più gravi come mafia e terrorismo) dalla chiusura delle indagini non viene fatta richiesta o di archiviazione o di rinvio a giudizio. È la norma più contestata dall’Associazione nazionale magistrati.

STRETTA SULLE INTERCETTAZIONI. Il governo dovrà predisporre norme per evitare la pubblicazione di conversazioni irrilevanti ai fini dell’indagine e comunque riguardanti persone completamente estranee ai fatti, attraverso una selezione del materiale relativo alle intercettazioni. Gli atti non allegati alla richiesta di misura cautelare dovranno essere custoditi in un archivio riservato, con facoltà di esame e ascolto (ma non di copia) da parte dei difensori e del giudice. Nessuna restrizione quanto ai reati intercettabili, ma si semplifica il ricorso alle intercettazioni per i reati contro la Pubblica amministrazione. Nella delega non c’è la previsione del carcere per i giornalisti.

REGISTRAZIONI FRAUDOLENTE. È prevista la delega per punire (fino a 4 anni) la diffusione di captazioni fraudolente di conversazioni tra privati, diffuse solo per recare a taluno danno alla reputazione e all’immagine. La punibilità è esclusa quando le riprese o le registrazioni costituiscono prova di un processo o sono utilizzate per l’esercizio del diritto di difesa e del diritto di cronaca.

TROJAN ANTITERRORISMO E CONTRO LA MAFIA. Si disciplinano le intercettazioni ottenute attraverso virus informatici (trojan), stabilendo che l’attivazione del microfono avvenga solo su comando inviato da remoto (non in automatico) e che il trasferimento della registrazione sia fatto solo verso il server della procura. L’attivazione del dispositivo è ammessa in qualsiasi luogo (compreso il domicilio privato) per mafia e terrorismo.

COSTI DELLE INTERCETTAZIONI. Un emendamento del governo recepito nel testo finale ripropone di fatto la legge del 2015 che dava 8 mesi di tempo al governo per razionalizzare le spese delle intercettazioni. Ma la delega non è mai stata esercitata dall’esecutivo. Con l’emendamento ci si riprova. Obiettivo: dimezzare la spesa per gli ascolti e uniformare le tariffe.

Calore contro il diabete, a Roma e Milano si sperimenta nuova cura

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Usare il calore per trattare il diabete. Al via tra Roma e Milano una sperimentazione su una nuova promettente cura che ‘ringiovanisce’ il duodeno, organo considerato nevralgico nello sviluppo di questa grave malattia metabolica. Sta per partire infatti presso la Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma e presso l’Humanitas Research Hospital di Rozzano una sperimentazione clinica di fase II su una nuova cura – definitiva e non farmacologica – per il diabete: si tratta di usare il calore per rigenerare una mucosa intestinale ‘sana’ agendo su una parte dell’intestino, il duodeno appunto. Lo studio convolgerà in tutto oltre 100 pazienti in vari centri europei.

La tecnica, in chirurgia mininvasiva endoscopica con una apparecchiatura e un catetere che permettono di applicare con la massima precisione il calore alla mucosa del duodeno per brevissimo tempo, è stata finora testata su alcuni pazienti “dimostrandosi sicura e potenzialmente efficace”, spiega una nota. I nuovi test clinici serviranno a convalidarne l’efficacia anti-diabete.

Agendo sulla mucosa intestinale, il calore ripristina la normale composizione degli ormoni prodotti dall’intestino e migliora il controllo della glicemia e quindi il diabete. La tecnica si chiama ringiovanimento della mucosa duodenale (Dmr) ed è stata sviluppata dall’azienda statunitense Fractyl Laboratories Inc. La nuova fase di sperimentazione consiste in un trial multicentrico (Revita-2) che vede protagonista per l’Italia la Cattolica e la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma e l’Humanitas Research Hospital di Rozzano, insieme a più di 15 altri centri ospedalieri europei di eccellenza in Belgio, Inghilterra e Germania.

I primi pazienti arruolati nel precedente studio, Revita-1, sono stati trattati a Gemelli da Guido Costamagna, direttore dell’Unità operativa complessa di di Endoscopia digestiva chirurgica e direttore dell’Istituto di Clinica chirurgica generale e Terapia chirurgica all’Università Cattolica. I risultati finora ottenuti in più di 100 pazienti trattati, sia nello studio di fattibilità (eseguito in Cile) sia nello studio Revita-1, hanno dimostrato che il trattamento ha un impatto sulla malattia di notevole entità e duraturo nel tempo.

“L’endoscopia sta vivendo una continua evoluzione: salla diagnostica fino al trattamento mini-invasivo di malattie benigne e maligne per le quali prima era previsto solo l’intervento chirurgico”, commenta Alessandro Repici, responsabile di Endoscopia digestiva e docente di Humanitas University. “E’ possibile ampliare sempre più l’ambito di applicazione – aggiunge – fino ad uscire da quello strettamente gastroenterologico e rappresentare una valida alternativa terapeutica per patologie come il diabete, il fegato grasso e l’obesità. Per questo siamo particolarmente contenti di prendere parte a questo studio, che rappresenta il primo caso di applicazione al di fuori delle patologie classiche”. Revita-2 sarà seguito nella seconda parte dell’anno dall’inizio di un’analoga sperimentazione negli Usa, per ottenere l’approvazione della Fda, l’organo regolatorio sui farmaci e le terapie negli Stati Uniti.

Il trattamento sarà messo a confronto con una terapia placebo per verificarne l’efficacia. Si cercano pazienti volontari tra 28 e 74 anni, affetti da diabete di tipo 2, in terapia con farmaci antidiabetici orali, ma non ancora sottoposti a insulina, con valori di emoglobina glicata (HbA1c) tra 7,5 e 10%. “Ci auguriamo risultati definitivi degli studi attualmente in corso entro un paio d’anni”, afferma Geltrude Mingrone, direttore dell’Unità operativa complessa Patologie dell’obesità del Gemelli e docente di Medicina interna e geriatria all’Università Cattolica. L’arruolamento è iniziato il 19 maggio ed è prevista la conclusione a fine giugno. “La fase sperimentale si concluderà – dice Costamagna – nell’arco di circa 2 anni; se i risultati si confermeranno positivi, questo innovativo trattamento potrà essere esteso a tutti quei pazienti affetti da diabete che non riescono a tenere sotto controllo la terapia con i farmaci e che costituiscono circa la metà del totale”. Il dispositivo ha già il marchio Ce, quindi è commercializzabile nell’Unione europea. Un’attività che inizierà dopo la conclusione dello studio.

Migranti, Di Stefano (Casapound): “Brava Raggi, ha stessa nostra posizione.M5s accozzaglia di comunisti

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Lo stop di Virginia Raggi ai migranti a Roma? Siamo contenti che la sindaca abbia preso il nostro programma e se lo porta avanti. Ma non farà nulla, figuratevi se la Raggi caccerà un rom o qualcuno di simile. Il M5s non è altro che un’accozzaglia di buonisti comunisti mancati“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Ecg Regione (Radio Cusano Campus) dal vicepresidente di Casapound, Simone Di Stefano,sulla recente posizione della sindaca di Roma nei confronti dell’arrivo di nuovi migranti. “Dopo i risultati elettorali, il M5s ha iniziato a prendere una deriva che assomiglia al programma di Casapound” – spiega Di Stefano – “E lo fa perché sente mancare il terreno sotto i piedi, visto che a Lucca il M5s è finito sotto Casapound. E quindi inizia a bruciare. Comunque, applaudiamo la Raggi”. E su Lucca aggiunge: “Siamo felicissimi di questo risultato, come di quello di altre città. Manca poco per mandare i nostri in Parlamento. E allora, altro che scatolette di tonno. A noi basta mandare 10-12 nostri parlamentari e far vedere agli italiani una vera rivoluzione. Siamo euforici e speriamo che questi risultati convincano finalmente Salvini a staccare la spina a Berlusconi. Noi comunque andiamo avanti da soli e siamo ben contenti”. Di Stefano, infine, annuncia: “Succederà, prima o poi, che qualcuno dei nostri in Parlamento si alzerà per dare qualche schiaffone a un ministro. Parlo di schiaffo dannunziano. Ci sono delle questioni che, quando si discutono in Parlamento, non si possono contestare con i cartelloni e poi andando a mangiare un tramezzino tutti insieme. Ci sono delle cose per cui in Parlamento devono volare le sedie. Deve essere una cosa di cui si parla in tutto il mondo. Ci arriveremo presto, quando succederà non potranno più ignorarci”

Massa Carrara, arrestati 4 carabinieri per falso e lesioni. Il pm: “Abusi erano quasi una normalità.

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Lesioni, falso, abuso d’ufficio, sequestro di persona, violenza sessuale, rifiuto di denuncia, possesso d’armi. Sono ben 104 i capi di imputazione contestati dalla Procura di Massa Carrara a una trentina di carabinieri in servizio nelle caserme di Aula, Albiano Magra, Licciana Nardi. E tra gli episodi, per cui il gip ha disposto otto misure cautelari, c’è il pestaggio di un cittadino marocchino dopo essere stato portato in caserma per controlli; ci sono le molestie sessuali subite da prostituta. E altro: perché l’illegalità e l’abuso, per quel gruppo di militari, erano “quasi una normalità” come ha detto il procuratore di Massa Carrara Aldo Giubilaro.

Disposto l’arresto in carcere per un brigadiere in servizio ad Aulla e divieto di dimora e sospensione dai pubblici uffici per il maresciallo comandante della stazione. Gli altri sei militari sono un altro brigadiere e graduati (appuntati): tre sono ai domiciliari, per tre è stato disposto il divieto di dimora. Il gip ha motivato il provvedimento con il pericolo di reiterazione e di inquinamento delle prove.  L’inchiesta, affidata al pm Alessia Iacopini, è nata sette mesi fa dalla denuncia di un italiano. Durante gli accertamenti, la procura avrebbe riscontrato – anche con intercettazioni ambientali e telefoniche – decine di episodi di falsificazione dei verbali e di violenza nei confronti di persone, sia italiane che straniere, sottoposte a controlli, oltre alla scomparsa di quantitativi di droga sequestrati. Gli otto si sono resi responsabili di “varie e molteplici cose”, ha spiegato il procuratore capo di Massa Aldo Giubilaro che si è detto colpito dalla “gravità dei fatti” e dalla loro “diffusività e normalità” seppur “circoscritta” agli indagati. “L’adozione delle misure, ancorché dolorosa sul piano umano, deve rendere edotti dell’assurdità da parte di chiunque, militari dell’Arma dei carabinieri compresi, di considerarsi al di fuori e al di sopra delle leggi dello Stato e anzi offre garanzia, enucleati gli autori di condotte improprie, della sicura correttezza e del sicuro senso delle regole di quanti altri fanno parte dell’Arma”.

Le misure cautelari sono state richieste dalla Procura lo scorso 4 aprile e disposte il 12 giugno dal gip del Tribunale di Massa Carrara, Ermanno De Mattia. Non è consentito, ricorda Giubilaro, “in uno stato di diritto quale è il nostro, che la sola appartenenza a una categoria sociale oppure a un corpo, ancorché meritevole e glorioso come l’Arma dei carabinieri, renda immuni da ogni responsabilità, autorizzi persino la commissione di reati e metta al riparo dal subire indagini”.  Il procuratore sottolinea come le misure abbiano colpito “un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell’impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell’adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari dell’Arma dei carabinieri della provincia di

Tra i residenti di Aula c’è incredulità. Lo scorso 11 marzo, alcuni giorni dopo la pubblicazione di notizie sugli accertamenti della procura sui militari, era stata promossa una manifestazione di solidarietà: decine di persone, complice anche il passaggio dal mercato settimanale, vi avevano partecipato. E sembra che qualcuno stia pensando a organizzare un’altra manifestazione di solidarietà dopo gli arresti di oggi. In occasione dell’iniziativa dell’11 marzo, erano stati distribuiti volantini di vicinanza all’Arma dando anche la possibilità ai passanti di lasciare un messaggio di solidarietà per i carabinieri, scrivendo un biglietto da inserire in una teca. “La Procura sta mal interpretando la realtà della strada – si leggeva su un volantino – penalizzando l’esecuzione della nostra sicurezza”. “Conosciamo bene quei ragazzi in divisa – avevano spiegato alcuni nella piazza – e conosciamo anche coloro che li hanno accusati, sono quelli da cui ci proteggevano”. Durante la manifestazione era stata fatta suonare anche una sirena simile a quella delle auto dei carabinieri in servizio, seguita da un lungo applauso e dal grido “Viva i nostri carabinieri”.

Un cane ha aspettato per tre anni la sua proprietaria all’ingresso di casa

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Ha aspettato la sua proprietaria davanti all’ingresso di casa per tre anni, senza sapere che nel frattempo lei era stata portata in una casa di riposo, a causa della sua demenza senile. E’ successo in Corea del Sud, e il quattro zampe si chiama Fu Shi.

 Si erano incontrati alcuni anni prima, quando la signora, già anziana, aveva trovato il cane mentre vagava senza una meta per le strade della città di Busan. E aveva deciso di adottarlo. La coppia ha vissuto insieme felicemente fino a quando la padrona è stata colpita da un’emorragia celebrale che l’ha portata alla demenza. Per questo è stata ricoverata d’urgenza in una casa di riposo della zona. Ma il cane non è potuto venire con lei.

 

I vicini di casa, che lo vedevano davanti all’abitazione tutti i giorni, hanno iniziato prima a dargli del cibo, poi si sono preoccupati e hanno chiamato un veterinario: «Il cane tornava in casa solo la sera – dicono – ma rimaneva davanti all’abitazione tutto il giorno nell’attesa di rivedere la signora. Era evidente che l’animale aveva bisogno di aiuto».

 

A quel punto sono intervenuti i volontari di un centro che si occupa della tutela degli animali nella zona. Loro, dopo essersi presi cura della salute del quattro zampe, si sono impegnati a trovare per il cane una nuova casa: «E finalmente oggi Fu Shi è stato adottato da un’altra famiglia che lo adora – dicono -. I nuovi proprietari gli hanno cambiato nome». Adesso si chiama Sky.

Un pezzo d’Africa su un’isolotto di Cuba, fra giraffe, zebre e farfalle bianche

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Un pezzo d’Africa nell’oriente cubano. Per quanto possa sembrare strano, anche ai Caraibi è possibile fare safari: a offrire quest’insolita opportunità è Cayo Saetia, un’isola artificiale che si affaccia sulla costa di Holguin con dodici spiagge vergini, una folta vegetazione e una fauna degna della savana.

 A Cayo Saetia vivono infatti giraffe, zebre, diversi tipi di antilopi, bufali, dromedari, cavalli selvaggi e struzzi: sono stati portati a Cuba inizialmente per creare una riserva di caccia, ma fortunatamente è stata trasformata in un parco ecologico nazionale in cui si può arrivare in catamarano o in bus.

 

 I tour di Gaviota partono dal porto di Antilla. E una volta sbarcati nella baia, si sale a bordo delle jeep per inoltrarsi nella terra rossa, dove le creature vivono indisturbate.

 

 

 E oltre al safari, Cayo Saetia offre spiagge dorate dove pendere il sole e fare il bagno circondati da centinaia di farfalle bianche. Un’esperienza che non si dimentica, che dà l’impressione di trovarsi su un’isolotto sperduto in mezzo al mare. Il safari si può fare anche a cavallo, e dopo aver visto gli animali si può andare a pesca o immergersi alla scoperta della barriera corallina.

 

 

Pisa, Fratelli D’Italia pagherà gli avvocati al gioielliere accusato di omicidio per essersi difeso dai ladri

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Un pool di avvocati per aiutarlo a difendersi da una accusa per omicidio che, seppur «atto dovuto» come hanno detto gli inquirenti, appare ingiusta. Fratelli d’Italia si mette concretamente al fianco di Daniele Ferretti, il gioielliere che ha ucciso un ladro, mentre difendeva se stesso e la moglie da due rapinatori armati.

A tutela «del legittimo diritto di difendersi»

«Fratelli d’Italia offre a Daniele Ferretti un gruppo di avvocati disposti a fornirgli l’assistenza legale rispetto al suo legittimo diritto di difendersi», ha scritto su Facebook la presidente del partito, Giorgia Meloni, ripercorrendo rapidamente i punti essenziali di un caso che, per l’ennesima volta, fa discutere sui limiti della legittima difesa. «Sono entrati con le pistole nella sua gioielleria di Pisa per compiere una rapina. Per Daniele Ferretti non era la prima volta: nel 1999 era stato addirittura accoltellato finendo in prognosi riservata», ha ricordato Meloni, spiegando che «durante l’incursione uno dei rapinatori ha sparato un colpo, minacciando sua moglie». «Così Daniele ha reagito sparando con la sua arma e uccidendo il malvivente: adesso rischia di finire sotto accusa per omicidio», ha proseguito Meloni, concludendo con l’offerta di assistenza legale.

Il sostegno al gioielliere di Pisa

In meno di due ore il post di Giorgia Meloni a sostengo di Daniele Ferretti ha avuto più di 3mila like e 400 condivisioni, oltre a decine e decine di commenti di sgomento e rabbia per il fatto che una persona che si sia difesa da una rapina a mano armata, durante la quale i ladri avrebbero anche sparato dei colpi e minacciato la moglie, debba pure vedersi indagata per omicidio, come «atto dovuto».

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