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Viterbo News - page 798

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 Una correlazione intercorre tra : diabete e malattia gengivali sono entrambi legate il  che rende l’una causa ed effetto dell’altra. I quasi 4 milioni di diabetici italiani, a cui si aggiunge un altro milione di persone che non sanno di avere la glicemia alta, hanno un rischio tre volte più elevato di sviluppare un’infiammazione alle gengive o, se già ne soffrono, di vederla peggiorare.

Gli oltre 8 milioni di italiani con una parodontopatia grave, a cui se ne aggiungono altri 12 milioni con segni di infiammazione gengivale, hanno una maggiore probabilità di ammalarsi di diabete o, se sono già malati, di controllare peggio la glicemia, esponendosi al pericolo di complicanze.

Lo sottolinea la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SidP) in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, il 14 novembre, invitando tutti gli italiani e soprattutto i pazienti con diabete a controllare la salute delle gengive e consigliando a chi ha una parodontite di controllare più spesso la glicemia e l’emoglobina glicata ( indice del controllo glicemico).

“I diabetici hanno una probabilità più alta di soffrire anche di parodontite e di rispondere peggio alle cure odontoiatriche, soprattutto se non c’è un buon controllo della glicemia – spiega Claudio Gatti, presidente SidP – Inizialmente la gengiva si infiamma e appare più rossa, gonfia e con la tendenza a sanguinare, poi il problema progredisce andando a interessare i tessuti più profondi fino all’osso di supporto, che può pian piano riassorbirsi fino a portare alla perdita di uno o più denti. Se viene diagnosticato il diabete, quindi, è necessario fare subito una visita dal parodontologo e sottoporsi a un regolare monitoraggio, per evitare che si sviluppi la malattia o per intercettarla precocemente e poterla curare con successo”.

E continua”Sicuramente pulirsi i denti dopo ogni pasto, con accuratezza, ispezionare le gengive allo specchio, fare molta attenzione ai sanguinamenti che nel diabetico sono più frequenti e richiedono sempre una indagine da parte del dentista, filo interdentale, sciacqui… insomma tutte quelle norme di igiene orale che tutti dovremmo seguire ma i diabetici più degli altri. Ripeto, il fatto di non assumere zuccheri semplici può mettere al riparo dalla carie, ma il nostro problema con la carie non c’entra nulla. Anzi forse dover rinunciare a un dente sano perché si è staccato dalla gengiva e dall’osso è ancora peggio”.

Tenta di violentare una minorenne: arrestato 45enne cittadino rumeno

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I Carabinieri della Stazione di Maddaloni (Caserta), a seguito di accurata attività d’indagine, hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto di iniziativa nei confronti del cittadino rumeno Mircea Vasilecl. 1971, domiciliato a in via Edison, presso il  locale campo nomadi. L’uomo è ritenuto gravemente indiziato in ordine al reato di tentata violenza sessuale ai danni di una minore, sua connazionale.

I militari dell’Arma, a seguito di una richiesta di intervento pervenuta attraverso il numero 112, si sono tempestivamente recati presso il campo nomadi dove hanno trovato la giovane in completo stato di agitazione e con vistose macchie di sangue presenti sui vestiti che indossava. La stessa, interrogata unitamente alla madre e ad altri connazionali,  ha riferito di essere stata vittima di una violenta aggressione da parte del fermato che, dopo essere entrato in una baracca adibita a bagno, approfittando dell’assenza di altre persone, aveva cercato di abusare della minore. La vittima, nella circostanza, si era opposta, venendo così brutalmente percossa al volto e al corpo.L’intervento dei militari dell’Arma ha permesso di interrompere la condotta delittuosa e bloccare il reo. Mircea Vasile, il cui fermo è stato convalidato dalla competente Autorità  Giudiziaria, è stato accompagnato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Prende a coltellate il fidanzato della sua ex: arrestato 23enne

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I Carabinieri della Stazione di Arienzo (Caserta) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’ufficio g.i.p. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di Rivetti Daniele, cl. 1993, del luogo, in atto sottoposto al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex fidanzata. L’uomo è ritenuto responsabile di porto abusivo di oggetti atti ad offendere e lesioni aggravate commesse ai danni di un ventottenne di Arienzo. I militari dell’Arma hanno accertato come il destinatario del provvedimento, in data 30 ottobre scorso, abbia aggredito fisicamente il giovane, per futili motivi riconducibili alla relazione sentimentale con la sua ex compagna.

Rivetti Daniele, nella circostanza, sulla pubblica via, armato di coltello, sferrava una fendente all’indirizzo del malcapitato, procurandogli  una “ferita da punta e taglio, penetrante emitorace posteriore sx, guaribile in gg 10”. Le indagini sono state condotte anche mediante l’estrapolazione delle immagini dal sistema di videosorveglianza, l’escussione della vittima e dei testimoni. L’arrestato è stato accompagnato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (CE).

Referendum del 4 dicembre, la commissione elettorale sorteggia gli scrutatori

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In occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre, l’azienda dispone tariffe agevolate con riduzione del 70% sul prezzo base per i treni nazionali e del 60% per i regionali. “Ringrazio il Settore Servizi Demografici ed il Centro Elaborazione Dati del Comune di Ercolano che hanno reso possibile per la prima volta la trasmissione in diretta video del sorteggio di lunedì prossimo”.

I compensi dei componenti i seggi elettorali sono i seguenti: per i seggi normali, 130 euro per i presidenti e 104 euro per scrutatori e segretari; per i seggi speciali, 79 euro per i presidenti, 53 euro per scrutatori e segretari.

Si sono sorteggiati anche 100 supplenti.

Quello della scelta, contrapposta al sorteggio, è un metodo – seppur consentito da una legge approvata dal potere politico borghese, clericale e capitalistico, di evidente ingiustizia e discriminazione sociale, ma che, comunque, non esclude il sorteggio o altri sistemi di equità sociale, come avviene in molti Comuni italiani – che cozza violentemente coi principi di moralità, di giustizia sociale, di rispetto della personalità umana, delle pari opportunità e di civiltà legislativa e giuridica.

“Questo è un risultato significativo – ha aggiunto Sabino Mangano – che dimostra l’utilità del lavoro delle commissioni consiliari, in questo caso la VI, che possono contribuire concretamente ad avviare percorsi amministrativi virtuosi”. Si tratta di un bel risultato, e come Movimento 5 stelle chiederemo a tutte le amministrazioni pugliesi di adottare provvedimenti analoghi a tutela dei cittadini disoccupati e disabili”. Eventuali rinunce per subentrata incompatibilità o gravi motivi dovranno essere tempestivamente presentate per scritto all’Ufficio elettorale, allegando il provvedimento di nomina.

Le candidature per il referendum del 4 dicembre sono chiuse, ma è possibile candidarsi entro il 30 novembre per il prossimo appuntamento seguendo le istruzioni del sito del Comune.

All’incontro hanno partecipato anche i consiglieri comunali Maiorano e Mangano che negli scorsi mesi hanno lavorato nella Commissione, presieduta dall’assessore Tomasicchio, per definire nuovi criteri condivisi con l’obiettivo di garantire pari opportunità a tutti i cittadini. Restano confermati anche i criteri di parità di genere, di età anagrafica e di territorialità introdotti dal Comune per la prima volta nel 2015.

Per confermare e attuare questa scelta all’insegna della trasparenza e della partecipazione ci sono i tempi tecnici, in quanto la Commissione ElettoraleComunale, tra il 25° ed il 20° giorno antecedente la data delle elezioni procede alla nomina degli scrutatori. Di tanto ringrazio i componenti della commissione elettorale, per aver dato prova della capacità di raggiungere obiettivi importanti e condivisi al di là dellappartenenza politica.

“Questo è un risultato significativo – ha aggiunto Sabino Mangano – che dimostra lutilità del lavoro delle commissioni consiliari, in questo caso la VI, che possono contribuire concretamente ad avviare percorsi amministrativi virtuosi.

Lunedì 14 novembre alle 8,30, presso Palazzo Borsellino ad Ercolano, si terrà il sorteggio degli scrutatoriche saranno impegnati nelle operazioni di voto del Referendum del 4 dicembre.

La normativa vigente infatti, si legge nella comunicazione dei pentastellati, lascia ampia discrezionalità nella formazione delle graduatorie tra i cittadini che hanno espresso la loro disponibilità ad entrare nell’apposito albo. Eventuali rinunce per subentrata incompatibilità o gravi motivi dovranno essere tempestivamente presentate per scritto all’Ufficio elettorale, allegando il provvedimento di nomina.

Il bimbo che donò i suoi capelli contro il cancro, ora ne combatte uno

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Vinny è diventato famoso quando aveva 5 anni. Osservando la mamma parrucchiera che preparava delle parrucche ha voluto sapere cosa stesse facendo e lei rispose: “Sono per le persone malate di cancro, a cui cadono i capelli”. Colpito da quel fatto, il bimbo decise di farsi crescere i capelli per poter fare una parrucca anche lui. E lo ha fatto davvero, tanto che due anni dopo sembrava una femminuccia! Ma quella lunga chioma bionda è diventata parrucca e ha ridato il sorriso a qualche bambino o bambina malati di tumore.

L’impresa del piccolo Vinny, figlio di un militare di carriera, era finita su tutti i giornali e le TV degli Stati Uniti perché per donare i suoi capelli il bimbo ha anche affrontato le derisioni dei compagnetti e gli sguardi sconvolti della gente. Ma alla fine ce l’ha fatta e sarebbe stata una fiaba a lieto fine se lo stesso giorno della consegna dei suoi capelli, uno strano prurito all’occhio destro non avesse rovinato tutto. Prurito che non passava e che si associava anche a un fastidioso dolore al ginocchio. I genitori hanno deciso di farlo visitare e hanno ricevuto una notizia che uccide: il loro piccolo coraggioso aveva un tumore. Uno brutto, di quelli rari. E pure al 4° stadio!

Il sarcoma di Ewing lo ha attaccato senza pietà, cominciando a consumare le ossa del suo piccolo corpo. Nello stesso tempo si è esteso all’occhio, aggravando di moltissimo la situazione. Sottovalutati i sintomi, non per colpa di qualcuno ma perché davvero impossibili da collegare, si è diagnosticato tutto troppo tardi e la malattia è ora nella sua fase più avanzata. Le cure sono pesantissime e costose, i genitori -la mamma è incinta- non sanno dove trovare il denaro e i nonni hanno anche creato una pagina su GoFoundMe per raccogliere fondi in modo da aiutare i genitori. In tutto questo occorrerebbe che tutte le associazioni anticancro si muovessero in suo favore, per un bimbo che ha donato moltissimo di sé senza chiedere nulla in cambio.

Sesso e tangenti per avere la patente: il passaggio di tangenti filmato dalla polizia

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FROSINONE Patenti vendute a chi era disposto a pagare circa quattromila euro. Un presunto giro di titoli di guida facili e mazzette, esami d’idoneità alterati e dipendenti pubblici compiacenti. Nel mezzo, «favori» sessuali a mo’ di pagamento aggiuntivo, quando i soldi delle aspiranti conducenti di veicoli non bastavano. E’ questo il quadro emerso dall’inchiesta della procura di Frosinone, culminata con venti arresti, tre in carcere e diciassette ai domiciliari. Tutti, incensurati, sono stati colpiti da ordinanza di custodia cautelare spiccata dal Gip del tribunale del capoluogo ciociaro. L’accusa ipotizzata, a vario titolo, è di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, falso in atto pubblico, sostituzione di persona, accesso abusivo a sistema informatico pubblico e frode informatica ai danni dello Stato.

Nell’indagine condotta dalla Squadra Mobile, iniziata nell’ottobre 2014 e durata sei mesi, un totale di 135 indagati e il sequestro di beni mobili e immobili per centinaia di migliaia di euro. Non solo. Nell’operazione denominata «pay to drive», sono state sequestrate 90 patenti di varie categorie in 19 province: in quelle di Caserta, L’Aquila, Perugia, Roma, Firenze, Napoli, Novara, Bologna, Chieti, Brescia, Como, Verona, Varese, Cagliari, Latina, Lucca, Parma, Grosseto e Mila  Aldino.
Le misure cautelari sono state eseguite ieri mattina. In carcere sono finiti un ingegnere della Motorizzazione civile di Frosinone, fino a un mese fa direttore della stessa sede ciociara, un esaminatore della Motorizzazione del capoluogo ciociaro e il titolare di tre autoscuole del Cassinate, ritenuto il capo del presunto sistema sui cui ruota l’inchiesta diretta dal sostituto procuratore Maria Pia Ticino.

Per altri diciassette sono stati disposti i domiciliari: si tratta di altri tre esaminatori della Motorizzazione civile di Frosinone, tra cui la segretaria dell’ingegnere, i titolari di tre agenzie di scuola guida della Ciociaria, due dipendenti delle autoscuole dell’uomo considerato ai vertici, cinque suoi parenti proprietari di scuole guida in provincia di Caserta e altre quattro persone che, secondo le indagini, avrebbero procacciato candidati o si sarebbero sostituti agli stessi in occasione delle prove di teoria. Per gli investigatori un meccanismo che sarebbe stato messo in piedi per far conseguire, revisionare o rinnovare la patente a persone disposte a pagare cifre che si aggiravano intorno ai 4.000 euro. Dall’inchiesta, è emerso che gli aspiranti al documento di guida erano perlopiù stranieri, egiziani, pakistani, marocchini e cinesi, in molti casi non in grado di comprendere la lingua italiana né il Codice della Strada e la segnaletica. Un giro d’affari quantificato dagli inquirenti in circa 224mila euro. Stando alla ricostruzione della polizia, sarebbero state alterate cinque sessioni d’esame, tra teoria per la patente B e revisione, che hanno visto promossi settanta candidati.

Frode, associazione a delinquere, falso in atto pubblico e accessi abusivi a sistemi informatici. Questi alcuni dei reati che gli investigatori hanno accertato e che hanno portato all’arresto di 20 persone di cui 3 in carcere e 17 ai domiciliari — e a indagarne altre 135 — in una vasta operazione battezzata «Pay to drive» tra Lazio, Campania e Abruzzo. Far conseguire, revisionare o rinnovare la patente di guida a persone disposte a pagare, come prezzo della corruzione, cifre che si aggiravano intorno ai 4000 euro. Questo, l’obiettivo dell’associazione a delinquere sgominata dagli agenti della polizia di Stato di Frosinone. Tra gli arrestati anche un ingegnere della Motorizzazione Civile di Frosinone che, all’epoca dei fatti, ricopriva l’incarico di direttore dell’ufficio.

Ville, Ferrari e «poltrone»

Sei mesi d’indagini della polizia hanno fatto emergere un giro d‘affari di circa 224 mila euro. Sequestrati conti correnti bancari e postali degli indagati, oltre a cinque immobili – ville, abitazioni e locali commerciali – , cinque autoveicoli e due motocicli. Tra le vetture finite sotto sequestro ci sono anche una Ferrari modello California, immatricolata nel marzo del 2015 (pagata oltre 200.000 mila euro) e una Mercedes, acquistata pochi giorni fa per una cifra di quasi 100.000 euro. Le porte del carcere si sono aperte per uno dei due ingegneri della Motorizzazione di Frosinone che, secondo le indagini, si alternavano tra loro nel ricoprire il ruolo di direttore e che — all’epoca dei fatti e fino ad un mese fa — rivestiva tale incarico, il titolare di tre autoscuole della provincia di Frosinone, ritenuto il capo dell’organizzazione, e un esaminatore della Motorizzazione di Frosinone.

Tre in carcere, 17 ai domiciliari

In tre sono finiti in carcere: il titolare di tre autoscuole in Ciociaria (che gli inquirenti ritengono a capo dell’organizzazione), uno dei due ingegneri della Motorizzazione di Frosinone e un esaminatore dello stesso ufficio pubblico. Per diciassette persone sono scattati gli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato emesso per tre esaminatori della Motorizzazione di Frosinone – tra cui la segretaria dell’ingegnere – e tre titolari di agenzie di scuola guida del Frusinate, due dipendenti delle autoscuole del capo del sodalizio, cinque suoi stretti parenti (fratelli e nipoti) titolari di scuole guida nella provincia di Caserta e altri quattro associati che ricoprivano il ruolo di procacciatori dei candidati-clienti o di sostituti degli stessi in occasione delle prove di teoria.

90 patenti sequestrate

In Abruzzo gli agenti della questura dell’Aquila hanno sequestrato alcune delle 90 patenti risultate «facili». Nell’indagine, oltre alle persone arrestate, sono indagate complessivamente ben 135 persone. «L’alto numero dipende dal fatto che ogni neopatentato coinvolto è a sua volta indagato», ha spiegato a Rainews24 il vicequestore della Mobile di Frosinone, Carlo Bianchi. I clienti dell’organizzazione erano per lo più stranieri (egiziani, pakistani, marocchini e cinesi), spesso non in grado di comprendere la lingua italiana, né a conoscenza del codice stradale e della segnaletica; persone che, alla guida di un veicolo, avrebbero costituito un grave pericolo per la sicurezza.

Il meccanismo illecito

Ad ognuna delle due sedute della sessione d’esame, l’organizzazione era in grado di garantire la promozione di almeno quindici candidati. I sequestri delle patenti sono avvenuti tra le provincie di Caserta l’Aquila, Perugia, Roma, Firenze, Napoli, Novara, Bologna, Chieti, Brescia, Como, Verona, Varese, Cagliari, Latina, Lucca, Parma, Grosseto, Milano. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’ingegnere della Motorizzazione, dietro compenso, assegnava alle prove d’esame uno dei tre esaminatori corrotti che, a loro volta, remunerati illecitamente, chiudevano gli occhi e permettevano ai complici di partecipare fraudolentemente all’esame, sostituendosi così ai candidati che non erano in grado di sostenere la prova teorica.

Il ruolo dei sostituti

A ricoprire il ruolo di «sostituti», stando agli accertamenti della polizia, erano gli associati: grazie alla loro preparazione, erano in grado ciascuno di compilare correttamente la scheda del candidato (di cui prendevano il posto) e, allo stesso tempo, suggerire le risposte esatte ad almeno altri tre di loro. Era compito dell’esaminatore corrotto, sempre secondo quanto ricostruito dagli investigatori, predisporre le postazioni e prevedere che il « suggeritore» sedesse in mezzo agli altri candidati a cui doveva suggerire le risposte, lontano dagli occhi indiscreti di quei pochi candidati estranei al sistema corruttivo.

Il blitz

Subito dopo le festività di Pasqua del 2015, come accertato dalla polizia, era stata organizzata una sesta seduta d’esame fraudolenta per altri venticinque clienti. Ma tutto è saltato per un blitz della polizia. Dopo l’ennesima «mazzetta», consegnata dal capo dell’associazione all’ingegnere della Motorizzazione, infatti, il personale della sezione Anticorruzione della Squadra mobile, coordinato dal sostituto procuratore Maria Pia Ticino. ha fatto irruzione nell’ufficio pubblico e sequestrato le bustarelle contenenti denaro e buoni carburante per un valore di oltre 2500 euro.

Le riprese

Il comportamento illecito degli esaminatori, che sistemavano i banchi e facevano sedere candidati e «suggeritori», è stato immortalato nelle sale d’esame. La polizia ha anche rilevato che sul piazzale della Motorizzazione di Frosinone, al termine degli esami, i sodali riscuotevano le somme dovute dai candidati, fatti promuovere, e pagavano subito il compenso all’esaminatore corrotto. Gli elementi salienti dell’indagine sono contenuti nei video-audio che gli investigatori sono riusciti a captare nell’ufficio del direttore facente funzioni, riprendendo i momenti delle varie consegne delle bustarelle.

Promossi in settanta

La polizia, tra ottobre del 2014 e aprile 2015, ha ricostruito l’alterazione di ben cinque sessioni d’esame, tra teoria per la patente B e la revisione. Ed è emerso che oltre settanta candidati-clienti dell’associazione sono stati promossi illegittimamente. Diversi, sempre secondo quanto verificato dagli agenti della questura di Frosinone, i servizi illeciti offerti dal sodalizio. Nei casi più difficili, i clienti ottenevano la patente direttamente a domicilio, con il pubblico ufficiale corrotto che alterava fraudolentemente la banca dati centrale della Motorizzazione e assegnava loro, dal nulla, una patente della categoria richiesta (o ne posticipava la scadenza). Il cliente, che, come ricostruito dalla Squadra Mobil del capoluogo ciociaro, non si disturbava nemmeno di iscriversi ad alcun esame e non doveva far altro che denunciare falsamente di aver smarrito la patente attribuitagli, per ottenere il duplicato a domicilio.

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