Storia della super vagina del Brasile

Una vagina dalle proporzioni inaudite, ben 33 metri di apertura, 16 di larghezza e 6 di profondità, quella realizzata da Juliana Notari su una collina nel centro nord del Brasile e che ha fatto infuriare il presidente Bolsonaro.

La Notari ha impiegato diversi mesi per realizzare questa installazione, il cui scopo è quello di mettere in discussione il rapporto tra natura e cultura della società occidentale, definita fallocentrica e antropocentrica.

Insomma, un simbolismo ben specifico e che ha aperto un dibattito sulle problematiche di genere, ma che ha indispettito un Bolsonaro che non apprezza assolutamente tutto ciò che si presenta un po’ sinistroide, soprattutto nel campo delle arti e della cultura.

Diva, questo è il nome della gigantesca vagina artificiale, è ovviamente una provocazione che l’attivista e artista Notari, ha lanciato nei confronti del governo ultraconservatore di Bolsonaro, ed è stata realizzata in 11 mesi con l’aiuto di 20 collaboratoti uomini (manco a farlo apposta!)


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