Cristiana Calone e Franca Sebastiani moglie figlia e Moglie Massimo Ranieri, lui non l’aveva riconosciuta

Massimo Ranieri oggi sarà ospiti a domenica in da Mara Venier. Sicuramente parlerà anche di Famiglia Cristiana Calone, per tutti coloro che non la conoscono vi diamo alcune delucidazioni. La ragazza è nata nel 1971 nata tra la storia d’amore di Massimo Ranieri e Franca Sebastiani deceduta Purtroppo alcuni mesi fa per un mare incurabile.
Massimo Ranieri ha conosciuto la figlia molti anni dopo la nascita, precisamente nel 2007, ricordiamo che nel 1995 ha ufficialmente riconosciuto Cristiana. La ragazza prende le orme di tuo padre, Infatti anche lei svolge la professione di cantante virgole e un’intervista recente Cristiana ha confermato il papà è pieno di attenzioni verso di lei e non gli fa mancare niente.

Chi è Cristiana Calone?

A metà degli anni 70, che combaciano con la nascita di Cristiana Calone, Massimo Ranieri era nel pieno del suo successo. Infatti in quel periodo recitò in una pellicola di Pratolini, intitolata ‘Metello’. Poi condusse Canzonissima, inoltre partecipò all’Eurovision Song Contest. Quindi tutti questi impegni non potevano conciliare col fatto che era diventato genitore così giovane.

Infatti la ragazza fu riconosciuta da lui solo 15 anni fa, ma il loro primo vero incontro è avvenuto solamente nel 2007, durante una puntata di Domenica Live. “Ero famoso e avevo 19 anni. Mi hanno trascinato via da questa storia dicendomi che era un danno alla mia immagine. L’unico alibi che ho è che ero inesperto”, dichiarò l’artista nella trasmissione Rai. (Continua dopo la foto)

Cristiana Calone e l’amore per la musica

Cristiana Calone, in un’ospitata a Domenica Live disse di non provare nessun rancore nei confronti del genitore. In quell’occasione, infatti, la figlia di Massimo Ranieri disse che sua mamma Franca, morta poi nel 2015, non ha mai parlato male del suo ex.

Inoltre disse che quando l’hanno messa al mondo si amavano alla follia. Anche lei come il padre è una cantante, infatti sei anni fa è uscito un suo singolo che prende il nome di ‘Donne sole’. Una canzone interpretata a coppia con Lusya Claudia.

Franca Sebastiani Moglie di Massimo Ranieri

Francesca Sebastiani, lei era la moglie di Massimo Ranieri è una cantante e scrittrice. Massimo Ranieri è Indiscutibilmente dei cantanti italiani più seguiti e amati. È un artista a 360 gradi, attualmente ha 69 anni e con la moglie Franca Sebastiani ha avuto una figlia nata nel 1971 che si chiama Cristiana.

Massimo Ranieri auto novità molto piena: già da giovanissimo sposò fa moglie Francesca Sebastiani, e per la tua gioia non molti anni fa ha ritrovato anche tua figlia. Una carriera dedicata all’arte e alla musica, da ragazzo ha sposato la moglie Francesca Sebastiani, dal loro amore È nata la figlia Cristiana.

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Massimo Ranieri aveva appena 19 anni Quando è nata sua figlia, e lui purtroppo non l’ha riconosciuta stando lontano anche dalla moglie, tutto questo per seguire la sua carriera da artista che era da poco iniziata.

Ultima intervista rilasciata prima dello spettacolo ”Qui e Adesso”

Massimo, “Qui e Adesso” è il riscatto ad alcune canzoni degli anni Settanta forse un po’ trascurate o dimenticate?

Forse, sì. Ho lasciato la canzone a 24 anni per fare altre nuove esperienze, alcune canzoni hanno avuto fortuna e altre le ho accantonate ma poi capisci che le hai lasciate per strada. Ora sono tornato indietro e mi sono messo a riascoltarle, anche per rispetto agli stessi autori, ad autori eccezionali che ho avuto in quegli anni; sono brani che ho amato, che hanno sfidato Canzonissima, li ho incisi perché ci credevo e poi mi sono detto “perché no? Voglio ridare al mio pubblico queste canzoni con la “pennellata” artistica di Gino Vannelli, questo grandissimo artista con il suo stile creativo. Quelle canzoni mi erano nel cuore, ora non mi sento più in colpa verso di loro, finalmente camminano da sole.

Nell’album c’è moltissimo degli anni Settanta:

Avevo una meravigliosa squadra, tra il ’69 e il ’74, con Enrico Polito prima e poi con Giancarlo Bigazzi, Totò Savio, dotata di grande creatività. Quello fu un periodo davvero meraviglioso, anni indimenticabili durante i quali abbiamo lavorato molto sul divertimento, c’era allegria, c’era la risata. La canzone “Vent’anni” è proprio la mia vita, un ragazzo giovanissimo che arriva da Napoli e crede nel sogno. La mia stessa vita è nata come una poesia, penso a Rose Rosse e a Metello. Successivamente ho vinto Canzonissima nel 1970 con Vent’anni. Mi commuovo ancora adesso a ripensarci.

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Ci sono aneddoti legati a questi brani?

“Ti Ruberei” avrei dovuto presentarla a Venezia, al Festival della Canzone, ma fui fermato perché avevo da poco finito il militare e non potevo andare in tivù per un certo periodo: per i tre mesi successivi non avrei potuto; l’ho poi ripresa appena è stato possibile. “Sogno d’amore” invece era la colonna sonora di un film con Beba Loncar. Queste sono tutte canzoni che avevo abbandonato ma poi – come si dice – si ritorna sempre “a casa” e l’ho trovata piena di ricordi meravigliosi, sono soddisfatto e felice oggi di comprendere canzoni che all’epoca ero troppo giovane per capirle. “Quando l’amore diventa poesia” è stato il mio secondo Festival di Sanremo e sono molto orgoglioso di poter dire di aver cantato una canzone di Mogol.

Lei come vive il connubio musica e tivù? Intensamente?

Sono un privilegiato. Mi sento fortunato che esista questa unione ed anche avere il privilegio di presentare Qui e Adesso in quattro puntate, ogni giovedì sera. Spero di trovare il gradimento di chi mi segue, del pubblico e mi auguro anche che le canzoni tornino ad essere quelle che erano allora.

Come mai la scelta del celebre Teatro Sistina vuoto, per il programma tv?

Qui e adesso va in onda dal Sistina, non solo perché è il teatro del “mito”, in cui ho visto i grandissimi Totò e Anna Magnani, tanti grandi artisti hanno calcato quel palcoscenico, ma è anche il luogo del mio debutto teatrale nel 1971: ricordo che era uno spettacolo dal vivo diretto da un altro Maestro, Vittorio De Sica. Andare in onda da un teatro vuoto è anche un segnale per il pubblico, è fortemente simbolico per il difficilissimo momento che stiamo vivendo.

E’ successo qualcosa con Mauro Pagani? Vi siete lasciati bene?

No, Non è successo niente, ci siamo lasciati benissimo, già tre anni fa gli parlai del desiderio di realizzare un progetto con Gino Vannelli, il nostro è un rapporto ventennale di stima, rispetto e amicizia.

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Il brano “Quando il sogno diventa inutile” è un pezzo che le ha donato direttamente un altro grande della musica e dello spettacolo, Charles Aznavour.
Considero Aznavour un Maestro e l’ho sempre seguito, mi sono sempre ispirato a lui: quando sono sul palcoscenico è a lui che penso. E’ stato un grande sogno che è diventato realtà. Esattamente come quando faccio una regia a teatro, io penso a Giorgio Strehler. Ero stato al suo spettacolo, dire che ero felice è un eufemismo, e poi abbiamo comprato un cappello insieme. Ancora non mi sembra vero di essere stato ospite di un suo show, c’era anche Franco Battiato, meraviglioso artista e uomo. Una volta per ringraziarlo ho chiamato Albano Carrisi, ho comprato un ulivo e gliel’ho mandato in regalo nella sua casa in Costa Azzurra.

Oltre ad Aznavour, ha altri riferimenti musicali?

Adriano Celentano è stato un idolo per me. Ricordo quando cantò 24mila baci al Festival di Sanremo, fu uno scandalo tremendo, con i media dell’epoca che lo accusarono perché aveva voltato le spalle al pubblico e non si poteva fare, addirittura sculettando. Fece scandalo, ruppe qualsiasi convenzione politica e sociale. L’altro mio idolo è Domenico Modugno.

Tra i giovani artisti di oggi, chi le piace? E come è cambiato il modo di raccontare l’amore tra ieri e oggi?
Apprezzo e mi piacciono molto Mamhood, Achille Lauro e Ghali, mi interessano moltissimo per la scrittura e per come trattano le loro tematiche, sono temi attuali; anche Irama mi piace, sarà ospite del mio programma su Rai3. Pensavo fosse un ragazzo montato, un giovane artista “montatello” invece ha un bellissimo sorriso, è dolce, è umano, umile, semplice, con un sorriso solare. Lui è un grande amante di De Andrè, percui abbiamo deciso di cantare La Canzone di Marinella e letto un testo che si chiama Rolex: è il nome di una ragazza e racconta il rapporto difficile e conflittuale con il padre.


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2 Comments

  1. Voglio suggerire alla Rai che vale la pena di fare altri programmi con Massimo. Siamo fortunati ad avere un artista così poliedrico e versatile, la sua immagine oltre a ricordare artisti famosi come Totò e Eduardo può essere d’esempio per i giovani di oggi, non solo artisti ma anche gente comune. Grazie Massimo!

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