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Sono 23 i convocati di Gasperini in vista dell’importante sfida che si giocherà alle 18.30 allo stadio Olimpico di Roma. Tra i disponibili torna Romero, ancora attesa invece per Ha-teboer che sarà probabilmente chiamato a partire dalla sfida di settimana prossima con il Sassuolo. Contro la Roma potrebbe essere ancora 4-2-3-1, in difesa davanti a Gollini ballottaggio Djimsiti-Palomino mentre i terzini saranno Toloi e Gosens, in mezzo De Roon e Freuler sono confermati e alle spalle di Zapata i tre trequartisti saranno Malinovskyi (in gol con la Juventus), Pessina e Murici. In caso di 3-4-2-1, fuori il numero 9 colombiano e spazio a Maehle sulla fascia, la squadra nerazzurra ormai può schierarsi indifferentemente con i due sistemi ma nelle ultime uscite contro la difesa a 3 è sempre stato preferito il modulo a 4 che si è visto per la prima volta dall’inizio sul campo del Verona. Il gruppo ha raggiunto la capitale con un volo charter nel tardo pomeriggio di ieri.

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La Superlega è morta mentre il bilancio dell’Atalanta vola: di nuovo, il Modello Percassi dimostra come sia possibile fare calcio ad altissimi livelli seguendo un percorso virtuoso. Vero Perez, presidente del Reai con 901 milioni di perdite? I numeri del bilancio 2020 raccontano di un fatturato arrivato a quota 241,9 milioni di euro (+53,9 rispetto ai 188 milioni del 2019) che pone la società nerazzurra al quarto posto in Italia, dietro a Juventus (573 milioni), Inter (372 milioni) e Napoli (274 milioni), davanti al Milan (192 milioni).

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Praticamente, fra le prime cinque squadre italiane, solo il Napoli fa meglio dei nerazzurri fra quelle die non si sono fiondate a capofitto nel fallimentare progetto della Superlega promosso dal presidente del Real spalleggiato da Agnelli II balzo in avanti della Dea è ovviamente legato alla partecipazione alla Champions League: i ricavi legati ai proventi televisivi toccano i 117 milioni rispetto ai 90 del 2019, quando già era comunque conteggiata una parte degli introiti ricavati dalla fase a gironi del massimo torneo Uefa. Un’altra voce cresciuta in modo importante è legata alle plusvalenze (da 38 milioni a 68 milioni di euro con l’affare Kulusevski a determinare gran parte di questo salto), mentre si sono dimezzati i ricavi da stadio (da 13,5 a 6,7 milioni) a causa della pandemia e nonostante i2,3 milioni di Atalanta-Valencia.

L’amministrato-re delegato Luca Percassi ha sottolineato la posizione atalantina sulla Superlega. « Riteniamo che i valori della meritocrazia siano le fondamenta democratiche dello sport. Il sogno di un club, dei suoi tifosi, dev’essere sostenuto da basi solide, etiche ed economiche». Le parole del presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin certificano il Modello Atalanta: «Le competizioni Uefa hanno bisogno delle storie di squadre come Atalanta, Celtic, Rangers, Dinamo Zagabria, Galatasaray.

Abbiamo bisogno di questi club, la gente deve sapere che tutto è possibile, che tutti hanno un’occasione di vincere. I grandi club di oggi non sempre lo sono stati e non c’è garanzia che lo saranno in futuro. Il calcio è dinamico e imprevedibile. Questo lo rende un gioco così tanto bello». Percassi annota: «Queste parole non sono un punto di arrivo per l’Atalanta, ma uno stimolo maggiore per condividere valori sportivi, etici ed economici.

L’Atalanta, nel rispetto dei valori storici che ciascun club ha, ritiene di sostenere concetti meritocratici e solidali. Il sogno deve rimanere vivo, questo il concetto. La Superlega è sbagliata nei principi, lo sport è meritocratico», lia detto ancora Percassi, aggiungendo anche un chiarimento importante sulle parole di Andrea Agnelli dell’anno scorso quando affermò che l’Atalanta non ha storia interazionale per stare in Champions League. «Dopo quella dichiarazione, Agnelli chiamò mio papà e si scusò. Voleva esprimere un altro concetto e dire che le grandi società che sono abituate a competere in determinate competizioni possono aver più bisogno di quella stabilità finanziaria che l’accesso a questo tipo di competizioni ti porta.

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Lui come tutti in Europa ha rispetto del nostro progetto e di quello che stiamo cercando di far. Non penso si dimetta». Ora die il progetto è fallito, come si può migliorare il calcio italiano? «Sicuramente è un’occasione utile, da uno scossone simile dobbiamo cercare di raccogliere delle opportunità. In ambito Uefa siamo lì per imparare, nel calcio italiano credo che si possa fare. Purtroppo, da quello che io sto vivendo, nelle sedi opportune non parliamo mai di calcio. Né in assemblea e nemmeno nei consigli lega». Gli argomenti sono diversi, ma non riguardano quasi mai il campo. «Parliamo ad esempio dei fondi, qualcosa che noi abbiamo sempre osteggiato, fin dall’inizio. Quando abbiamo visto il documento con i termini, dal nostro punto di vista era una vergogna assoluta». Un altro concetto importante espresso d’affari della Dea riguardala posizione di Inter, Milan e Juventus.

«Penalizzazioni? Non mi sono posto il problema. Sbagliare è umano, è evidente l’errore che è stato fatto ma mi sembra che stiano tornando sui loro passi. Credo anche che la Serie A per essere competitiva abbia bisogno di tutti perché il calcio è un fenomeno in cui ogni città dev’essere potenzialmente rappresentata. La piccola, media o grande realtà possono starci, tutti meritano rispetto. Il calcio è dei tifosi, questo è l’elemento principale». Gasperini, prima di Roma-Atalanta è tornato sulla Superlega: «Questa cosa mi ha sbarellato nei primi momenti. Ho letto le parole di colleghi, giocatori e altri addetti ai lavori, li ammiro. Lunedì sembrava non servisse più a nulla giocare, ci siamo chiesti se il campionato finisse lì. Il nostro obiettivo è tornare in Champions. La classifica è così corta die basta una partita per cambiare diverse posizioni. Il campionato è tutto da giocare».

«Il campionato non è chiuso, voglio una squadra motivata. Non abbiamo fatto una buona partita contro il Torino, ma non abbiamo perso l’identità». Fonseca ci riprova. Se la testa è ormai allo United (gara d’andata il 29 aprile) e all’Europa League – che rappresenta la scorciatoia alla Champions, possibilità che il campionato sembra ormai precludere – le sette gare che mancano al termine del torneo debbono servire per puntare al meno al sesto posto evitare il declassamento nella Serie C europea (Conference League). Per farlo, la Roma dovrà classificarsi almeno al sesto posto, che attualmente è distante quattro punti anche se potenzialmente potrebbe lievitare a sette (qualora la Lazio vincesse il recupero con il Torino). Non semplice ma il calendario dei biancocelesti (Napoli e Milan nelle prossime due giornate) potrebbe aiutare. A patto che la Roma vinca oggi con l’Atalanta. Nonproprio una formalità considerando che Gasperini ha fatto en plein con il portoghese (tre successi su tre) e i nerazzurri arrivano da una scia di cinque vittorie consecutive. La Roma, invece, ha frenato sensibilmente: quattro punti nelle ultime cinque partite. «Stiamo preparando la gara con ambizione. Dovremo giocare in modo ambizioso contro una squadra forte. Il campionato non è chiuso per noi, ci sono match che vanno giocati per vincere», assicura Paulo. E almeno le scelte, lo confermano. La Roma questa sera tornerà ad essere riconoscibile. Almeno nell’undici di partenza, stravolto soltanto quattro giorni fa con otto volti nuovi rispetto al match contro l’Ajax. Se lo sarà anche nella testa, sarà la partita a dirlo. Fonsecaè quindi orientato a schierare la miglior formazione possibile. L’unico dubbio è sulla fascia sinistra dove persiste il ballottaggio Peres-Calafiori. Entrambi non al meglio, favorito il diciottenne. Rientrano però Mkhitaryan, Pellegrini, Veretout, Kar-sdorp, Pau Lopez, Mancini e Dzeko che ha nell’A-talanta una delle sue vittime preferite: sei reti in undici confronti. Dopo il gol in Europa, ora Edin ha voglia di sbloccarsi anche in campionato dove non segna dal 3 gennaio (Ro-ma-Sampdoria 1-0). Passerella finale sufformai defunta Super League: «Io sono contro, sono molto orgoglioso di far palle del calcio. Perché il calcio ha dimostrato in questo momento che l’importante sono i tifosi, i giocatori e gli allenatori, non i soldi. Sono anche orgoglioso della posizione della Roma».

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