Italia

Folla ai funerali di Diana Pifferi, commozione all’arrivo della bara della bimba morta a Milano

Le Esequie di Diana Pifferi, la bambina morta di stenti dopo che la madre l’aveva lasciata sola a casa per sei giorni, sono iniziate alle 15. L’ultimo saluto si terrà nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a San Giuliano Milanese. Il Comune di Milano aveva offerto alla famiglia della bambina (zia e nonna) di poter provvedere alle spese. La madre di Diana, che si trova in carcere a San Vittore con l’accusa di omicidio, ha chiesto di poter partecipare alla funzione ma le è stato negato dalla polizia a misure di sicurezza legate al caso rigido.

Hanno partecipato centinaia di cittadini

Oltre 150 persone hanno deciso di parteciparvi. La storia della piccola ha addolorato centinaia di persone: in tantissimi hanno lasciato palloncini e lettere fuori dal palazzo di Ponte Lambro dove la piccola è morta di fame e sete. E sempre diversi cittadini hanno inviato e-mail alla Procura di Milano, che indaga sul caso, chiedendo una pena esemplare. Tra la folla presente in chiesa anche la nonna e la zia della piccola Diana: la nonna – nonché madre di Alessia Pifferi – quando ha visto la bara bianca della nipote ha gridato: “Ciao Diana”. Tante le lacrime e la commozione. Arcivescovo di Milano che sta celebrando la messa ha detto: “Che Diana abbia nel Signore la pienezza che non ha avuto in vita”. Tra i presenti anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

La madre sarebbe sotto shock e non lucida

La madre Alessia Pifferi, in base a quanto raccontato a Fanpage.it dall’avvocato Solange Marchignoli, sembrerebbe essere ancora sotto shock e non lucida. Non avrebbe nemmeno capito cosa sia successo e avrebbe chiesto al suo legale di spiegarle cosa significhi l’ergastolo. Intanto la Procura sta cercando di capire come sia morta la piccola: dopo l’autopsia, secondo la quale la figlia potrebbe essere morta cinque giorni dopo l’abbandono della madre, sono stati disposti ulteriori accertamenti.

In particolare modo si attende l’esito degli esami tossicologici: si cercherà di capire se nel latte trovato nel biberon, lasciato accanto al lettino dove è stato trovato il corpo di Diana, ci siano tracce di ansiolitici o farmaci che possano aver narcotizzato la piccola. E in particolare se nel beccuccio del biberon ci siano tracce del Dna di Diana. Qualora venisse accertato che la bambina sia stata drogata, si aggraverebbe la posizione della madre alla quale verrebbe riconosciuto il dolo pieno e la premeditazione.


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