Si chiama Christina Giuffrida, è di Yonkers, New York, e per anni ha sofferto di tremendi mal di gola ricorrenti. Mal di gola forti che tornavano di continuo. Poi Christina ha iniziato anche ad avere problemi di equilibrio e di udito: non riusciva più la voce delle persone. A marzo, dopo essersi svegliata con l’ennesimo mal di gola, ha deciso di andare al pronto soccorso dove i medici le hanno fatto una tac che ha fatto emergere la verità, dolorosa e sconvolgente.

La ragazza non aveva allergie come credeva, ma un tumore benigno nella parte posteriore del cervello che premeva sui nervi che controllano deglutizione, udito ed equilibrio. Un oncologo ha detto alla ragazza che si sarebbe dovuta sottoporre a un intervento e che, se non lo avesse fatto, nel giro di qualche tempo, non sarebbe più stata in grado di parlare e camminare. Una notizia tremenda per la giovane che, da piccola, ha sempre sofferto di emicrania. I genitori, preoccupati, quando era una bimba, la fecero visitare dal medico che disse loro che la piccola aveva problemi di vista e avrebbe dovuto mettere gli occhiali.

“Mi sono stati prescritti occhiali in terza elementare – ha raccontato al Daily Mail – Il medico ha detto che mi avrebbero fatto passare il mal di testa e in effetti ha funzionato”. Sparita l’emicrania, è stato il turno del mal di gola. I genitori, però, che hanno sempre un sesto senso, hanno anche notato un’altra anomalia: la figlia inclinava la testa a destra quando camminava e aveva difficoltà a sentire le persone parlare a volumi normali.

Quei mal di gola non passavano e Christina ha deciso di andare al pronto soccorso. “Il dottore ha chiamato quella notte e mi ha detto che avevo una cisti sul retro del cervello”, ha raccontato la giovane. La sua era una cisti cerebrale epidermoide, cioè un tumore benigno del cervello che si forma nelle prime fasi dello sviluppo di un bambino nel grembo materno. Tra i sintomi di questa cisti che è piuttosto rara: mal di testa, problemi di vista, problemi di equilibrio e perdita dell’udito, tutti sintomi che la ragazza aveva. 

“Tutta la mia famiglia piangeva quando è arrivata la diagnosi”. Poi la ragazza è stata mandata dal dottor Constantinos Hadjipanayis, direttore dell’oncologia neurochirurgica del Mount Sinai Health System di New York. L’8 aprile, cioè una settimana dopo la sua visita in clinica, è il giorno dell’intervento. Il medico utilizza un sistema chiamato Modus V, un microscopio digitale robotizzato dotato di lenti all’estremità di un braccio robotico. Il tumore è stato asportato al 100% e, dopo 2 settimane di recupero, la ragazza sta meglio. Una bella notizia, ogni tanto, ci vuole.

Author: Emanuela Buzzetti

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