Charlene di Monaco si ribella: una radicale trasformazione

Le tradizioni vanno rispettate, anche in questo Natale dell’era Covid. Dunque, come di consueto, i cancelli di Palais Princier si sono aperti per la distribuzione dei regali ai piccoli monegaschi. Settecento bambini, accompagnati dai genitori, hanno ritirato il loro pacco alla capanna di Babbo Natale, allestita nei cortili della residenza, dalle mani dei principini Jacques e Gabriella e da una figura androgina, capelli alla rockstar nordica, mascherina di paillettes d’oro, come la trama della giacca.

Capirete lo choc dei monegaschi quando, avvicinandosi, hanno identificato che la signora in questione: era la loro principessa regnante, Charlene, in versione punk. Anzi, mohicana. Fuori dagli schemi. Irriconoscibile. Le fotografie che vedete in queste pagine hanno subito fatto il giro del mondo. E mostrano in dettaglio la rivoluzione che la sovrana monegasca porta in testa: il ciuffo è scalato e sulla parte sinistra del cranio appare un quadrato rasato, che prosegue anche sulla nuca.

La principessa è intervenuta persino sulla nuance, abbondando con ciocche bronzee. I cerchi ai lobi – sull’orecchio sinistro compare anche un diamante punto luce – l’ombretto azzurro e l’eyeliner marcato completano la nuova immagine di Charlene. Come possiamo definirla? Contemporanea? Eccessiva? Di certo, è la prima volta che una principessa Grimaldi osa in questo modo. Qualcosa del genere si era inventata Stéphanie, quando faceva la cantante: era il 1986, il suo singolo Ouragan era in vetta alle classifiche e lei aveva deciso di ingiallire il ciuffo.

Ma si trattò di uno scherzetto da liceale a confronto con il look della cognata. Peggio era accaduto a Caroline, rimasta calva nel 1996, ma in quel caso non era una bizzarria di stile, ma la grave conseguenza di un esaurimento nervoso, un’alopecia da stress. Un dramma vero insomma, che poi si è risolto. No, Charlene ha deliberatamente scelto di rompere gli schemi. E tra qualche riga cercheremo di spiegare il perché. Prima, però, siamo andati sulle tracce dell’autore di questo coup de théâtre tricologico.

Il primo indiziato è stato Stéphane Madinier, lo storico parrucchiere di Charlene, allievo di Aldo Coppola e da una decina d’anni regista dello stile della principessa. Ultima evoluzione, applaudita, il bob corto con frangetta alla Valentina di Crepax, in versione biondo cenere, con cui la moglie di Alberto ha incantato il Planetary Health Gala, evento benefico di fine settembre. Insomma, possibile che Madinier abbia firmato anche questa nuova Charlene, così lontana dalla cifra fiabesca che l’aveva contraddistinta fino a oggi? «Buonasera Francesco », ci risponde come sempre cordiale, ma con il tono di chi non vuole scottarsi con questa strabiliante novità, «no, non sono io che ho fatto questo nuovo look.

Vi auguro buon Natale». Se qualcosa di psicologia femminile abbiamo capito, Charlene ha proprio deciso di intraprendere una nuova strada cambiando, chissà se definitivamente, anche la mano che negli anni le ha forgiato le ciocche. Una svolta repentina: calendario alla mano, l’ultima apparizione della principessa pre-punk risale al 6 dicembre, quando ha postato una foto di famiglia per il sesto compleanno dei gemellini.

Certo l’inquadratura delle foto, prese da destra, non avrebbe comunque svelato la rasatura, ci fosse già stata. Poi è arrivato il varo, il 16, di una motovedetta della polizia battezzata con il nome della piccola di casa, Gabriella, di cui vi proponiamo scatti esclusivi. Chi c’era ha notato l’assenza di capelli biondi sotto il basco indossato dalla principessa, escamotage con cui ha dato un’anticipazione del nuovo corso.

Quindi il tutto si è giocato nell’arco di dieci giorni, poco prima di Natale. Già, ma perché? Cosa ha spinto la sovrana di Monaco all’estremo e, da più parti, criticato gesto? Il desiderio di imporsi, riteniamo. Di lasciarsi alle spalle la nomea (e l’immagine) di principessa invisibile, sempre un po’ triste. Charlene, insomma, ha tirato fuori unghie e personalità, sia in campo agonistico (ricorderete la dura prova del water bike challenge di settembre, quando ha attraversato il mar ligure da Calvi a Monaco) sia stilistico. Può osare, insomma, perché padrona incontrastata della scena. Le signore a volte sanno raccontare con i capelli molto più di ciò che esprimono a parole.


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