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Nel bene o nel male, c’è sempre lui al centro delle attenzioni napoletane. La storia attuale racconta che oggi pomeriggio, al Bentegodi, Lorenzo Insigne potrebbe toccare quota 100 nella classifica dei cannonieri di tutti i tempi del club.

Un traguardo prestigioso, sicuramente, che potrebbe restituire al capitano del Napoli quel sorriso che s’è perso tra le lacrime di Reggio Emilia. Quell’errore dal dischetto, contro la Juventus, lo ha coperto di tristezza, ne ha scosso la coscienza, perché quel rigore fallito l’ha abbattuto più di chiunque altro, perché l’ha sbagliato lui, l’unico napoletano della serata di Supercoppa. Lorenzo, però, ha avuto coraggio, s’è presentato alla battuta, probabilmente, stremato dalla fatica accumulata fino a quel momento, impegnato com’era stato nel rincorrere Cuadrado su tutta la fascia. Nulla avrebbe potuto sottrarlo a quella responsabilità, che si è assunto in pieno, consapevole anche delle eventuali conseguenze se avesse sbagliato la trasformazione di quel rigore. Gli è andata male e Lorenzo è stato confortato, sin dal primo momento, dall’affettuosità di Rino Gattuso che ha difeso il proprio capitano da ogni critica.

In era Covid-19 il calcio ha subito una trasformazione, le partite si susseguono ogni tre giorni e, per un certo verso, è sicuramente un toccasana per chi ha bisogno di riscattarsi. Insigne la sua opportunità ce l’ha proprio oggi pomeriggio.

Al di là del centesimo gol che insegue, e che sarebbe comunque un traguardo prestigioso, l’attaccante cercherà il gol, magari di quelli pesanti, che consentirebbe al suo Napoli di restare agganciato alle prime posizioni. Un modo per liberarsi anche dal peso di quanto avvenuto in Supercoppa e per riprendersi quella scena che s’era conquistato con la prestazione di sette giorni fa, contro la Fiorentina. Il suo talento è indiscutibile, senza Mertens e Osimhen, si è diviso il peso della fase offensiva con Loza-no e Petagna e i danni sono stati limitati. Oggi, il Napoli è quarto ed è in zona Champions League, l’obiettivo dichiarato ad inizio stagione. Insomma, nel girone di ritorno la questione Napoli potrebbe cambiare radicalmente. Con il recupero di Mer-tens e Osimhen, Gattuso ritroverà la sua potenza avanzata e, allora, anche le ambizioni potrebbero essere riviste.

L’allenatore potrà perfezionare la sua idea tattica, quel 4-2-3-1 che poco è stato condiviso dagli esperti e dalla critica, ma che lui ha difeso con tutto sé stesso. Nessuno dei due centravanti, in ogni modo, sarà in campo oggi, contro il Verona, al massimo per loro potrà esserci posto in panchina. Osimhen ha avuto l’ok dagli specialisti per ritornare tra i disponibili dopo 21 giorni di assenza dal centro sportivo per trascorrere l’isolamento a casa, dopo la positività al coronavi-rus. Il rientro dei due è previsto per giovedì nel quarto di coppa Italia, contro lo Spezia. che si giocherà al Diego Maradona.

Ventuno giorni da Forrest Gump. Correndo da solo, sul tapis roulant della sua casa a Possillipo, in isolamento estremo come la profilassi da Covid 19 richiede. Poi, ieri Victor Osimhen ha ricevuto la notizia che ormai era nell’aria: finalmente il suo tampone è risultato negativo al coronavirus. Era a Castelvolturno il nigeriano, ad allenarsi sempre in isolamento e con il consenso dell’Asl ma finalmente sul manto erboso di un campo di calcio.

E’ stata una liberazione, il raggio di sole dopo il buio calato a Capodanno: il tampone al rientro dalla Nigeria non gli diede scampo. Fatale una festa a sorpresa che alcuni parenti gli organizzarono la sera del 28 dicembre per celebrare il suo 22° compleanno. Tutti gli invitati senza mascherine, Osimhen non sfuggì al Coronavirus. Ormai è acqua passata, anche l’infortunio alla spalla che si procurò il 13 novembre durante Nigeria-Sierra Leone.

E’ guarito e le lunghe corse gli hanno facilitato la vascolarizzazione al braccio che ha ripreso sensibilità. Resta da mettere a posto solo la mano, ancora oggi intorpidita, ma è poca roba e il tempo da recuperare sconfinato. Ha dovuto saltare ben 16 partite, prima per la lussazione patita in Nazionale e poi per il Covid 19. E c’è pure la partita del suo atteso ritorno, Napoli-Parma programmata allo stadio Maradona domenica prossima, 31 gennaio, per giocare una mezz’ora a gara in corso e riprendersi quel ruolo di protagonista che in Italia gli era già stato attribuito dopo le gare disputate con il club azzurro.

Da oggi potrà allenarsi finalmente con i compagni di squadra ma evitando i contrasti e, se Gattuso dovesse trovarlo in una condizione decente, potrebbe anche decidere di portarlo in panchina già a Verona, di sicuro per Napoli-Spezia, quarti di Coppa Italia previsti giovedì a Fuorigrotta. Attaccanti che tornano e attaccanti che vanno. Con il recupero di Osimhen, il ds Giuntoli potrà accontentare Llorente che ha chiesto di essere ceduto a un club che gli dia più spazio. La destinazione più probabile resta l’Udinese, società molto vicina al Napoli e che prenderà Llorente senza versare danaro per il suo cartellino. Il Napoli, però, nel contratto di cessione inserirà una clausola che gli permetterà di incassare 500.000 euro al raggiungimento di un tot numero di gol da parte del centravanti spagnolo.

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